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  • 4 settimane fa
Epalinges (Svizzera), 15 gen. (askanews) - Dopo l'incendio di Crans-Montana, la corsa contro il tempo per salvare i grandi ustionati passa anche dai laboratori del Centre hospitalier universitaire vaudois, in Svizzera. Nel centro di produzione cellulare di Epalinges, tecnici e farmacisti lavorano senza sosta per coltivare nuova pelle destinata ai pazienti più gravi."Tutte le persone del centro si sono rese disponibili da subito a mettersi al lavoro - spiega Laurent Carrez, responsabile tecnico del centro di produzione cellulare - Abbiamo iniziato già da venerdì 2 gennaio a lavorare per ricostruire la pelle sulla base delle prime tre biopsie ricevute. Da quel momento, abbiamo iniziato a lavorare sette giorni su sette.L'incendio ha causato 40 morti e oltre cento feriti. Molti pazienti presentano ustioni estese, che non possono guarire spontaneamente. Nei laboratori, iniziando da piccole porzioni di pelle sana, vengono coltivate superfici molto più ampie, pronte per essere trapiantate. "A partire da una biopsia di dieci centimetri quadrati di pelle sana siamo in grado di produrre da uno a tre lotti da 2.600 centimetri quadrati, che corrispondono più o meno alla superficie di una schiena", aggiunge Carrez.Per i pazienti più gravi, superata la fase iniziale, si apre ora un percorso lungo e complesso, che richiederà settimane. Il dottor Olivier Pantet, specialista grandi ustionati del Centro, spiega: "Per i pazienti di cui ci stiamo occupando in questo momento stiamo uscendo da una fase molto, molto acuta ed entriamo progressivamente in una fase sub-acuta o cronica, in cui iniziamo di rimozione dei tessuti danneggiati e poi di innesto. Questo lavoro proseguirà per diverse settimane, fino a quando l'intera superficie cutanea sarà cicatrizzata. Successivamente inizierà la riabilitazione, che richiederà molta rieducazione in centri specializzati".

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00:00Dopo l'incendio di Crohn-Montanà, la corsa contro il tempo per salvare i grandi ustionati passa anche dai laboratori del Centre Hospitalier Universitaire Vaudois in Svizzera.
00:11Nel centro di produzione cellulare di Epalange, tecnici e farmacisti lavorano senza sosta per coltivare nuova pelle destinata ai pazienti più gravi.
00:21Tutte le persone del centro si sono rese disponibili da subito a mettersi al lavoro, spiega Laurent Carret, responsabile tecnico del centro di produzione cellulare.
00:36Abbiamo iniziato già da venerdì 2 gennaio a lavorare per ricostruire la pelle sulla base delle prime tre biopsie ricevute.
00:44Da quel momento abbiamo iniziato a lavorare sette giorni su sette.
00:47L'incendio ha causato 40 morti e oltre 100 feriti.
00:51Molti pazienti presentano ustioni estese che non possono guarire spontaneamente.
00:56Nei laboratori, iniziando da piccole porzioni di pelle sana, vengono coltivate superfici molto più ampie, pronte per essere trapiantate.
01:05A partire da una biopsia di 10 cm2 di pelle sana, siamo in grado di produrre da 1 a 3 lotti da 2600 cm2, che corrispondono più o meno alla superficie di una schiena.
01:22Per i pazienti più gravi, superata la fase iniziale, si apre ora un percorso lungo e complesso, che richiederà settimane.
01:30Il dottor Olivier Pantet, specialista a grandi ustionati del centro, spiega.
01:35Per i pazienti di cui ci stiamo occupando in questo momento, stiamo uscendo da una fase molto, molto acuta,
01:47ed entriamo progressivamente in una fase subacuta o cronica, in cui iniziamo la rimozione dei tessuti danneggiati e poi d'innesto.
01:56Questo lavoro proseguirà per diverse settimane fino a quando l'intera superficie cutanea sarà cicatrizzata.
02:04Successivamente inizierà la riabilitazione, che richiederà molta rieducazione in centri specializzati.
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