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Trascrizione
00:05Buongiorno, ben ritrovati su Libri d'Oggi con Paolo Di Paolo. Paolo comincio io con un romanzo
00:12che mi è piaciuto moltissimo, si chiama L'uomo col cappello di legno, l'ha scritto Jane Gardham
00:17che in realtà si chiamava Jean Pearson, era nata nel 1928 e morta nel 2025, quindi è
00:25vissuto quasi cento anni e lo edita da Sellerio. La storia di una trilogia, la serie dell'Old
00:32Field, è la storia di un barrister, di un avvocato di grande importanza che lavora nell'ex
00:40impero, in realtà questo volume in particolare, L'uomo col cappello di legno è dedicato alla
00:46moglie Petti ed è un ritratto di donna, direi strepitoso, con una sensibilità e una capacità
00:53di cogliere tutte le incertezze di questa generazione di mezzo di donne che hanno studiato,
01:01che durante la Seconda Guerra Mondiale, come questo è il caso, hanno anche partecipato
01:07decrittando i messaggi dei nazisti e poi in realtà si trovano rinsediti in una vita quasi
01:12borghese, ma non del tutto perché l'impero costringe a continui agi, a rapporti con persone
01:17insolite, eccetera, eccetera. Che cosa ha di particolare questo libro? Credo che sia
01:24anche il motivo per cui la scrittura piacerebbe a tutti, ma forse le femministe più giovani
01:29avrebbero dei problemi e che è decisamente un libro che parla di donne e di donne che vogliono
01:35trovare un loro spazio nella società, ma è fedele all'impero britannico, cioè Jane
01:42Garland riesce ad essere femminista e colonialista in qualche modo nello stesso tempo. Colonialista
01:48non in senso negativo, il rapporto degli inglesi con Hong Kong è un rapporto complesso, ma in
01:56ogni caso certo traspare una certa nostalgia dell'impero, in ogni caso la scrittura è veramente
02:01di livello altissimo, lei ha cominciato a scrivere nel 1975, quindi tardi, essendo nata
02:08nel 1928, era anche lei sposata a un barrist, era un avvocato e secondo me per avere un
02:17ritratto dell'Inghilterra nella seconda metà del Novecento, l'uomo col cappello di legno
02:24è un'ottima occasione.
02:26Ecco, potremmo dire che in quella Inghilterra le generazioni non erano così affollate, perché
02:31questo libro che si intitola Il secolo delle generazioni, di Isabella Pierantoni che è
02:35una sociologa, scoprire il capitale multigenerazionale e anticipare il futuro pubblicato dal Mulino,
02:41ci mette di fronte un dato che mi ha abbastanza colpito, forse non mi era mai capitato sotto
02:46gli occhi di metterlo così a fuoco, siamo su questo pianeta grossomodo 8 miliardi, ma
02:52coesistono per la prima volta nella storia del pianeta e degli umani 8 generazioni, questo
02:58naturalmente ha a che fare con l'allungamento dell'età media, col fatto che è un mondo in
03:03larga parte di vecchi, che c'è una zona di est e di sud del mondo invece fermentante
03:09da un punto di vista delle nuove generazioni, ma c'è pure un vecchio continente, un occidente
03:14in cui si vive a lunghissimo.
03:16Questo naturalmente cambia, scardina, ci arriviamo anche senza strumenti sociologici, il rapporto
03:21tra generazioni, perché intanto da un lato blocca questa dialettica, la raffretta, dall'altro
03:28consente alle generazioni più giovani o relativamente giovani di ereditare una grande ricchezza,
03:34che è quella dei baby boomer, la generazione dice Pierantoni che ha più risparmiato e che
03:40in qualche modo si è trovata anche avvantaggiata dalla generazione precedente e dal risparmio
03:45dalla costruzione socio-economica della generazione precedente, quindi in qualche modo questo comporta
03:50il fatto che le generazioni giovani o relativamente giovani acquisiscano un'eredità, l'assorbano
03:56un'eredità da un punto di vista economico, in molti casi, ma non riescano davvero a scolpire
04:02una identità e soprattutto a trovare uno spazio effettivo.
04:07Pierantoni ci porta dentro la teoria delle generazioni, naturalmente da un punto di vista
04:11proprio della storia, della sociologia, però poi la cosa più affascinante del libro ha
04:16a che fare con le visioni del mondo che si traducono anche in linguaggi, in mitografia,
04:21immaginario delle generazioni. Fino a un certo punto era proprio iper riconoscibile la dialettica
04:27generazionale anche proprio rispetto a delle cesure che erano evidenti, per cui i riferimenti
04:33culturali, un certo modo di stare al mondo identificava una generazione. Oggi effettivamente
04:38non solo si sembrano essersi apporciate le generazioni, si sono in qualche modo ricontratte,
04:44ma si sono anche sfaldate queste differenze, soprattutto per quanto riguarda le ultime generazioni.
04:50A me il libro mi è sembrato molto interessante, soprattutto quando prova a usare anche i dati
04:57demoscopici, diciamo così, per farci vedere come si autorappresenta una generazione, per
05:02esempio il significato del lavoro, l'etica professionale, lo stile di comunicazione, il
05:07linguaggio, lo stile finanziario, la visione della famiglia, il rapporto con la tecnologia,
05:11il rapporto con l'istruzione. Ci sono, per esempio, nella generazione nata negli anni
05:1720-30 dei punti di assoluta omogeneità rispetto a questi parametri. Questi parametri
05:23invece cominciano a essere molto più opachi, molto più appannati, via via che andiamo ad
05:29avvicinarci alla contemporaneità. Il contesto, diciamo così, più interessante di proiezione
05:35di questa teoria delle generazioni è la visione di futuro, finiamo su questo, perché dice,
05:40Pier Antoni, ma lo dice anche la persona che ha introdotto questo volume, Roberto Paura,
05:46dice forse l'ultima generazione o l'ultimo momento in cui si è percepita questa proiezione
05:51di futuro ha avuto a che fare con la grande tempesta del 68, cioè in quel momento effettivamente
05:57lo slancio verso il futuro era assolutamente chiaro, marcatissimo, la generazione del 68 forse
06:04è stata l'ultima definita da un orizzonte condiviso nei confronti del futuro, quasi quello assimilabile
06:09a quello che ha vissuto la generazione romantica appunto del primo ottocento. Oggi effettivamente
06:17viviamo ancorati a un presente minimo in cui la proiezione sul futuro sembra addirittura
06:22impossibile, tanto più minacciata dalla turbolenza geopolitica, dalle guerre e dall'instabilità
06:29complessiva. Ecco capire diciamo questa convivenza tra generazioni su un pianeta di 8 miliardi
06:34di persone secondo me può essere una buona strada per farci delle domande.
06:38Io vorrei chiudere con un libro che invece mi ha lasciato perplesso, mi ha lasciato perplesso
06:42più di altro la scelta di Rizzoli di ripubblicare tutta l'opera di Frédéric Dard. Frédéric
06:48Dard è stato uno scrittore francese, molto amico di Simenon e di Céline ed è in quel radar
06:57culturale. Scrive Giallini, ha scritto una quantità incredibile, il suo personaggio più famoso si chiama
07:03San Antonio, il commissario San Antonio, credo che abbia superato il centinaio. Questo in particolare
07:09però, il Beleno sei tu, e avevamo già parlato della morte del Becchino, non sono dentro la serie di
07:13San Antonio. Sono dei Giallini scritti molto bene, ma con un carattere mi so che francamente
07:19sconcerta. Qui è la storia di un uomo che ha a che fare con due sorelle, ovviamente essendo
07:25un giallo non posso svelare chi è la cattivissima delle due, però effettivamente come Inseline
07:32e come Simenon, che però ha un'altra dimensione sia di scrittura che di grandezza letteraria,
07:39l'odio quasi verso le donne colpisce molto. Bene, io ringrazio Paolo Di Paolo, ringrazio
07:45voi e vi do appuntamento alla prossima puntata di Libri d'Oggi.
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