00:00Buongiorno, ben ritrovati su Libri d'Oggi con Di Paolo. Paolo, inizio io con un giallo che in
00:11realtà fa parte di una serie, si chiama Il Segreto Bretone, l'autore Jean-Luc Banalet,
00:17che non è il vero nome, si chiama Jorg Bong ed è un autore tedesco che però adora la Bretagna,
00:25è stato direttore editoriale, adesso fa esclusivamente lo scrittore e ha creato questo
00:31personaggio di Georges Dupin, un commissario, che è diventata anche una serie televisiva tedesca,
00:38Commissaire Dupin e che anche sulla Rai, su Rai Play si ritrova. Allora, che cosa ha di particolare
00:45questa saga? Che in realtà l'aspetto poliziesco è quasi secondario, nel senso che la protagonista
00:52è proprio la Bretagna. Le descrizioni sono molto accurate, ma è proprio un atto di amore
00:58verso questa regione della Francia. In questo caso particolare, di cui fra l'altro c'è anche
01:05l'episodio televisivo, il commissario indaga su uno stranissimo gruppo di studiosi sulle tracce
01:11praticamente di Mago Merlino, insomma, comunque esperti del Medioevo Breton e della tavola di
01:19Re Artù. Però, di nuovo, le descrizioni naturali, la descrizione della Bretagna, per
01:25chi amasse la Francia, valgono veramente la pena.
01:29Io scelgo un titolo abbastanza inequivocabile, che è molto forte e sparato sulla copertina
01:36di questo piccolo libro pubblicato nella collana I Solferini di Solferino. Il titolo è
01:41La guerra è merda, nella quarta è tradotto in varie lingue, quindi per evitare che sia
01:47fraintendibile. L'autore è un giornalista di lungo corso, un inviato di guerra, Jacques
01:51Charleau, la prefazione di Lily Gruber, ed è un insieme pamphlet e anche un po' un
01:57memoir, perché Charleau ovviamente dà notizia di quante guerre abbia visto da inviato, anche
02:07guerre di cui l'Occidente, il cosiddetto Occidente, si è occupato poco in Chad e guerre ascrivibili
02:13in qualche circostanza civili, ma dove in realtà viene fuori sempre questa impressionante
02:19mortificazione umana, da un punto di vista fisico, da un punto di vista psicologico, da
02:25un punto di vista proprio della riduzione a qualcosa di primitivo e esasperato. Lo dice
02:32Charleau che la guerra è merda perché forse l'abbiamo dimenticato o stiamo fingendo di
02:37dimenticarlo, ma molto colpito il libro dove parla anche della questione del riarmo, provando
02:43a farci osservare che le spese per gli armamenti stanziate da un singolo paese possono equivalere
02:49non so, alla creazione di almeno 30 nuove scuole moderne in quello stesso paese e quando
02:55dice moderne, dice anche molto diverse dalle scuole che oggi abbiamo in Italia. Allora
03:00a cosa rinunciamo quando investiamo sulla guerra e quando soprattutto ci convinciamo,
03:06dice lui, che la prospettiva della dissuasione sia quella decisiva e invece, dice lui, potremmo
03:12riorientarla in termini di persuasione. Sembra utopistico? Forse in parte lo è, ma, dice
03:18lui, è curioso come da questi ultimi tempi l'unica lezione che abbiamo tratto è che dobbiamo
03:23riarmarci e non, al contrario, provare a disarmare il mondo. Le posizioni pacifiste vengono
03:29derubricate a naif, a ingenue, ormai non vengono più nemmeno soppesate nel discorso pubblico
03:35e questa è una trasformazione anche ai miei occhi, dico proprio personalmente, piuttosto
03:39sconcertante, per cui anche dove allignava la retorica del pacifismo, però sentivamo
03:45che resisteva una linea, per cui il peggio è la guerra e tutto bisogna fare per evitarla.
03:50Charmleau ci fa osservare come la stessa Europa, lo stesso, come l'ha chiamato Canfora
03:55porcospino d'acciaio, che è l'Europa e l'Occidente, sta pensando invece in termini
04:00appunto di incremento delle spese agli armamenti e dice Charmleau con una evidenza inoppugnabile
04:06dove un mondo si arma, quel mondo entra in conflitto, la storia non ha mai smentito
04:11questa evidenza. Il libro mi ha molto colpito anche per la sua brevità, la sua asciuttezza,
04:16per il suo essere profondamente antiretorico, non ci sta dicendo appunto il mondo è rose
04:22e fiori e tutto potrebbe essere fatato e appunto illusorio, ci sta dicendo che siamo
04:27noi responsabili di quello che avviene e nel momento in cui cambia il lessico, cioè
04:32il lessico si traduce in un lessico guerrafondaio, bellicistico, i cittadini sono messi in perenne
04:37allarme perché pure questo fa parte di una sorta di propaganda, preparatevi alla guerra,
04:42preparatevi alla guerra, poi hanno dimostrato le due catastrofi mondiali del novecento, la
04:46guerra arriva, cioè nel momento in cui tu la invochi, tu la chiami, tu la convocchi proprio
04:51letteralmente da un punto di vista lessicale, la guerra arriva e la guerra però è merda
04:56e quando ci fa vedere certe cose che succedono ai corpi e alle menti delle persone dentro lo
05:02spazio della guerra forse ci ricorda che appunto stiamo andando in una direzione sbagliata.
05:06E fra l'altro direi il paragone sulle spese per le scuole forse non è così casuale
05:11perché vorrei ricordare che in base agli ultimi dati l'Istat in Italia è l'ultima
05:16nella destinazione delle spese per l'istruzione in Europa, dietro abbiamo solo l'Irlanda
05:22e la Romania. Ovviamente meno scuola si fa, più si è soggetti a questa retorica.
05:29A proposito di brevità io vorrei chiudere con un brevissimo saggio ma molto prezioso,
05:34scritto molto bene, di Anangisa Marrocco che è una giornalista dell'Afpost dove si occupa
05:39di cultura e spettacoli, anche però un anglista ha tradotto Virginia Woolf, Jane Austen e anche
05:45Arthur Conan Doyle. Questo breve saggio che si chiama Jane Austen non è Bridgerton, che è erito da
05:53Rogas, spiega molto bene perché Bridgerton fa parte di un filone di fiction quasi regressivo,
06:03nel senso che ha uno schema sempre fisso com'è la fiction di consumo, ossia c'è una situazione
06:09prima, due che non si possono vedere e in un contesto che diventa solo uno scenario di balli e case
06:15lussuose, i due che all'inizio si odiano finiranno per sposarsi, lei è quella ovviamente che arriva a
06:22conquistare l'ambito scapolo antipatico, lo schema è praticamente sempre lo stesso. Jane Austen è tutta un'altra
06:30cosa, Jane Austen è letteratura in cui la dialettica fra le persone è anche un processo di crescita. I balli
06:38non sono degli scenari, sono una dinamica sociale perché nel periodo giorgiano il ballo era effettivamente
06:44un posto di socializzazione dove tutta una serie di meccanismi scattavano sia anche per il matrimonio
06:50ma non solo per consolidare certe alleanze sociali ma soprattutto Jane Austen fa attraversare ai suoi
06:57personaggi un percorso di crescita, di consapevolezza, di avvicinamento e il corteggiamento
07:03ne è l'aspetto diciamo solo estridore, cioè non è uno schema che si ripete fisso, schema che
07:08inevitabilmente nelle fiction televisive serve perché è lo schema narrativo di consumo però
07:15attenzione appunto a non scambiare una letteratura che raccontava il presente perché Jane Austen
07:20raccontava il suo tempo con invece una fiction di consumo sia delle serie ma anche dei libri perché
07:26Bridgeton viene da un libro che invece usa il passato per mettere in scena come dire un copione
07:33che è sempre lo stesso e che è un romance leggero che però attenzione è molto più regressivo di
07:40quanto non fossero i libri di Jane Austen. Bene, io ringrazio Paolo Di Paolo, ringrazio voi e vi do
07:47appuntamento alla prossima puntata che sarà anticipata e sarà uno speciale di libri per le feste,
07:53non solo per Natale ma insomma speriamo che sia un periodo di letture. Grazie e buona giornata a tutti.
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