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  • 11 ore fa

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Trascrizione
00:00Arrivati in Albania l'esercito non ha offerto nessuna resistenza, quindi allora Lucia aveva ragione.
00:06Bunkervic, rifugio antiaereo degli anni 40 del secolo scorso, è tornato ad essere per qualche ora proprio un rifugio.
00:13C'è un luogo nel quale ripararsi e nascondersi dalla guerra, ricordare le sue tragiche esperienze,
00:19vivere in una dimensione quasi di delirio, un dramma ormai interiorizzato che continua ad esistere.
00:24L'esperienza è stata resa possibile da collettivo, realtà che con Fabrizio Fortini, Dania Zanotto, Filippo Zoli
00:31e con la voce e le parole di Turi Rizzi ha messo in scena Rifugio, azione teatrale che evoca la guerra come ferita mai sanata.
00:39Lui è una persona che ha deciso di stare, di vivere lì sotto, di chiamarsi fuori dal mondo e di raccontare la sua storia a se stesso,
00:51sono i suoi pensieri in fondo, è una sorta di monologo.
00:55Ad introdurre ogni performance del ciclo, la distribuzione al pubblico, una quindicina di persone per volta,
01:01di tozze di pane secco e acqua, cibo che nell'occasione si carica di valore simbolico che gli spettatori sono chiamati a condividere.
01:09Tra luci, ombre e rumori sinistri, un uomo, un soldato avvolto in coperte, parla e canta coinvolgendo i presenti nel racconto.
01:17È l'occasione per tendere un filo rosso tra un passato del nostro paese, del mondo in generale, e quello che sta succedendo oggi.
01:30Ci sono delle analogie abbastanza evidenti.
01:34Andiamo dietro alle scarpe, è l'unica cosa che abbiamo guadagnato da questa situazione.
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