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  • 2 giorni fa
La nostra video recensione del nuovo film di Alice Rohrwacher.
Trascrizione
00:02A quattro anni dal suo film precedente, Le meraviglie, Alice Rohrwacher ha trovato una
00:07maturità artistica sorprendente. Fedele alla sua idea di cinema, lo sguardo della regista
00:12toscana è sincero come quello del suo protagonista, il giovane e ingenuo Lazaro, al punto da voler
00:18lasciare libero e imperfetto ogni fotogramma come un occhio spalancato sul mondo.
00:28Occhi grandi e sorriso spontaneo, Lazaro non ha nemmeno vent'anni, lavora nei campi ed
00:32è l'ultimo degli ultimi. Ma con un colpo di scena inaspettato, Lazaro felice si trasforma
00:38da racconto di vita rurale in qualcosa di completamente diverso, trasfigurando il suo protagonista da
00:44essere umano in carne ed ossa, un personaggio quasi ultraterreno, rappresentazione del bene
00:49universale a cui si contrappone il male incarnato da un lupo, che riconosce in lui il suo polo
00:55opposto e ne ha rispetto.
01:03La felicità di questo personaggio gentile continuamente messa alla prova invece di essere
01:08contagiosa ci fa paura perché ci mette a confronto con i nostri difetti, con le nostre inconfessabili
01:13meschinità, dissolvendo le illusioni di cui ci nutriamo. È per questo che non c'è spazio
01:18nel mondo, per Lazaro, che rappresenta un'umanità ideale che difficilmente trova riscontro nella
01:24realtà. Ed è per questo che un odguardo puro, come quello di Alice Rohrbacher, nella
01:28sua semplicità e accosto di sembrare sdolcinati, è rivoluzionario.
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