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  • 1 giorno fa
(LaPresse) «Sono 30 anni che faccio giurie e in genere mi chiamano proprio perché sanno che sono una persona molto rigorosa. Non farò mai più una giuria in vita mia». Così l'architetto Paolo Cino Zucchi a margine dell'udienza preliminare in cui è stato rinviato a giudizio assieme a Stefano Boeri e altri 4 professionisti per le ipotesi di turbativa d'asta, falso e false dichiarazioni per la gara internazionale di progettazione della Beic. «Ho sempre agito con rigore e correttezza - ha detto il 70enne docente del Politecnico e architetto di fama internazionale -, senza mai collegare gli elaborati progettuali ai loro autori». I mesi di interdittiva disposta a febbraio 2025 dal gip Luigi Iannelli con il divieto di partecipare a commissioni e giurie dal febbraio 2025 «li ho vissuti abbastanza tranquillamente - ha concluso l'archistar -. Essendo molto tranquillo sul mio operato aspetto con pazienza, secondo me il dibattimento chiarirà anche molte cose che possono rimanere dubbie».

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00:0030 anni che faccio giurie, mi sono sempre comportato, anzi in genere mi chiamano proprio perché sanno che sono una
00:08persona molto rigorosa in queste cose.
00:11Questi sei mesi di interdittiva terminati come li ha vissuti?
00:15Non farò mai più una giuria in vita mia, nel senso che l'interdizione era solo nel partecipare a commissioni
00:26giurie.
00:26Io, essendo anche in università, ho visto anche tante cose universitarie, l'ho vissuti abbastanza tranquillamente.
00:34Secondo me aspetto, non sono così negativo sul fatto, certo che uno è sempre, diciamo che quello che mi colpisce
00:45è che talvolta delle narrazioni legali diventano più forti che i fatti concreti.
00:54Essendo molto tranquillo, sono dioperato, aspetto con pazienza e siccome il dibattimento chiarirà anche molte cose, posso rimanere dubbio.
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