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  • 1 giorno fa
Una sala pienissima, a Palazzo dei Diamanti a Ferrara, per il dibattito dal titolo Love harder – L’Iran giovane che non vuole essere dimenticato: l'occasione è la Festa del Corriere. A dialogare con Barbara Stefanelli, condirettrice del Corriere della Sera, la giornalista Greta Privitera, Paolo Valentino, editorialista del Corriere, e Marcello Colombo. L’incontro si è aperto con una lettura dalla riedizione di Love Harder di Stefanelli, per poi arrivare alla situazione attuale e a dar voce alla resistenza civile del Paese.

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Trascrizione
00:00Rara, festa del Corriere e anche qui in queste giornate di maggio abbiamo portato la battaglia
00:08delle ragazze e dei ragazzi di Iran che in questa guerra sono finiti sotto il tappeto
00:15delle trattative mancate, delle bombe di alti interessi geopolitici e che invece sono ancora
00:22lì a lottare per la libertà di essere libere e di essere liberi.
00:26Della guerra, ma soprattutto del popolo iraniano che non deve essere dimenticato, delle loro
00:32storie, della loro speranza, della fine di un regime che da quasi 50 anni soffoca libertà
00:37e desideri.
00:38Parlato di Donald Trump, di quali valutazioni non ha fatto prima di lanciare questo attacco,
00:45questa guerra contro l'Iran, del fatto di non aver completamente sottovalutato la capacità
00:52di reazione dell'Iran, la carta nelle mani dell'Iran costituita dal controllo dello stretto
00:58di Ormuz e che ha svelato ancora una volta la totale improvvisazione che caratterizza l'azione
01:06di questo Presidente americano che probabilmente si è fatto illudere anche da Netanyahu di poter
01:14rovesciare il regime solamente con attacchi dall'area e questo non è assolutamente possibile
01:22perché l'Iran ha reagito e ha dimostrato di avere in mano delle carte molto importanti
01:28purtroppo.
01:29Abbiamo parlato della Cina che è la grande vincitrice di questa partita a vari livelli,
01:34nel senso che la Cina di fatto si avvantaggia da questa situazione sul piano militare, nel
01:42senso che lo spostamento di risorse verso il quadrante medio orientale diminuisce la capacità
01:51di deterrenza degli americani e dei loro alleati in Asia, nel senso che la Cina assiste a una
01:59sorta di overestensione dell'azione americana in Medio Oriente, è il paese che ha fatto
02:10più riserve, che ha messo insieme più petrolio e gas negli stock e quindi può assolutamente
02:17superare la crisi ed è un paese che in questo momento gestisce per interposto Pakistan di
02:25fatto la mediazione, quindi in questo momento la Cina è probabilmente la vera vincitrice
02:30della partita, non sarà necessariamente così anche dopo, ma non c'è dubbio che in questo
02:35momento sia Pechino a uscire vincitrice da questa fase.
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