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  • 6 mesi fa
Così sul palco dell'Ariston Gino Cecchettin, padre di Giulia, la studentessa uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta nel novembre 2023. "Dobbiamo cambiare la cultura, altrimenti cambieremo solo il nome delle vittime. E per farlo bisogna educare i giovani ad accettare un rifiuto e dire loro che un no è un no". Poi Cecchettin si è fermato, commosso, vedendo sullo schermo con tutti i nomi delle vittime di femminicidi anche quello di sua figlia

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Sport
Trascrizione
00:00La violenza si riconosce perché avviene prima, inizia molto prima di quello che pensiamo.
00:05Inizia quando scambiamo il controllo con l'amore, quando pensiamo che la gelosia sia necessaria per la nostra relazione,
00:13quando non educhiamo il rispetto, quando nei silenzi lasciamo passare quelle battute, quelle battute sessiste,
00:21quando usiamo violenza nelle nostre parole.
00:24E se ci focalizziamo sull'ultimo atto, perdiamo tutto quello che viene prima.
00:29E prima c'è una cultura che per tanto tempo ha giustificato, ha ignorato questo problema.
00:35E quindi noi dobbiamo cambiarla quella cultura, altrimenti cambieremo solo il nome delle vittime.
00:40Per cambiare quella cultura bisogna fare educazione, bisogna educare il rispetto, bisogna educare i bambini a riconoscere le emozioni,
00:48a gestirle, i ragazzi ad accettare un rifiuto.
00:51E bisogna insegnare agli adulti che bisogna avere paura della libertà di una donna.
00:58E bisogna dire loro che un no è un no, ma è un sì che è vera libertà.
01:11Gino, non ti preoccupare.
01:15Ho visto il nome di Giulia e poi mi sono emozionato.
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