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CortometraggiTrascrizione
00:00E' arrivato dieci anni fa presentandosi come il Vescovo della Teneressa. In questi ultimi dieci anni tanto ha cambiato nella
00:11città e crediamo che un po' anche la città abbia cambiato lui.
00:14Oggi al resto di Bologna abbiamo un ospite speciale che è il nostro Cardinale Matteo Zuppi.
00:21Bentornati al resto il Bologna, il podcast che racconta Bologna, i suoi personaggi, la sua comunità.
00:27E oggi è con noi un grande amico di Bologna e del resto del Carlino che è il Cardinale Don
00:32Matteo Zuppi.
00:33E quindi lo salutiamo e lo ringraziamo per essere con noi.
00:36Grazie, sono io che ringrazio dell'invito.
00:38Abbiamo chiesto la presenza qui di Don Matteo per un motivo principale.
00:42Più di dieci anni ormai a Bologna e ci pensavamo fosse giusto fare un po' un punto su che cosa
00:50ha significato Bologna per te.
00:53E ragionando sulla tua esperienza a Bologna ci torna sempre alla memoria una parola che tu hai usato proprio all
01:01'inizio del tuo percorso qui a Bologna.
01:05Ed è stata a Teneressa.
01:06E tu lo dicesti con due S al posto delle Z.
01:10Intanto per farti sentire, noi non abbiamo le Z e questo direi che è evidente.
01:14Ma soprattutto per farci sentire la vicinanza.
01:17Insomma questo fu accolto come un grande segnale.
01:21Cesare Sughi che è stato un grande giornalista del Carlino disse che a volte un gregge sente immediatamente il richiamo
01:28del pastore.
01:28Per noi fu così.
01:29Perché tu scegliesti la parola Teneressa?
01:32Però una piccolissima parentesi di Cesare Sughi.
01:35Perché era veramente un grande giornalista, un grande amico di Bologna e che esprimeva tanto della città di Bologna.
01:48Siccome lo incontrai quei primi mesi e poi lo rincontrai alla casa degli artisti.
01:56Perché lui, gli ultimi sui tempi erano lì da Boretti e poi chiestete appunto, purtroppo, prima di morire, magari gli
02:04artisti.
02:05E mi fece una grandissima simpatia.
02:08Perché sapeva esprimere con molta sensibilità, con molta attenzione, tanto dell'anima di Bologna.
02:16Con tanta arguzia, con tanta intelligenza.
02:19Devo dire che la sua rubrica su Ressere del Carlino fu una di quelle che mi mise a leggere.
02:24Dunque, perché? E poi rispondo alla domanda.
02:29Credo che fosse luglio.
02:31Luglio, ricordi bene. Ho già capito. Dove andiamo a parare?
02:35Lui mi dice, guarda che è uscito il Ressere del Carlino e dice che tu vai a Bologna.
02:40Allora io andai all'edicola, ero tornato ad abitare al centro di Roma, vado e dice no, il Ressere del
02:49Carlino arriva con la stampa internazionale.
02:52Anche lì, già mi colpì il fatto di essere il Carlino che arriva così con... eccetera.
03:00E poi l'apopiti appunto, questa è la prima cosa.
03:02La tenerezza perché, diciamo, il modo della S dolce, caratteristica ovviamente anche, non solo, ma anche di Bologna.
03:17E quindi questa dolcezza che si esprimeva anche nel modo di parlare, mi aveva sempre colpito.
03:27E siccome credo che è una delle caratteristiche nella relazione e quindi anche nella città, di avere attenzione, protezione, appunto,
03:44tenerezza di saperla esprimere.
03:45E' questa, diciamo, questo iniziale alfabeto che desideravo avere con la città e che ho trovato, almeno ho trovato tantissima
03:58tenerezza nei miei confronti fin dall'inizio.
04:01Perché quando sono arrivato, all'ingresso proprio, io ero venuto un po' clandestino qualche volta.
04:11E' andato a trovare clandestinamente il cane a Caffarra, per parlare, quando ancora non era pubblica la nomina.
04:22E' entrata un'accoglienza, una tenerezza, una gioia che mi colpì tantissimo e colpì tutti i romani che mi avevano
04:30scortato per accompagnarmi a Bologna.
04:35La prima cosa che appunto hai trovato è stata questa tenerezza, ma in questi dieci anni cosa hai visto cambiare
04:43la città?
04:44Perché dieci anni sono tanti e di cambiamenti Bologna ne ha avuti diversi.
04:48In parte le abbiamo già affrontate in altre chiacchierate che abbiamo fatto, però molto è cambiato probabilmente.
04:54E cosa hai visto cambiare di più rispetto a quando si è arrivato nel 2015?
04:58Il centro, anche perché vivo al centro, tra la curia che è appunto dietro la cattedrale e la casa, l
05:08'abitazione, la via Barberia, quindi il centro.
05:11Il centro dubbiamente si è cambiato proprio visivamente.
05:18Poi le città cambiano sempre, non esiste guai anche a Bloccazio perché le città sono come la storia delle persone,
05:27quindi cambiano, invecchiano, ingiovaniscono, come i quartieri.
05:31Sono dei quartieri che erano giovani 40 anni fa e oggi sono tutti quanti gli anziani e altri che sono
05:39tornati i nipoti e hanno ripreso vita.
05:43Però direi certamente un cambiamento che io stesso ho visto della crescita del turismo
05:48e di una città che sostanzialmente aveva un turismo molto relativo,
05:55che invece è diventata una meta turistica con tutto quello che comporta nel cambiamento.
06:00Ed è una grande sfida quella di non diventare una vetrina e di mantenere appunto un carattere della città
06:09che però ha anche tanto nella sua identità profonda l'accoglienza.
06:16Non è un paracarro, non è una rotonda in cui passa il traffico dell'Italia,
06:25è un luogo di incontro e di accoglienza.
06:31Ho trovato anche non pochi romani, ma tantissimi del sud d'Italia,
06:40come anche tanti stranieri che ovviamente sono italiani e sono bolognesi.
06:45Abbiamo parlato del centro, ma pensiamo anche alle periferie.
06:50Qui siamo in periferia, il resto del Carlino è in Via Mattei
06:53e non possiamo non ragionare su un altro grande momento della tua attività pastorale
06:59che è stato quando Papa Francesco è arrivato proprio qua con l'elicottero
07:03e tu scegliesti insieme con lui, immagino insomma ne abbiate parlato,
07:07di partire dall'Hub per i migranti in quel momento di Via Mattei, proprio qui vicino.
07:14Ci racconti un po' di quella scelta e come avvenne?
07:18La scelta avvenne perché sarebbe stato complicato farlo al ritorno.
07:26Io so che qualcuno disse, ma come?
07:29Arriva e va a trovare i non bolognesi, viene a Bologna e va a trovare i non bolognesi.
07:35Io penso che è mio per un ragionamento come questo, ripeto, in realtà veniva con l'elicottero
07:42per lo spazio di atterraggio e quindi era proprio in strada per andare al centro.
07:50Però era molto nella visione di Papa Francesco, cioè che per capire dove sei devi andare in periferia,
08:00per capire il centro devi guardarlo da fuori.
08:02E questo è molto saggio, è una, a mio parere, delle tante prospettive che Papa Francesco ci ha lasciato,
08:10ci ha regalato.
08:12Perché?
08:13Perché se uno pensa soltanto al centro e deve fare la famosa rivoluzione copernicana,
08:20diciamo, siccome il complesso di Foligno, quello di pensarsi al centro dell'Italia,
08:27di essere, noi siamo il centro dell'Italia, o un'astronomia pre-copernicana è soltanto
08:37sbagliata e questo è il problema, non ti capisci e per questo la periferia.
08:43Indubbiamente fu così un incontro nel pieno stile di Papa Francesco, ha dato le mani praticamente a tutti,
08:52ha accettato di fare i selfie quasi praticamente con tutti.
08:56Io ce l'ho, quindi ricordo.
08:57Non te lo ricordi.
08:59si è bagnato come tutti.
09:02Io quando, così vuoi, c'era una leggera, più leggerellina, e io dissi alla vigilanza,
09:09dissi, ma scusate, ma non c'è un ombrello?
09:12Mi hanno guardato, come dire, quello non lo vuole.
09:17Dico, come lo vuole?
09:18Certo, o ce l'hanno tutti, oppure tutti sotto l'acqua.
09:22E per cui tutti sotto l'acqua.
09:25E qui effettivamente ci bagniamo tutti quanti perché, perché, dice, ma dobbiamo fare come
09:32tutti quanti.
09:34Anche il suo bello, importante, breve discorso, il suo discorso vero fu guardarli negli occhi,
09:43stringere le mani.
09:45E ricevete il braccialetto, peraltro, del centro migranti?
09:48Presidio del centro, e poi dice questa cosa, io vi ho guardato negli occhi, vi porterò
09:56negli occhi, vi porterò nel cuore, e parlando di loro come dei lottatori di speranza.
10:08Noi sappiamo quanto l'emigrazione causa problemi, difficoltà, oggettivamente, è sempre
10:16stato così.
10:16Un tema, tra l'altro, che è tornato di recente, insomma, anche al centro dell'agenda,
10:21no?
10:21Ma spesso magari non si ragiona in termini umani, no?
10:23Di sicurezza.
10:25Assolutamente.
10:25Poi entra anche nel fatto di dire che adesso ci accorgiamo sempre di più di quanto abbiamo
10:31bisogno dell'emigrazione.
10:32Noi dobbiamo cambiare proprio paradigma, dobbiamo cambiare modo di vedere il problema.
10:37perché quello che è un problema in realtà non è una risorsa, quelli sono gli spiriti
10:44beati che pensano, che non si rendono conto di che cosa porta l'emigrazione.
10:52Abbiamo bisogno dell'emigrazione.
10:56il CNA, l'altro giorno è venuta, mi ha detto che noi abbiamo bisogno di 750 mila persone
11:02che vengano a lavorare, non mai braccia di lavoro, perché non sono mai braccia di lavoro,
11:07altrimenti finiamo come Singh, che era uno, erano soltanto braccia di lavoro, per cui se
11:15ne perdeva uno, il problema era suo, almeno non è un problema mio, mentre appunto è una
11:20persona.
11:23Penso che noi ci dimentichiamo i problemi che portavamo quando eravamo noi, gli emigranti,
11:31e quindi abbiamo anche esportato tante specialità della casa che non è che proprio a chi accoglieva
11:41erano troppo contenti, tra le parole italiane più conosciute ci sono alcune che non ci fanno
11:47onore, oppure il pregiudizio, in base a parlare con qualunque italiano che è stato in Svizzera
11:57o in Belgio o in Germania, quanti pregiudizi all'inizio, eravamo noi quelli che portavano
12:04i problemi, ora è chiaro che si portano i problemi, certo che si portano i problemi,
12:08delle difficoltà, è chiaro che questo però è l'unico modo per guardare al futuro.
12:14Ecco, la visita del Papa è stata sicuramente il momento più significativo di questi dieci
12:19anni, forse anche il più felice per tutta la comunità ovviamente, non solo, e tra quelli
12:25più difficili ce ne sono stati intanto, ti chiedo, e quali sono stati? Probabilmente
12:30il Covid è stato un momento molto particolare, con tutti chiusi in casa, le chiese vuote,
12:36non è stato facile affrontare quegli anni.
12:38Il Covid certamente, direi che forse è stato un momento di grande sfida, che ci ha fatto
12:46io credo anche scoprire però una forza di relazione, la mancanza di relazione, si fa
12:55capire l'importanza della relazione e anche quanto in realtà davvero abbiamo bisogno di
13:02gli uni degli altri, consapevolezza che non dobbiamo perdere. Mi ricordo quando facciamo
13:09il giro, non potendo celebrare come tradizionalmente la Madonna di San Luca, facciamo il giro con
13:16l'icona ed era la prima domenica in cui si poteva uscire dopo la quarantena, quindi c'era
13:25un timido riprendere della vita, timidissimo perché poi davvero per nessuno è facile, però
13:33tanto è proprio la gioia del rincontrarsi, dello stare insieme, del ritrovarsi, indubbiamente.
13:41Poi tanti momenti invece, quello che ci ha coinvolto tutti, di grande sofferenza, che sono
13:51due esempi, purtroppo tutti e tre tristi, diciamo, tutti e tre drammatici, l'uccisione di
14:00Chiara, di Fallu e il femminicidio di Alessandra.
14:11Perché sono, dobbiamo conservarli sia per la memoria dovuta dei ragazzi o delle persone
14:22che sono parte, che abbiamo conosciuto nella tragedia e forse ci deve aiutare, bisogna interrogare
14:35perché quelle relazioni guariscano anche da tante deformazioni, da quel male che si insinua
14:47nella vita ordinaria, con queste epifanie del male, che però ci devono aiutare a vivere
14:53meglio le relazioni e il tessuto comunitario tra di noi.
14:57Se pensiamo a Chiara, a Gualzetti, a Fallu, ma anche a Alessandra, a Matteuzzi, insomma,
15:02le persone giovani, questa è una cosa che ci deve far riflettere, perché è un dato
15:08su cui forse non abbiamo pensato abbastanza.
15:10Come mai secondo te, proprio fra i ragazzi, che abbiamo visto anche questi episodi così
15:15gravi?
15:19Perché dobbiamo forse capire che cosa significa la fragilità, non dare per scontato, aiutare
15:31a avere tanti riferimenti e la città non deve diventare una foresta in cui mi devo districare
15:43da solo, in cui devo essere qualcuno per affermarmi, per difendermi, per contare.
15:56Gli episodi di violenza effettivamente ci devono porre una domanda sulla relazione e sulla
16:06violenza, perché indubbiamente io appena posso, se mi invitano vado sempre nelle scuole
16:13a incontrare i ragazzi dovunque o all'università, perché non li incontro altrimenti, perché
16:19è importante ascoltarli e raccontare un incontro.
16:26Sono stato recentemente in qualche istituto e ho chiesto ai professori, ma questo problema
16:33della violenza lo percepite o è anche, perché qualche volta c'è anche le sirene, anche una
16:40certa informazione, ovviamente non il reso del carlino, qualche volta amplifica, ma poi
16:45alla fine dell'informazione è anche un meccanismo per cui anche voi ci dovete stare dentro, perché
16:50altrimenti stare fuori, però è qualche volta diventato un meccanismo, una palanca che crea
16:55delle… però c'è anche un'emersione oggettiva e indubbiamente i professori hanno raccontato
17:01di molta fragilità, molta paura e quindi anche del famoso coltellino in tasca come un misto
17:11di emulazione di paura, per cui lo porto, perché mi è successo che qualcuno all'uscita
17:18di scuola mi ha esercitato violenza per difendermi, quindi è una domanda che dobbiamo tenere molto
17:31presente, quindi dobbiamo dare risposte, uscendo dall'allarmismo, dalla logica emergenziale, ma anche
17:40senza sottostimare minimamente il problema.
17:44A metà anni Ottanta il Cardinale Biffi disse che Bologna era una città sazia e disperata,
17:49nel 2026 Bologna come la possiamo leggere, come la possiamo vedere secondo te?
17:56Devo fare un piccolo commento su questo, perché il commento di Biffi, un uomo di particolare
18:04ironia e con dei giudizi molto graffianti, molto penetranti, lui non aveva paura di graffiare,
18:11diciamo così, graffi che cito Pierluigi Bersani che aveva un rapporto molto diretto e di grande
18:27stima reciproca, non posso verificarlo come questo, ma presumo dice Bersani, certamente
18:36quando era Presidente della Regione, quindi avevano anche occasione, ma andavano molto
18:40al di là, c'era una frequentazione che andava al di là dell'istituzionale, anzi era molto
18:45personale e lui disse Bersani, questo graffio di Biffi ci fece capire che certi ha usato
18:55questa espressione presidi che davamo per scontati e non lo erano più, che nel frattempo
19:02era cambiato tanto anche nella Regione, lui si riferiva a Bersani anche per esempio alla
19:09penetrazione del mafiosa, per esempio, in Romagna, ma anche appunto a una rete di solidarietà
19:19che si può dare per scontata e che in realtà è molto più sfilacciata.
19:25oggi, ecco, Biffi lo disse commentando il dato per cui in Mila Romagna aveva la cifra
19:38più alta di suicidi in Italia, per questo sazia e disperata, ecco.
19:45oggi direi, poi commento qui, poi anche meno sazia, scherzo anche sul fatto di questo,
19:55ecco, e anche indicò qual era, che cos'è che ci rende davvero sazi, e oggi direi una
20:03regione è una città dove c'è ancora tanto benessere, dove però c'è tanta fragilità
20:11nel benessere, tanta povertà e soprattutto si è ridotta la soglia della povertà, diventi
20:20povero con molta più facilità, perché appunto la soglia si è molto assottigliata.
20:27ecco, la disperazione ne percepiamo forse di meno, c'è in quelle manifestazioni in cui
20:36tu capisci che c'è qualcosa che non va nelle nostre relazioni e poi forse c'è più solitudine.
20:47Ricordo che ne parlamo tanti anche qui, è quasi poco dopo che ero arrivato sulla solitudine,
20:53perché mi aveva colpito il fatto che un terzo dei nuclei familiari, anche a Bologna, è composto
21:02da una persona, quindi vuol dire anche comunque oggettivamente tanta solitudine.
21:09Allora c'è ancora una rete, sì, ma indubbiamente quando un terzo delle persone vive solo, questo
21:16significa qualcosa anche nel nostro pensarci insieme e nel pensarsi con gli altri.
21:22Sì, è una città grande ma un po' sola, lo potremmo sintetizzare così.
21:27Assolutamente, concludiamo, il nostro podcast si chiama Il resto di Bologna e quindi ti vogliamo
21:31chiedere qual è il tuo resto di Bologna, nel senso qual è la Bologna segreta, le cartoline
21:37che ti vengono in mente, il luogo se no dove ti piace andare, sappiamo che la mattina ti svegli
21:42presto, vai in giro, volte in bicicletta.
21:45Qual è il tuo resto di Bologna?
21:47Sicuramente San Petronio perché ci passo volentieri proprio la bellezza della piazza ma anche la
21:59bellezza della torre perché la torre ha una eleganza, una bellezza particolare, sorprendente,
22:09sempre. Posso immaginare che cosa era nel 1100 vedere una cosa così incredibile, elegantissima,
22:22sottile, altissima.
22:26e poi si chiara a fondo a parte alta che guarda dall'alto.
22:32Questi sono poi il mio resto e poi sono i luoghi delle abitudini, adesso non c'è più
22:40dove andavo a comprare il resto del canvino.
22:45Con il di Golante ci avevamo sempre qualche incontro, come tanti piccoli luoghi di una città
22:53che comunque mantiene tanta accoglienza e anche tanti riferimenti che la rendono umana,
23:02vicina, accogliente.
23:04E allora grazie a Don Matteo, Cardinale di Bologna, al nostro Cardinale per essere stato
23:09con noi oggi in questa puntata del resto di Bologna.
23:12Grazie a voi.
23:12Grazie mille.
23:13Buon lavoro.
23:23Grazie a tutti.
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