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La dodicesima edizione di #Lottoanchio, la campagna annuale di sensibilizzazione e raccolta fondi promossa da Ageop Ricerca, punta quest’anno a un importante obiettivo: raccogliere almeno 150 mila euro per realizzazione di una «Casa Gialla 2.0», una nuova casa di accoglienza destinata ai bambini e agli adolescenti malati di cancro e alle loro famiglie, simile alla Casa Gialla inaugurata il 2016 da Ageop in Via Massarenti.Il progetto è stato presentato a Bologna, in vista della Giornata mondiale contro il cancro infantile del 15 febbraio. La nuova struttura sorgerà in via Paolo Fabbri 22, nelle vicinanze del policlinico Sant’Orsola, e potrà ospitare fino a 24 nuclei familiari contemporaneamente, permettendo ad Ageop di passare dalle circa 75 alle 100 famiglie accolte ogni anno. L’obiettivo è arrivare alla consegna delle chiavi entro il 2027. «Casa Gialla 2.0 non è solo accoglienza alberghiera — sottolinea Francesca Testoni, direttrice generale di Ageop — ma un luogo di cura, di fraternità e di solidarietà, pensato per rispondere ai bisogni fisici, psicologici e sociali di bambini e famiglie che vivono una condizione di estrema fragilità». Per il sindaco Matteo Lepore, Casa Gialla 2.0 sarà «un grande patrimonio della comunità bolognese», capace di rafforzare la vocazione della città all’accoglienza e alla ricerca.La casa sarà ricostruita ex novo, priva di barriere architettoniche e dotata di ascensore, camere familiari con bagno privato e spazi comuni come sala giochi, teen room e aree di socialità, oltre a un giardino. Al suo interno troveranno spazio anche servizi terapeutici e di supporto coerenti con la filosofia di Ageop, ispirata al modello della «simultaneous care», un approccio che integra le cure palliative precoci con le terapie oncologiche. È possibile donare sulla piattaforma di crowdfunding ideaginger.it.Nel corso della presentazione è emerso come il bisogno di accoglienza sia in costante crescita. Negli ultimi cinque anni, infatti, gli accessi all’Oncoematologia pediatrica dell’Irccs Sant’Orsola sono aumentati del 28%. Un dato che, come ha spiegato Arcangelo Prete, direttore dell’Unità operativa complessa, non indica un aumento delle patologie, ma una migliore integrazione tra i centri regionali e l’arrivo di bambini anche dall’estero, in particolare dall’area balcanica.«Diventa sempre più importante — ha evidenziato Prete — dare a questi pazienti e alle loro famiglie la possibilità di sentirsi a casa, perché anche questo è cura».​​Si ringraziano Luca Carboni e Antonello Giorgi per aver donato ad Ageop la canzone «Ci vuole un fisico bestiale» (testo e musica di Luca Carboni; edizioni Universal Music Publishing Ricordi Srl / EMI Music Publishing Italia Srl).

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00:00Ci vuole un fisico speciale
00:05Può il cancro fermare la vita?
00:09Ci vuole un fisico bestiale
00:14Per resistere agli ulti della vita
00:18Fa quel che leggi sul giornale
00:22E certe volte anche alla sfiga
00:27Puoi cambiare il futuro dei bambini ammalati di cancro
00:30Insieme ad Ageop Ricerca
00:32Dona ora su ideaginger.it
00:35Il mio domani ha bisogno di te
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