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Bologna ai tempi della Guerra fredda
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NovitàTrascrizione
00:07negli anni della guerra fredda bologna era uno dei contesti più dinamici dell'occidente città
00:13ministrate dai comunisti aveva però delle contaminazioni cattoliche e anche americane
00:17che gli permisero di avere dei servizi all'altezza e all'avanguardia di tutto questo parleremo con la
00:24fondazione gramsci dell'emilia romagna che ha appena iniziato una ricerca su questi anni e
00:31venite con noi per scoprirne di più ciao a tutti siamo qui al resto di bologna con l'ospite di
00:37questa puntata che è paolo capuzzo presidente della fondazione gramsci dell'emilia romagna
00:42allora paolo e siamo qui per parlare insomma della ricerca che la fondazione insieme all'università
00:49di bologna e alla johns hopkins university sta realizzando insomma su bologna e la guerra
00:56fredda insomma ecco il tema ovviamente è molto interessante prima di parlarne manderei uno
01:05spezzone insomma dei materiali che ci hai mandato che ritengo che sia molto interessante per iniziare
01:10la discussione in questa immensa piazza che vide cento anni fa il popolo levarsi contro l'offresore si
01:20sono radunati migliaia e migliaia di lavoratori per un giorno essi hanno lavoro della gioia di
01:26vivere del nostro popolo esaltazione delle lotte e delle conquiste faticosamente raggiunte
01:36il simbolo dell'unità tra operai e contadini tra impiegati e braccianti è qui realtà viva a
01:43cento anni di distanza dall'ecopea gloriosa del 48 uomini nuovi con la stessa ansia di libertà sono
01:49stretti insieme certi che la loro lotta li porterà a realizzare un mondo migliore sono le 15 e 30 in
01:55questo momento parte da piazza 8 agosto la stilata che si snoderà fino alla fine tra due ali di popolo
02:00ammirato e acclamante
02:11ecco siamo tornati siamo sempre qui con paolo capuzzo e niente ti chiederei che cosa abbiamo
02:18appena visto sostanzialmente paolo e anche partire da questo frammento di storia per dirci un po' su
02:26cosa state lavorando ma abbiamo visto una festa popolare e questo direi che uno dei caratteri che
02:34contraddistingue appunto l'esperienza di bologna e della bologna comunista del dopoguerra perché
02:42studiare la guerra fredda guardando al microcosmo di bologna all'irà di darci una serie di informazioni
02:49che riguardano diciamo la storia di questa città e come è diventata quello che è ma è anche interessante
02:55se la guardiamo da un punto di vista esterno alla città perché siamo di fronte alla unica
03:02grande città dell'occidente direi non solo d'italia che è stata quindi insediata nell'occidente dentro la
03:11guerra fredda governata ininterrottamente da sindaci comunisti e dal partito comunista poi insieme in
03:19certe fasi ad altri alleati dalla fine della guerra fino alla fine del partito comunista e
03:26questo è appunto come dicevo un unicum e questo è stato possibile anche perché le immagini appunto
03:33ce lo mostravano questo partito nel secondo dopoguerra assunto anche questo carattere diciamo così molto
03:41popolare e con un radicamento molto forte una militanza molto forti
03:47anche un'apertura questo va detto appunto rispetto ad altre componenti politiche e culturali della città e
03:57questo dalla linea nella ricerca appunto uscirà insomma a bologna è stato un mondo cattolico molto
04:04forte molto radicato con delle espressioni molto alte e pensiamo alla campagna elettorale che vive
04:13contrapporsi giuseppe d'ossetti nel 56 che fu una campagna elettorale alla quale se possiamo possiamo
04:21anche dire che guardiamo con un po di nostalgia nel senso che i temi il confronto era davvero anche
04:28culturalmente elevato ecco questa quindi capacità di avere un radicamento popolare molto ampio con
04:37tutti gli aspetti diciamo anche festosi appunto che si accompagnavano sembra un po una festa dell'unità
04:48insieme appunto la città è comunque una grossa università a uno dei gruppi diciamo del pensiero
04:56liberale democratico socialista e cattolico come il mulino appunto che sempre rappresentato una realtà
05:05che ha avuto una sua autonomia ma con la quale insomma è la città l'amministrazione e il partito
05:10comunista hanno dovuto confrontarsi insomma questo ha creato diciamo delle basi particolarmente
05:17certi li perché poi si sviluppasse un'esperienza di governo significativa che ha avuto anche
05:22molta risonanza all'estero perché appunto se noi guardiamo questa idea della bologna rossa
05:29noi la ritroviamo molto nella stampa straniera fin dagli anni fine anni 50 per gli anni 60 70 ancora
05:36di più in germania in inghilterra negli stati uniti negli stati uniti in particolare si guardava
05:44appunto questa città con molta curiosità abbiamo presente che altro elemento ed è anche uno dei
05:51promotori della ricerca e voglio anche citare professore elwood che insomma che diciamo il
05:57coordinatore poi di questo di questo lavoro che è stato professore all'università di bologna ed è stato
06:04anche professore alla jones hopkins ed era quello a cui volevo arrivare adesso perché la jones hopkins
06:08un altro stati uniti le università americane aprono varie università in europa occidentale negli anni
06:1650 e queste sono parte di una diplomazia culturale che sta dentro la guerra fredda e vengono ad insediarla
06:25per una città comunista con l'appoggio convinto e fattivo del sindaco di allora e quindi anche
06:33questo ci mostra come siano tutte storie un po paradossali anche se vogliamo e comunque sicuramente
06:40singolari che quindi rendono stimolante si può dire che anche le eventuali spigoli di un comunismo
06:48insomma in certo tipo anche se il comunismo italiano diventa delle caratteristiche sono molto diverse insomma
06:53quello dell'origine però è stato mischiato con tutte le altre esperienze da quella cattolica appunto
06:59alla influenza americana eccetera eccetera insomma sì sì sì questo possiamo sicuramente dirlo come possiamo dire
07:05che magari ne parleremo anche più avanti no che nel passaggio del partito comunista degli anni 20 e 30
07:12dentro un certo clima insomma politico e dentro allo scontro appunto con il fascismo alla seconda
07:21guerra mondiale dopo guerra c'è un fondamentale mutamento nella concezione stessa del partito il partito
07:26che nasce nel 21 Livorno non ha come principale obiettivo di essere un partito di massa un obiettivo di
07:34essere un partito combattivo di quadri a un modello alienista di riferimento quello è il partito comunista
07:40simile a tanti altri partiti comunisti d'europa e non solo d'europa e dopo la seconda guerra mondiale
07:47invece si cambia proprio filosofia e visione anche se c'è continuità di personale perché poi i dirigenti
07:54sono quelli in gran parte sia localmente sia a livello nazionale con l'innesto ovviamente una nuova
08:01generazione che è cresciuta nella resistenza e tuttavia appunto ci si apre e torniamo alle immagini
08:07che abbiamo visto prima a una rimensione molto diciamo popolare di piazza ecco questo diciamo
08:14queste caratteristiche come dicevi prima continuano fino agli anni 60 e 70 adesso vedremo un video che
08:20poi ci spiegherai insomma che risale già gli anni a quella quell'epoca e un video curioso insomma che
08:27manderei in onda e poi lo commentiamo il viaggio attraverso la solidarietà in emilia romagna della
08:33signora angui enti bin ministro degli esteri del governo rivoluzionario del sud vietnam e capo
08:39delegazione alla conferenza di parigi assume un significato politico ed umano di particolare
08:44valore l'abbraccio caldo e generoso della gente emiliana e romagnola alla rappresentante di un
08:49popolo tanto dolorosamente provato eppure così fiero ed indomito non è una platonica manifestazione
08:56di buona volontà l'accoglienza fraterna e solidale riservata all'ospite del governo regionale
09:02è testimonianza di coscienza civile è impegno di lotta il ritrovarsi insieme uniti in uno sforzo
09:09di concreta solidarietà in questo momento tra i più drammatici della guerra nel vietnam da parte di
09:15uomini di ispirazione ideale e politica diverse vuol dire che il comune riconoscimento alla pace
09:20come bene comune a tutti i popoli e a tutti gli uomini si afferma la signora t bin e la
09:27delegazione
09:27da essa guidata ha avuto incontri e colloqui a reggio emilia ravenna e bologna con personalità
09:32del consiglio regionale delle amministrazioni locali con dirigenti del partito comunista italiano del
09:38partito socialista italiano dell'ex psup del partito repubblicano e della democrazia cristiana con
09:45esponenti delle organizzazioni antifasciste e partigiane con sindacalisti e dirigenti del
09:49movimento cooperativo col comitato italia vietnam cara signora t bin ha detto il presidente fanti
09:58nell'incontro di commiato la solidarietà dell'emilia romagna al suo popolo continuerà attivamente
10:04ecco siamo tornati e cosa abbiamo visto cioè abbiamo visto questa delegazione sostanzialmente
10:11vietnamita in visita insomma spiegaci un po che cosa succedeva e curioso ecco sì diciamo che in
10:21questo caso vediamo uno dei caratteri distintivi della storia del partito comunista fin dalle sue
10:25origini questo suo carattere fortemente internazionale e internazionalista non è soltanto avere dei rapporti
10:33ma è anche pensare la politica come qualcosa che si fa localmente ma che deve poi mettersi in
10:42rete con l'intero mondo questo è uno dei punti di forza del partito comunista non solo italiano e
10:47non solo locale è evidente che una città come bologna una regione come l'emilia romagna insomma
10:53luoghi nei quali c'è una diciamo responsabilità di governo anche da parte di questo partito
11:02l'azione di solidarietà va oltre la manifestazione di piazza di solidarietà la mobilitazione per il
11:09vietnam sappiamo che tra gli anni fine 60 e primi 70 riguarda un po tutto il mondo occidentale ma
11:14c'è anche il tentativo poi di costruire dei rapporti diciamo così anche istituzionali con queste nuove realtà
11:24che si stanno costruendo nel sud del mondo e questo diciamo che è un patrimonio che era stato
11:33costruito nel tempo fatto di di rapporti che certi in certi casi risalevano a molti anni prima quando
11:40appunto la militanza era in partiti che erano minoritari illegali vi dicendo ma che aveva sempre
11:47cercato di tenere assieme appunto queste reti spesso poi posso dire che negli ultimi decenni
11:55si è un po perso questo patrimonio nel senso che le agende politiche sono diventate altre quella
12:02storia è finita perché appunto con la fine della guerra fredda finisce anche il comunismo italiano
12:07insomma benché avesse la sua distanza la mosca ma era dentro un ciclo storico diciamo novecentesco
12:13che si è concluso e oggigiorno possiamo vedere come non sempre sia facile essere interlocutori
12:20del sud del mondo che si rivolge anche ad altre appunto potenze e forse anche perché non siamo
12:27stati in grado di ascoltare c'è anche da dire che forse a quel tempo le manifestazioni adesso penso
12:33soprattutto quelli degli Stati Uniti servivano per fermare i conflitti in qualche modo avevano
12:37un'influenza molto più grande sull'opinione pubblica oggi mi sembra che sia un po' diverso
12:44comunque ecco prima di passare ad un altro tema è un altro filmato che adesso vediamo insomma
12:51molto interessante quello dell'italicus della commemorazione dell'italicus lo vediamo assieme
12:56e poi ci spieghi anche questo
13:00qui la democrazia affonda nella vita stessa e nella storia non si riduce a riti formali
13:09qui il popolo conosce tutte le asprezze e tutta la nobiltà di una lotta che sa essere suprema
13:20vogliano comprendermi coloro che in questo momento soffrono i familiari delle vittime
13:30vogliano comprendermi i presenti se io termino questo saluto con una parola non di pietà che pure
13:45è intensa nel mio animo ma con una parola di lotta viva la democrazia
14:06ecco siamo di nuovo qui abbiamo visto zangheri che fa questo discorso insomma parlavamo prima
14:11di momenti di piazza momenti di popolo insomma è un momento devo dire toccante che io non ho vissuto
14:16perché sono un po più giovane però ecco è interessante cosa ci può dire di questo filmato
14:22diciamo che la città è stata colpita noi abbiamo visto l'italicus e poi sei anni dopo arriverà ancora di
14:31peggio
14:31insomma e diciamo sono momenti tragici che hanno segnato la storia di questa città
14:39nella quale di nuovo c'è stata capacità di coesione di mobilitazione collettiva
14:45di identificazione dell'ethos e dello spirito proprio della città con un'istanza democratica forte
14:54radicata che non diciamo voleva cedere di fronte appunto a queste minacce a questi attacchi
15:02così sanguinosi il discorso è molto vibrante fermo però appunto e che di nuovo è un po quello che
15:13dicevamo all'inizio dove c'è un sindaco che è di un partito che però c'è una forte istanza
15:21repubblicana democratica diciamo molto forte alla base cioè nel momento del pericolo
15:26e gli anni 70 sono anni appunto segnati da appunto attentati terroristici di varia matrice
15:36insomma che minacciano la solidità della democrazia italiana e Bologna risponde
15:42risponde di nuovo dal punto di vista istituzionale con le sue istituzioni ma dal punto di vista
15:47della mobilitazione poi di piazza è molto forte queste manifestazioni sono molto partecipate
15:51è una minaccia che è sentita collettivamente ecco non c'è quel distacco che invece poi abbiamo
15:59misurato di nuovo appunto volendo confrontare fasi più tardi diciamo che Bologna io penso
16:04soprattutto al 2 agosto a questi momenti che ancora sono abbastanza forti insomma partecipati
16:12ecco diciamo poi non so se questo continuerà nel tempo diciamo così con nuove generazioni
16:16però oggettivamente quella caratteristica di forse è rimasta insomma
16:20sì di fronte appunto a quelle che erano sfide che erano attacchi davvero violenti e riguardavano
16:27tutti indiscriminatamente anche per quelle modalità di violenza politica che colpisce chiunque
16:34di quei poveretti che si sono trovati in quella sala appunto della stazione quel giorno
16:41ecco nella ricerca che voi state facendo ci sono due focus il primo è quello sui movimenti
16:47femministi ecco cosa possiamo dire insomma di quegli anni che tipo di coscienza diciamo
16:54si sviluppa e come viene poi interpretata fino all'oggi alla fine
16:58sì ecco negli stessi anni in cui c'è violenza politica c'è scontro c'è difficoltà penso
17:06soprattutto 77 anche che è un momento critico anche per il partito comunista che viene attaccato
17:13da sinistra e quindi questo è ci sono anche e sono anni però anche molto diciamo così effervescenti
17:21sia dal punto vista del rinnovamento culturale sia dal punto vista della mobilitazione sociale
17:26credo che il movimento più incisivo e che poi forse lascia anche l'eredità più importante e duratura
17:33è proprio quello femminista allora il partito comunista aveva avuto una sua politica per le donne
17:41via dicendo una certa sensibilità rispetto a questo tipo di diciamo di aspetti della politica
17:49quello che arriva negli anni 70 però è un femminismo che mette in crisi e in discussione
17:56lo stesso partito comunista cioè quel carattere popolare che abbiamo visto all'inizio della nostra conversazione
18:04significa anche comunque diciamo adesione a dei rapporti di genere che erano quelli dominanti nella società
18:14anche se c'era attenzione di più verso il lavoro gli asili nido c'è una politica verso le donne
18:20di cui il partito si fa promotore ma quello che arriva negli anni 70 è la messa in discussione
18:26anche di sfere più intime, private, di soggettività, di istanze che vengono dalle donne
18:34che mettono in discussione anche degli aspetti patriarcali diciamo che ci sono anche all'interno del partito
18:42e quindi di nuovo un momento di tensione fra movimento della società e partito istituzione
18:49al contempo possiamo vedere come poi ci siano momenti di ricomposizione
18:55in quegli anni nasce poi l'associazione Orlando, nasce il centro di documentazione delle donne
19:01la biblioteca delle donne è un passaggio di istituzionalizzazione di alcune istanze
19:09che tutt'oggi abbiamo come uno dei fiori all'occhiello della nostra città
19:15perché è una biblioteca davvero molto importante che si è arricchita nel corso del tempo
19:21che si è arricchita di nuovo, parlavamo prima di rapporti internazionali
19:26queste associazioni hanno avuto rapporti internazionali molto vivaci con altre realtà in giro per il mondo simili
19:35ecco questo processo di istituzionalizzazione di movimenti che vengono dalla società anche in forma oppositiva
19:45possiamo rifare questo discorso anche per il cassero se pensiamo, sono gli stessi anni
19:50sono appunto movimenti che nascono nella società che a un certo punto pongono le domande alle istituzioni
19:57che inizialmente sono impreparate ad affrontarli perché sono elementi di innovazione molto forti rispetto
20:04ma che poi trovano una qualche soluzione e contribuiscono, dicevi, cerchiamo di pensare anche all'oggi
20:12sono cose che poi rimangono nella città e fanno di Bologna quello che è oggi
20:17ecco, ultimo focus, quello su Dozza, torniamo un po' indietro insomma
20:22ma diciamo così che tipo di curiosità avete trovato o che tipo di profilo insomma aveva, che aspetti avete indagato
20:29questo diciamo che è un altro capitolo dell'attività di ricerca della fondazione
20:35faremo anche un volume adesso nei prossimi mesi, penso già verso la fine dell'anno
20:41Dozza è una figura davvero singolare, è una figura che impersona quel percorso del comunismo italiano
20:50di cui abbiamo parlato prima però appunto in un'unica traiettoria biografica
20:56nasce politicamente durante la prima guerra mondiale da ragazzino perché era proprio un ragazzino
21:02come una nuova leva diciamo di militanti socialisti critici fortemente nei confronti del Partito Socialista
21:12fortemente impegnati nelle campagne antimilitariste contro la guerra e che poi entrano nel Partito Comunista nel 21
21:20da lì comincia una biografia anche quasi leggendaria perché Dozza è uno dei pochi che non riescono mai ad arrestare
21:31nonostante torni in Italia varie volte con incarichi politici anche importanti
21:36se si legge il fascicolo personale di Dozza del Ministero dell'Interno che doveva reprimere, cercare di catturarlo
21:47perché aveva varie condanne appunto che pendevano, si capisce tutta la frustrazione che dura vent'anni
21:53nel cercare questo signore, nel sapere guardate che è di là controllati, inaspriti i controlli, non c'è
22:00a un certo punto trovo una carta di polizia che dice no lasciate perdere è andato in Oklahoma
22:05perché era riuscito a far credere evidentemente di essersene andato quando al massimo appunto è arrivato a Parigi
22:12città dove appunto rimane, quindi è una biografia davvero avventurosa ed affascinante
22:19meno nota rispetto al poi nel 43 Dozza rientra dalla Francia, sta un anno a Milano, nel 44 viene a
22:28Bologna
22:31comincia già a studiar da sindaco in qualche modo perché i primi rapporti con il mondo cattolico
22:36tra l'altro viene presentato anche a delle figure importanti che non sanno che si adozza perché aveva un sacco
22:42di pseudonimi
22:43perché non poteva ovviamente fidarsi di nessuno essendo... e dopo l'orema era lei dicono poi nel 45 quando diventa
22:50sindaco
22:50e quando poi nell'aprile del 45 si tratta di decidere chi saranno i sindaci, il CLN deve decidere i
23:00sindaci delle varie città italiane
23:01ci sono scontri fra le varie forze politiche, l'unico nome che passa senza discussione alcuno è quello di Dozza
23:07sono d'accordo tutti, cattolici, comunisti, socialisti
23:10e lì comincia poi quella storia che conosciamo di fuoriuscita di Bologna dalla crisi e la guerra
23:18di traghettarla verso una modernità, Bologna era ancora capitale di un mondo agrario
23:26diventerà poi centro industriale, poi centro post industriale dopo... e se ci pensate
23:34durante gli anni di Gozza si fanno una serie di cose insomma
23:39dalla fiera, c'è una spazio urbanistica, Bologna diventa davvero quella che è
23:46e stiamo parlando dell'unico sindaco di Bologna che aveva fatto le scuole elementari, punto
23:51poi il resto gliel'aveva insegnato il partito, ci sono anche questi elementi che vanno ricordati
23:56cioè Bologna negli anni 30 è stalinista come tutti gli altri comunisti
24:00poi in realtà passa anche un brutto momento perché viene chiamato a Mosca a giustificare
24:05le cose che ha scritto, che a Stalin non sono piaciute, viene messo ai margini
24:09riesce a fuggire a una situazione in cui molti altri invece fatalmente appunto
24:15sono morti durante le purghe staliniane. Lui viene rimandato a Parigi, poi durante la guerra
24:22emigra nel sud della Francia dove prendono un appezzamento di terra e fanno ortofrutta
24:29praticamente per sopravvivere un anno o due, poi dopo l'8 settembre si decide di farlo
24:37rientrare nella politica attiva, torna a Milano e fa quella storia. Quindi personaggio davvero
24:41affascinante, il primo comunista italiano ad andare negli Stati Uniti, di solito si
24:45dice stato Napolitano, Napolitano è stato in quanto rappresentante del PC, è vero, il
24:51primo viaggio, ma dopo 15 anni prima era stato negli Stati Uniti come sindaco per
24:57partecipare a un convegno mondiale di sindaci, perché allora i comunisti non potevano andare
25:03negli Stati Uniti, non avrebbero avuto il visto e anche lì riteniamo che i suoi ottimi
25:09rapporti con la John Hopkins abbiano favorito l'isto o che gli abbiano detto, sì è comunista
25:16ma è uno strano, sembra normale, quindi potete farlo andare negli Stati Uniti tranquillamente.
25:22Quindi su Sud Ozza e con la fondazione farà un lavoro specifico.
25:26Bene, io ringrazio Paolo Capuzzo, Presidente della Fondazione Gramsci in Emilia Romagna e saluto
25:32tutti i nostri spettatori, vi invito ovviamente alla prossima puntata.
25:38Grazie a voi dell'invito.
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