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  • 2 giorni fa
Intervista a Carlo Mazzacurati, regista del divertente e avventuroso La sedia della felicità.
Trascrizione
00:01Allora, io avevo da qualche parte, in qualche cassetto, una novella che mi aveva dato mia
00:10sorella, che è una studiosa di letteratura russa, perché le avevo chiesto se era vero
00:19che un film di Mel Brooks, che si chiama Il mistero delle dodici serie, veniva da una
00:26novella russa come mi avevano detto. Lei ha fatto un po' di ricerca e l'ha trovata questa
00:32novella. È una cosa radiofonica che due autori, due scrittori, avevano composto insieme e raccontato
00:43a voce, però che aveva avuto una fortuna dilagante, talmente potente, che era diventata una novella
00:51per bambini che i genitori, diciamo, dicevano ai bambini, cioè tipo Pinocchio da noi per
00:58intendersi, anche se è un po' difficile crederci, ma è così. E niente, quindi letta la novella
01:08e ripensando all'idea di una storia che stavo cercando, anche se c'era, allora non c'è
01:15solo il film di Mel Brooks, ma ce n'è ben tipo 25 film in giro per il mondo, solo
01:21che
01:21è una storia in cui puoi talmente metterci del tuo che nessuno sa con precisione che esistono
01:28dei precedenti così, come ad esempio può essere un film di Mel Brooks, eccetera, perché
01:34non si riconosce, almeno nel nostro caso, questa origine e questa matrice. È una novella,
01:42loro sono due ebrei russi, quindi c'è questa matrice iddish e quel tipo di umorismo, insomma,
01:50dove l'ironia, diciamo, la comicità anche, spero, e la catastrofe, insomma, diciamo, le cose
02:00che non vanno dritte, la sfortuna, chiamiamola come vogliamo, convivono come è sempre nella
02:08cultura iddice, insomma, ecco. E questo era molto congeniale per me perché, per me, insomma,
02:18anche nei lavori che avevo fatto precedentemente, non riuscivo mai a prescindere, diciamo, le due
02:25cose, insomma, mi sembra che convivono come è nella vita del resto. Spesso è difficile
02:31far ridere se prima non hai in qualche modo fatto capire che tutto questo esce da una
02:37catastrofe, insomma. Cioè, ridi spesso del fatto che la gente è rovinata, ecco, insomma.
02:45Per un insieme di circostanze, direi, il cui punto alto principale è la pigrizia. Io,
02:52essendo, come dire, nato e cresciuto lì, ho fatto sempre, insomma, naturalmente il lavoro
02:59di immaginare le mie storie, insomma, ho le storie che mi venivano in mente in quel posto
03:05lì, insomma. Non credo neanche creando un buon feeling tra me e quella zona della terra.
03:14A volte penso di aver anche irritato, però, insomma, è andata così, insomma, gran parte
03:19dei film che ho fatto sono ambientati in quello che a me non piace per nulla, ma viene chiamato
03:25Nord-Est. Mi sembra più decente Veneto, insomma, ecco.
03:29La storia è una storia che aveva bisogno, diciamo, principalmente di, diciamo, di attori
03:38che non appartenessero fisicamente a quel territorio, che fossero in qualche misura stranei, insomma,
03:46che sono i personaggi interpretati da Isabella Aragonese e Valerio Mastandrea, che sono veramente
03:54lontani. Ma questo elemento del non appartenere per me era importante perché c'è anche lo
04:00sguardo su una terra diversa, un po' vista da chi viene da un altrove rispetto a quel territorio.
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