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Roma, 22 gen. (askanews) - Dopo la presentazione Fuori Concorso a Cannes e l'anteprima nazionale al Trieste Film Festival, dal 29 gennaio arriva nelle sale "La scomparsa di Josef Mengele" del regista russo Kirill Serebrennikov. Il racconto in bianco e nero del medico nazista soprannominato l'"Angelo della morte" che condusse esperimenti disumani sui prigionieri di Auschwitz. Il film, dal libro di Olivier Guez, con August Diehl nei panni di Mengele, lo segue durante la fuga in Sudamerica, tra Argentina, Paraguay e Brasile, mentre riesce a sfuggire alla giustizia grazie a una fitta rete di coperture.La storia è raccontata dal suo punto di vista, ma non è un film su di lui, dice Kirill Serebrennikov: "Le cose terribili della Seconda Guerra Mondiale sono state spesso raccontate dal punto di vista delle vittime, il che è giusto, ma per me era interessante spostare la camera su Mengele, entrare nella sua testa, capire come è stato possibile tutto questo, in un certo senso vedere la genesi di un criminale di guerra"."Questo è un film su un'intero sistema che ha creato Mengele. Lui sarebbe forse stato solo un medico qualsiasi senza la guerra, la propaganda nazista, le leggi che giustificavano la persecuzione degli ebrei e di chi era contrario al sistema. È stata la guerra a renderlo sadico a tirare fuori questo suo lato". L'artista russo, apertamente critico del governo di Mosca e in passato arrestato con l'accusa di truffa, vive in esilio a Berlino da alcuni anni. "Non voglio considerarmi una vittima di questi circostanze - dice - ma è una parte della mia vita. Non è semplice, ma mi piace la nuova vita che sto vivendo". E sulla guerra in Ucraina che sembra non arrivare mai a una svolta, afferma:"Tutto prima o poi finisce, tutte le guerre finiscono, la guerra russa è una cosa terribile, ma questa è una delle idee del nostro film: far vedere non solo il lato terribile della guerra, anche l'inerzia, il suo lento finire, perché la guerra disumanizza velocemente le persone ma tornare a essere umani è un processo molto lento e ci vogliono anni".

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00:00Il tuo è un cognome proprio strano, Mengele.
00:04Dopo la presentazione fuori concorso a Cannes, l'anteprima nazionale al Trieste Film Festival,
00:09dal 29 gennaio arriva nelle sale la scomparsa di Josef Mengele, del regista russo Kirill Seribrinnikov.
00:17Il racconto in bianco e nero del medico nazista ha soprannominato l'angelo della morte
00:21che condusse esperimenti disumani sui prigionieri di Auschwitz.
00:24Il film, dal libro di Olivier Goetz, con August Diehl nei panni di Mengele,
00:30lo segue durante la fuga in Sud America tra Argentina, Paraguay e Brasile,
00:35mentre riesce a sfuggire alla giustizia grazie a una fitta rete di coperture.
00:39La storia è raccontata dal suo punto di vista, ma non è un film su di lui, dice Kirill Seribrinnikov.
00:45Le cose terribili della Seconda Guerra Mondiale sono state spesso raccontate dal punto di vista delle vittime,
00:51il che è giusto, ma per me era interessante spostare la camera su Mengele,
00:55entrare nella sua testa, capire com'è stato possibile tutto questo,
00:59in un certo senso vedere la genesi di un criminale di guerra.
01:02Questo è un film su un intero sistema che ha creato Mengele.
01:08Lui sarebbe forse stato solo un medico qualsiasi, senza la guerra, senza la propaganda nazista,
01:13senza le leggi che giustificavano la persecuzione degli ebrei e di chi era contrario al sistema.
01:18È stata la guerra a renderlo sadico, a tirare fuori questo suo lato.
01:22L'artista russo, apertamente critico del governo di Mosca,
01:25in passato arrestato con l'accusa di truffa, vive in esilio a Berlino da alcuni anni.
01:31Non voglio considerarmi una vittima di queste circostanze, dice,
01:35ma è parte della mia vita, non è semplice, ma ora mi piace la nuova vita che sto vivendo.
01:40E sulla guerra in Ucraina, che sembra non arrivare mai a una svolta, dice,
01:44Tutto prima o poi finisce, tutte le guerre finiscono.
01:48La guerra russa è terribile, ma questa è una delle idee del nostro film,
01:52far vedere non solo il lato terribile della guerra, anche l'inerzia, il lento finire,
01:57perché la guerra disumanizza velocemente le persone,
02:01ma tornare a essere umani è un processo molto lento e ci vogliono anni.
02:05La tua guerra non è ancora finita!
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