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  • 2 giorni fa
Una Piacenza presidiata e sotto stretta sorveglianza quella di sabato 24 gennaio, in occasione della manifestazione nazionale promossa dal Comitato Remigrazione e Riconquista e della contemporanea contromanifestazione di dissenso organizzata dai collettivi di sinistra, tra cui «Controtendenza».Dopo la manifestazione nazionale del 15 dicembre a Brescia, il Comitato Remigrazione e Riconquista aveva annunciato una nuova mobilitazione di carattere nazionale, scegliendo questa volta Piacenza come sede dell’evento. «Dopo la presentazione ufficiale di novembre e la prima uscita nazionale di piazza di metà dicembre, entrambe svoltesi a Brescia – si legge in una nota del Comitato – abbiamo deciso di portare una nuova manifestazione nazionale nella città Primogenita d’Italia, con l’obiettivo di rafforzare la nostra presenza su tutto il territorio nazionale».La scelta di Piacenza, spiegano gli organizzatori, è legata al prossimo avvio della raccolta firme per una legge di iniziativa popolare sulla remigrazione, previsto per febbraio. Secondo il Comitato, la città rappresenterebbe «uno dei casi più emblematici delle conseguenze dell’immigrazione massiva in una città di provincia».Circa 1.200 di manifestanti, provenienti da diverse province del Nord Italia, si sono quindi dati appuntamento in città. Nel documento diffuso dagli organizzatori si sottolinea come Piacenza venga indicata da varie classifiche tra le città con la più alta percentuale di residenti stranieri, prossima al 20% della popolazione. «Il tessuto urbano e sociale del piacentino – prosegue la nota – ha subito profondi cambiamenti economici e demografici: dalla crescente presenza della logistica, che contribuisce all’abbassamento del costo e della qualità del lavoro, all’aumento di attività commerciali gestite da stranieri, fino alle difficoltà nelle scuole, dove in alcune classi la percentuale di alunni stranieri supera i limiti di legge, con ricadute anche sul piano della sicurezza e della convivenza».«È proprio nei territori maggiormente colpiti da queste dinamiche – conclude il Comitato – che intendiamo essere sempre più presenti, dando risonanza nazionale alla proposta di legge e ponendo il governo di fronte a una scelta chiara sul futuro dell’Italia».Di segno opposto la mobilitazione dei collettivi di sinistra, che hanno sfilato in un corteo ordinato di circa 350 persone nella zona di piazzale Genova, nella parte opposta della città rispetto alla manifestazione principale. Il corteo è stato scortato da un imponente dispositivo di sicurezza, con circa cento appartenenti alle forze dell’ordine.«Dietro lo slogan della “remigrazione” si nasconde la galassia dell’estrema destra neonazista – tra cui Casapound, Fronte Veneto Skinhead e Rete dei Patrioti – che soffia sul fuoco della guerra tra poveri e tenta di compiere atti di violenza prima e dopo le manifestazioni», hanno affermato i promotori della contromanifestazione. Secondo il collettivo «Controtendenza», Piacenza rappresenta invece «una città che, a partire dalle lotte nella logistica, ha dimostrato come italiani e migranti, lottando insieme, possano migliorare condizioni di vita e salari». «Non possiamo accettare – hanno concluso – che gruppi neonazisti vengano a provocare, raccontando la retorica del “divide et impera” e mettendo a rischio la sicurezza di tutti».

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00:00Buongiorno a tutti, oggi siamo qui a Piacenza per portare in piazza una proposta che gli
00:27italiani ci chiedono e che abbiamo formalizzato per poter incidere in maniera concreta su quelli
00:34che sono dei grossi problemi che le nostre città stanno subendo e che i nostri cittadini italiani
00:40stanno lamentando e vorrebbero una risposta da parte della politica che fino adesso purtroppo
00:44non è arrivata, quindi questo strumento servirà anche per il popolo italiano. Per portare uno
00:52spirito nuovo all'interno della nostra nazione sarà fondamentale avere dopo 80 anni una pacificazione
00:59nazionale che purtroppo a causa della sinistra non è mai avvenuta perché è ora di discutere
01:04insieme di problemi concreti e non cercare di minare sempre il dialogo con una visione faziosa
01:09ideologica.
01:20Sì, guardate un corteo che era quanto mai necessario perché le sigle che si nascondono
01:25pavidamente dietro la sigla remigrazione che cercano di fare tanti bravi ragazzi, in realtà
01:30le conosciamo sono i gruppi neanche neofascisti ma neonazisti già noti in città per continue
01:34aggressione, intimidazione, atti squadristi di violenza in 10 contro 1. Quindi è quanto
01:39mai necessario che una città democratica e antifascista come Piacenza dia una risposta
01:43e ribadisca che il modello non è quello delle ideologie, della propaganda d'odio ma
01:47è lottare uniti italiani e immigrati sui posti di lavoro contro i veri padroni che non
01:51sono quelli che i neonazisti ci indicano ma sono quelli che ci sfruttano ogni giorno sul
01:55posto di lavoro.
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