Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 3 ore fa
“Il Luchino Visconti del varietà televisivo”: così Carlo Verdone definisce Antonello Falqui, lo straordinario “inventore” dello spettacolo leggero della televisione italiana, raffinato, colto, esigente, nato cento anni fa e rievocato da Fabrizio Corallo in un documentario costruito con spezzoni indimenticabili della nostra tv: dalla leggendaria “Canzonissima” del 1959, condotta da Delia Scala, Nino Manfredi e Paolo Panelli, al “Sei ’na fagottata de roba!” di Sordi a Mina a “Studio Uno”, dalle prime esibizioni delle gemelle Kessler con castigata calzamaglia nera a “Dove sta Zazà”, a colori, con Gabriella Ferri. E Carlo Verdone, Christian De Sica, Gianni Morandi, Renzo Arbore, Aldo Grasso, Leopoldo Mastelloni, la ex Bluebell Leontine Snell, Maurizio Micheli, Massimiliano Pani e altri ricostruiscono la creatività e il rigore di un artista che costruì spettacoli di varietà tra i più belli e, di volta in volta, più moderni del mondo.
Trascrizione
00:00:07Grazie a tutti.
00:00:31Mi sono chiesto quando morirò io che faranno, come sarò ricordato, praticamente il re del varietà, sarò ricordato su questo
00:00:40sicuramente, anche perché non è che ci sono altri.
00:01:16Tutta la gente del mondo alle nove di sera ha voglia di sorridere un po'.
00:01:30Tutta la gente del mondo alle nove di sera ha voglia di tirarsi un po' su.
00:01:41Puoi sapere quantità di missioni ho fatto? 754.
00:01:46Antonello Falqui era il sabato sera degli italiani.
00:01:52Ho lavorato per 50 anni, tutti i sabati sera per 50 anni.
00:01:58Quando appare una varietà di Falqui lo riconosci immediatamente, c'è una cifra diversa. È un programma di Falqui, si
00:02:06vede.
00:02:06Erano veramente programmi top. Ogni settimana c'era un star di New York, dappertutto. Veramente top.
00:02:16Grandi luci, grandi scenografie, grande orchestra, grandi coreografie.
00:02:21Quindi è stato sicuramente il Lugino Visconti del varietà televisivo.
00:02:30Mi ritenevano una bestia rara perché diceva lei, gliel'ha messo tutto, poteva fare tutto.
00:02:35Ma non è che potevo fare, è che me lo sono conquistato. Io me lo sono conquistato con gli ascolti.
00:02:42Sono pezzi di televisione irripetibili, bellissimi, che ci fanno rivedere com'era anche un po' l'Italia di allora.
00:02:50Era speciale l'epoca perché l'epoca era fortemente poetica, mentre adesso è diventata tutta quanta un aperitivo in pratica.
00:03:00Io quando faccio una cosa mi proietto completamente sulla cosa che faccio.
00:03:05Quindi ero proiettato tutto interamente nella televisione.
00:03:11La TV di Antonello Falqui è stata la nostra TV.
00:03:16Lui ha cominciato la Rai quando la Rai cominciava, quindi con tutti i mostri sacri.
00:03:23Buttazzi, Mina, Panelli, Bici e Valori.
00:03:26Non ci sono mia più. Non ci sono i personaggi, non ci sono più.
00:03:31E già che sto qui a voi ve voglio di due paroline.
00:03:34Cioè non era la rincorsa prendiamo chi è più popolare che ci fa fare l'ascolto.
00:03:39No, prendiamo il più bravo e proviamo a vedere dove andiamo.
00:03:43Era coraggiosissimo, era meraviglioso.
00:03:44Ed è il perché ancora oggi la Rai quando deve celebrarsi prende quelle trasmissioni di falco.
00:03:51Roberto Sordini entrava in scena con le chiese.
00:03:55Poi faceva finta di avere un piede accercato.
00:03:57Ma avete proprio centrato il didone.
00:04:02Non solo il grande regista, ma il grande pioniere della Rai.
00:04:06Come può essere stato Zavoli per il giornalismo o Piero Angela per la divulgazione.
00:04:12Signori e signori, buon sabato sera.
00:04:13Non ho trovato nessuno come Walter Chiarino in seguito.
00:04:17Su una barzelletta che dura un mezzo minuto.
00:04:20Lui faceva un monologo di mezz'ora.
00:04:23Devo fare la mia protesta vibratta, devo dire, al governo.
00:04:26Quando conobbi Falqui ebbi la sensazione di essere davanti alla televisione.
00:04:31Era lui la televisione.
00:04:34Don Lurio l'ho scelto io.
00:04:35Un certo tipo di danza spiritosa, fatta di ironia, capito?
00:04:42Intonello Falqui è qualcosa che ha definito la Rai.
00:04:47Pronto mamma?
00:04:48Sei da?
00:04:49Ce l'ho sempre avuta, Franca.
00:04:51Tutti in spettacolo.
00:04:52Tutte le monologhiste di oggi devono qualcosa a Franca a lei.
00:04:55Senti, io scappo, guarda tesoro, perché ho il cane che mi si sta asciugando col fondo.
00:05:01Era il migliore, maggiore regista di varietà.
00:05:04Su questo, insomma, non si discute.
00:05:08Chi era la televisione dovesse essere educativa, senz'altro veniva detto e discusso, persino nei varietà.
00:05:15Nei varietà nel senso di gusto, per esempio.
00:05:18Cioè, i varietà dovevano essere eleganti.
00:05:20Perlomeno quello che facevo io era abbastanza elegante, un certo stile.
00:05:24La qualità, la qualità, andava cercata dappertutto.
00:05:29Allora.
00:05:33I suoi sabati sera erano sontuosi.
00:05:36Tutto era bello, perfetto delle luci.
00:05:39I stacchi erano perfetti.
00:05:40Si vedeva che era un maniaco della perfezione.
00:05:43Antonello amava la precisione, non affidava mai nulla al caso.
00:05:49Lui voleva che le cose che andavano in onda fossero cose preparate
00:05:52per il gran rispetto che lui aveva per il pubblico.
00:05:57Una televisione curatissima, con dettagli pazzeschi, ore e ore di prove.
00:06:03Una televisione luccicante, fotografata in una maniera straordinaria.
00:06:08Questi spettacoli diventavano quasi mitici.
00:06:11Non è una televisione di consumo, è una televisione di spettacolo e quindi di arte.
00:06:16Lo posso dire? Di arte.
00:06:18Le sue scenografie erano molto pulite, lineari.
00:06:24Quella televisione dove si vede il personaggio e nient'altro tutti intorno.
00:06:30Perché era questa scoperta del vuoto?
00:06:32Il levare le scene, cioè fare un studio bianco.
00:06:35Praticamente fondeva il pavimento col fondale, quindi era assolutamente un vuoto assoluto.
00:06:40Poi molto imitato.
00:06:42Gli altri registi copiavano, facevano questi vuoti anche loro.
00:06:46Quindi è stata tutta un'epoca questo vuoto.
00:06:51L'idea geniale è che quel vuoto doveva essere riempito da qualche cosa di sorprendente.
00:06:58Poteva essere la voce di Mina,
00:07:01poteva essere il corpo di Walter Chiari che si muoveva continuamente,
00:07:06poteva essere l'eleganza di Leglio Luttazzi.
00:07:09Questa è un'idea di Falqui che io tra l'altro approvo moltissimo,
00:07:12dare questo stile degli anni ruggenti.
00:07:15Ma tutto ciò avveniva proprio perché lui era capace di rendere essenziali quelle cose.
00:07:22Non erano delle persone in mezzo ad altre persone,
00:07:27era l'essenza stessa di quelle persone.
00:07:30Per cui è una rivoluzione assoluta e credo mondiale.
00:07:37Ero un uomo molto raffinato, colto, molto simpatico, molto severo.
00:07:42Tu pensa che tutte le subrette e le attrici e le cantanti
00:07:46che hanno lavorato insieme a me negli spettacoli di Alto Lafalco
00:07:48li ha fatte piangere tutte.
00:07:55Io ero uno che faceva molte prove, ero pignolissimo.
00:07:59Mi si ricorda ancora così?
00:08:01Mi ricordo un balletto, finivamo tutti in ginocchio facendo un salto
00:08:05e siccome il dito invece di puntarlo così lo puntavamo qua,
00:08:10da capo, da capo, da capo, siamo andati a casa col sangue che ci usceva dalle rodule.
00:08:15Quella roba, terribile.
00:08:18Il governo intende quindi in primo luogo esprimere la sua più alta riconoscenza
00:08:23e il suo apprezzamento al regista Antonello Falqui.
00:08:27Dico, guarda, mi serve un letto.
00:08:28Lui, Falqui, Falqui, Falqui.
00:08:31La prima volta che lo vedevo sentivo che era molto autoritario.
00:08:36Un letto, un comodino, le cose, eccetera, un pigiama,
00:08:39un succotto, forza, forza, forza, dentro mezz'ora devo avere tutto.
00:08:44Aveva un modo di tenere lo studio, c'era un silenzio assoluto.
00:08:49Infatti lui parlava pianissimo.
00:08:53Le decisioni le prendevo io, anche perché nessuno si metteva a discutere molto con me.
00:09:00Anche se ero numero uno nelle classifiche dei dischi più venduti,
00:09:04però quando arrivava Falqui io lo sentivo che dovevo stare ai suoi ordini.
00:09:11Mentre il Celentano era uno che diceva,
00:09:14eh ma adesso mi riprendi.
00:09:17E lui, Adriano, fammi, fammi.
00:09:22Mi disse addirittura come dovevo vestirmi,
00:09:24se tenere la giacca, se mettere una cravatta.
00:09:27Mi dava dei consigli perché io ero veramente un po'
00:09:31dilettante allo sbaraglio.
00:09:33L'importanza di Falqui è assoluta, sia per la televisione italiana
00:09:38che per ovviamente lanciare tutti gli artisti formidabili che l'ho lanciato.
00:09:44È che lui aveva un gusto particolare di plasmare i suoi artisti.
00:09:51Cercava sempre di mettere in luce loro quel tratto di eleganza che lo rappresentasse.
00:09:58E questo credo che sia avvenuto sempre.
00:10:00È avvenuto con Mina, è avvenuto con Onnerna Vanoni,
00:10:04è avvenuto con Rita Pavone.
00:10:07Nel momento in cui fanno un programma firmato da Antonello Falqui
00:10:12è come se ognuno di loro esprimesse qualcosa di Antonello Falqui.
00:10:26Era anche tecnicamente difficile far certe cose.
00:10:29Cioè immagina cantare con l'orchestra che suona ma a 20 metri da tempo.
00:10:35Per cui doveva cantare a memoria, non avevano gli ear monitor, non c'era nulla.
00:10:38E lui ha detto scusa ma come facevate?
00:10:40E niente, Falqui diceva si fa così e bisogna fare.
00:10:44Lei ha sempre amato le sfide e fare cose che fossero belle, stimolanti, musicalmente coraggiosi.
00:10:55Anche brava con Canfora.
00:10:57In diretta su un canale c'era un canale,
00:11:00una possibilità di farla giusta o sbagliata e rirovinato.
00:11:04Sono dei bei matti.
00:11:10Ah ecco Falqui c'è allora.
00:11:12Ma non voleva parlare.
00:11:13Vabbè ma avvicinati, scusa, ecco, scusa Falqui.
00:11:16Dimmi.
00:11:17Ma sei più, voglio dire, emozionato tu oppure i cantanti?
00:11:21Ma credo i cantanti di me.
00:11:23Eh sì.
00:11:24Mi occupavo di costumi, scene, di tutto.
00:11:27E oggi non è più così, i registi non si occupano più di niente.
00:11:32Fanno solo gli stacchi male.
00:11:36Era dolcissimo, dicono che era cattivo, era severo con le mezze calze.
00:11:42Potrei ripetere le cose che dicono tutti, la precisione, le cose, sì, sono vere, sono vere.
00:11:47Però lui era una persona impastata di arte.
00:11:53Papà è vissuto in un ambiente letterario, culturale molto ricco.
00:11:57Mio nonno Enrico Falqui, critico letterario, scrittore, è stato una persona molto importante nella vita di papà.
00:12:05Ma io avevo frequentato tutta la cultura e quando c'era mio padre.
00:12:10Ho conosciuto bene il poeta Sandro Penna.
00:12:15Anche Leo Longanesi, Montempelli, veniva spesso a cena.
00:12:19Erano tutti amici di famiglia.
00:12:22Improvvisamente mi portarono all'auditorio, niente meno che il poeta Ungaretti.
00:12:27Ungaretti, veniva spesso a trovarci.
00:12:29Io ero imbarazzatissimo perché non sapevo nemmeno di cosa parlare, cosa chiedergli.
00:12:34Però un ricordo simpatico, giuviale, molto divertito anche da noi che giocavamo.
00:12:41Poi finalmente vedi che tirò fuori dalla tasca un libretto dove c'erano delle poesie e capì che questo signore
00:12:48era un poeta.
00:12:49Ungaretti quando mi ho sposato mi ha regalato un disegno di Severini.
00:12:54Più volte Antonello ha detto io avevo la casa piena di libri e sono cresciuto in mezzo alle librerie di
00:13:01mio padre.
00:13:15Biblioteca di Studio 1 è qualcosa di unico nella storia della televisione italiana.
00:13:23Parodiare le canzoni in voga in quegli anni con dei testi che avessero invece riferimento al libro di cui si
00:13:31parlava.
00:13:38Perché con i cedra pure con cui ho lavorato per tanti anni facevano prima delle parodie di film.
00:13:45E poi da lì è venuta la biblioteca di Studio 1 sui famosi romanzi.
00:13:50Siamo tutti per uno.
00:13:53Oh ma che carini.
00:13:54Quindi andiamo tutti e tre.
00:13:58È uno dei grandi intellettuali della televisione italiana.
00:14:03Ma intellettuale vero, intellettuale moderno.
00:14:07Cioè noi spesso elogiamo alcuni scrittori.
00:14:10Il primo che mi viene in mente è Alberto Arbasino.
00:14:13Perché hanno saputo cogliere lo spirito del tempo e mescolare l'alto e il basso.
00:14:20Antonello Falqui è quello che in televisione ha fatto per primo questo tipo di operazione.
00:14:29Quelli per esempio erano di mio padre.
00:14:31Li comprava ma attraverso la Bucarelli.
00:14:33Perché è una amica di mio padre.
00:14:35Ma Bucarelli è il dietitice delle belle arti lì.
00:14:39C'è mio padre sotto io di Mazzagurelli.
00:14:43Il padre Antonello è stato un grande.
00:14:45Poi è un collezionista d'arte straordinario.
00:14:48Io mi ricordo che a casa Antonello c'erano dei quadri di Scipione meravigliosi.
00:14:51E poi c'erano delle affiche addirittura di Toulouse-Lautrec.
00:14:55C'erano delle affiche fantastiche.
00:14:57Credimi un uomo di grandissimo gusto.
00:15:00Sono andato anche negli studi di pittori.
00:15:04Sono stato in casa di De Grieco.
00:15:06Quando sono diventato più grande ho cominciato a fare la televisione.
00:15:11Mi hanno fatto fare un film su Roma.
00:15:14Roma sconosciuta si intitolava.
00:15:17Molte cose che mi attribuiscono negli spettacoli
00:15:20è un'eleganza, una molta formalità.
00:15:23Deriva certamente da queste frequentazioni.
00:15:27Conoscevo Anzio Lavagnini, scrittore, l'autore.
00:15:30È stata una mia idea.
00:15:32Ho detto a Antonello
00:15:33possiamo provare a parlare di te in maniera diversa?
00:15:38Ho detto, ma non ti va di raccontare un po' effettivamente te chi sei?
00:15:41A prescindere da Mina e Lechese.
00:15:43Perché tu sei tanto altro.
00:15:46E mi ricordo poco, questo è il fatto.
00:15:49Sono nato il 6 novembre del 25 a Roma.
00:15:54Noi abitavamo davanti a Ponte Sisto, a Via Giulia 209,
00:15:58angolo via dei Vettinari, sei.
00:16:01E lì c'erano tutti i negozi, le botteghe.
00:16:05Mi sono divertito molto lì.
00:16:07Se vogliamo anche inquadrarlo regionalmente, era italiano de Roma.
00:16:14Mentre in onda amava il bello italiano, nel primato gli piaceva questo essere romano elegante.
00:16:21E lui parlava il romanesco elegante, divertendosi persino.
00:16:27Cioè, rideva su se stesso.
00:16:30Io ero figlio della lupa.
00:16:32Mi ricordo quel periodo, quando andavo ladunato.
00:16:36Che poi in quarto ginnasio non si è andato più ladunato.
00:16:39Mi hanno messo quattro in condotta e tutte le materie a ottobre.
00:16:43Ma poi lo riadumeratevi, perché quando ho fatto Felicità Colombo,
00:16:47ho messo dentro tutta questa roba qua.
00:16:50Era molto attento ai balletti.
00:16:53Nessuno doveva andare a filo macchina, uscire quasi, per carità di Dio.
00:16:59Si sentivano gli urli.
00:17:03Era molto militare, come regista.
00:17:07Ente italiano, audizioni radiofoniche.
00:17:09L'Italia era fascista.
00:17:11Volevo la guerra?
00:17:12Sì.
00:17:13Pazzi.
00:17:14Notizie brevi, sicure, rivedute e controllate dall'autorità competente.
00:17:23Durante la guerra stavamo dai nonni in via di Giro.
00:17:27Mi ricordo tutte le strisce alle finestre.
00:17:30Le strisce gommate sui vetri, su tutte le finestre.
00:17:32Così non cadevano durante i bombardamenti.
00:17:36Mia madre andava a comprare la roba nelle campagne, perché a Roma non si trovava.
00:17:42È tutta la guerra, da 40 a 45.
00:17:45Poi sono partiti i tedeschi, sono arrivati gli americani e noi siamo scesi al portone a vedere questa sfilata.
00:17:53Io ero molto affascinato dagli spettacoli degli americani, sia i film sia il musico, era la mia passione.
00:18:01Infatti io nel cinema ho prediletto per esempio i film di Fred Astaire e Gigi Rossi, quindi sempre in quell
00:18:06'ambito, diciamo così, di rivista.
00:18:11Il sogno di Antonello era quello di cantare Heaven, ballando il tip-tap con il bastoncino e facendo la giravolta.
00:18:21E Fred Astaire, lui non è mai riuscito ad averlo, riuscì però ad avere il suo coreografo, il grande Ernest
00:18:28Pan,
00:18:28prima in Giardino d'Inverno, poi in Studio 1.
00:18:33Antonello era arroccato agli anni 30 in Italia e agli anni 50 in America.
00:18:38Un po' come Sergio Leone, no? Che rifaceva John Ford, rifaceva quel tipo di cinema.
00:18:45Antonello rifaceva Foglieri Broadway, faceva Ziegfeld, faceva quel mondo lì.
00:18:50Tant'è vero che se tu vedi la scenografia di mille luci,
00:18:53in fondo sono tutte fotografie in bianco e nero dei grandi vivi del passato, del musical.
00:19:00lui era nostalgico ed era la sua cifra vincente.
00:19:06Ai tempi si diceva che i nostri varietà erano meglio di Broadway.
00:19:11Forse si esagerava un po', però è verissimo.
00:19:14Cioè, noi abbiamo inventato il varietà televisivo.
00:19:18Cioè, in Europa non c'è mai stato un varietà importante, bello, elegante come quelli di Antonello Falchi.
00:19:28Facendo un regista di spettacoli così, di varietà, e occupandomi di tutto,
00:19:33automaticamente diventi un capogoglio.
00:19:35Il capo di quella truppa è il capogoglio.
00:19:39Antonello è uno dei pochi registi televisivi che andavano al teatro.
00:19:44Lui amava quel mondo, amava il mondo della rivista e lo raccontava benissimo, anche con un po' di nostalgia.
00:19:50Era una televisione mutuata dal varietà teatrale, quindi cistina.
00:19:57Antonello raccontava anche che andava da piccolino, andava al teatro, dove facevano la spettacolo.
00:20:02Aveva già questa passione.
00:20:05Da ragazzino andavo spesso all'Ateriano.
00:20:08Facevano degli spettacoli teatrali.
00:20:10Mi ricordo solo degli spettacoli leggeri.
00:20:13Un bottone della camicia sua mi è scartato in un occhio.
00:20:17C'era Fabrizio.
00:20:18Magario.
00:20:19Mi ricordo da Porto.
00:20:22Totò e la Magnani mi ricordo benissimo.
00:20:24Quattro Fontane stavano.
00:20:27La Magnani faceva tutto, cantava, ballava, suonava, recitava.
00:20:32Poi con gran fascino.
00:20:34Poi c'era molta concorrenza perché c'erano le riviste teatrali importantissime come appunto Totò, Magnani, Calvieri, e roba lì.
00:20:42Poi c'era Lava Spettacolo, che era un'altra vista di sperimentazione importante per gli attori, per i comici.
00:20:48Lui frequentava tutti i varietari riviste dell'epoca e aveva modo di riapplaudire i più grandi comici di allora.
00:20:57Tutti questi grandi attori che poi, nel giro di pochi anni, lui riuscì ad avere come ospiti le sue varietà.
00:21:05Totò l'ha avuto spessissimo.
00:21:07L'ha avuto anche a Studio 1.
00:21:08Perché era una marionetta.
00:21:11Andavamo a casa sua, c'aveva un salotto rococò tutto dorato, con tutti i ricci dorati, mi ricordo benissimo.
00:21:19Quando andavo a casa di Fabrizi, mi riceveva in cucina.
00:21:23La stanza predominante della casa di Fabrizi era la cucina.
00:21:27Faceva degli spaghetti, mi pare, alla carbonara famosi.
00:21:31Quando Antonello Falti fece speciale per noi, aveva visto speciale per voi, il mio primo talk show, il primo talk
00:21:39show nella storia della RAE.
00:21:41E quindi lui prese questo pretesto per fare il primo programma Nostalgia.
00:21:48Ho scelto Legge perché era la facoltà allora più frequentata, più popolare.
00:21:53Non avevo nessuna intenzione di diventare né avvocato né avvocato, avrei dovuto scegliere invece delle materie artistiche.
00:22:03Sapevo che Falqui aveva fatto il centro sperimentale di cinematografia, me l'aveva detto mio padre.
00:22:09Si vedeva che aveva studiato molto, molto bene, più che la televisione, il cinema.
00:22:16Beh, ero molto appassionato, i film li vedevo tutti, andavo al cinema anche due volte al giorno.
00:22:22Quindi sì, ero proiettato verso quella direzione lì.
00:22:26Antonello nasceva come aiutoregista, quindi ha lavorato con Camino Mastro Cinque, con Corsio Malaparte, con Soldati.
00:22:34Malaparte chiacchierava moltissimo, era un grande arringatore, cioè teneva dei comizi, la gente veniva a sentirlo.
00:22:44Mastro Cinque, il cinema lo sapeva, la meccanica e la teoria del cinema l'ho imparata praticamente da lui.
00:22:52Se tu vedi i miei montaggi sono quasi cinematografici, ma ho applicato molto del cinema al montaggio televisivo.
00:23:01La televisione di Falqui era anche cinematografica.
00:23:05Quando i registi fanno un film, curano tutto perché sanno che quel film poi rimane a futura memoria.
00:23:12Si sieda, le ho detto!
00:23:13Va bene, scusi.
00:23:15Evidentemente Falqui pensava di fare ogni volta un programma che rimanesse, evergreen, sempre verde.
00:23:25A Milano e a Torino stazioni televisive funzionano già in via sperimentale.
00:23:29Le trasmissioni saranno inaugurate ufficialmente.
00:23:31Il centro sperimentale praticamente fu interrotto per quello, perché io andai a Milano a fare la televisione.
00:23:37Corso Sempione, Milano, ci sono stati due anni.
00:23:40Era un periodo sperimentale, non era ancora diffusa la televisione in senso nazionale.
00:23:46La televisione italiana va in onda ufficialmente nel 1954, ma da alcuni anni si stavano provando alcune cose.
00:23:56Antonello Falqui era uno di questi.
00:24:00Tutto allora era molto più difficile.
00:24:03Dunque la cosa è questo che Pugliese, che era direttore generale allora, parlando con mio padre, gli disse
00:24:09ma non so qui, devo fare questa televisione, ma non so uomini d'immagine, c'ho solo uomini di teatro.
00:24:14E mio padre gli disse ma guarda che mio figlio ha fatto il centro sperimentale, è un appassionato di cinema
00:24:20e mi mandò a Milano.
00:24:23La televisione sperimentale è la televisione fatta nel momento in cui la televisione non sa ancora che cosa è.
00:24:33Ed è con Antonello Falqui invece che comincia ad assumere un'identità propria.
00:24:40Poi arrivò una rubrica di interviste quasi volanti dal titolo Arrivi e partenze.
00:24:45Arrivi e partenze fu il primo settacolo che feci.
00:24:47È stata la prima mia e anche la prima di Mike Bongiorno.
00:24:51Mike Bongiorno era una macchinetta.
00:24:54Beh allora veniva dall'America, alla prima e arrivi e partenze da Milano.
00:24:58Secondo me certe gaffe erano volute.
00:25:01Tutto che si poteva, ma che fosse un ingenuo, no.
00:25:05La RAI, radio televisione italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive.
00:25:12Poi nel 54 sono tornato a Roma perché la televisione ha aperto la stazione a Piasiago.
00:25:17Gli spettacoli ufficiali nel 54 hanno cominciato con me.
00:25:21E facciamo tutto, dal telegiornale fino all'infrastinimento.
00:25:26Beh io li ho visti tutti i suoi spettacoli televisivi.
00:25:29Mi ricordo i primissimi programmi con la televisione in bianco e nero che andava a carbone, credo.
00:25:35Non mi hanno detto fate, anche perché non c'era gente in grado di dire fate.
00:25:40E quindi abbiamo fatto per conto nostro, praticamente.
00:25:44Beh io per età mi ricordo l'arrivo della TV.
00:25:48Si andava dall'unico possessore di televisori, che era un venditore di televisori.
00:25:55Era un rito bellissimo.
00:25:57E poi quando mio padre finalmente acquistò un televisore fu subito il dominus della casa.
00:26:06L'Italia era in piena ricrescita, quindi era un periodo di cenicità dell'olio di Sultevere.
00:26:14Il tirano è uno di una tenacia, di una costanza.
00:26:17Riuscì a portare Kim Novak, che allora era una diva famosissima.
00:26:23Vabbè, la dolce vita praticamente rispecchia proprio quel momento lì.
00:26:29Appunto io ci andavo a casa perché andavo a giocare a carte di valore.
00:26:33Anche con De Sica e Vittorio eravamo molto amici.
00:26:36Spesso ho avuto Vittorio e De Sica come all'ospedale.
00:26:39E anche uno special con la lulla Brigida, dove lui faceva l'avvocato.
00:26:44Aprata.
00:26:45Posso avvocato?
00:26:56E beh, Antonello Falco era il romano quello tipico, quello vero, quello bello, quello di una volta.
00:27:01E beh, lui era amico di Apolloni, che era un grande antiquario, era amico di Alberto Sordi,
00:27:07era amico di Mario Biancifiori, che era il barbiere dove tutti loro andavano a tagliarsi i capelli,
00:27:13compreso mio padre.
00:27:14E beh, lui si entusiasmava molto perché poi anche a papà gli piaceva cantare,
00:27:18quindi quando andava là cantava con Mina.
00:27:22Il grande successo di Antonello Falqui arriva nel 1957 con il musichiere di Garinè Giovannini,
00:27:29di cui Antonello cura la regia.
00:27:31Questa volta in primo piano Spartaco Ditri.
00:27:34È oggi l'uomo più popolare d'Italia.
00:27:35Ogni sabato sera milioni di telespettatori seguono le imprese di colui che ha lasciato il tovagliolo.
00:27:40Il musichiere allora era famosissimo.
00:27:43Nei cinema lo proiettavano prima dei film.
00:27:45Non avevo questa percezione allora che milioni di persone guardassero in quel momento,
00:27:52non mi ponevo il problema, come dire.
00:27:55Lo facevo e basta.
00:27:58Ero piccolo, però a casa mia si doveva vedere il sabato sera il musichiere.
00:28:03Stavamo tutti quanti là con le sedie così, a guardare.
00:28:08Il musichiere!
00:28:09Era uno spettacolo bellissimo, col gioco delle campane,
00:28:13chi indovinava prima la canzone, quell'altro, l'ospite, il comico, le cose.
00:28:18Era uno dei primi spettacoli divertenti che faceva la televisione.
00:28:22Pronti? Ci siamo?
00:28:23Via col primo motivo!
00:28:24Il musichiere aveva il fatto di essere un programma di canzonette.
00:28:30Così scoprimmo che tanti di noi sapevano tutto delle canzonette.
00:28:35Niente poco di meno che...
00:28:36E poi c'era Mario Riva che era assolutamente brillante, spiritoso.
00:28:41Voglio vedere chi è che c'ha il coraggio di dire che qua non si fuma.
00:28:51Vigili!
00:28:53Mario Riva era popolarissimo e popolaresco, capito?
00:28:57Domenica è sempre Domenica!
00:29:02Adoprava quel linguaggio lì molto franco, molto schietto e molto popolare, molto alla portata di tutti.
00:29:07Ci sono dei gettoni d'oro per 320.000 lire.
00:29:10Gagnani e Giovannini lo conoscevano bene, quindi me lo portarono loro praticamente.
00:29:15Io li conoscevo perché avevo molto frequentato appunto il Sistina, dove loro lavoravano, quindi li conoscevo bene.
00:29:22Praticamente era uno spettacolo loro, il musichiere.
00:29:26E' un 640.000 lire!
00:29:29E' una puntata del musichiere sui cosiddetti strilloni.
00:29:33C'erano diverse jukeboxe, da ognuno veniva fuori un urlatore e da uno venne fuori mina.
00:29:38In quegli anni, esattamente nel 1958, Antonello si innamora di una giovane prima ballerina dell'Accademia Chigiana, Simonetta Ricci.
00:29:50Perché io ho fatto un servizio per la televisione a Sistina.
00:29:53Dove c'era Simonetta che ballava, era una prima ballerina, ma era bellissima.
00:30:00E convolano ben presto a nozze.
00:30:03Da questo matrimonio felicissimo nacquero Luca e Matteo, i figli di Antonello.
00:30:07Non ci sono stato molto con i figli, sai perché? Perché io lavoravo dieci ore al giorno.
00:30:13Arrivavo di sera che praticamente erano, se non ho letto, quasi.
00:30:18La presenza non è stato proprio il forte di papà.
00:30:22Noi siamo stati educati principalmente dalla nostra madre.
00:30:25Lui ha tenuto me principalmente, ma anche mio fratello, sempre fuori dal suo ambiente di lavoro.
00:30:30Ma perché? Perché lo consideravo un ambiente dissoluto.
00:30:34Ti dico, l'ho tenuto volutamente lontani.
00:30:36Perché lo spettacolo, o comunque la regia, specie televisiva, è una professione fallace.
00:30:43O sei qualcuno, o non sei niente.
00:30:47O sei una comparsa.
00:30:54Dopo il musichiere, lo spettacolo veramente di successo e d'impatto fu la canzonissima del 1959,
00:31:03con una terna pazzesca, cioè Nino Manfredi, Delia Scala e Paolo Panelli.
00:31:11Panelli ha fatto quasi tutto con me.
00:31:13In quasi tutte le trasmissioni c'era Panelli.
00:31:16Antonella era anche un grande tessitore, un grande mediatore,
00:31:19perché poi connettere e fare entrare in sintonia tre primi attori non era facile.
00:31:27Cussi che t'ha recussi la volta buona qui. Leggi, lei.
00:31:30Falqui era anche un grande caposquadra,
00:31:33nel senso che lui amava avere accanto gli autori con i quali si confrontava e dei quali si fidava.
00:31:40I conduttori, che dovevano sempre avere quell'eleganza di immagine e di parola
00:31:45che hanno simile alla sua natura.
00:31:47Gli scenografi.
00:31:49L'ho andato solo con Cesarino Senegalli e con Castelli.
00:31:53In questa riunione io spiegavo le idee, loro portavano per i pozzetti.
00:31:58Cesarino Senegalli.
00:31:59Vabbè, ci ho lavorato per vent'anni, lo ricordo bene.
00:32:02Molto simpatico, molto spiritoso, molto simpatico.
00:32:06La sua forza era quella di circondarsi di primissimi,
00:32:10quindi Dino Verde per i testi, Ferrio, Canfora per le musiche,
00:32:15Landi per le coreografie, i costumi con la buccia.
00:32:18Cioè, ognuno era un numero uno.
00:32:21Lui lavorava molto di squadra.
00:32:23E li ricordo sempre queste lunghe giornate che passavano a casa,
00:32:27in questo salotto pieno di fumo, pieno di caffè.
00:32:30La lavorano dalle due fino a quasi le due di notte.
00:32:34Facciamo delle riunioni enormi, mi ricordo.
00:32:38Ci radunavamo la domenica,
00:32:40che quindi non si riposava mai,
00:32:42perché la domenica che era l'unico giorno di riposo,
00:32:45noi facevamo la riunione di produzione.
00:32:49Aveva anche un gruppo di autori molto forti.
00:32:52Infatti, Falco e Sacerdote era un po' il binomio che si diceva
00:32:57televisione di serie A super.
00:33:01Dei suoi collaboratori, sicuramente Guido Sacerdote ha avuto un ruolo importantissimo.
00:33:06Intanto hanno fatto i viaggi in America insieme.
00:33:09La televisione di Falco,
00:33:10anche perché io poi mi sono informato con Guidino Sacerdote,
00:33:13che era mio amico,
00:33:14era ispirata un po' a quella americana,
00:33:17ma era più bella di quella americana.
00:33:20Con Sacerdote giravamo il mondo.
00:33:23In listero, Stati Uniti, Messico.
00:33:26Faceva molti viaggi per cercare gli artisti.
00:33:29Per esempio la famosa risata di Harry Salvador,
00:33:32che diventò una cosa che tutti impazzivano per quella risata.
00:33:47Andavamo a vedere gli spettacoli.
00:33:49La caccia dei personaggi, vedette, eccetera.
00:33:53A Parigi andavamo al Lidot.
00:33:55Bobby Norris, Fully Berger, Crazy Horse.
00:34:00Erano dei templi dello spettacolo, dell'intrattenimento.
00:34:04Il Lidot era un teatro dove si facevano spettacoli,
00:34:10ma spettacoli, spettacolari.
00:34:14Cavalli, cascate di acqua, di tutto e di più.
00:34:16Tutte star, le cose, il tappeto rosso.
00:34:20Abbiamo portato le Kessle, Marcella Mont e Macroni.
00:34:24Si dice a me,
00:34:25tutti questi provengono da questo giro che abbiamo fatto.
00:34:29Le Kessle, il Presidente, il Lidot, a Parigi.
00:34:32Mi ricordo che dice a Sacerdote,
00:34:34vedi, queste due ci risolverebbero molto.
00:34:36E sei pazzo, sei pazzo, Sacerdote.
00:34:39Potevare un nuvole dal Lidot è una cosa da pazzi.
00:34:43Invece riuscimmo.
00:34:46La produzione e il management del Lidot
00:34:48impone a Falqui di prendersi tutto il corpo di barra.
00:34:53Quindi se volete le gemelle Kessle,
00:34:56dovete prendere tutte le Blue Bell.
00:34:59Le Blue Bell erano, prima di tutto, altissime.
00:35:03Io ero la più piccola, la più bassa,
00:35:05perché minimo 1,75 dovevi essere più con i tacchi.
00:35:10Sì, eravamo famosi.
00:35:12Io mi ricordo che andavamo, per esempio, in Sicilia.
00:35:15Noi dieci in fila e tutti i siciliani dietro.
00:35:19Ti giravi e dici, oddio, tutto il paese dietro.
00:35:23Noi eravamo molto uniti,
00:35:25il Kessle è un pochettino più tedesco, io.
00:35:29Lui, me, mi, siamo ritornati in Italia
00:35:37e felici di essere qui,
00:35:40diciamo come si, canticando
00:35:42da da un pa, da da un pa, da da un pa.
00:35:46Lui erano di Lipsia.
00:35:49Il loro grande successo l'hanno avuto qua.
00:35:52C'avevano classi, c'avevano.
00:35:54Perfetto, le gambe, fantastiche.
00:35:58È stata proprio una rivoluzione culturale
00:36:00portare le Kessler in televisione in Italia
00:36:02a quell'epoca.
00:36:03Le gambe lunghe, scoperte, ballando,
00:36:06le giarrettiere.
00:36:08Sì, c'è stato all'inizio un po' di censura, per carità.
00:36:11Le gambe, le mutande, le cose,
00:36:13insomma, assolutamente ballerine.
00:36:17Che la Rai sia tendenzialmente moralistica, sì,
00:36:19senz'altro.
00:36:21La Rai era diretta da Filiberto Guala,
00:36:25un dirigente democristiano,
00:36:28fervente, cattolico.
00:36:30Uguale a quello che mi fece mettere
00:36:31le calze nere alle Kessler.
00:36:33Un pazzo, un pazzo.
00:36:35Ci è fatto frate di figurativo.
00:36:40Poi veniva un tizio del Vaticano
00:36:43per vedere se quando girevamo la gona
00:36:45e ci vedeva un pezzo di sedere
00:36:47dovevano cuscirlo sotto
00:36:50perché non si poteva.
00:36:51E poi, devo dire,
00:36:53il rettore Bernabé, pur essendo cattolico,
00:36:55con le Kessler familiarizzò.
00:36:58Passato un tempo di Guala,
00:37:00sono stato sempre abbastanza libero.
00:37:02Non ci dicevano niente,
00:37:03ci lasciavano fare quasi tutto.
00:37:06Diciamo che con le Kessler
00:37:08furono sdoganate le gambe delle donne
00:37:10finalmente in televisione.
00:37:13Il migliore è stato Pernabé.
00:37:15È un uomo di grande sensibilità,
00:37:18di grande managerialità.
00:37:19Ha lasciato campare tutti, insomma, bene.
00:37:23Buonasera con Studio 1.
00:37:30Studio 1 si chiama Studio 1
00:37:32perché era fatto nello Studio 1 a Via di Luella.
00:37:36Era un po' di numeri Studio 1.
00:37:39Poi le scalette le facevo io.
00:37:41All'inizio, in mezzo e alla fine,
00:37:43c'erano gli agganci più grossi.
00:37:48Era proprio cuscito bene insieme, no?
00:37:52All'inizio, tac, boom,
00:37:53venivano le Kessler e noi dietro.
00:37:57Poi altri programmi,
00:37:58poi Mina che cantata,
00:38:00poi boom, in mezzo ancora un balletto.
00:38:02e alla fine tutti là con la piuma, le cose.
00:38:08Studio 1 ci aveva grandi ascolti.
00:38:10Sono arrivato anche a 21-22 milioni.
00:38:13Di un'Italia che aveva sia e no 50 milioni.
00:38:17Tutto il paese, praticamente.
00:38:20Pronto, Studio 1.
00:38:22Studio 1, quello del 61,
00:38:24sicuramente ha dato un'enorme popolarità
00:38:27a Mina, a mia madre.
00:38:29Io penso che lei rappresenti il volto
00:38:31della televisione di quegli anni.
00:38:34Mina ha fatto tutto,
00:38:36la rappresentatrice, la cantante.
00:38:37Mina era la paura impersonificata.
00:38:41Era una ragazza di quel momento storico,
00:38:44però nel contempo era una fuoriclasse
00:38:46e anche abbastanza fuori dagli schemi proprio.
00:38:50E questo un'altra volta dimostra
00:38:53che Falqui non sbagliava mai
00:38:54quando sceglieva il personaggio
00:38:56per le sue trasmissioni.
00:38:59Era una bomba a mano,
00:39:00che poteva fare qualsiasi cosa.
00:39:02Poi era bellissimo.
00:39:04Io ero innamorato, come tutti gli italiani,
00:39:06ero innamorato di Mina.
00:39:08E lui ha saputo darle ancora di più.
00:39:13C'era un'intesa particolare con Mina,
00:39:17è chiaro,
00:39:18perché lui ammirava moltissimo
00:39:20la più grande cantante bianca del mondo.
00:39:26Gli ospiti erano ospiti di un'importanza assoluta,
00:39:30già tutti primissimi personaggi
00:39:32della scena teatrale, cinematografica italiana di allora.
00:39:37E lei, benché avesse 21 anni,
00:39:39aveva una personalità tale
00:39:41che era ospite di casa.
00:39:44Mina era bravizio nel mettere a proprio agio l'ospite.
00:39:48C'era una rubrica che si chiamava
00:39:50L'uomo per me,
00:39:51dove Mina cantava
00:39:52L'uomo per me, questo è l'uomo,
00:39:54L'uomo per me, questa sera è...
00:39:56Alberto Sordi!
00:39:59Ci sono dei duetti meravigliosi.
00:40:01Quando Sordi dice
00:40:03Mina, Mina, Mina,
00:40:04sei un falottone di roba!
00:40:07Sei la più grande cantante del mondo.
00:40:09Sei grande, sei grande, sei una fagottata di roba!
00:40:14Forse in quegli anni,
00:40:16con quella televisione, specialmente la televisione di Falqui,
00:40:20i grandi artisti, i grandi personaggi
00:40:22ci andavano volentieri in televisione.
00:40:24Era il meglio che si potesse fare.
00:40:28Con Mina,
00:40:29quando ci fu il famoso scandalo di Massigliano,
00:40:34del figlio avuto fuori dal matrimonio,
00:40:37con Corrado Pani, il grande attore,
00:40:40Mina fu allontanata.
00:40:42In quegli anni la società stava cambiando molto
00:40:45e lei in qualche modo ha rappresentato
00:40:46una ragazza in cui tante ragazze si identificavano,
00:40:50infatti si truccavano,
00:40:51si pettinavano come lei,
00:40:52però ha anche vissuto degli attacchi feroci, no?
00:40:56È stata un oggetto di campagne denigratorie,
00:40:59però alla fine l'hanno richiamata
00:41:01perché una così non c'era.
00:41:02Falqui stesso l'ha richiamata.
00:41:04La richiamai io perché era stata boicottata per due anni
00:41:07perché aveva avuto un figlio da pane.
00:41:10Con l'uscita di Mina dalle scene,
00:41:12Antonello doveva riempire un bel vuoto
00:41:15e ci è riuscito,
00:41:17declinando il Varietà su altri talenti.
00:41:21Perciò con me venite un po'
00:41:24Vi porterò fino in regia
00:41:27Dove c'è Falqui che mio grazie
00:41:30Non sente perché sta girando lo show
00:41:36L'Avanoni è brava perché è anche spiritosa,
00:41:40recita,
00:41:41tanto che ha fatto teatro,
00:41:42quindi è una che recita bene.
00:41:45Quindi L'Avanoni, come dire,
00:41:46ha più doti.
00:41:54E poi facevamo canzonissime.
00:41:57C'è la Mina che presentava.
00:42:02Il fatto è che allora i cantanti erano molto popolari.
00:42:06C'era questo concorso fra i cantanti
00:42:08molto seguito.
00:42:11Ricordo quando facemmo l'introduzione di canzonissime
00:42:15del 1968-69.
00:42:19C'erano 48 cantanti
00:42:21e c'è un filmato dove siamo tutti e 48 insieme.
00:42:24E poi tutti questi cantanti
00:42:27che si prestavano a questa cosa
00:42:29erano vecchi,
00:42:30messi a plotone.
00:42:32I canzonissime ci volevano
00:42:34sei giorni della settimana per prepararlo.
00:42:37Quando facevamo anche soltanto una canzone
00:42:41stavamo sempre lì,
00:42:43cinque giorni.
00:42:44Allora dovevi chiederlo per permesso
00:42:45domani mattina
00:42:46devo andare al dentista,
00:42:48arrivo più tardi.
00:42:49Sì, ma fa presto.
00:42:51e voglio dire
00:42:59quando vinsi quella canzonissima nel 69
00:43:02Mina mi abbracciò,
00:43:04Panelli mi abbracciò
00:43:05e poi dopo alla fine della serata
00:43:08prima di uscire Antonello
00:43:10ci siamo visti all'ingresso delle vittorie
00:43:13e mi disse
00:43:14bravo, sei stato bravo.
00:43:17e poi se ne è andato.
00:43:23Caro, cosa mi succede stasera?
00:43:28Ti guardo
00:43:29ed è come la prima volta.
00:43:33Il maestro Gianniferio
00:43:35aveva composto per quel Teatro Dieci
00:43:38parole parole
00:43:40ma il problema
00:43:41che aveva posto Antonello
00:43:43peraltro coparoliere
00:43:45della canzone
00:43:46era quello
00:43:47di far cantare Alberto Lupo
00:43:49che
00:43:49era completamente
00:43:52negato.
00:43:54Perché dici
00:43:55ma qui
00:43:55il lupo non può cantare
00:43:57il lupo può solo parlare
00:43:58allora parlare e cantare
00:44:00dico
00:44:00nelle pause
00:44:02di Ferrius
00:44:02che si apposta
00:44:03parola e parola
00:44:04con delle pause
00:44:05in mezzo a queste pause
00:44:06diceva delle parole
00:44:08il lupo
00:44:08capito?
00:44:11Caramelle
00:44:12non ne voglio più
00:44:13certe volte proprio
00:44:14non ti capisco
00:44:15Mila ci divertiva come una pazza
00:44:18con Adriano
00:44:19ridiva sempre
00:44:20persino quando doveva cantare
00:44:22invece ridiva
00:44:23fantastico Adriano
00:44:25Parole
00:44:27parole parole parole
00:44:29Ascolta
00:44:29parole parole parole
00:44:32Ti frego
00:44:33parole parole parole
00:44:35Io ti giuro
00:44:36Parole parole parole parole
00:44:40Parole soltanto parole
00:44:43parole tra noi
00:44:45E cosa siete?
00:44:48Parole parole parole
00:44:50E cosa siete?
00:44:52Parole parole
00:44:55L'importante fu Mille luci con Raffaella e Mina naturalmente, perché poi erano due dive.
00:45:03Mille luci classiche questa sera su un tipo di spettacolo che praticamente non esiste più.
00:45:09E che delle luci, delle stelle, delle stelline, delle stellone, dello sbrilucicchio di Mille.
00:45:14Mille luci con la carriera e il Mina, ho fatto la radio, il spettacolo, il caffè Chantin, ogni puntata era
00:45:20monografica praticamente.
00:45:22Ed era una specie di panoramica sull'argomento.
00:45:30Raffaella Carrà è come una volontà d'acciaio, quelle che riescono a fare tutto anche non sapendo tutto.
00:45:39Sul gradimento è arrivata alla pare di Mina, che allora era una diva, che non era mica uno scherzo allora.
00:45:46Infatti quando me lo disse, dico ma che c'entra? Se non hanno niente a che spazio, come no? Telefona
00:45:52a Mina.
00:45:52E Mina mi disse, no ma ci divertiamo, perché ci divertiamo insieme, non ti preoccupare.
00:45:58Infatti poi era diventata molto amica della cara.
00:46:03Mille luci però è anche il varietà che ha segnato, purtroppo a me e per tutti noi spettatori,
00:46:09la fine della carriera televisiva di Mina.
00:46:13Non gioco più, me ne vado, non gioco più, davvero.
00:46:27Penso che lei abbia sempre fatto le scelte che sentiva di dover fare,
00:46:33anche coraggiosamente, perché quando decise di non fare più televisione, di non fare concerti,
00:46:38per lei è stata un'epoca bellissima, ma che ha deciso di chiudere,
00:46:43appunto capendo forse che comunque non sarebbe stato riproducibile più.
00:46:47Quello del ritiro io non l'ho mai approvato.
00:46:50Chi ha la passione per lo spettacolo muore sul palcoscenico.
00:46:53A 35 anni smise, anche chiede da Garbo smise a 35 anni.
00:46:59Qualche offerta che le è arrivata, poi dopo si è anche forse un po' pentita, no?
00:47:04Per esempio il padrino o anche Fellini che la volevano, ha detto no, non è il mio lavoro.
00:47:09Però poi vedendo il film che è venuto fuori, ha detto beh, effettivamente, valeva davvero farlo.
00:47:16Finita l'epoca televisiva, che per lei ha un inizio e una fine,
00:47:19poi ha avuto una carriera lunghissima fino a oggi, discograficamente,
00:47:24dove forse è l'unico artista che esista, che fa i dischi nuovi e li manda al primo posto in
00:47:30classifica
00:47:30dopo 40 anni che non fa televisione, che non fa concerti dal vivo.
00:47:38Io amavo molto il bianco e il nero, più del colore che vende dopo.
00:47:43Io ho fatto la prima cosa a colori con Gabriele Zafetti.
00:47:47Fragmette dove sta Zazà?
00:47:49Alla continua ricerca di Zazà, ossia di qualcosa di introvabile.
00:47:54Dove sta Zazà era il primo programma di rivista, per così dire, chiamiamola così, a colori.
00:48:02La roba lì del colore mi ha abbastanza impazionato, perché è difficile usarlo bene.
00:48:10Quello che avevamo creato, cioè appunto questo modo di esprimersi, chiamiamolo cabaret,
00:48:16finalmente approdava in televisione, ed era raccontare le assurdità del nostro tempo, insomma.
00:48:26Ma non c'era una vita, forse è stato l'ultimo programma in bianco e nero della Rai.
00:48:31C'era, a parte noi giovani, che eravamo io, Pippo Franco, Mastelloni,
00:48:36c'era Tino Scotti, Gianrico Tedeschi e Gianni Agus.
00:48:39Dopodiché ho fatto studio, 80, tre edizioni del Paradise.
00:48:44Io, quello che mi piaceva, mi piaceva in verità,
00:48:47mi piaceva mettermi le paillettes, cantare, ballare, e quella è stata la mia scuola.
00:48:52E chiaramente, io ho preso la fine, perché poi dopo il Varietà non esiste più,
00:48:57oggi non c'è più il Varietà.
00:49:00Forse l'amo per questo, perché un po' l'ho uccise anch'io, quel tipo di rivista.
00:49:05Lo dico anche, in Bambola non c'è una lira, finisce proprio così,
00:49:08con noi che ci avviamo verso una strada,
00:49:11venendo dalla televisione e verso la morte del Varietà,
00:49:14da un spettacolo, perché la televisione l'ho ammazzata.
00:49:19Io la televisione non la farò mai!
00:49:22Non ha ammazzato niente, anzi, ha ridato sangue e humus
00:49:27alle cose più che erano disprezzate, con la puzza sotto al naso di allora.
00:49:33Per cui sono diventate arte, basta rivedere uno studio 80 qualsiasi,
00:49:37dove si esalta l'artista, perché non c'è l'aiuto di Orpelli,
00:49:43c'è l'essenza che è l'artista.
00:49:46Signore e signori, eccoci di nuovo su questa grande piazza delle piazze!
00:50:04Proiettivo è un vostro, veramente, una memoria pazzesca.
00:50:07Lui ha fatto il nightclub per molto tempo, quindi sa cantare bene.
00:50:11Parlatane, giocolieri, ormetani, cavadenti, protomedici, oratori, domatori di serpenti,
00:50:15danderine, saldatore, canisaggi e lamentari, saltimbacchi, bonitori, rani, coppi, suonatori,
00:50:19mangiafuoco e mangia niente!
00:50:21Ci vantava di non aver fatto mai l'accademia, però era bravissimo, sapeva fare tutto.
00:50:29Questa è la cassa che lui si porta in scena da anni.
00:50:32Vedete? Si è stinta.
00:50:34Ma anche distinta!
00:50:35L'attore, amore mio, è una svolta perché nei varietà di falqui che avevano i protagonisti grandi
00:50:42per la prima volta raccolse dei giovani attori attorno a sé
00:50:46ed erano poi gli allievi del laboratorio di Gigi.
00:50:50Massimo Vermuller, Rodolfo Laganà, Gianfranco Iannuzzo, Sandra Collodel.
00:51:00Pronto? Pronto?
00:51:03Mi chiamò diverse volte per partecipare a uno dei suoi meravigliosi programmi serali
00:51:09televisivi, però io stavo sempre scrivendo un film, erano gli anni 82, 83, era l'epoca
00:51:15di Borotalco, di Acqua e Sapone.
00:51:18Pomeriggio richiama un'altra volta Falqui, sono Falqui e desidererei non ricevere un no.
00:51:23No, no, prego Falqui, solo che sto scrivendo, non me ne frega niente che stai scrivendo.
00:51:27A me serve uno sketch di 8, 9, 10 minuti per domani.
00:51:34Boom!
00:51:35Ma che si fa così?
00:51:38Pronto?
00:51:40Scrisse il pezzo del ragazzotto che dorme a letto e viene svegliato da una telefonata,
00:51:46da una persona che cerca Adelina.
00:51:50Adelina chi fa lui?
00:51:52Adelina chi?
00:51:53Adelina chi?
00:51:56Asolele Attilio?
00:51:58Ma Attilio chi?
00:52:02C'è un episodio divertente che riguarda la partecipazione di Jerry Lewis.
00:52:07Dovamo registrare sei interventi, mentre parlava comincia a fare così, intendendo all'operatore
00:52:15della 2, stringi, stringi, stringi, stringi.
00:52:18A quel punto lì, sorgnone, come sempre faceva Antonello, uscì dalla cabina di regia,
00:52:23andò a casa e dice, oh, qui ti devi rassegnare, il regista, sono io, e se ne andò.
00:52:42Saffice, morbida, sdeliziosa.
00:52:47Grazie.
00:52:58Per i tuoi neri occhi saraceni, per quel sorriso in piena notte strano.
00:53:09Io ho conosciuto Antonello nell'86, perché la mia agenzia mi mandò a fare un provino
00:53:16per una trasmissione.
00:53:18Cercavano tre figure, tre starlette, per questa produzione che era un'altra varietà,
00:53:24Surrey 2.
00:53:25C'erano, ripeto, tantissime ragazze, bellissime, molto più belle di noi.
00:53:29Ogni tanto qualcuno gli diceva qualcosa all'orecchio.
00:53:31Ogni volta che dicevano qualcosa all'orecchio, Antonello faceva.
00:53:34Allora, la signorina, lei, lei, lei e lei, grazie, potete andare.
00:53:40Come mi raccomandavano, non le bocciavano.
00:53:42Mi telefonavano e mi dicevano, hai quella ragazza lì, dovresti stare attento.
00:53:46Io, quelle che bocciavo erano quelle raccomandate.
00:53:49Ma io poi non mi facevo pensare da nessuno, nemmeno ai politici.
00:53:55Antonello non è sempre stato così, non ha mai voluto padroni sopra di lui.
00:53:58Era lui che decidiva.
00:54:02Io sono la sub-reg.
00:54:05Siamo una coppia, come mai si vise.
00:54:09Servizio pubblico radio televisivo e regolamentazione delle emittenti private.
00:54:14Questo è il tema di un convegno.
00:54:15La rovina dei Rai è stata l'avvento della film.
00:54:18Hanno giocato a chi faceva più spettatori, quindi andavano verso il basso.
00:54:24Quando arriva il colore è qualche cosa di spiazzante, perché il colore rappresenta già la televisione commerciale, perché il colore
00:54:34rappresenta già qualche cosa che non appartiene più soltanto alla Rai.
00:54:39Si trova spiazzato anche per un altro motivo.
00:54:42La concorrenza ha accorciato i tempi di realizzazione.
00:54:48Fu molto corteggiato da Berlusconi.
00:54:52Non c'entro mai Antonello era uomo Rai e uomo Rai è rimasto.
00:54:56Parlai tre giorni con Berlusconi.
00:54:58Mi voleva convincere a tutti i costi.
00:55:00Su me sapeva tutto, era informatissimo, aveva visto tutto, tutti gli studi.
00:55:05Uno sapeva tutto a memoria, più di me sapeva.
00:55:08Avrebbe dato un miliardo l'anno per tre anni.
00:55:11Non accettare.
00:55:12Per rimanere alla Rai.
00:55:15Beh, diciamo che quando non ha più lavorato è stato perché la televisione era cambiata.
00:55:21Mettere tre, quattro giorni di tempo e di prove per fare un balletto perfetto.
00:55:25Cambiata la televisione, hanno detto no, lasciamo perdere il balletto, pigliamo dei dilettanti.
00:55:30Erano proprio gli anni, quelli a cavallo tra un'altra verità cinema che è Follia,
00:55:34che ci siamo conosciuti con Antonello, che è un po' la parabola discendente.
00:55:40Piano piano si è tirato da parte, ma con una grande, grande amarezza.
00:55:47Lui ha vissuto veramente in uno stato anche depressivo, forte.
00:55:52Vederlo in pigiama con la barba lunga a casa dopo anni di fulgore è stato pesante anche per me.
00:56:01Per impianti no, ho sempre scelto quello che dovevo fare, quello che ho fatto, cioè ho sempre scelto.
00:56:09Credo che l'unico cruccio che magari mi raccontava e mi diceva era quello su Mina,
00:56:14nel senso il fatto che non si sentissero più.
00:56:17Quella era una cosa un pochino che gli dispiaceva.
00:56:20Lui dice sempre siamo tutti e due timidi.
00:56:23Quindi io sapevo che forse non era proprio così.
00:56:29Quando compii 90 anni, scrissi sul telefonino che allora non usavo molto bene.
00:56:35Cara Mina, sono a casa di Antonello Falqui che compie 90 anni.
00:56:40Ti piacerebbe mandargli un messaggio o parlare con lui?
00:56:44Manco dieci minuti?
00:56:46È un messaggio bellissimo in vocale di Mina che dice
00:56:50Caro Antonello che nostalgia, che bel tempo, ti ringrazio sempre.
00:56:54E dico, Antonello, Mina ha risposto.
00:56:58Dice, passamela un po'.
00:56:59Lui, pronto è.
00:57:01Ti sei fatta viva finalmente.
00:57:03Ha parlato con il vocale di Mina.
00:57:06Io poi non ho conservato il vocale di Mina.
00:57:09Sarebbe stato un bel ricordo.
00:57:12Telefonando io potessi dirti addio
00:57:18Ti chiamerei
00:57:22Se io li vedendo ti piossi
00:57:28C'è la che non saprei
00:57:31Ti rivedrei
00:57:36Mi è un personaggio insostituibile
00:57:39Non c'è niente e nessuno come Mina
00:57:46Effettivamente Antonello è stato bene
00:57:48Fino a cinque giorni prima di morire
00:57:52Antonello è scomparso il 15 novembre del 2019
00:57:58Non la vedo collegata
00:58:00La vedo normale, la vedo così
00:58:03Come avviene per tutti, anche per gli animali
00:58:07Credo nell'anima finché siamo vivi
00:58:09Ma dopo non credo che l'anima sopravviva
00:58:12Non sono credente
00:58:15La vita è finita quando è finita
00:58:17Il resto no
00:58:18Per esempio l'arte no
00:58:20Neanche certi spettacoli
00:58:22Non sono finiti
00:58:26Io dico sempre che il nostro è un mondo
00:58:30Nel quale la memoria è un sentimento che non si frequenta
00:58:33Io però ho pensato che nel caso di Antonello
00:58:38È un sentimento che bisognava frequentare
00:58:40Allora ho chiesto alla RAI di intitolare a lui
00:58:43Quello Studio 1
00:58:44Che per tanti anni era stato il suo regno
00:58:47È il regno dei grandi spettacoli della televisione italiana
00:58:51Che portavano la sua firma
00:58:52Antonello Falalqui
00:58:54Lascio un'impronta incancellabile
00:58:57Nella costruzione della televisione italiana
00:59:01Mi è andata bene nella vita
00:59:02Sì, mi è andata bene, mi rispondo
00:59:05Molto bene
00:59:13Un, due, tre
00:59:14Tra il sì, sì, sì
00:59:15E no, no, no
00:59:17C'è un ma
00:59:17Gli, gi, gi, gi, gi, gi
00:59:19Forza
00:59:19Settrice, ma
00:59:20Gli, gi, gi, gi
00:59:21Ragio
00:59:22Un dolce chissà
00:59:24Ragio
00:59:24Tra il sì, sì, sì
00:59:26E no, no, no
00:59:28C'è un ma
00:59:28Gli, gi, gi, gi
00:59:29Fa promessa a metà
00:59:31Gli, gi, gi, gi
00:59:32Bravo
00:59:32Che dama non dà
00:59:34Bene
00:59:36Sarri di la fratea
00:59:38Ecco
00:59:39Nelle battaglie d'amor
00:59:41Le frecce d'ogni cuore
00:59:43Salute qualcuno che conosce
00:59:44Bene
00:59:46Tra il sì, sì, sì
00:59:48E no, no, no
00:59:49C'è un ma
00:59:50Gli, gi, gi
00:59:52Malizia che sta
00:59:53Gli, gi, gi, gi
00:59:54Fra sogni e realtà
00:59:58Perciò
00:59:58Tra il sì, e no
00:59:59C'è sempre un ma
01:00:01Un sì
01:00:02Un no
01:00:04Ma
01:00:05Chissà
01:00:10Capito?
Commenti

Consigliato