Le sfilate 2026 hanno sancito il ritorno del cappello come accessorio centrale, non più semplice complemento ma vero elemento di stile capace di definire l’intero look. Tra richiami rétro, suggestioni outdoor e volumi scenografici, i designer hanno proposto modelli molto diversi tra loro, destinati però a convivere nel panorama moda dei prossimi mesi.
Christian Wijnants rilancia il pillbox, compatto e grafico, aggiornando un classico elegante con un approccio contemporaneo. Loewe guarda invece alla funzionalità ironica, proponendo un cappello che ricorda quelli da campeggio dei papà, pratico e volutamente anti-fashion. Chanel punta sull’impatto visivo con un cappello oversize, arricchito da piume e fibre grezze, che diventa quasi una scultura da indossare.
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Di tutt’altro registro i modelli di Luisa Beccaria, caratterizzati da lunghi nastri da annodare sotto il mento: romantici e delicati, evocano un immaginario bucolico e senza tempo. Missoni riporta in primo piano il basco, morbido e colorato, riletto con le tipiche lavorazioni del brand. Ralph Lauren celebra l’estate con cappelli di paglia a tesa larga, simbolo di eleganza rilassata e spirito vacanziero. Yohji Yamamoto propone un cappello simil pescatore, essenziale e urbano, mentre TWP chiude il cerchio con versioni in paglia dal gusto artigianale, leggere e naturali. Nel 2026 il cappello diventa così un manifesto di stile, capace di raccontare identità, attitudine e visione estetica.
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