00:00La memoria non è un esercizio legato al passato, ma un'attività del presente e soprattutto del futuro.
00:06Stiamo vivendo un momento internazionale di grande preoccupazione, di grande violenza.
00:13Non solo le situazioni come può essere quella dell'Irando, un grido di dolore arriva dai più giovani
00:18che chiedono libertà, che chiedono libertà di vivere la propria vita,
00:21ma quello che sta succedendo nelle strade degli Stati Uniti, che per tutti viene identificata
00:26con la più grande democrazia del pianeta, mette orrore, mette brividi.
00:30Credo che sia il momento di pensare non solo alla memoria di quello che è stato,
00:34ma a pensare a nuove geografie politiche future.
00:37In questo il Premier canadese è stato molto chiaro, è una linea che sposiamo a pieno.
00:41Non si può pensare che i più forti del mondo decidano a colpi di violenza, a colpi di prevaricazione.
00:47Bisogna pensare a nuove geografie, a nuove strutture internazionali
00:50e in questo credo che essere un paese che porta avanti la memoria,
00:54e soprattutto cerca di sviluppare le nuove generazioni di agricolti
00:58che servono a riconoscere quando riniziano movimenti violenti e repressivi
01:02come quello che stiamo vedendo nelle strade di Minneapolis, ad esempio,
01:05che ci porta a pensare che in realtà, come è chiaro ed evidente dai parti,
01:10la storia non sia qualcosa che va verso il progresso,
01:12ma è qualcosa di ciclico che può tornare indietro in qualsiasi momento.
01:15Ho citato in Consiglio Comunale le foto delle donne afghane, delle donne irachene
01:21che 50-60 anni fa giravano per le strade con le donne corte, studiavano,
01:27facevano la vita che facciamo noi donne nei paesi che sono democratici e, si spera, progressisti.
01:34Quindi, come vedete, è molto semplice poter perdere i diritti che si hanno
01:38e questo credo che a memoria serve a mantenere vivi gli anticorpi
01:42e riconoscere l'ingiustizia quando ce l'abbiamo davanti.
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