00:00Dopo l'incendio di Crohn-Montanà, la corsa contro il tempo per salvare i grandi ustionati passa anche dai laboratori del Centre Hospitalier Universitaire Vaudois in Svizzera.
00:11Nel centro di produzione cellulare di Epalange, tecnici e farmacisti lavorano senza sosta per coltivare nuova pelle destinata ai pazienti più gravi.
00:21Tutte le persone del centro si sono rese disponibili da subito a mettersi al lavoro, spiega Laurent Carret, responsabile tecnico del centro di produzione cellulare.
00:36Abbiamo iniziato già da venerdì 2 gennaio a lavorare per ricostruire la pelle sulla base delle prime tre biopsie ricevute.
00:44Da quel momento abbiamo iniziato a lavorare sette giorni su sette.
00:47L'incendio ha causato 40 morti e oltre 100 feriti.
00:51Molti pazienti presentano ustioni estese che non possono guarire spontaneamente.
00:56Nei laboratori, iniziando da piccole porzioni di pelle sana, vengono coltivate superfici molto più ampie, pronte per essere trapiantate.
01:05A partire da una biopsia di 10 cm2 di pelle sana, siamo in grado di produrre da 1 a 3 lotti da 2600 cm2, che corrispondono più o meno alla superficie di una schiena.
01:22Per i pazienti più gravi, superata la fase iniziale, si apre ora un percorso lungo e complesso, che richiederà settimane.
01:30Il dottor Olivier Pantet, specialista a grandi ustionati del centro, spiega.
01:35Per i pazienti di cui ci stiamo occupando in questo momento, stiamo uscendo da una fase molto, molto acuta,
01:47ed entriamo progressivamente in una fase subacuta o cronica, in cui iniziamo la rimozione dei tessuti danneggiati e poi d'innesto.
01:56Questo lavoro proseguirà per diverse settimane fino a quando l'intera superficie cutanea sarà cicatrizzata.
02:04Successivamente inizierà la riabilitazione, che richiederà molta rieducazione in centri specializzati.
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