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Interprete di rara intensità, rigoroso e trasformista. Davanti la macchina da presa si accende e in un attimo diventa una festa per gli occhi di chi lo guarda, soprattutto se a dirigerlo è Marco Bellocchio. Fabrizio Gifuni torna a lavorare con il grande cineasta nella serie 'Portobello', in cui interpreta il celebre conduttore Enzo Tortora, vittima di un clamoroso errore giudiziario all'apice del successo agli inizi degli Anni 80. Ospite del vodcast dell’Adnkronos, Gifuni racconta la genesi del progetto e anticipa ciò che vedremo dal 20 febbraio su Hbo Max L'intervista è anche l'occasione per fare un bilancio della sua vita in vista dei 60 anni, che compirà il prossimo 16 luglio.
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00:00Interprete di rara intensità, rigoroso e trasformista. Davanti alla macchina da presa si accende e in un attimo diventa una
00:08festa per gli occhi di chi lo guarda, soprattutto se a dirigerlo è Marco Bellocchio.
00:14Diamo il benvenuto a Fabrizio Gifuni.
00:16Eccoci qua, buongiorno, che bellissima presentazione.
00:19Grazie, come stai?
00:21Bene, bene, bene. Dopo qualche settimana di promozione si è sempre un po' più affaticati, però sono molto felice di
00:30parlare di questo lavoro perché è una cosa molto speciale.
00:35E infatti appunto partiamo da Portobello, la nuova serie di Marco Bellocchio che debutta il 20 febbraio su HBO Max,
00:42la nuova piattaforma di Warner Bros. Discovery.
00:44La serie ripercorre il caso Tortora. Voglio iniziare con una domanda di rito, cioè quale lavoro hai fatto prima di
00:52arrivare sul set?
00:55E' sempre un lavoro grande, anche perché a differenza del teatro, quando ci si prepara per un film, e questo
01:05è a tutti gli effetti, cinema per la televisione, diciamo, è come fosse un lungo film di quasi sei ore.
01:11Il tempo sul set è sempre un tempo molto... in cui bisogna andare, non dico veloci, ma insomma in cui
01:20non bisogna sprecare un secondo.
01:23E quindi è ancora più importante il lavoro di preparazione, che invece a teatro è integrato proprio, no?
01:29Cioè c'è un periodo di prove, si sta tutti insieme, si prova, molte compagnie provano ancora la famosa fase
01:38a tavolino, in cui c'è una lettura partecipata e poi si passa in piedi.
01:42Al cinema alle volte ti capita di incontrare, diciamo, il tuo interlocutore, con cui magari hai una scena importantissima la
01:50mattina in cui giri, no?
01:52Quindi è ancora più importante il lavoro di preparazione. In che consiste? È sempre difficile, diciamo, sintetizzarlo, però si passa
02:01da una fase di immersione nel mondo del personaggio,
02:06che non è soltanto quello che ruota intorno a lui, ma è anche e soprattutto il contesto storico.
02:13Hai parlato anche con le figlie, per esempio?
02:16Allora, quando mi è capitato, come in questo caso e varie altre volte, di interpretare personaggi realmente esistiti,
02:26che hanno ancora dei familiari, delle figlie, dei nipoti, delle mogli, dei mariti,
02:33io preferisco sempre non incontrare prima, un po' per rispetto, un po' per pudore, un po' per una reciproca libertà.
02:45In questo, ad esempio, Gaia, che è la figlia di Enzo, era sulla stessa lunghezza d'onda, cioè lasciarsi la
02:55libertà per un familiare di dire
02:57non mi è piaciuto per niente quello che avete fatto, o dire ho apprezzato moltissimo.
03:02Però se tu crei un legame prima, poi c'è sempre una difficoltà di esprimere un giudizio.
03:09E per me, diciamo, per un interprete, c'è un po' il rischio di rimanere schiacciati dal senso di responsabilità,
03:18cioè dal non deludere, dal non tradire, dal non dire qualcosa.
03:24E allora, diciamo, quando c'è un processo creativo, qualsiasi pensiero diventa un'interferenza, no?
03:32E quindi preferisco prendermi la responsabilità di andare fino in fondo.
03:39E però dopo, è successo spesso, ed è successo anche qui a Venezia, ma anche poi successivamente,
03:46invece di incontrare i familiari, in questo caso Gaia e l'ultima compagna di Enzo Tortola, Francesca Scopelliti,
03:56perché purtroppo Silvia, la sorella maggiore, non c'è più già da qualche anno,
04:01e di instaurare poi un legame, che alle volte diventa anche un legame affettivo,
04:05perché tu entri nella storia della loro famiglia.
04:08Ad esempio, mi è capitato con Basaglia, in particolar modo, dove prima non ho avuto contatti
04:16né con Alberta, che è la figlia di Franco Basaglia, né con Silvia, che è sua nipote,
04:20e dopo ora siamo diventati, cioè ora sono uno di casa, praticamente, quindi è uno strano lavoro.
04:26Hai visto anche, insomma, Portobello, hai letto dei libri, hai visto documentari.
04:30Sì, sì, sì, è un'immersione totale, in questo caso sono libri, sono materiali audiovisivi,
04:36sono registrazioni, in questo caso sia del prima che del dopo, cioè prima è tutta la grande esplosione
04:44del personaggio pubblico, questa trasmissione che arriva fino a 28 milioni di spettatori,
04:51e c'è un personaggio pubblico, un personaggio amatissimo, che ha, come dire, come tutti i personaggi
05:02pubblici, anche una maschera, per cui si tratta poi di ricostruire chi sono questi personaggi
05:09privatamente, questo anche per Moro, nessuno può dire, tranne i suoi familiari, chi era Moro
05:16quando tornava a casa, si chiudeva la porta, parlava con le proprie figlie, e anche qui,
05:23diciamo, il tortora privato è qualcosa che tu devi immaginare, mettendo insieme i pezzi
05:29e anche scommettendo, questo vale anche per gli sceneggiatori e per il regista, che in questo
05:36caso, non so se l'abbiamo già detto, è uno dei più grandi registi contemporanei, non in Italia,
05:41lì, al mondo, che si chiama Marco Bellocchio. E poi arriva un momento in cui tutto questo
05:47studio del contesto, del personaggio, tutti i libri letti, tutte le cose viste e ascoltate,
05:55bisogna un po' dimenticarsele e tentare un piccolo salto mortale.
06:01Che a te riesce sempre bene, comunque.
06:04No, va beh, insomma, mi impegno molto.
06:06Sì, assolutamente si vede, soprattutto perché non porti un'imitazione, cioè porti proprio
06:13una tua sintesi, ecco.
06:15Sì, sì, mi piace questo, sì, sì, mi piace la definizione di sintesi perché è un incontro
06:23proprio, no? Tra due corpi, tra il corpo dell'interprete e il corpo del fantasma che tu sei chiamato
06:29a evocare, no? E io, mi è capitato di dirlo altre volte, soprattutto nei primi giorni, c'è
06:39una specie di corpo a corpo, cioè il tuo corpo cede qualcosa a quello del personaggio, il personaggio
06:45cede qualcosa di sé a te e quindi si arriva a una sintesi, a un punto d'incontro in una
06:52terra di nessuno dove non c'è più Fabrizio Gifuni, non c'è e non ci potrà mai essere
06:58il vero Enzo Tortora, ma c'è qualcosa che deve in qualche modo richiamarlo.
07:04Ed è un lavoro che per me deve necessariamente partire sempre dall'interno, cioè sempre da
07:11un processo di interiorizzazione emotiva. Poi se tutto questo lentamente produce anche
07:18un avvicinamento in termini di somiglianza, di evocazione, è ancora meglio. Però credo
07:28che sia, insomma sarebbe sbagliato partire dal dato mimetico, partire dal dato mimetico, cioè
07:36l'obiettivo non deve essere devo assomigliare a questa persona perché poi tu puoi assomigliare
07:41anche tantissimo. Ma se quella storia non emoziona, se non c'è l'umanità, se non c'è
07:48è inutile. Bisogna cercare di andare su tutte e due le linee.
07:53Fabrizio, attraverso il caso Tortora secondo me possiamo fare anche una riflessione sul
07:59concetto di verità oggi. Ti chiedo se oggi è diventata impopolare e se contano più
08:05le narrazioni che i fatti. Ma guarda io credo che questo problema esista dalla notte dei tempi,
08:13esisteva all'epoca di Tortora, di Moro, è sempre esistito. Cambiano i mezzi, cambiano i mezzi.
08:23Prima c'erano, all'epoca c'erano i giornali e la televisione, i giornali stampati e la televisione
08:31che erano quasi un vangelo. Si diceva l'ha detto la televisione, l'ha detto il telegiornale.
08:37Ora l'ha detto Facebook o Instagram.
08:39Sì, però adesso siamo tutti più smagati sul fatto che ognuno ha la sua narrazione,
08:47ognuno che tutto è parziale. Oggettivamente non c'è nulla, perdonami il gioco di parole,
08:55di oggettivo, è sempre tutto soggettivo. Quindi poi si tratta soprattutto per chi fruisce
09:01delle notizie di avere una consapevolezza del fatto che tu devi formarsi un'opinione
09:09attraverso il racconto dei fatti. Significa avere quante più possibili angolazioni
09:15che ti raccontano quel fatto. Perché se tu ne scegli sempre una, anche quella che ti piace di più
09:20ti fossilizzi e rischi di escludere qualcosa che magari a cui non hai pensato.
09:26e poi sì, l'aspetto deteriore di tutto questo oggi è vivere tutto scopertamente come se fosse
09:37una curva da stadio. Cioè o stai da una parte o stai dall'altra, o tifi per una parte o
09:44tifi per l'altra
09:45e tutto questo azzera la complessità. Io credo, appunto come diceva un noto personale,
09:56odio gli indifferenti e penso che vivere significhi anche essere partigiani. Però essere partigiani,
10:05cioè avere delle proprie opinioni da difendere anche incisivamente, non deve significare rinunciare
10:13alla complessità. Perché sennò diventa appunto una cosa da curva. Cioè tu tieni alla tua squadra
10:20indipendentemente da qualsiasi cosa, dal gioco, dalla sportività, diventa una cosa appunto di fede.
10:28E che Italia viene fuori da questo racconto? È come quella di oggi?
10:35No, era un'Italia molto diversa che però stava già diventando qualcosa di simile all'Italia
10:42di oggi. Perché Portobello, l'abbiamo detto spesso, attraversa curiosamente questa trasmissione
10:51così leggera che conteneva tanti giochi, tanti format che poi diventeranno di grande successo
10:56negli anni 90 e 2000, ma era una trasmissione di intrattenimento, cioè Tortora si divertiva
11:02a intrattenere il pubblico. Però curiosamente appunto copre questo arco delle prime sei edizioni
11:08che segna proprio il passaggio dagli anni 70 agli anni 80, che è stato un passaggio storicamente
11:16importantissimo. Forse possiamo dire quasi che ci sono state due Italie. Un'Italia che va dal secondo
11:23dopoguerra alla fine degli anni 70 è una seconda Italia che inizia con gli anni 80 e arriva poi
11:29per passaggi successivi fino ai nostri giorni. Quindi diciamo la storia di Portobello, trasmissione
11:37televisiva e la vicenda giudiziaria di Enzo Tortora sono proprio inscritte in questo cambiamento, cioè
11:45in anni in cui succedono mille cose politicamente dal punto di vista giudiziario, finisce
11:53la stagione del terrorismo, le prime pagine vengono prese dalla grande criminalità organizzata,
11:59si scoprono gli elenchi della P2, si scopre che questa organizzazione massonica ha attraversato
12:05la storia del nostro paese e la continuerà ad attraversare negli anni a venire.
12:13cambia la politica, cambia il rapporto dei cittadini con i partiti politici, con le istituzioni, quindi c'è un grande
12:20cambiamento, c'è una spaccatura che è simboleggiata proprio da due esplosioni che avvengono nel 1980, che sono la strage
12:32di Bologna e il terremoto dell'Irpinia, è come se un paese si aprisse anche a una nuova storia.
12:40E il caso Tortora è diventato anche l'empole emblema di un errore giudiziario che ha innescato un dibattito
12:48sulla giustizia che a decenni di distanza sembra ancora irrisolto. Credi che una serie come Portobello
12:58oggi possa avere la forza di riaccendere una riflessione pubblica sullo stato della nostra giustizia
13:06anche alla luce del referendum. Tu che idea ti sei fatto?
13:10Guarda, è un'idea abbastanza ottimistica purtroppo con i tempi che corrono, nel senso che la polarizzazione
13:16di cui parlavamo prima e anche questo linguaggio continuamente aggressivo per cui chi sta da una parte
13:25chi sta dall'altra, disconosce qualsiasi legittimità a chi sta dall'altra parte, non aiuta, figurati se una serie
13:33può risolvere questi problemi. Certamente questa serie esce in un periodo, diciamo c'è come dire
13:42una collisione con questo periodo della campagna referendaria totalmente casuale, perché questa serie
13:50nasce più di tre anni fa ed esce adesso perché HBO, che è il canale che lo ha prodotto, ha
14:02puntato
14:02su questa come la sua prima serie, siccome HBO ha aperto i battenti adesso...
14:06Sì, è la prima serie italiana HBO original a debuttare sulla vita.
14:09Esatto, ha aperto adesso a gennaio, a febbraio va la prima serie HBO, quindi era tutto imprevedibile.
14:16più prevedibile purtroppo che si tentasse di tirarla un po' strumentalmente, però in questo senso
14:26io ho sempre detto, ma anche da prima, a chi me lo chiedeva il fatto che ci sia un regista
14:34come Marco Bellocchio
14:35dietro la macchina da presa, l'altezza e la profondità del suo ragionamento fanno lasciare proprio il tempo
14:44che trova tutto il resto. Sulla giustizia sì, purtroppo...
14:49Come dibattito, ora a prescindere dal referendum ovviamente...
14:52No, no, ma il dibattito diciamo non... è stato un dibattito per quello che mi riguarda, come mio piccolo pensiero
15:00personale,
15:00fortemente inquinato in tutti i decenni che ci hanno preceduto, è come se non si riuscisse mai a fare un
15:08ragionamento
15:08composto sui problemi della giustizia, no? Perché c'è sempre qualcuno che tenta strumentalmente
15:16di aggredire, no? Ad esempio, insomma, tutto questo... e fare soprattutto di tutta erba, no?
15:27Un fascio, per cui esistono i magistrati cattivi, esistono quei... diventa tutto... tutto piccolo, tutto piccolo e non...
15:39e non aiuta, non aiuta la comprensione. Dopodiché io ho le mie idee e quindi... ma questo prescinde completamente dalla
15:48serie, insomma.
15:49Però potrebbe riaccendere un dibattito, ripeto, proprio a prescindere dal...
15:54No, ma io me lo auguro... ma sai più che il dibattito sulla giustizia, in cui ti dico io non
15:59ho molta fiducia,
16:01perché lo vedo da come stanno ragionando, da come si ragiona intorno a questo,
16:07ma che io ho molta più fiducia negli spettatori,
16:12che spesso vengono trattati come bambini di undici anni,
16:19a cui spiegare, mettere le didascalie,
16:23a cui semplificare tutto.
16:26Invece una serie così complessa, così profonda, così stratificata,
16:31con uno sguardo così alto dal punto di vista artistico,
16:34secondo me può fare molto bene da questo punto di vista.
16:40Soprattutto per le nuove generazioni, perché, diciamo,
16:46alle volte i film, gli spettacoli teatrali,
16:50un'opera di produzione che si esprime artisticamente a un certo livello,
16:56può accendere una curiosità emotiva su qualcosa che poi magari
17:01le nuove generazioni che non conoscevano queste cose
17:04sono portate ad andare ad approfondirle.
17:07e quindi da questo punto di vista può anche colmare dei buchi,
17:13non che si debba sostituire, perché una serie televisiva, un film,
17:17uno spettacolo non si può mai sostituire alla storia,
17:20però può contribuire a farti andare a rileggere delle cose, no?
17:25E in questo Marco Bellocchio è straordinario, ancora una volta,
17:32perché ha un linguaggio talmente contemporaneo che parla delle nuove generazioni.
17:37Quando è uscito Esterno Notte, non era la prima volta che Marco lavorava su Moro,
17:44io l'ho visto con gli amici delle mie figlie, che hanno 20-22 anni,
17:50loro hanno guardato quella serie televisiva come guardassero una loro serie,
17:55non come un reperto lontano, no?
17:59come una storia che non li riguardava più,
18:02a cui, sì, dare un'occhiata perché se ne parla nei libri di storia,
18:06ma l'hanno vissuta proprio dal punto di vista del linguaggio dell'audiovisivo
18:13come se fosse una loro serie.
18:14E io credo che questo succederà anche con Portobello.
18:18In quegli anni tu che, in che periodo della tua vita eri?
18:22Cioè, che facevi?
18:23Ero adolescente, quando inizia Portobello,
18:27credo che stessi passando dalle medie al liceo,
18:31siccome dura sei anni, arriva fino alla mia maturità.
18:35Cioè, il processo di primo grado, nell'85,
18:39è nell'estate dei miei esami di maturità.
18:43Quindi, l'ho detto molto spesso in queste settimane,
18:47presentando questo lavoro,
18:48io la sera finivo di studiare e sentivo Radio Radicale,
18:54che ha svolto un servizio importantissimo,
18:57perché per la prima volta, da sola,
19:00trasmetteva tutti i processi,
19:02quindi tu avevi la possibilità di ascoltare
19:05quello che avveniva in un'aula di giustizia
19:07nei più grandi processi italiani,
19:08e lo ha fatto e continua a farlo.
19:11Con la differenza che oggi abbiamo una trasmissione televisiva
19:14che si chiama Un giorno in pretura,
19:17che è nata anche questa da un'idea di Enzo Tortora,
19:20perché Enzo Tortora, dopo aver attraversato questo inferno,
19:24disse più volte
19:26che il servizio pubblico dovrebbe mandare in onda i processi,
19:30in modo che tutti i cittadini possano vedere
19:32quello che accade nelle aule di giustizia.
19:35Tra l'altro, diciamo, se non fosse che è carne viva,
19:40in cui ogni volta ci sono persone colpevoli di delitti terribili,
19:46che devono essere riconosciute colpevoli,
19:49o persone innocenti che rischiano di finire in un terita carne,
19:55però è interessantissimo dal punto di vista proprio antropologico,
19:59il processo è una grande macchina rappresentativa
20:03in cui, perché per questo sono stati fatti nella storia del cinema
20:09così tanti film, così tanti crime giudiziari,
20:12perché è proprio, è teatro, lo stato puro,
20:15l'accusa, la difesa, i confronti, i testimoni,
20:19anche se non siamo in America,
20:22e oggi come oggi mi verrebbe dire, per fortuna,
20:25ma dal punto di vista giudiziario,
20:27per cui, diciamo, un tempo i telefilm, tipo Perry Nason, eccetera,
20:31raccontavano un altro tipo di processo, molto più.
20:36Però anche nel nostro processo,
20:41soprattutto oggi, che si è passati dall'inquisitorio all'accusatorio,
20:46è qualcosa di molto, di affascinante e di inquietante,
20:50un processo, sempre guardare cosa succede in un'aula di giustizia,
20:57e forse pensare che potrebbe capitare un giorno anche a te,
21:01perché è purtroppo l'errore giudiziario,
21:03cioè finire in un pasticcio giudiziario di qualsiasi tipo,
21:09è una cosa che può capitare a chiunque,
21:11cioè basta che qualcuno ti accusi di qualcosa,
21:14un giudice dice, beh, andiamo a vedere,
21:17andiamo a vedere se questa cosa può essere anche sul nulla,
21:21ma tu finisci in una storia da cui non uscirai più lo stesso rispetto a prima.
21:29E cosa ci deve insegnare, secondo te, questa storia?
21:33A noi, diciamo, beh, sai, il nostro rapporto con quello che accade,
21:41quando noi siamo gli spettatori,
21:43avere l'accortezza di imparare a dubitare,
21:49imparare a dubitare,
21:51conservare aperta la strada del dubbio,
21:55quando non abbiamo certezze,
21:58e quindi di non avventarci immediatamente nel gioco,
22:02per me questa persona è colpè,
22:05no, io lo so, lui è colpè,
22:07ma io l'ho capito subito,
22:09oppure essere innocentisti a tutti i costi,
22:13no, quella persona dice,
22:15qualsiasi cosa che sopprima il dubbio,
22:17non fa bene.
22:19Oggi perché vogliamo solo certezze, secondo te?
22:22Beh, perché appunto è tutto diventato molto aggressivo,
22:27molto polarizzato, il discorso della curva,
22:29ma vale per la giustizia, come per la politica,
22:31come per qualsiasi cosa,
22:33come un commento su un personaggio famoso,
22:36in tutto questo non è che sia cambiato
22:40l'atteggiamento del popolo italiano,
22:42sono cambiati i mezzi,
22:44cioè i social oggi amplificano a dismisura
22:46questa cosa,
22:48ma io mi ricordo da ragazzino,
22:53dopo Tortora,
22:55la stessa Radio Radicale fece un esperimento
22:59e lasciò i microfoni aperti della radio
23:02per diversi giorni.
23:06Chiunque poteva lasciare un messaggio in segreteria
23:09e essere trasmesso in diretta.
23:11lì, per la prima volta,
23:13venne fuori allo scoperto l'aggressività
23:21del razzismo,
23:24la violenza,
23:25il sessismo,
23:27la violenza sulle donne,
23:29cioè microfoni aperti diventarono in un momento
23:32lo sfogatoio di un intero paese
23:34che non vedeva l'ora di inveire
23:36contro i meridionali,
23:38contro le donne,
23:39contro chiunque,
23:41contro gli omosessuali,
23:42eccetera.
23:43E fu un esperimento terribile,
23:45ma molto istruttivo,
23:47perché anticipò,
23:48proprio i social non esistevano,
23:49anticipò quello che vediamo oggi.
23:53e quindi ci mise davanti a uno specchio.
23:57Fabrizio,
23:58quest'anno compi 60 anni,
24:02il 16 luglio,
24:03se stai iniziando a fare qualche bilancio
24:07e che rapporto hai con il tempo che passa?
24:10Devo dire,
24:11tutto sommato,
24:12credo buono,
24:14buono un po' perché,
24:15diciamo,
24:16il teatro mi tiene
24:17mi tiene in forma fisicamente
24:19e sai,
24:20il corpo è fondamentale,
24:22cioè quello con cui abbiamo a che fare
24:24da quando
24:26emettiamo il primo vagito,
24:28il primo strillo,
24:28fino all'ultimo,
24:29no?
24:31E
24:32lavorando tanto in teatro
24:35io
24:36mi alleno molto,
24:37mi alleno molto,
24:38ma non
24:38mi alleno nel senso che
24:41devo per forza
24:42avere cura del mio corpo,
24:44perché
24:44la prima cosa è non ammalarsi,
24:47la prima cosa è stare bene,
24:49la prima cosa è avere un'agilità,
24:52la voce,
24:54quindi,
24:55diciamo,
24:57cerco di avere cura,
25:00non mi spaventa
25:02tantissimo,
25:03certo,
25:04poi si arriva a un momento in cui,
25:07ecco,
25:07da questo punto di vista
25:08io penso che l'immagine
25:11più
25:13più confortante
25:14per tutti noi
25:15sia quella del regista
25:16che sta dietro la macchina
25:17da presa
25:18di questo lavoro
25:19che oltre a essere
25:20uno dei più grandi registi
25:21al mondo
25:22è un signore di 87 anni
25:24che
25:24sembra ne abbia 20
25:25dietro lo stesso
25:26è una cosa abbastanza
25:27impressionante,
25:28diciamo,
25:28tutti quanti
25:29spesso mi chiedono a me
25:30ma diciamo
25:31ma tu che sei stato vicino
25:32in questo,
25:32ma cosa,
25:33ma qual è il segreto?
25:35Ci sono delle piante
25:35Eh, qual è il segreto?
25:36Se l'hai scoperto
25:37diccelo,
25:38ti prego.
25:39Io credo che il segreto
25:40sia semplicemente
25:41la,
25:42semplicemente
25:43si fa per dire
25:45la curiosità,
25:46cioè il fatto
25:47di non sedersi mai
25:49di stare scomodi
25:51anche
25:51di stare scomodi,
25:53di essere scomodi
25:54ma anche
25:55di ascoltare
25:56tanto
25:57realmente
25:57E ti piacerebbe
25:59passare dal lato
26:00di Marco Bellocchio
26:01quindi alla regia?
26:02Ah,
26:03se non contatto
26:03me lo chiedono
26:04non lo so
26:05nel senso che
26:06non lo escludo
26:08ma in questo momento
26:09non c'è pericolo
26:11diciamo
26:11mi continua a piacere
26:13molto fare il mio
26:14lavoro
26:14però vedo
26:16tantissimi colleghi
26:17e colleghe
26:18che hanno fatto
26:18dei debutti bellissimi
26:19che hanno
26:20che continuano
26:21a intervallare
26:22il loro lavoro
26:22anche con delle regie
26:25felicemente
26:26però non mi è successo
26:27ancora
26:28in teatro sì
26:29al cinema
26:30ancora no
26:30ancora no
26:31e a proposito
26:32di teatro
26:33dal 30 marzo
26:34al 10 maggio
26:35sarà in scena
26:36tra Bologna
26:37e Modena
26:38con
26:38attraversando
26:39quei corpi
26:40Moro e Pasolini
26:41i fantasmi
26:41della nostra storia
26:43cosa significa
26:44attraversare
26:45quei corpi?
26:47Allora
26:47questo è un progetto
26:48che io ho costruito
26:50con
26:50Emilia Romagna Teatro
26:52e con la Cineteca
26:53di Bologna
26:53perché quest'anno
26:54sarò
26:56particolarmente
26:57con questi due
26:57spettacoli
26:58con cui io giro
26:59da diversi anni
27:00che sono
27:01con il vostro
27:01irridente silenzio
27:02studio
27:03sulle lettere
27:03della prigionia
27:04sul memoriale
27:05di Aldomoro
27:05e il male dei ricci
27:07ragazzi di vita
27:08e altre visioni
27:09dedicato al corpo
27:10poetico di Pasolini
27:11intorno a questi due
27:13lavori ho costruito
27:14un progetto
27:15di 12 proiezioni
27:188 film di finzione
27:19e 4 documentari
27:20sull'Italia
27:21prima e dopo
27:22questi due corpi
27:25e un ciclo
27:26di 8 incontri
27:27con storici
27:29scrittori
27:30registi
27:32per parlare
27:33proprio di quegli anni
27:34di cose
27:35proprio esattamente
27:36di quello che succedeva
27:37nei 6 anni
27:386-7 anni
27:39di Portobello
27:40e curiosamente
27:41vedi come tornano
27:42le cose
27:43e
27:46sarò
27:46come ricordavi
27:47a Modena
27:48al Teatro Storchi
27:49ad aprile
27:50e a maggio
27:51all'Arena del Sole
27:52a Bologna
27:52e poi farò
27:53una replica sola
27:54straordinaria
27:54solo di Moro
27:55a Padova
27:58sempre nel mese
27:59di aprile
27:59e
28:00sono molto legato
28:02a questi due
28:02lavori
28:03a questi due
28:04fantasmi
28:05come li chiamo io
28:06appunto
28:08e
28:09cercherò
28:10insieme a tante
28:11altre persone
28:12che saranno
28:13ospiti
28:14delle proiezioni
28:15e degli incontri
28:16di
28:17raccontare
28:18un po'
28:19quella linea
28:19di confine
28:20quella linea
28:21di passaggio
28:21cosa succede
28:22quando si scavalcano
28:24quei due corpi
28:25insepolti
28:26di Pasolini
28:27e di Moro
28:28su cui
28:29la società italiana
28:30la politica italiana
28:32la cultura italiana
28:32continua a inciampare
28:34perché sono
28:35insepolti
28:35e quindi ci si inciampa
28:37continuamente
28:37vedi quante volte
28:38si nomina Pasolini
28:39quante volte
28:40si nomina Moro
28:40e si tira da una parte
28:41si tira dall'altra
28:42anche lì
28:43a proposito
28:44di tentativi
28:45di strumentalizzazione
28:46si prendono
28:47tre righe
28:48di una lettera
28:49e si leva
28:49il resto
28:50si prendono
28:51quattro righe
28:51di una poesia
28:52di Pasolini
28:53e si leva
28:53tutto il resto
28:54però
28:55per nostra fortuna
28:56quei corpi
28:57lo dico spesso
29:00anche nel prologo
29:00dei due spettacoli
29:01che faccio
29:02parlando col pubblico
29:03sono corpi
29:03così complessi
29:05che non funziona
29:06questa cosa qui
29:06cioè tu li puoi tirare
29:07da una parte
29:08dall'altra
29:09ma
29:09sono corpi
29:10talmente
29:12ripeto
29:13complessi
29:13e stratificati
29:14che qualsiasi
29:15tentativo
29:15di tirarli
29:16per la giacchetta
29:17finisce miseramente
29:19proprio per
29:19sfuggire
29:21cioè sono tentativi
29:22ridicoli
29:23tentativi
29:23pietosi
29:25e ogni volta
29:26che si ripetono
29:27fanno un po'
29:28ridere
29:29cioè fai
29:30un convegno
29:31per raccontare
29:32Pasolini
29:33tutto in una direzione
29:34fai
29:37scrivi
29:38un grande
29:39editoriale
29:40per dire
29:40che Moro
29:41era solo
29:41quella cosa
29:42non si va
29:44da nessuna parte
29:45insomma
29:45e oggi più che mai
29:46quanto è importante
29:47il ruolo
29:47del cinema
29:49del teatro
29:50nel fare luce
29:52su
29:53su certe
29:54sulle storie
29:55insomma
29:55sulla nostra storia
29:57guarda
29:57fare luce
29:58nel senso
29:59di illuminare
30:00illuminare
30:01dei racconti
30:02che magari
30:03sono stati
30:04dimenticati
30:05per me
30:06io
30:07io riconosco
30:08al cinema
30:09e al teatro
30:09un valore
30:10non dico
30:11ma si
30:12però
30:12intrattenimento
30:13ma poi
30:14non si può
30:14cambiare
30:17io
30:18onestamente
30:19gli riconosco
30:20un valore
30:20nel
30:22illuminare
30:22nel fare luce
30:24nel senso
30:24di
30:25trovare
30:26la verità
30:29credo che
30:29bisogna stare
30:30un po' più
30:30coi piedi
30:30per terra
30:31perché appunto
30:32poi la storia
30:33si insegna
30:34e si impara
30:34anche in altri luoghi
30:36però il cinema
30:37e il teatro
30:37possono servire
30:39come dicevo prima
30:40ad accendere
30:40una curiosità
30:41e a fare luce
30:43ad esempio
30:43tornando a Tortora
30:46pensa quanto Tortora
30:48è rimosso
30:49come immagine
30:51proprio
30:52dagli schermi televisivi
30:54tu anche
30:55nelle trasmissioni
30:56rievocative
30:57che rievocano
30:58la storia
30:59della televisione italiana
31:00dal 54
31:02quando nasce
31:03la televisione
31:04alla Rai
31:05fino ad oggi
31:06e vedi
31:07Canzonissima
31:08Studio 1
31:09tu non vedi mai
31:11un'immagine
31:11di Enzo Tortora
31:12vedi tutti
31:14vedi Mina
31:15vedi
31:15no
31:15tutti
31:17tutta la storia
31:19dello spettacolo italiano
31:20e della televisione
31:21ma non vedi mai
31:23Enzo Tortora
31:24allora
31:25che cosa vuol dire
31:26questo
31:26è un caso
31:27no
31:28io credo che
31:28non sia un caso
31:29sia un caso
31:30di rimozione
31:31cioè si preferisce
31:32rimuovere
31:33certe storie
31:34perché danno
31:35fastidio
31:36in qualche modo
31:38ed è lì
31:39che
31:39il cinema
31:41e il teatro
31:41ed è lì
31:42che una serie
31:44come questa
31:44di Marco Bellocchio
31:45che andrà in onda
31:46a partire da venerdì 20
31:47su HBO
31:49potrebbe
31:50aiutare
31:51a rimettere
31:52al centro
31:52un corpo
31:53che è stato
31:54già sacrificato
31:55una volta
31:55e che sarebbe
31:57interessante
31:57osservare
31:58oggi
31:59Fabrizio
32:00da spettatore
32:01come lo vedi
32:02il cinema
32:02di oggi?
32:04come diceva
32:05Troisi
32:05da quando sono nato
32:06sento parlare
32:07della crisi
32:07del cinema
32:08italiano
32:08per cui mi sembrano
32:09dei discorsi
32:10quello che
32:11sicuramente
32:12posso dire
32:14è che
32:17non c'è
32:18io non credo
32:19che ci sia
32:19una crisi
32:20di
32:24artisti
32:24di
32:25di registi
32:26di sceneggiatori
32:27di interpreti
32:29anzi vedo
32:29che
32:30continuano
32:31a nascere
32:32e a crescere
32:33nuove generazioni
32:36credo
32:37che
32:37ci sia
32:38bisogno
32:39di un
32:39sistema
32:40e quindi
32:41anche
32:42di
32:42leggi
32:43che aiutino
32:45gli artisti
32:46e che aiutino
32:47chi fa
32:47questo mestiere
32:48perché questo è un mestiere
32:49e non si fa
32:50soltanto
32:51sul
32:51si fa
32:52per piacere
32:53e per entusiasmo
32:54e quasi
32:55non ci fosse
32:55ma è un
32:56lavoro
32:57è un lavoro
32:58e quindi
32:59è un lavoro
33:00precario
33:00è un lavoro
33:01che necessiterebbe
33:03ad esempio
33:04di
33:04come dire
33:05di
33:06del riconoscimento
33:08della discontinuità
33:09di questo lavoro
33:11dell'intermittenza
33:12come avviene in altri paesi
33:13come avviene in Francia
33:14come avviene in Irlanda
33:16e
33:17soprattutto
33:18di leggi
33:19limitando il discorso
33:20al cinema
33:21che
33:21aiutino
33:23e che non puniscano
33:24Fabrizio
33:25grazie per essere stato
33:27qui
33:27con noi
33:29Portobello
33:30vi aspetta
33:31dal 20 febbraio
33:32su HBO Max
33:33di Marco Bellocchio
33:35con Fabrizio Gifuni
33:36Francesca Maggiora
33:37Vergano
33:37Carlotta Gamba
33:39Lino Musella
33:40Alessio Praticò
33:41è un cast
33:43pazzesco
33:43quindi insomma
33:44non
33:44si ma veramente
33:46bisognerebbe nominarli tutti
33:47ma è impossibile
33:48ma c'è veramente
33:49Barbara Populova
33:50Alessandro Preziosi
33:52ma sono veramente
33:54Fausto Russo Alesi
33:55uno più bravo
33:56dell'altro
33:57compreso tu
33:59grazie mille
34:00grazie a voi
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