Roma, 21 gen. (askanews) - L'industria farmaceutica italiana continua a crescere e si distingue come uno dei settori trainanti del Made in Italy. Nel contesto di una forte crescita del settore in Italia, si conferma il ruolo di primo piano svolto dalle industrie italiane che nelle FAB13 - le 13 aziende storiche del Made in Italy farmaceutico appartenenti a Farmindustria - hanno un importante punto di riferimento. Tra investimenti, ricavi, esportazioni e occupati, i risultati 2024 sono stati tutti in crescita, come evidenzia il rapporto della Fondazione Edison "FAB13 2025: le 13 aziende storiche del made in Italy farmaceutico", presentato alla Camera dei Deputati.Alberto Chiesi, presidente Industrie Farmaceutiche italiane FAB13: "Le aziende italiane stanno seguendo la strada dell'internazionalizzazione, perchè i singoli mercati sono ormai competitivi e non consentono delle crescite anche con nuovi prodotti. E quindi stanno tutti investendo all'estero, stanno investendo in Ricerca e i frutti di questi investimenti si stanno vedendo e sono buoni".Secondo il dossier, nel 2024 i ricavi delle FAB13 sono aumentati del 12% rispetto al 2023 e hanno raggiunto i 18,9 miliardi di euro aggregati, con la componente estera in crescita del 14%; le esportazioni hanno fatto registrare un +16%; gli occupati, oltre 50mila, la metà donne ed oltre il 90% assunti a tempo indeterminato, sono cresciuti del 3% rispetto al 2023 e gli investimenti totali del 21%, con quelli in Ricerca e Sviluppo che hanno segnato un +27%, superando gli 1,4 miliardi di euro; inoltre, nel 2024 il valore della produzione dei gruppi multinazionali e italiani iscritti a Farmindustria ha raggiunto in maniera aggregata i 56,1 miliardi di euro mentre l'export si è attestato a 53,8 miliardi di euro.Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: "Siamo fortunati perchè abbiamo una grande forza lavoro, abbiamo grandi dirigenti, abbiamo una forza importante del Made in Italy, su quello che è la farmaceutica, che è sempre esistito, ha resistito ad attacchi del mondo globale e ha resistito proprio grazie a una cultura verso questa azienda e questa categoria molto importante. Credo che l'industria farmaceutica rimane un fiore all'occhiello per l'Italia".Con 65 siti produttivi (di cui 29 in Italia) e 51 centri di Ricerca e Sviluppo in tutto il mondo, negli ultimi dieci anni l'Italia si è imposta come un grande "hub" europeo dell'industria farmaceutica. Oggi è uno dei principali motori del sistema economico e produttivo italiano, che pesa il 10% di tutto l'export nazionale, sul quale può puntare anche l'Unione europea.Alberto Chiesi, presidente Industrie Farmaceutiche italiane FAB13: "Il ruolo delle istituzioni è quello di mettere le regole, in un settore come questo è giustissimo e importante, ma poi è quello di favorire gli investimenti, favorire la ricerca, favorire la crescita".Le FAB13, evidenzia infine il rapporto di Fondazione Edison, contribuiscono in Italia a garantire cure a milioni di italiani, rafforzando l'autonomia produttiva del sistema farmaceutico nazionale.
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