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Londra, 27 gen. (askanews) - Difficile documentare ciò che accade in Iran dove si parla di oltre 30mila morti per la repressione delle proteste da parte del regime. I giornalisti di Iran International, emittente privata in lingua persiana con base a Londra, dicono di voler fare di tutto per "mostrare la verità", nonostante le minacce contro di loro e le loro famiglie. Teheran l'ha etichettata come "organizzazione terroristica" nel 2022, come il canale in lingua persiana della BBC. Ma dalla nascita, nel 2017 i suoi giornalisti affermano di "voler essere la voce della verità, la voce del popolo iraniano".E in molti a Teheran hanno trovato il modo di accedervi comunque tramite codici VPN satellitari e privati anche dopo che le autorità hanno imposto un blackout delle comunicazioni senza precedenti l'8 gennaio scorso. Hanno inviato video della repressione, ritrasmessi dopo verifica; racconti e testimonianze audio o scritte che descrivono le atrocità a cui hanno assistito."A volte penso: sono così triste, vorrei piangere, ma in un posto nascosto o quando sono sola a casa. Ma mi sono ripromessa di essere forte e, se posso, di aiutare la mia gente, questo fa parte del mio lavoro, dovrei essere d'aiuto", afferma Farnoosh Faraji, giornalista senior del team digitale."Sono molto triste per quello che sta accadendo in Iran - dice Reza Mohaddes, caporedattore - per queste uccisioni di massa. Pensavo che il governo non avrebbe tollerato le proteste ma non mi aspettavo un numero così elevato di uccisioni, sono scioccato dalla brutalità del regime"."Il nostro obiettivo? In poche parole direi, essere la voce della verità, la voce del popolo iraniano, mostrare al mondo la verità su quale sia esattamente la cultura dell'Iran, come sia il popolo... Non è quello che la Repubblica Islamica mostra alla gente", aggiunge. "Stiamo tutti lottando per sbarazzarci di questo regime brutale che ha tolto la libertà agli iraniani, ecco perché non abbiamo paura. Gli iraniani vanno in strada e penso che siamo tutti nella stessa squadra. Stiamo lottando tutti insieme per sbarazzarci di questo regime brutale".

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00:00Difficile documentare ciò che accade in Iran, dove si parla di oltre 30.000 morti per la repressione delle proteste da parte del regime.
00:10I giornalisti di Iran International, emittente privata in lingua persiana con base a Londra, dicono di voler fare di tutto per mostrare la verità, nonostante le minacce contro di loro e le loro famiglie.
00:21Teheran l'ha etichettata come organizzazione terroristica nel 2022, così come il canale lingua persiana della BBC.
00:29Ma dalla sua nascita, nel 2017, i giornalisti affermano di voler essere la voce della verità, la voce del popolo iraniano.
00:37E molti a Teheran hanno trovato il modo di accedervi comunque tramite codici VPN satellitari e privati, anche dopo che le autorità hanno imposto un blackout delle comunicazioni senza precedenti.
00:47Hanno inviato video della repressione, ritrasmessi dopo verifiche, racconti e testimonianze che descrivono le atrocità a cui hanno assistito.
00:59A volte penso che sono così triste, vorrei piangere, ma in un posto nascosto, da sola a casa, ma mi sono ripromessa di essere forte e se posso di aiutare la mia gente, fa parte del mio lavoro, devo essere d'aiuto, afferma Farnoush Faragi, giornalista senior del team digitale.
01:17Sono triste per quello che sta accadendo in Iran, dice Reza Muaddes, caporedattore, per queste uccisioni di massa.
01:30Sapevo che il governo non avrebbe tollerato le proteste, ma non mi aspettavo un numero così elevato di uccisioni. Sono scioccato dalla brutalità del regime.
01:38Il nostro obiettivo, in poche parole, direi essere la voce del popolo iraniano, mostrare al mondo la verità, su quale sia esattamente la cultura dell'Iran, come sia il popolo, non è quello che la Repubblica Islamica mostra alla gente.
01:57Stiamo tutti lottando per sbarazzarci di questo regime brutale che ha tolto la libertà agli iraniani. Ecco perché non abbiamo paura.
02:09Gli iraniani vanno in strada, siamo tutti nella stessa squadra, stiamo lottando tutti insieme per sbarazzarci di questo regime brutale.
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