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Roma, 27 gen. (askanews) - "Quest'anno celebriamo gli ottanta anni della Repubblica. Un evento decisivo della nostra storia. Come ha scritto il Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, la riflessione sugli orrori vissuti e sulle leggi razziste 'è stata uno dei motori che hanno portato alla fondazione di una nuova società italiana, nella quale è cambiata anche la forma di sovranità, da monarchia a Repubblica'. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, celebrando al Quirinale il Giorno della Memoria in ricordo della Shoah."La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro di sé lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore. Sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per ciò in cui credevano" ha proseguito Mattarella.Per il capo dello Stato, "nella Repubblica non c'è posto per il veleno dell'odio razziale, per i germi della discriminazione, per l'antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione, per chi coltiva odio. Far memoria della Shoah oggi, ricordare quegli orrori indicibili e le vittime innocenti, non è soltanto un dovere: significa rinnovare con forza il nostro patto civile che si fonda su fratellanza, rispetto, convivenza; significa ribadire con fermezza che non permetteremo mai più che indifferenza, paura, complicità possano aprire nuovamente le porte a quello o ad altro abisso".

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00:00Quest'anno celebriamo gli Ottant'anni della Repubblica, un evento decisivo della nostra
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00:13orrori vissuti e sulle leggi razziste è stata uno dei motori che hanno portato alla fondazione
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00:26da monarchia a Repubblica. La Repubblica italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie
00:35disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro
00:42di sé lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore. Sono sorte dal sangue innocente
00:50dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini
00:58annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per ciò in cui credevano.
01:06Nella Repubblica non c'è posto per il veleno dell'odio razziale, per i germi della discriminazione,
01:12per l'antisemitismo, che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva
01:21ideologie di oppressione, di sopraffazione, per chi coltiva odio. Far memoria della Shoah oggi,
01:29ricordare quegli orrori indicibili e le vittime innocenti, non è soltanto un dovere. Significa rinnovare
01:37con forza il nostro patto civile, che si fonda su fratellanza, rispetto, convivenza. Significa
01:46ribadire con fermezza che non permetteremo mai più che indifferenza, paura, complicità
01:53possono aprire nuovamente le porte a quello o ad altro abisso.
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