00:05E' già tardi, la domenica del 5 marzo 1876, arrivano gli strilloni e vendono per 5 centesimi
00:20di lire una copia del Corriere della Sera. L'editoriale del fondatore Eugenio Torelli
00:26Violiè dà il via all'avventura dei 150 anni e comincia così. Pubblico, vogliamo parlarti
00:35chiaro. In 17 anni di regime libero tu hai imparato di molte cose. Oramai non ti lasci
00:42gabbare dalle frasi, sai leggere fra le righe e conosci il valore delle gonfie dichiarazioni
00:49e delle declamazioni solenni di altri tempi. La tua educazione politica è matura. L'arguzia,
00:57l'esprit ti affascina ancora, ma l'enfasi ti lascia freddo e la violenza ti dà fastidio.
01:04Vuoi che si dica pane al pane e che non si faccia un trave di una festuca. Sai che un
01:11fatto è
01:12un fatto ed una parola non è che una parola. O sai che in politica, più che nelle altre cose
01:19di questo mondo, dalla parola al fatto, come dice il proverbio, va un gran tratto. Noi dunque
01:26lasciamo da parte la rettorica e veniamo a parlarti chiaro. Luigi Albertini entra come segretario
01:34di redazione nel 1896 e nel 1900 è già direttore. Ha 29 anni. Immagina e fa costruire il palazzo
01:44di Via Solferino. Con lui il Corriere diventa un grande quotidiano europeo. Nel 1925 deve lasciare
01:53il suo giornale per volontà del regime fascista. Il suo commiato segna la fine della libertà
01:59di stampa in Italia. Infine, quest'ultima battaglia, combattuta in nome delle stesse idealità,
02:08degli stessi principi liberali a cui ho sempre ispirato la mia azione, così nella politica
02:13interna come nella politica estera e nell'economia, convinto, come sono, che tutte le libertà sono
02:22solidali fra loro. Essa mi costa oggi il maggior sacrificio, quello del Corriere, a cui avevo
02:30consacrato intera la mia esistenza, che in 25 anni, assieme a mio fratello e a tanti eminenti
02:36collaboratori, avevo portato a non comune altezza. A tale immenso sacrificio vado incontro con il
02:44cuore gonfio d'amarezza, ma a testa alta. Luigi Einaudi ha collaborato con il Corriere
02:52della Sera tutta la vita. Cominciò all'alba del Novecento, chiamato dal compagno di studi
02:57Luigi Albertini. Due sole interruzioni, dal 28 novembre del 1925 alla fine della guerra,
03:05perché vuole lasciare lo stesso giorno di Albertini. E dal 1948 al 1955, quando è stato presidente
03:14della Repubblica. Un esimio editorialista di Via Solferino, diventato capo dello Stato.
03:22Che orgoglio, che gioia. Oggi si discute di nuova degli stipendi degli impiegati pubblici,
03:29ed in particolare di quello degli insegnanti. Ma non vedo che, ad informazioni di coloro
03:36che saranno chiamati a pagare il conto, siano resi pubblici in documenti ufficiali, i dati
03:42fondamentali attinenti a quella che dovrebbe essere la invocata soluzione. Né che alcun
03:48giornale abbia chiesto agli iniziati di fornirli.
03:53Nei nostri primi 105 anni, tre premi Nobel per la letteratura hanno messo la loro firma
03:59accanto a quella di cronisti, editorialisti, analisti, corrispondenti dall'Italia e dal
04:05mondo. Grazie a The Led, Luigi Pirandello.
04:08Al futuro terzo Nobel viene chiesto di scrivere sulla scomparsa di Gandhi. L'articolo uscì
04:15senza firma, era appena stato assunto.
04:18La grande anima di Gandhi, questo è il significato etimologico della parola
04:23Mahatma, ha lasciato le sue spoglie terrene. L'apostolo della non violenza muore per effetto
04:30di un atto di violenza. Gandhi è morto nell'ora in cui l'India e forse la stessa Inghilterra
04:37avevano più bisogno di lui. È morto prima di aver visto compiuta la sua missione, prima
04:43di aver raccolto un frutto nel quale forse egli stesso non avrebbe riconosciuto integralmente
04:49l'opera sua. La storia si serve degli uomini, ma va al di là delle loro persone e non realizza
04:58mai i suoi fini, secondo una logica prestabilita.
05:02Quando la Russia invade la Finlandia, anno 1939, un grande inviato racconta la straordinaria
05:09resistenza dei finlandesi. È Indro Montanelli, aveva 30 anni. Quando i carriarmati russi arrivano
05:19a Budapest nel 1956 per reprimere la rivolta ungherese, l'inviato del corriere è lì, sul
05:26posto dove scorre la storia. È ancora lui, Montanelli. Ecco il suo articolo, datato 4 novembre.
05:36Dal nostro inviato speciale, Budapest, 3 novembre, notte. Non so se abbiate mai provato l'impressione
05:45di una trappola che vi si chiude improvvisamente addosso. Non in senso traslato, ma materiale.
05:53È piuttosto sgradevole. E a me è toccato stanotte.
05:59Si era partiti alle nove di sera da Budapest, a bordo di una piccola macchina che tirava
06:03l'anima coi denti, diretti a Vienna. L'onorevole Matteo Matteotti l'ha detto stampa Cabalsar
06:11e io. La frontiera chiusa. Il ministro d'Italia, Franco, che aveva parlato poco prima con l'ambasciatore
06:18sovietico Andropov, aveva ricevuto da lui l'assicurazione formale che la strada e la frontiera
06:25erano libere, che vi si potevano avviare anche donne e bambini. Faceva un tempo da lupi,
06:33con raffiche di neve e sulla mota l'automobile slittava. Non si vedeva anima viva. Solo ogni
06:40tanto una pattuglia di ragazzi della Guardia Nazionale, intirizziti, sbucavano dalla zona
06:46buia agitando una lampadina in aria per intimarci l'alt ed eseguire il controllo.
06:53Regolarmente era con loro una ragazza, anch'essa indivisa, con la pistola al fianco, le mani
06:59paonazze e le gote livide. Italiani? Italiani. Una tragedia nazionale. L'Italia, tutta l'Italia,
07:09in lacrime. Il 4 maggio 1949, alle 17.05, un aereo si schianta contro la Basilica di Superga.
07:18A bordo, il grande Torino, la squadra di calcio degli invincibili. Il corriere invia a Torino
07:24Dino Buzzati, che ha già scritto Il deserto dei tartari e ha incantato le lettrici e i lettori
07:30con i suoi racconti. Nebbia, pioggia, vento, silenzio. Là dove sei ore.
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