00:07Roma, esterno giorno, stazione Termini. Un ragazzo straniero si aggira intorno alla postazione
00:12mobile degli operatori di Villa Maraini. Vuole una siringa, ha bisogno di farsi. Il suo volto
00:18è contratto nella smorfia della dipendenza.
00:36L'operatore acconsente, ma gli lascia un biglietto con un indirizzo, strappandogli la promessa
00:40che inizierà a seguire un percorso, per riprendere in mano la sua vita o almeno provarci.
00:48Dietato a morire non è un documentario nel senso stretto. Documentario, fiction, docufiction
00:53e tutto ciò che si cela negli interstizi tra queste categorie, l'esordio nel lungometraggio
00:57del giovanissimo Teo Takashi le attraversa tutte con disinvoltura, con la sua urgenza di descrivere
01:03una realtà così vicina eppure colpevolmente trasparente agli occhi dei più.
01:06Grandissimi.
01:09Sì, è un controsenso, però...
01:15La descrizione della dipendenza da eroina al cinema e non solo non va più di moda, così
01:20un'opera come questa si rivela genuinamente in controtendenza.
01:23Che mi sono trovata a Roma, subito mi hanno offerto una botta negli eroini.
01:32Quello del titolo in fondo può essere letto come un imperativo che reagisce e controbilancia
01:36tale intento, sopravvivere per continuare ad esistere, spezzare le catene della dipendenza
01:41per infrangere quelle ben più dolorose dell'invisibilità .
01:57Non giudicate se non volete essere giudicati e non condannate se non volete essere condannati.
02:04È qualcosa che è sempre distretta per noi.
02:28Allora, lì decidi veramente la palla finita.
02:30Ma non stai col culo per te come invece l'ho trovato io.
02:33Tutto là .
02:35Capito?
02:58Capito?
02:58Capito?
02:59Capito?
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03:00Capito?
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03:00Capito?
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