00:00Quest'anno celebriamo gli Ottant'anni della Repubblica, un evento decisivo della nostra
00:06storia. Come ha scritto il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, la riflessione sugli
00:13orrori vissuti e sulle leggi razziste è stata uno dei motori che hanno portato alla fondazione
00:20di una nuova società italiana, nella quale è cambiata anche la forma di sovranità,
00:26da monarchia a Repubblica. La Repubblica italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie
00:35disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro
00:42di sé lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore. Sono sorte dal sangue innocente
00:50dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini
00:58annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per ciò in cui credevano.
01:06Nella Repubblica non c'è posto per il veleno dell'odio razziale, per i germi della discriminazione,
01:12per l'antisemitismo, che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva
01:21ideologie di oppressione, di sopraffazione, per chi coltiva odio. Far memoria della Shoah oggi,
01:29ricordare quegli orrori indicibili e le vittime innocenti, non è soltanto un dovere. Significa rinnovare
01:37con forza il nostro patto civile, che si fonda su fratellanza, rispetto, convivenza. Significa
01:46ribadire con fermezza che non permetteremo mai più che indifferenza, paura, complicità
01:53possono aprire nuovamente le porte a quello o ad altro abisso.
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