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Trascrizione
00:04Riccardo Sesse, Presidente della Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale,
00:09è stato ambasciatore, oltre che a Belgrado, a Tehran e Pechino.
00:12Buongiorno ambasciatore, grazie di essere con noi.
00:15Buongiorno, buongiorno a lei e ai vostri ascoltatori.
00:19L'ho premesso io e quindi la domanda la faccio con le riserve del caso.
00:25Quanto può durare? Perché la realtà è che quello che è necessario capire
00:30è se quanto dice Trump, ovvero 4-5 settimane, sia una durata plausibile
00:36e soprattutto quale potrebbe essere poi l'effetto di soli bombardamenti
00:41sulle strutture militari o meno iraniane senza una vera entrata nel territorio del paese.
00:56Guardi, ciò che sta succedendo è, indubbiamente, non lo devo aggiungere io,
01:05ma è estremamente serio e preoccupante perché si è messo in moto un processo
01:13che, come tutti i processi, peraltro, che coincidono di fatto con dei conflitti armati,
01:22si sa come cominciano, ma non si sa assolutamente come si sviluppano
01:28e soprattutto quando si possono sviluppare.
01:31Qui l'esempio da manuale è la guerra in Ucraina,
01:34che doveva essere un'operazione speciale veloce
01:37e siamo entrati e abbiamo fatto i quattro anni di conflitto.
01:40Qui non vedo, spero, certo non quattro anni,
01:46ma sicuramente non vedo un processo molto veloce
01:52perché abbiamo toccato dei nervi sensibili di popoli e di popolazioni
01:57che hanno questi nervi scoperti da anni
02:00e quindi tutto lascia immaginare che anche con, nel caso dell'Iran,
02:07con la forza della componente religiosa di quella popolazione,
02:12gli sciiti, perché gli iraniani non sono sciiti,
02:17non sono sunniti, ma sono degli sciiti,
02:19per loro la lotta, la morte, il martirio è una componente fondamentale della loro vita,
02:26quindi siamo veramente in alto mare.
02:28Tra l'altro non c'è uno scenario,
02:31tutti i commentatori e gli analisti,
02:34indipendentemente dalle conoscenze o meno di quel paese o di quella regione,
02:39sono concordi nel fatto che non vediamo uno scenario salvo,
02:43lo scenario l'unico a mio avviso che ce l'ha ben in testa è Israele,
02:47che da decenni persegue l'obiettivo dell'eliminazione fisica proprio dell'Iran,
02:54che ha costituito sempre, indubbiamente, una minaccia seria.
02:58alla sicurezza di Israele.
03:00Quindi siamo veramente in alto mare con le conseguenze facilmente immaginabili
03:06che sono sotto gli occhi di tutti noi sulla situazione anche economica ed energetica mondiale.
03:14Sessa, a questo si aggiunge una delle notizie delle ultime ore,
03:19quella della nomina di nuovo capo supremo del figlio dell'ex ayatollah Kamenei,
03:27ovvero Moitava Kamenei.
03:29Tutto questo è una nomina in continuità assoluta con quanto c'era prima
03:34e una nomina che, se non sbaglio, ma questo lo chiedo a lei,
03:38ovviamente dice all'Occidente,
03:39attenzione, qui non è cambiato nulla,
03:41non siamo pronti a nessun accordo, nessun adeso.
03:46Diciamo che non è cambiato nulla nella dirigenza iraniana.
03:51Se l'obiettivo dell'operazione che io continuo a definire israelo-americana
03:58era quella di decapitare come si fece in Iraq,
04:04non solo la prima ma la seconda, la terza, la quarta, fino alla quinta linea come minimo di comando,
04:12beh, qui non ha funzionato.
04:13E indubbiamente lei ha perfettamente ragione,
04:18l'aver nominato questo secondo genito figlio della guida suprema
04:25non la considero una notizia incoraggiante,
04:30perché lui è stato sicuramente espressione delle componenti più, direi, radicali
04:39del sistema dirigenziale iraniano,
04:44quindi i guardiani della rivoluzione, i Pasdradan,
04:50cioè i duri tra i duri.
04:52Quindi questo, diciamo che al momento non aiuta il negoziato.
04:59Ciò non vuol dire che il negoziato non si debba fare e non si possa fare.
05:03Io appartengo a una categoria che ha sempre ritenuto che il negoziato si debba fare
05:09soprattutto nei momenti peggiori,
05:11e nei momenti peggiori poi alla durezza,
05:15bisogna rispondere con la durezza,
05:16ma facendo capire quanto sia nell'interesse di entrambe le parti che negoziano
05:21di arrivare invece a un cessato il fuoco e una soluzione.
05:27Ambasciatore, buongiorno.
05:28Io vorrei tornare proprio su quelle che rischiano di essere le conseguenze sul piano economico
05:32e soprattutto energetico,
05:34perché ci sono 3.000 navi, per lo più appunto ricche di petrolio e di gas,
05:39ferme, bloccate insomma, che devono passare dallo stretto di Ormuz.
05:43A questo proposito, quanto ci deve rassicurare la promessa di Donald Trump ieri in un post su Truth
05:49di essere pronto a scortare tutte le petroliere che devono passare dallo stretto
05:54e anche a fornire assicurazioni a costi ridotti,
05:57perché il mercato ha tirato un sospiro di sollievo, ma è durato poco.
06:01È anche vero che poi Teheran ha ribadito,
06:03in realtà i guardiani della rivoluzione islamica hanno il controllo totale dello stretto di Ormuz.
06:09Ecco, possiamo tirare un piccolo sospiro di sollievo
06:11o non conta nulla questa promessa di Trump?
06:15Guardi, lo stretto di Ormuz, noi italiani pure lo conosciamo bene.
06:21Sappiamo tutti, ci passa il 20% del petrolio globale,
06:29qualunque minaccia di chiusura sta provocando le ripercussioni che conosciamo.
06:34È credibile la scorta di unità americane a ogni nave che passa,
06:42ma abbiamo idea di qual è il volume del traffico giornaliero per lo stretto di Ormuz.
06:48Non basterebbe tutta la marina militare americana.
06:53Ed è un'operazione comunque di una pericolosità totale.
06:58Nello stretto di Ormuz, i Pasdaran e i loro alleati, gli UTI,
07:03basta solo per citarne qualcuno,
07:06hanno una posizione di forza molto forte,
07:09quindi non sventolerei ai 420 che le navi commerciali possono riprendere.
07:18Dovranno continuare purtroppo a deviare le loro rotte,
07:22aumentando quindi i tempi e i costi delle spedizioni energetiche,
07:26con tutto ciò che poi ne consegue,
07:28le assicurazioni che non garantiscono più i rischi.
07:32È una situazione tragica che veramente si sta verificando.
07:36Ma non vedo al momento un pattugliamento americano
07:41delle navi che attraversano lo stretto come la soluzione.
07:47Sessa, abbiamo purtroppo poco tempo,
07:50ma io ho bisogno di chiederle ancora altri due punti di vista
07:53che sono quanto mai importanti,
07:54soprattutto a lei che ha fatto anche l'ambasciatore a Pechino,
07:57perché c'è un attore come la Cina,
07:59che è stato ed è uno dei grandi partner commerciali dell'Iran,
08:04che in questo momento rimane sullo sfondo,
08:06ha contannato ovviamente l'attacco,
08:08però come rimuove, rimodula lo scacchiere,
08:11tutto quanto sta accadendo,
08:13e quale eventuale via libera potrebbe dare tutto questo
08:17anche alle mile cinesi,
08:19che sono ampie, soprattutto per quanto riguarda Taiwan.
08:22E poi l'altro attore è l'Europa,
08:24viene quasi tirata ob torto collo,
08:27in un coinvolgimento,
08:28anche se per ora molto laterale nel conflitto,
08:30però insomma si muovono le portaere,
08:33soprattutto in termini interni,
08:35per quanto riguarda l'Europa,
08:37assistiamo a momenti disgregativi,
08:40in qualche divisione interna,
08:42chi dà le basi, chi non le dà,
08:43chi decide di muoversi con iniziative
08:45come quelle dei volenterosi,
08:47che insomma sono un po' fughe in avanti
08:49rispetto all'unità alla quale è chiamata Bruxelles.
08:52Lei come vede entrambi questi fattori?
08:55Guardi, cerco di essere breve,
08:57perché già solo di per sé il discorso sulla Cina,
09:02il coinvolgimento della Cina,
09:03e in questa che tengo a precisare
09:06non è una guerra regionale,
09:09lo è regionale semplicemente dal punto di vista geografico,
09:12ma qui si scontrano interessi che sono globali,
09:16i protagonisti che sono globali,
09:18perché gli Stati Uniti sono la potenza che sono,
09:22la Cina, la Russia,
09:25che sono strettamente coinvolte con l'Iran,
09:28l'Iran stesso proprio per i suoi collegamenti
09:30con queste due grandi potenze,
09:34ma anche per l'incidenza che hanno
09:37su molte componenti del Medio Oriente,
09:40a cominciare dai Pasdaran,
09:42a cominciare, scusi, da Hezbollah,
09:46in Libano e altrove.
09:47Allora, la Cina in realtà
09:49si sta mostrando estremamente prudente
09:52nella migliore tradizione cinese.
09:54Ha fatto sapere che è molto preoccupata,
09:57ma non sta strafacendo.
10:01Qui in prospettiva c'è questo vertice
10:06che devono avere Xi Jinping e Trump a fine mese,
10:10sono in gioco degli interessi enormi,
10:13e quindi la Cina non ha interesse
10:17a creare troppi problemi.
10:19E qui sbaglia,
10:21e sbagliamo noi quando gli crediamo,
10:24sbaglia Trump quando dice
10:26che tutto questo lo fa in funzione anticinese.
10:29Continua a non capire
10:31che cosa la Cina rappresenta.
10:36Quindi questo per dire
10:37che è una situazione veramente molto complessa,
10:40ma da esaminare con prudenza
10:42e con la freddezza
10:43che i cinesi hanno da secoli
10:45e che noi invece europei o americani
10:48dimentichiamo perché abbiamo del sangue
10:51molto più caldo.
10:53Lei parla dell'Europa,
10:55parla di fuga in avanti.
10:57E qui direi che sarebbe ora
10:59che ci fosse qualche fuga in avanti,
11:01perché se c'è in questi ultimi anni
11:03un elefante che non si è mosso
11:08è proprio l'Europa.
11:11Anche qui però io continuo a insistere
11:13noi non dobbiamo prendercela
11:15con Bruxelles,
11:17con la Commissione europea.
11:19Quando ce la prendiamo con loro
11:21come quando ce la prendiamo
11:22con le Nazioni Unite
11:23o con la Nato,
11:25noi spariamo sulla Croce Rossa.
11:27Sono i Paesi membri
11:29che hanno delle responsabilità.
11:31Se l'Europa non funziona
11:33è perché gli europei sono iperdivisi.
11:35Se le Nazioni Unite non funzionano
11:37è perché ci sono ancora Paesi
11:39che governano le Nazioni Unite
11:41come venne deciso nel 1945.
11:44Allora, l'Europa si deve dare
11:47veramente una mossa.
11:49Quella regione è profondamente legata a noi,
11:52non solo per gli interessi economici
11:55fortissimi che abbiamo sempre avuto,
11:56ma per delle tradizioni storico,
12:00culturali, religiose.
12:02E allora cerchiamo di vedere
12:05ciò che ci può unire
12:07invece che ciò che ci continua a dividere
12:10tra europei.
12:11Tra l'altro anche lì
12:12sono saltati tutti gli schemi.
12:14Se lei pensa che
12:15tra i Paesi più attivi
12:18ci sono gli inglesi
12:20che teoricamente
12:21non fanno parte dell'Unione Europea
12:23e hanno ancora un regime
12:25pseudo-regime di Brexit.
12:28Questo non sta già a dimostrare
12:30che c'è dei movimenti
12:32bisogna saperli cogliere
12:34e saper capire
12:36quali sono poi
12:36nella prospettiva
12:38i veri interessi dell'Europa.
12:40Che torno a ripetere
12:41noi siamo i più vicini
12:43a quella regione
12:45compreso anche l'Israele.
12:47Ambasciatore, grazie per le sue analisi.
12:49Torni a trovarci.
12:50Alla prossima.
12:51Grazie.
12:52Grazie, grazie.
12:53Buon lavoro.
12:54Buon lavoro.
12:54Buon lavoro.
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