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  • 2 giorni fa
La videorecensione del film The Unknown Known di Errol Morris, con Errol Morris, Donald Rumsfeld e Kenn Medeiros. Testi di Francesca Fiorentino e voce di Francesca Fiorentino.
Trascrizione
00:07Io sono un uomo politico e questo vuol dire bugiardo e truffatore, quando mi chino a baciare
00:12i bambini rubo loro le caramelle, ma vuol dire anche che mi lascio tutte le porte aperte.
00:16Lo sosteneva uno dei personaggi di Caccia Ottobre Rosso e questo la diceva lunga sul
00:20modo in cui Hollywood rifletteva sugli amministratori della cosa pubblica.
00:24Cosa succede però se dalla finzione ci spostiamo alla realtà?
00:27Come può un politico strutturalmente predisposto alla bugia o meglio alle dichiarazioni creative
00:31essere il protagonista di un documentario, genere che trova la sua essenza nel tentativo di raccontare la verità?
00:38L'interrogativo, lo diciamo subito, non viene affatto risolto dalla visione dell'ultimo lavoro di Errol Morris
00:43di Unknown Known, presentato in concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
00:48Dovrebbe essere la verità storica l'obiettivo principale del regista, il desiderio di far luce
00:53sulle zone d'ombra di uno dei personaggi più influenti della storia contemporanea.
00:57Eppure, ben conscio di trovarsi davanti ad un osso duro, uno statista difficilmente intaccabile,
01:02in grado di rilanciare con astuzia e cinismo le accuse che gli venivano mosse,
01:06Morris lascia che sia Rumsfeld a monopolizzare il dialogo.
01:09Potremmo supporre che sia proprio questa la strategia, ovvero mostrare in tutta la sua insita
01:13violenza la fastidiosa peculiarità dello statista di confondere l'interlocutore.
01:18Eppure non saremmo del tutto obiettivi in questa affermazione, perché la sensazione è che Rumsfeld
01:23abbia in realtà messo a segno il colpo vincente, sfruttando l'intera operazione per tornare
01:27a far parlare di sé, forse per attaccare i detrattori.
01:31Rumsfeld il freddo non tradisce mai emozioni, neanche quando si parla dell'11 settembre e dello
01:35scandalo del carcere militare di Guantanamo, o quando gli viene chiesto perché si sia deciso
01:39di invadere l'Iraq, nonostante non siano mai state trovate le famigerate armi di distruzione
01:44di massa. Non lascia trapelare nulla di sé neanche quando legge i suoi fiocchi di neve,
01:48le decine di migliaia di appunti annotati nel periodo in cui fu un membro del congresso
01:52e segretario della difesa, prima immortalati nel dittafono e poi rielaborati fino a 5 volte
01:57e scrupolosamente catalogati. Il match dunque è coinvolgente come ci si poteva attendere
02:02e ci permette di mettere a fuoco non tanto l'indole del personaggio, chiarissima in ogni
02:06movimento delle mani e nei sorrisi diabolici che elargisce in continuazione, quanto la straordinaria
02:11capacità, tutta americana, di trasformare la politica in intrattenimento. Eppure non
02:16ci si può ritenere completamente appagati dal documentario, non se ci si aspettava di
02:21sapere qualcosa di più sul protagonista, che ci ha rubato le caramelle e ha chiuso tutte
02:25le porte.
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