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TVTrascrizione
00:00Buonasera, buon giovedì, ben ritrovati con il TG Preview di Teletutto, l'approfondimento
00:15a cura della nostra redazione.
00:17Questa sera parleremo di folklore, parleremo di maschere, di riti che tengono vive le comunità .
00:25Abbiamo appena visto da poco passati il Badalisk in Val Camonica, il Canto della Stella in Val Sabbia
00:32nell'Alto Garda.
00:34A breve arriverà il Carnevale.
00:36Lì guarderemo come fenomeni antropologici, sociologici, culturali e lo faremo con Luca Giarelli
00:42che è uno storico della Società Storica e Antropologica di Val Camonica collegato con noi.
00:47Buonasera Giarelli.
00:49Buonasera, buonasera a voi.
00:50E con Nicoletta Montempi che è presidente di Fondazione Provincia di Brescia.
00:54Buonasera.
00:55Eventi, perché?
00:56Perché ovviamente si parla anche in qualche modo di promozione culturale grazie a questi
01:02eventi.
01:02Abbiamo nominato Giarelli il Badalisk che ha sostanzialmente chiuso un po' queste festivitÃ
01:10come l'ha fatto il Canto della Stella.
01:12Le chiedo queste maschere, questi riti stagionali, di che tipo di tradizioni stiamo parlando e quanto
01:18sono antiche le radici nella nostra cultura?
01:21Beh, una domanda difficilissima.
01:24Quanto sono antichi?
01:25Se si va a chiedere alle stesse comunità quanto è vecchia questa tradizione risponderanno
01:30più o meno tutti che c'è sempre stata e sempre esistita e sempre stata nella memoria.
01:35A dire la verità non abbiamo dati precisi anche perché è molto difficile trovare documentazione
01:40d'archivio di maschere popolari del genere.
01:43Abbiamo un sentore che i mascheramenti siano però molto molto antichi, anche perché sono
01:48legati a certe date di calendario che sono significative nel contesto europeo.
01:55Pensiamo al Badalisk appunto, che è passato proprio da pochi giorni, il 5 gennaio, legato
02:01ai famosi 12 giorni, a 12esima notte citata anche da Shakespeare, una data cardine, 12 giorni
02:08dopo Natale, che vede anche qui un incrocio di simbologie, di racconti che le comunitÃ
02:17trasmettono tra di loro.
02:20E ognuna reinterpreta, identifica con una propria serie di simbologie e di maschere queste date
02:27di un calendario che parte sostanzialmente da Halloween, da fino a ottobre e arriva alla
02:34Pasqua. Quindi in tutta Europa abbiamo tutti questi mascheramenti molto curiosi con delle
02:39proprie specifiche identità .
02:41Ha detto lei da Halloween sostanzialmente fino all'inizio della primavera, quindi con
02:48la Pasqua. Le chiedo perché queste ricorrenze si collocano in questo periodo dell'anno e
02:55questo periodo dell'anno, quindi così ricco di ritualità .
02:57È una tradizione prettamente europea, con delle specificità maggiori in zone di area
03:06cattolica e ortodossa, un po' meno in area protestante, che affonda le proprie radici
03:12in simbologie antiche. Gli stessi antropologi sono molto cauti a esprimere origini e motivazioni
03:22di questi riti. Sicuramente il calendario ci viene in aiuto, nel senso che questi sono i
03:26mesi più freddi dell'anno. Sono i mesi in cui il sole man mano scompare fino al sostizio
03:33invernale, quindi a Natale sostanzialmente, e poi riprende verso la primavera. Sono mesi
03:41in cui si trovano delle affinità . Ci sembrano tantissime maschere diverse, molto varie dalla
03:50Bulgaria, al nord Italia, al sud Italia, fino alla Spagna, però ci sono degli elementi
03:55che ritornano. Quindi gli impellicciamenti, vediamo sempre il nostro banalisco, con queste
04:02pelli di pecore, di capre, corna, la luminosità di fuochi, di luci, campanacci, campanelli,
04:11di questi di solito verso la primavera, servono anche per scacciare l'inverno e richiamare
04:17appunto il buon tempo. Quindi è una simbologia folclorica, popolare, che si manifesta in varie
04:24forme.
04:24Faccio un'ultima domanda, prima di passare a Nicoletta Bontempi, in questa fase del nostro
04:30approfondimento. Il concetto di liminalità applicato alle feste popolari, cosa significa?
04:35È un concetto studiato da diversi antropologi e sostanzialmente è legato a quel fattore
04:45dello spazio di transizione. Come dicevamo prima, queste date cardine per noi sono quasi
04:52banali, nel senso, noi basta aprire un calendario, basta aprire un qualsiasi sito internet, sappiamo
04:57esattamente in che giorno siamo dell'anno, quando verrà la primavera, quando verrà l'inverno
05:01e che cosa accadrà nei prossimi mesi. Nel passato il contagio al tempo era molto diverso,
05:07era molto più dinamico e ogni comunità si doveva adattare. Quindi queste feste aiutavano
05:14anche a mantenere un'attesa calendariale e questi spazi di transizione erano fondamentali
05:20per capire che le cose stavano cambiando. Che dal buio che si era iniziato a vedere dopo
05:28il solstizio d'estate il sole sarebbe prima o poi tornato e quindi c'era questa attesa
05:33e il solstizio d'inverno per vedere questi cambi ciclici e così via. Anche per la primavera,
05:38dopo il freddo dell'inverno, la grande attesa della popolazione era che ritornasse il caldo
05:45per rivedere il verde nei campi e quindi non sentirsi abbandonati ad un'oscurità e
05:54d'un freddo continuo.
05:56Giulietta Bontempi, abbiamo visto le immagini delle Badalisk di quest'anno, più di 600 persone
06:03nella piccola frazione di Andrista, dicevo, che fa un po' come noi, 100 abitanti. Abbiamo
06:08visto immagini dei Krampus che hanno fatto delle incursioni quest'anno anche nella nostra
06:14provincia. Abbiamo visto tanta gente. La domanda è quindi in questo momento è se queste tradizioni,
06:21di questo folklore, questi passaggi delle comunità che a volte rimangono interni, invece a volte
06:29diventano promozione, servono anche in chiave turistica.
06:35Assolutamente sì, buonasera innanzitutto. Sì, perché guarda, parto dal canto del... perché
06:43per me è stata un'esperienza come fondazione avere l'associazione Corus che ha portato in cittÃ
06:48più volte le stelle dalla... la luce, ha fatto camminare la luce nelle nostre strade anche della
06:55città , in particolare nel 2023 e ha come giustamente ricordato il professore anche un
07:01momento che illumina la fine di certi periodi, quindi un'esperienza molto forte che l'ultima
07:08volta, esempio nel 2023, durata ben un mese all'interno di Palazzo Martinengo e per vederla,
07:14per assistere, per ascoltare il racconto, non soltanto la visione delle stelle, molte
07:20persone che sono venute ad ascoltare, a capire, a cogliere il senso di questa tradizione e anche
07:28poi alla fine ad assaggiare la polenta tirania e il vin brulee. Quindi ritengo che questi siano
07:34momenti che partono dal sentimento popolare, dal passaggio delle stagioni, che crescono nel tempo
07:45e che possano veramente coinvolgere tutti, in particolare i turisti, perché la forza, credo, anche
07:52del nostro territorio è quello di sapersi raccontare in modo non banale, anche attraverso le sue
07:59tradizioni che in questo caso hanno l'unicità di essere solo nostre, seppur simili ad altre in altri
08:09momenti. Ci avviciniamo al Carnevale, sarà poi il lunedì, subito dopo quest'anno, San Faustino, quindi
08:16il 16 e il 17 di febbraio. Parliamo di Carnevale perché voi nel 2023 come fondazione avete portato
08:25i ballari di Bagolino a ballare in città . La sostanza è un po' se Maometto non va alla
08:33montagna, la montagna va a Maometto, però voi avete registrato un successo in questo momento.
08:39Sì, assolutamente, perché in particolare in quell'anno l'idea era quella di dire portiamo il territorio
08:47in città e facciamolo all'interno di Palazzo Martinengo e naturalmente, perché fondazione
08:53anche questo come scopo, quello oltre che di ospitare all'interno di Palazzo Martinengo
08:59gli appuntamenti espositivi come le grandi mostre, anche quello di raccontare il territorio
09:04attraverso le sue tradizioni, attraverso i suoi momenti particolari. E con i ballari in
09:11Piazza del Foro era la prima volta che venivano a Brescia ed è stato un successo strepitoso, perché
09:17è proprio quell'incontro magico tra un mondo che arriva dalla montagna tra i ballari
09:24misteriosi, colorati, splendidi, con davanti il foro della nostra città . È stato un momento
09:31veramente magico che poi è stato anche replicato. Crediamo che questo, proprio il mix che rende
09:39diverso anche l'approccio alle tradizioni e alla cultura, perché sono momenti di cultura
09:46profonda del nostro territorio.
09:48Da lei, Giarelli, prima di farle parlare del Carnevale, le chiedo dal suo punto di vista
09:53questa traslazione delle varie tradizioni, dei vari momenti folcloristici dal luogo di
10:03origine e di nascita ad altri luoghi. Lei come lo vede? E lei un Krampus come quest'anno
10:09a Bagolino, che è la terra dei ballari, come lo vede?
10:14Ormai siamo abituati a vedere questi sincretismi culturali un po' ovunque nel nostro mondo
10:19moderno. Bisogna ovviamente ricordare che le comunità sono molto gelose delle loro maschere,
10:25anzi. Più sono piccole queste comunità , si è notato più difficilmente permettono la
10:32fuoriuscita delle loro maschere, non solo nel periodo non consono dell'anno, ma proprio
10:38portare le maschere in altri luoghi a livello turistico è veramente una cosa mal vista.
10:46Notiamo che però negli ultimi decenni si sia assistito a un lassismo, diciamo, genera
10:51questo aspetto e quindi oggi non ci si stupisce un po' più di nulla. Però diciamo che qualcuno
10:56ancora è molto molto molto geloso. Per quanto riguarda i Krampus, questi sono gli esempi
11:03più lampanti. Fino a 10-15 anni fa probabilmente nessuno ne aveva sentito parlare. Adesso sono
11:09diventato un fenomeno pubblico mondiale, anche grazie a non solo le pernevalate di cui si
11:17rendono conto, perché sono diventate effettivamente delle sfilate, sono stati scollegati dal loro
11:22ingaggio naturale, di accompagnatori di San Nicola il 5 dicembre e ormai ci sono sfilate
11:30dedicate esclusivamente a queste maschere che sono diventate il più brutte possibile, al
11:35di là della loro forma magari originale. E quindi ce le troviamo un po' dappertutto. C'è
11:40da spaventarsi a questo punto di vista. Sono comunque cose umane, questo è un fattore
11:47che è fondamentale. Noi magari ci immaginiamo che questi mascheramenti, queste forme siano
11:54fossilizzate nel tempo. Della verità dietro questi vestiti, questi abiti ci sono delle
12:01persone. Le persone cambiano, i tempi cambiano e quindi ci dobbiamo aspettare anche in futuro
12:06degli altri cambiamenti.
12:07I tempi cambiano. Fino ai primi anni 2000 i ballari di Bagolino non potevano ballare fuori
12:14dal borgo di Bagolino, vuol dire che a Pontecaffaro, che è frazione di Bagolino, non ci potevano
12:18andare a ballare. Oggi è nata una compagnia di ballari di Pontecaffaro. I carnevali, Giarelli
12:25in Valsabbia, sono due. Uno ancora più piccolo è quello di Livemmo che qua vede una contrapposizione
12:31del doppio.
12:34Sì, anche qui è molto curioso. Ovviamente già giochiamo sulla montagna in questi casi, ma
12:40semplicemente perché, come la tradizione, la montagna riesce a mantenere qualcosa rispetto
12:46alla pianura in un modo più identitario, ma semplicemente per questioni anche qui di
12:52spazi, di luoghi, di geografia. In Valsabbia in particolare, oltre appunto a Bagolino, abbiamo
13:00di Vemmo, questa frazione in vertica alta, che ha questa curiosità delle maschere doppie,
13:05che non è un'unicità , ma anche qui è un elemento che ci fa capire come forse in un
13:13passato ci fossero delle identità comune tra vari luoghi. Li troviamo qui verso il lago
13:23di Como in altre occasioni e Livemmo è riuscito a mantenere appunto la sua propria tradizione
13:28anche qua all'interno di una piccolissima comunità .
13:36Passeremo adesso a quelle che sono le feste religiose, prettamente religiose, Nicoletta
13:43Bontempio. Abbiamo visto quest'anno un ritorno, per esempio, della Santa Cruz a Cerveno, in
13:49due, tra l'altro, riproposizioni con una premiesima, una premiere notturna. Anche qua, dopo
13:57dieci anni a Montisola, sempre tornata a Santa Cruz, abbiamo visto anche qua l'afflusso
14:02di turisti, più di centomila a Montisola per una settimana di addobbi del paese.
14:13Quando i luoghi si sanno trasformare intorno alle loro ricchezze, credo sia sempre un bene
14:21per coloro che vivono nei luoghi, perché è vero che queste tradizioni vivono grazie
14:26alle persone, che sono persone sempre diverse. Io mi ricordo, non l'ultima, l'ultima volta
14:33di Montisola era balenata come l'idea che non ci sarebbe stato magari più nessuno che
14:38fosse riuscito a regalare questo spettacolo meraviglioso dell'infiorata, invece poi il tempo
14:45ci ha dimostrato che noi stessi vogliamo che queste tradizioni durino. L'aspetto religioso
14:53sul territorio si intreccia con tutti gli altri aspetti, fa parte del tessuto, non è
15:01un momento religioso a sé, lo è anche nel senso che appartiene alla tradizione, quindi
15:08da Santa Cruz, da Cerveno con la sua potenza di immagine di lavoro e di ricordo di questo
15:20artigianato artistico a Montisola che tu hai citato e poi tanti altri luoghi che noi in
15:26fondazione anche quest'anno cercheremo di rincontrare, perché come tu sai avremo una
15:32serie di appuntamenti importanti dal primo febbraio in poi con 13 comuni del territorio,
15:43comuni sotto i 10.000 abitanti che presenteranno proprio attraverso le telecamere di Teletutto
15:49la loro essenza, partendo da un tema che non è religioso ma diciamo che ci tiene insieme
15:57intorno a una tavola, che è quello enogastronomico, con queste puntate tutto particolari, che partiranno
16:02proprio dal cibo, dai prodotti, dalle eccellenze della produzione per raccontare poi tutto il
16:10territorio intorno e saranno pertica bassa e alta proprio, quindi siamo sempre in una
16:18zona che c'è cara dal primo di febbraio in poi.
16:22Torno da Giarelli sul tema delle feste religiose perché quello che spesso raccontiamo anche come
16:29informazione è che c'è una sorta di crisi dell'identità religiosa. In verità per quello
16:36che noi possiamo vedere, soprattutto in Valle Camonica, a Berzo Demo, la Madonna Grande,
16:42quest'anno è tornata, le fonshu di Gianico nel 2019 prima del Covid, la Santa Cruz di Cerveno
16:48che ha avuto una brevissima interruzione, è stata dilazionata per colpa del Covid anche qua,
16:54ma l'anno scorso ha avuto le due rappresentazioni. Così come la festa di Santa Croce di Monte
16:59Isola, l'identità religiosa è molto al centro e le comunità lo sentono molto questa identitÃ
17:07religiosa ancora.
17:10Sì, è sentita moltissimo, in Valle Camonica in particolare abbiamo queste grandi occasioni
17:16di ritrovo che hanno la particolarità di non essere annuali ma di essere pluriennali,
17:21quindi ecco, tra una variante e un'altra passano 5-10 anni, questo vuol dire che passano
17:28generazioni, a volte stesse generazioni per anni lavorano al raggiungimento del miglioramento
17:35di queste feste con elementi che ovviamente sono agganciati a direzione ma novità che
17:42vengono spremessi. Quindi sono sempre feste queste, dobbiamo aver presente, che sì sono
17:48legate alla storia, sono legate a se stesse ma ogni volta si rigenerano, vengono riattualizzate
17:54con le persone che abitano in quel periodo e che vivono in quel periodo. In particolare
18:01abbiamo avuto quest'anno la Madonna Grande di Barzodemo che appunto erano diversi anni
18:07che non si faceva a causa Covid, questi elementi che fondano la loro origine in una festivitÃ
18:14religiosa. Quindi ecco, rispetto a quelle prima legate a elementi calendariali, qua invece
18:19la parte religiosa ha il sopravvento, sostanzialmente riti di comunità , riti che coinvolgono la popolazione
18:27sotto l'aspetto religioso ma non sono, in modo di spettacolarizzazione anche della fede che
18:34ha una propria unicità e in cui le comunità sono integralmente coinvolte, pensiamo anche solo a Cerveno
18:43con la realizzazione dei vestiti o a Berzodemo così come a Montisola o a Giannico per la realizzazione
18:49di questi enormi fiori, quantità di fiori di carta che riempiono gli abitati e li cambiano
18:57diciamo completamente nella loro conformazione e sono fortemente identitarie, fortemente sentite
19:03la propria comunità che ne va molto orgogliosa.
19:06Le chiedo perché ci avviciniamo alla conclusione se questi riti comunitari rischiano secondo
19:13lei in futuro di diventare rappresentazioni e se in qualche modo possano anche perdere il
19:19loro significato originario. Può essere, tutto è possibile, può essere che già adesso
19:27in parte siano delle semplici rappresentazioni al di là del legame religioso sotto cui vengono
19:33mascherati, al di là di quello ci sta tutto nel senso sono proprio costruiti in questo senso
19:42dove sia la parte religiosa sia la parte spettacolare sono coinvolte in questa grande rappresentazione
19:50di sentimento popolare che va letta in questa occasione. Non dobbiamo mai aspettarci una lettura
19:57unica di queste feste, di queste tradizioni ma sono sempre dei sostrati di motivazioni, di idee, di persone
20:06che si sovrappongono l'uno all'altro. Quindi una volta con l'altra troveremo sempre delle piccole
20:12differenze, delle piccole differenze anche di motivazione per fare questa, per fare queste feste.
20:19Nicoletta Bontempi, anche da operatori del settore culturale e da veicolo per la cultura come lo è
20:28Fondazione Provincia di Brescia 20, che tipo di turismo culturale secondo voi può crescere intorno a questi
20:35riti e che sia un turismo anche da questo punto di vista sostenibile in tutti i sensi.
20:41È una bella domanda perché il turismo sostenibile è sicuramente uno degli obiettivi di chi cerca di
20:48proporre dei momenti in cui la cultura incontra il turista. Indubbiamente sono momenti che impattano
21:02molto, credo sul nostro pubblico, il nostro dico locale, però io vedo anche un grande interesse
21:10da parte di un pubblico, voglio dirti anche straniero, abbiamo visto anche in città crescere
21:16in modo esponenziale il numero di turisti stranieri, molto interessati a quello che è
21:22il substratto della nostra formazione culturale che viene anche da queste tradizioni, quindi
21:29credo che più riusciremo a proporre senza snaturare, perché anche questo è un tema
21:35importante, quello di non snaturare l'evento per renderlo troppo turistico, però più riusciremo
21:42a rispettare nella tradizione il cuore di questi momenti pur proponendolo all'esterno
21:50e più credo che questo turismo diventerà sostenibile perché il turista sa cogliere la qualitÃ
21:56della proposta. Vediamo Giarelli che annuiva mentre Montempi diceva di questa voglia degli
22:03stranieri di vedere un po' come funzionano queste nostre rappresentazioni folcloristiche,
22:12la verità è che non è solo spettacolo, non è solo intrattenimento, c'è di più
22:18da questo punto di vista. È dato, è un sentore, è un'identità nostra tra l'altro
22:25di cui dobbiamo essere attenti e orgogliosi. Noi pensiamo di essere ormai in un mondo globalizzato
22:35in cui tutte queste cose non esistono e poi intanto emergono queste feste, queste tradizioni,
22:41questi carnevali che hanno veramente un sapore ancestrale. Lo hanno per noi, possiamo
22:47immaginarci che sentore esotico abbiano gli stranieri. Anche qui pensiamo sempre al nostro
22:54Badalisk della Valca Monica che diventerà un cartone animato della Disney fra un paio
22:58di anni. Quindi ecco, il fattore attrattivo di queste manifestazioni è sicuramente un elemento
23:06fondamentale per la parte turistica. Grazie a Luca Giarelli, storico della società storica
23:12antropologica di Valle Camonica per essere stato con noi e a Nicoletta Bontempi, presidente
23:17di Fondazione Provincia di Brescia e Venti. Grazie a tutti. Grazie a voi.
23:21Noi ci fermiamo qui, non l'informazione di Teletutto che come sempre torna fra pochi minuti
23:27nel nostro telegiornale. Ad aspettarvi ci sarà Salvatore Montillo. A voi una buona continuazione
23:32di serata. Arrivederci.
23:36Grazie a tutti.
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