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Trascrizione
00:06Benvenuti a 5 giorni sui mercati. Il mese di marzo si è aperto nel segno di uno scenario
00:11ad alta tensione. Dunque l'attacco all'Iran lanciato da Stati Uniti e Israele ha innescato
00:16un escalation in Medio Oriente senza precedenti. Un vero shock geopolitico che ha colto i mercati
00:22ampiamente impreparati, con picchi di volatilità saliti in una settimana di oltre il 30%.
00:28L'onda d'urto ha infiammato innanzitutto i prezzi dell'energia e si è propagata rapidamente
00:34sulle piazze finanziarie, colpendo indici azionari, valute e bond governativi e influenzando le
00:40aspettative su tassi e inflazione. A tutto questo si sono poi aggiunti i dati sull'occupazione
00:44negli Stati Uniti. In questo clima di forte avversione al rischio facciamo quindi il punto
00:50per capire quali sono le prospettive direttamente dalla war room delle sale operative. È un
00:56grande piacere e ringrazio per essere con noi Stefano Mac, amministratore delegato e
01:01co-founder di Impact, SGR e top manager di lungo corso nella gestione degli investimenti
01:06sui mercati. Grazie per essere con noi, benvenuto.
01:09Grazie, buongiorno a te.
01:11Dottor Mac, allora i mercati sono molto instabili, evidentemente si adattano anche molto in fretta
01:16all'evoluzione degli eventi della guerra in Medio Oriente. Che situazione emerge dal suo
01:22punto di vista dopo lo shock della prima settimana di marzo? È cambiato il quadro
01:27di fondo?
01:29No, pensiamo che il quadro di fondo non sia cambiato, la crescita dovrebbe rimanere in
01:33tutte le aree, sia l'area asiatica che l'area Europa che l'area Stati Uniti. È chiaro che
01:38non c'è visibilità su alcuni fattori ed è chiaro che questo mercato non piace. Se il
01:44conflitto dovesse durare molto lungo le stime di crescita dovrebbero essere tagliate, c'è
01:49un problema di approvvigionamento energetico molto importante su delle aree fondamentali
01:54per la crescita come soprattutto l'area asiatica, ma anche un po' l'Europa e quindi tutto questo
01:58fa sì che la volatilità sia salita. Ma è difficile dare però una visione generale
02:05perché la durata di questa guerra è veramente conosciuta da nessun operatore, non penso neanche
02:11a livello internazionale, tant'è che nessuno neanche degli alleati americani era stato
02:14avvisato di questa guerra, per cui oggi fare delle votazioni è molto difficile. Quello
02:18che sappiamo è che il premio a rischio è aumentato e quindi i portafogli devono comunque
02:22tenere presente che siamo in un contesto più complicato rispetto a quello della settimana
02:26scorsa.
02:27I mercati seguono molto da vicino le dichiarazioni di Trump che proprio in chiusura di settimana
02:32ha affermato che gli Stati Uniti non si fermeranno fino a quando non completeranno il lavoro,
02:37ma Wall Street ha sofferto comunque meno nel corso della prima settimana rispetto ad Europa
02:43e Asia. Questo come si spiega?
02:47Storicamente il mercato americano in queste fasi è meno volato di quello europeo e di
02:51quello internazionale perché è detenuto principalmente da operatori istituzionali che quindi non hanno
02:57esigenza poi di vendere o di limiti di volatilità da eseguire. Per cui è un mercato un pochettino
03:03più maturo da questo punto di vista. In più c'è la presenza della tecnologia che chiaramente
03:08soffre molto meno di queste problematiche perché ovviamente ha meno necessità poi di energia,
03:15di approvvigionamenti energetici rispetto ad altri settori e mi sembra che anche durante la guerra
03:20si è emesso che la tecnologia rimarrà un fattore chiave perché sembra che chi vinca o chi perda la guerra
03:25sarà molto legato poi dalla capacità tecnologica dei propri armamenti.
03:32Gli Stati Uniti poi sono esportatori, sono esportatori principalmente di gas quindi in una situazione
03:37con i prezzi a rialzo potrebbe fare bene a loro come esportatori puri di materie prime energetiche.
03:43Quindi mi ha già un'altra domanda. Come risultato di questa guerra vedrebbe un ritorno di flussi
03:49verso gli Stati Uniti?
03:53Più che altro ci sono bloccati i flussi che erano sui mercati emergenti e anche un po' in Europa
04:00che avevamo visto partire ormai da circa un anno.
04:04In gennaio e febbraio hanno avuto i massimi di questi flussi.
04:07Quello che noi vediamo nell'ultima settimana dei primi dati che abbiamo
04:10è che comunque ci sia un po' una chiusura di queste posizioni lunghi
04:13ma non avere un'apertura immediata sugli Stati Uniti.
04:16Proprio solo una chiusura dei trade aperti sui mercati più periferici.
04:20Tema chiave, come diceva, sono i prezzi dell'energia.
04:23C'è lo snodo critico di Ormuz, quindi fiammata del petrolio sopra gli 80 dollari,
04:28gas TTF salito di oltre il 50% in una settimana.
04:32Gli occhi sono sullo stretto.
04:34Ma a cosa state monitorando esattamente in chiave operativa?
04:41Diciamo che il prezzo del petrolio è chiaramente il driver.
04:45Le stime che circolano da tutte le case d'affari sono di un petrolio facilmente
04:49sopra i 100 dollari se la guerra dovesse portrarsi più di qualche settimana.
04:54E quindi sicuramente è questo il driver.
04:56Mi sembra che poi l'insieme delle cose però vada un po' guardato in maniera integrale.
05:02Gli impatti che ci sono su alcuni settori possono essere devastanti nel breve periodo.
05:05Per esempio le avvioline, il prezzo del petrolio, scusa, dei rifornimenti che ha salito quasi del 40%,
05:10i trasporti, i prezzi dei carri.
05:13Quello che noi guardiamo però in realtà sono le società e le loro valutazioni.
05:17Quindi quando le valutazioni delle società che ci piacciono entrano in un range interessante,
05:22noi a prescindere dalla situazione macroeconomica,
05:24che riteniamo che prima o poi si dovrà concludere, iniziamo a comprare.
05:28Quindi è una situazione ancora abbastanza distante perché comunque i prezzi solo su alcune asse classici piacciono,
05:35però è una situazione che noi monitoriamo cercando poi di cogliere le opportunità qualora ci fosse di un mercato magari
05:41di stress.
05:42Le borse evidentemente hanno ridotto i guadagni dell'inizio anno con i contraccolpi di questa settimana di marzo.
05:49Ma quali sono i livelli di guardia per la tenuta del comparto azionario?
05:55Le borse soprattutto le borse europee, perché la borse americana in realtà,
05:59se escludiamo la giornata di oggi che poi vedremo come finirà, è abbastanza poco volatile.
06:04Le borse europee sì, perché ovviamente avevano sovraperformato,
06:07perché sono borse tendenzialmente molte periferiche,
06:11che quindi vengono scaricate prima dagli investitori.
06:14Noi non guardiamo in dettagli livelli di indice.
06:16Chiaramente la sovraperformance che hanno avuto alcuni indici è stata molto forte negli ultimi anni,
06:22ma riteniamo che, come ti dicevo, su certi settori, come le utilities, come le infrastrutture,
06:27in Europa si possa intervenire se i prezzi scenderanno da qui in avanti di un 5-10%.
06:34Ecco, quindi qual è la sua view, precisamente, dottor Mac, rispetto al War Premium,
06:39cioè il premio per il rischio legato proprio a questo shock della guerra,
06:43che è una variabile geopolitica?
06:47La view è che in realtà le pressioni internazionali per far sì che la guerra finisca sono tantissime.
06:53Non c'è un'area che non sia impattata negativamente da questa guerra,
06:57oppure sembra una guerra molto limitata dimensionalmente.
07:00Asia, con India e Cina, Europa,
07:04con anche la problematica poi di questo flusso di petrolio che escono dalla Russia,
07:09che quindi vanno a rinforzare anche la guerra in Ucraina.
07:13Insomma, gli Stati Uniti stessi internamente mi sembra che abbiano dei grandi problemi,
07:16perché comunque gli Stati Uniti sono molto legati ai prezzi delle azioni,
07:20quindi qualora ci fosse uno shock di mercato la pressione su Trump sarà fortissima.
07:23La benzina, negli Stati Uniti, che è sempre un elemento importante,
07:26è adatta sopra il petrolio per dollari del gallone, l'inflazione.
07:30Le politiche, perché comunque sembra che soprattutto stia perdendo consenso,
07:34visto che ci avviciniamo ormai a pochi mesi da delle elezioni,
07:39sicuramente la pressione su Trump c'è, la pressione sui Stati Uniti per finire la guerra c'è,
07:43per questo noi riteniamo che questo conflitto possa a un certo punto cessare,
07:49soprattutto per le persone internazionali che avrà il Presidente degli Stati Uniti.
07:53Quindi riteniamo che chiaramente la volatilità sarà alta, la visibilità è bassa,
07:58ma alcuni fattori ci fanno presagire che il conflitto possa concludersi per le pressioni internazionali.
08:06Guardando oltre, cerchiamo di capire qual è lo scenario base.
08:10Gli operatori naturalmente formulano delle previsioni, delle ipotesi di base per poter operare sulla durata del conflitto.
08:18Quindi 4-5 settimane come stimato da Trump come possibile soluzione ad un rimbalzo in tempi rapidi dei mercati
08:27oppure debolezza strutturale con tensioni prolungate?
08:32Il mercato in questo momento incorpora circa un mese di conflitto.
08:37È chiaro che se dovesse protrasi i prezzi potrebbero scendere,
08:41è altrettanto chiaro che dall'altra parte si potrebbe tornare sui massimi se la guerra invece finisse prima.
08:47L'impatto sul prodotto interno lordo di questa guerra è rilevante,
08:51è rilevante perché purtroppo la correlazione tra i prezzi delle materie prime, l'inflazione e la diminuzione del prodotto interno
08:58lordo è molto alta.
09:00Per cui in questo momento il mercato stima circa un mese.
09:03Stefano, lei guida una SGR che investe con un orizzonte pluriennale.
09:09Cosa fa quindi un investitore di medio-lungo periodo in un periodo come questo, in un contesto così?
09:20Inizialmente rimane ordinato perché tutte le decisioni prese sul panico abbiamo visto che non hanno funzionato,
09:25anche perché questa non è una situazione di panico,
09:27nel senso che gli indici dall'inizio all'anno fanno meno uno, meno due, meno tre,
09:31sono qui in una situazione abbastanza controllata.
09:33Chiaramente in Europa abbiamo avuto un drawdown di circa otto punti,
09:35che è relativamente tanto, ma non è ancora una situazione in cui poi le decisioni devono essere prese sotto panico.
09:41Quello che facciamo noi è osservare i titoli che ci piacciono,
09:45noi avevamo ridotto l'esposizione su alcuni settori per le valutazioni troppo rilevanti
09:51e adesso le stiamo rivedendo e quindi noi osserviamo e interveniamo utilizzando la liquidità che abbiamo in portafoglio.
09:59Tutti gli investitori devono mantenere una posizione, dal nostro punto di vista,
10:03in liquidità tra il 20 e il 25% per poter proprio agire in caso ci fossero dei momenti di
10:08crisi.
10:08Quindi noi aspettiamo quasi come un'opportunità, un eventuale momento di crisi per aumentare le posizioni.
10:15Chiarissimo, quindi aspetta, però in questo contesto comunque in movimento si compra anche volatilità
10:22oppure si entra dove ad esempio l'Europa ha registrato iperreazioni?
10:29Noi abbiamo iniziato a comprare qualcosa questa settimana in Europa appunto,
10:34alcuni settori come le utilities, come anche il credito e quello che invece su cui non interveniamo
10:44sono la componente bond e il componente corporate che riteniamo ancora avere un premio per il rischio troppo basso.
10:50Quindi preferiamo in questo momento, qualora ci sia la possibilità, aumentare l'esposizione azionaria
10:56prendendo, come ti dicevo, dall'equità.
10:58Sui corporate siamo scarichi ormai da circa un anno, ci sembra che il primo per il rischio sia basso,
11:03ci sembra che gli spread siano bassi e i tassi probabilmente non si muoveranno più.
11:08Quindi alla fine è un asset classico che in questo momento noi non sovrappesiamo
11:12ma anzi manteniamo in sottopeso in maniera significativa.
11:15C'è un elemento nuovo che è legato al mercato del lavoro negli Stati Uniti,
11:19abbiamo visto i dati peggiori delle attese nel mese di febbraio,
11:23quindi anche su questo ha reagito Wall Street, hanno reagito i mercati finanziari.
11:29È stata anche questa una sorpresa negativa.
11:32È l'inizio di una possibile revisione degli scenari macro?
11:39Innanzitutto non è legata la guerra perché si parla dei dati del mese scorso.
11:43La sensazione è che possono essere dei dati che poi devono essere valutati più approfonditamente.
11:48Chiaramente è un dato completamente inatteso, però dall'altra parte se così fosse
11:53vuol dire che probabilmente la crescita è un pochettino più bassa.
11:55Quindi l'effetto che oggi vedo sia sul mercato azionario che sul mercato obbligazionale
12:00da qualche parte è sbagliato perché non possiamo avere obbligazioni e azioni
12:03che scendono contemporaneamente per un dato del genere.
12:05Quindi valutiamo il dato, valutiamo i prossimi mesi, però sappiamo che comunque
12:11la politica americana è molto legata anche alla disoccupazione, quindi secondo me sono
12:18tutti effetti che potrebbero magari ridurre, ci auguriamo che possano ridurre la durata
12:23della guerra.
12:24Intanto l'escalation geopolitica ha determinato un riprezzamento di tutti gli asset.
12:32Come diceva a suo parere, quali mercati o quali asset class si trovano nella best situation,
12:41cioè nella situazione migliore?
12:45Guarda, quello che è successo è che gli asset class che pensavi che fossero difensive
12:48non hanno difeso, perché l'oro tendenzialmente è sceso, Franco-Svizzera tendenzialmente
12:52è sceso, i bond sono scesi, prendiamo dei bond americani, ovviamente per paura di inflazione,
12:57però il risultato è che gli asset class che sono disegnati storicamente per difendere
13:01non hanno difeso.
13:03L'opportunità comunque, come ti dicevo, noi la vediamo più sulla componente azionaria
13:07e le più forti preoccupazioni le vediamo in tutto quello che non è quotato, quindi
13:13private equity, private debt, già i primi segnali in America sono arrivati da qualche
13:19mese, ormai quasi da un anno, e lì chiaramente le possibilità di default sarebbero molto
13:23superiori rispetto a quello del mercato quotato, quindi non siamo tanto preoccupati per l'andamento
13:27dei mercati quotati quanto per la continua necessità di scatolare il rischio ai privati
13:35sui mercati non quotati.
13:38Sotto il profilo macroeconomico c'è un dato da considerare, cioè le aspettative di inflazione,
13:44la guerra sta alterando in qualche modo le aspettative, in che misura, Stefano, questo rischio
13:50potrebbe impattare su bond e tassi di interesse?
13:55Beh, ha già impattato, nel senso che comunque le stime d'Italia si sono già praticamente azzerate,
14:00l'Europa addirittura, leggevo stamattina qualche economista prevede che ci possa essere
14:05anche un incremento dei tassi a fine anno di uno 0,25, mentre per gli Stati Uniti diciamo
14:10che siamo su un taglio, ma dal nostro punto di vista è molto più facile che sia 0.
14:15Quindi, come ti dicevo, questo lascerà inalterati i tassi probabilmente nei prossimi 12 mesi
14:19e i movimenti sulla componente obbligazionaria dipenderanno più che altro dalla sensazione
14:24degli spread. Sicuramente un impatto c'era già avuto, era un impatto che già si presagiva,
14:30i dati di inflazione che noi abbiamo visto negli ultimi mesi non sono così negativi,
14:37però rispetto alle stime che c'erano fino a 6 mesi fa le prospettive d'Italia sono molto
14:41più basse e non penso neanche che il nuovo governatore della Fed, visto il suo curriculum,
14:46sia una persona particolarmente influenzabile, quindi secondo noi si andrà verso fine anno
14:50a 0 taglio, sia per l'Europa che per gli Stati Uniti.
14:52Ma quindi in questo nuovo contesto le politiche di Fed e BCE che erano date per scontate
15:00prima della guerra tornano ad essere un driver?
15:05In realtà non le politiche sui tassi, perché chiaramente la situazione dei tassi in questo
15:10momento è troppo rischiosa da muovere, quindi nessuno, come ti dicevo, dal nostro punto
15:13di vista rimuoverà probabilmente quest'anno. L'obiettivo che dovrebbe avere la Banca Centrale
15:20in caso ci fosse una crisi importante è quella di mantenere l'equidità del sistema.
15:24Questo l'hanno già dimostrato le banche centrali negli ultimi anni, nelle varie crisi che si
15:29sono succedute, per cui secondo noi sarà molto importante monitorare che cosa farà
15:33la Banca Centrale in caso di estrema volatilità dei prezzi per appunto mantenere l'equidità
15:37e quindi rendere il sistema finanziario solido e meno impattato dai singoli movimenti giornalieri.
15:45Sul lato governativo abbiamo visto la risalita sopra il 4% del t-bond decenale americano, però
15:50anche Italia e Francia hanno particolarmente risentito delle pressioni al rialzo dei rendimenti.
15:56Vede possibili contraccolpi sul BTP valore che è stato appena collocato?
16:04No, i rialzi degli spread Italia e Francia sono minimali, parliamo di quasi 10 esistenti
16:09all'inizio dell'anno, quindi per ora è tutto sotto controllo, vediamo che cosa succederà.
16:13Il BTP valore, la richiesta è forte, i prezzi poi verranno fissati ufficialmente questa
16:18sera rispetto alla forchetta che avevamo dato prima, quindi molto probabilmente, anzi sicuramente
16:23avranno dei tassi in rialzo, quindi ancora più appetibili per gli investitori.
16:27Ci sembra un asset su cui comunque gli spalmatori italiani non mai sono abituati a entrare e
16:32a mantenere il portafoglio, quindi non vediamo grosse problematiche da questo punto di vista.
16:36Un altro effetto dello shock riguarda il dollaro che si è ripreso, quindi è diventato nuovamente
16:42la valuta rifugio di riferimento del G10.
16:45È un movimento tecnico oppure c'è una componente strutturale dietro questo ritorno di forza?
16:52Ma è un riposizionamento rispetto al corto che c'era, l'inizio anno tutti gli strategici
16:58davano il dollaro sopra 1,20 e ovviamente non si è avverato e quindi il dollaro è in
17:03un range che dal nostro punto di vista è abbastanza allineato poi al suo valore storico
17:08che è intorno all'1,20, cioè la media del prezzo del dollaro rispetto all'euro, dalla
17:12nascita dell'euro è 1,20, quindi ci troviamo in questo momento a 1,16, quindi più o meno
17:16è allineato ed è intorno a questo range da quasi sei mesi.
17:21Ricordiamoci quello che è successo l'anno scorso, cioè il primo semestre del 2025 è stato
17:25il peggior semestre negli ultimi 40 anni della storia del dollaro, quindi lo shock che c'è
17:29stato sulla valuta probabilmente è stato più incorporato all'inizio dell'anno scorso
17:34e ci aspettiamo un movimento abbastanza laterale del dollaro nel prossimo anno.
17:39Un'ultima domanda per focalizzare le strategie di gestione, considerando che voi siete molto
17:44presenti sul mercato italiano, come orientare i portafogli in questo scenario di risk off
17:50sulla borsa di Milano?
17:53Beh insomma diciamo che noi non eravamo molto positivi sulla borsa di Milano relativamente
17:58ovviamente alle altre borse, quello che stiamo facendo è comprare titoli, anche titoli che
18:04hanno presentato i piani industriali negli ultimi anni, sono molto significativi perché
18:08parliamo di titoli di grande dimensione come Enel, Intesa e Snam, hanno presentato dei piani
18:12industriali in cui tra buyback e dividendi ridanno gli azionisti tra il 40 e il 50% nei prossimi
18:18quattro anni, quindi chiaramente questi sono investimenti che a questi prezzi possono essere
18:22inseriti in portafoglio, vanno mantenuti, vanno gestiti a seconda delle informazioni, però
18:28avere la certezza, la promessa da parte del management di avere indietro quasi il 50% della
18:35capitalizzazione in buyback e dividendi sicuramente dà una forte possibilità di apprezzamento
18:40a questi titoli. Bene, quindi per concludere su quali obiettivi di investimento conviene
18:45focalizzarsi allora quest'anno? Beh, direi equity, lasciare perdere i corporate e tendenzialmente
18:55avere un portafoglio flessibile che possa permettere di avere la liquidità da utilizzare
18:59step by step sui titoli o sui settori che piacciono di più in modo da poter migliorare
19:05la performance. La statistica dice che muoversi in maniera scordinata in queste fasi ha un
19:10impatto devastante sulle performance, quindi quello che suggeriamo noi è avere già
19:14disposto un portafoglio prima con delle liquidità, con dei punti di intervento come facciamo noi
19:18con i nostri clienti e poi gestire i momenti di liquidità sapendo che capitano in una gestione
19:23finanziaria ma senza panicare e senza vendere posizioni.
19:27Grazie, molte grazie Stefano Mac, amministratore delegato e co-founder di Impact SGR. Buon lavoro
19:32e a presto Stefano, arrivederci.
19:34Grazie a te.
19:35Ci fermiamo qualche istante e riprendiamo dagli scenari geopolitici della guerra in Iran.
19:40Grazie.
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