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  • 2 giorni fa
«Una scena barbara e vergognosa». Così Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, commenta le immagini che ritraggono il poliziotto Alessandro Calista - in forze al reparto mobile di Padova e, sabato, in servizio a Torino per la manifestazione per Askatasuna - a terra e accerchiato e picchiato, anche con un martello, da un gruppo di antagonisti. «La nostra Costituzione è così bella che uno può manifestare anche per Askatasuna o perfino per una follia, ma lo deve fare pacificamente. Questa invece è stata un’azione premeditata contro lo Stato, e tutti sapevamo da settimane che lo scopo era fare quello». Cirio ha anche fatto visita a Calista e al poliziotto che, con lo scudo lo ha soccorso e protetto: «Quello scudo è lo Stato che difende i deboli e fa prevalere la legalità. I due ragazzi sono nel nostro pronto soccorso, in letti uno di fronte all’altro. Chi ha fatto loro questo merita la galera, non comprensione».

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Trascrizione
00:00La scena di quel poliziotto massacrato da dieci incappucciati è raccappucciata.
00:06È barbara, è vergognosa, è inaccettabile, è intollerabile, soprattutto perché ce l'avevano detto.
00:12Questa gente è venuta qui per fare quello. Sono persone che sono venute in questa città per fare quello, per attaccare i nostri ragazzi.
00:19Ecco perché, nel rispetto della nostra Costituzione straordinaria e sacrosanta, che è talmente bella che uno può anche manifestare per la scatassura.
00:27La nostra Costituzione è talmente bella che uno può anche manifestare per una follia, però se lo fa nel rispetto della legge è giusto che lo possa fare, perché è una libertà di pensiero.
00:36Ma quando invece diventa il fiancheggiare una manifestazione che in modo premeditato ed annunciato sarebbe stato un attacco violento allo Stato, io credo che questo non sia accettabile, non sia giustificabile.
00:48Per chi crede nello Stato come me, l'immagine dei due ragazzi, i due ragazzi sono nel nostro pronto soccorso e sono in due letti uno di fronte all'altro.
01:00Sono due ragazzi ancora ricoverati, uno è Alessandro, il ragazzo a terra, l'altro è quello che lo ha soccorso, è quello che gli ha messo lo scudo.
01:07Quello scudo lì è lo Stato, è lo Stato che protegge i deboli, è lo Stato che fa prevalere la legalità, è lo Stato che va contro la violenza e va contro la forza.
01:18Alessandro ieri sera mi ha detto, ho chiamato la mia famiglia subito, la prima cosa che a fare.
01:24E poi mi ha raccontato anche questa mattina del dolore fisico che si sente il giorno dopo.
01:31Perché pensate che questi uomini e queste donne, non dobbiamo dimenticare che come Alessandro ce ne sono migliaia di tanti,
01:38che sentono il dolore alla fine del servizio, perché non smettono il servizio per andarsi a curare.
01:44Noi i dati effettivi li abbiamo avuti questa mattina, perché prima garantiscono la salute mia, sua e delle persone,
01:52e dopo pensano alla loro. Ecco perché noi dobbiamo dire grazie a quest'oro, che però non può essere un grazie che finisce lì,
01:59deve essere un grazie che ha un seguito, e il seguito è la condanna univoca di tutta la politica a queste azioni,
02:05a chi legittima queste azioni e dall'altra parte il trionfo della legalità.
02:10E lo sgombero di Ascatasuna è andato in questa direzione, nei confronti di questi ci vuole la galera.
02:19La comprensione io ce l'ho per il poliziotto, non ce l'ho per quei delinquenti.
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