Björk si è rivolta ai groenlandesi per augurargli una sola cosa: l’indipendenza. Dopo le minacce espansionistiche di Donald Trump, ribadite in seguito all'attacco degli Stati Uniti al Venezuela, la cantante islandese ha voluto riportare l'attenzione sulle persone che abitano l'isola, formalmente un territorio del Regno di Danimarca: «Il colonialismo mi ha fatto rabbrividire più e più volte. E il solo pensare che i miei fratelli della Groenlandia potrebbero passare dalle mani di un colonizzatore crudele a quelle di un altro risulta brutale. Auguro a tutti i groenlandesi benedizioni nella loro lotta per l'indipendenza». L'isola – considerata la più grande del mondo con una popolazione di 57.000 abitanti – ha un proprio parlamento e controlla i suoi affari interni, ma è ancora territorio della Danimarca, che determina le sue politiche estere e di difesa. [idgallery id="184623" title="I mille volti di Björk, l’outsider della musica"]
Björk contro Trump, la Danimarca e il colonialismo Le parole della cantante sono sentite e legate alla storia del suo Paese d'origine. «Gli islandesi sono estremamente sollevati di essere riusciti a staccarsi dai danesi nel 1944. Non abbiamo perso la nostra lingua (i miei figli oggi parlerebbero danese) e provo una profonda solidarietà verso i groenlandesi», ha scritto l'artista in un post di Instagram. Per Björk, la Groenlandia potrebbe seguire un percorso simile a quello dell'Islanda, difendendo la propria sovranità senza passare da un “colonizzatore” a un altro. Le sue parole sono un invito a percorrere la strada dell’autodeterminazione. [idarticle id="2647505" title="Richard Gere a ''Che Tempo che Fa'': «Trump? Un furbo manipolatore delle paure della gente»"]
Björk contro i «colonizzatori crudeli» Nel post Instagram Björk ricorda abusi e violenze subite dal popolo groenlandese da parte dei danesi: «Ho provato compassione per questo popolo, ripetutamente, soprattutto quando è emerso il caso della contraccezione forzata, dove 4.500 bambine dai 12 anni in su hanno ricevuto la spirale senza che ne fossero a conoscenza tra il 1966 e il 1970… hanno la mia età o sono più giovani… senza figli… e ancora oggi, nel 2025, i danesi trattano i groenlandesi come se fossero esseri umani di seconda classe, togliendo i bambini ai loro genitori!». [idarticle id="2383508" title="Chi è María Corina Machado, la Thatcher venezuelana che guida le proteste contro Maduro"]
Perché gli Stati Uniti vogliono la Groenlandia? L’interesse di Donald Trump per la Groenlandia non è una novità. Già nel 2019 aveva proposto di acquistarla, definendola «un grande affare immobiliare». La sua importanza risiede in due fattori principali: la posizione strategica e le risorse naturali, tra cui minerali rari, uranio e ferro. Trump ha più volte sottolineato la rilevanza strategica dell’isola, dichiarando che la presenza di navi russe e cinesi nella zona rende necessaria la sua acquisizione per motivi di sicurezza nazionale. Con il cambiamento climatico che apre nuove rotte commerciali nell’Artico, l’isola sta diventando sempre più centrale nelle dinamiche geopolitiche. [idarticle id="2650279,2206347" title="La Danimarca vieta l'accesso ai social network ai minori di quindici anni: l'idea che piace ai governi,La rivolta delle Inuit: ''La Danimarca ci impiantò spirali contraccettive senza consenso''"]
Il legame con il Venezuela Le minacce alla Groenlandia appaiono più credibili dopo le recenti azioni militari statunitensi in Venezuela. Lo scorso 3 gennaio, le forze americane hanno catturato il presidente Nicolás Maduro e preso il controllo del paese e della sua industria petrolifera “poco sfruttata” secondo il presidente Usa. Trump ha definito questa operazione un’azione per liberare il popolo venezuelano, legittimata dalla lotta al narcostato creato da Maduro. L'attacco programmato ha dimostrato la disponibilità degli USA a usare la forza militare senza rispetto per il diritto internazionale. Non sorprende quindi che la retorica sulla Groenlandia si intensifichi, e alcuni sostenitori di Trump abbiano già fatto riferimento all’isola come «prossima» da conquistare. [idgallery id="1853426" title="Mary di Danimarca e Kate Middleton, future regine con lo stesso stile"]
La risposta della Danimarca a Trump La reazione di Mette Frederiksen, primo ministro della Danimarca, è stata forte e chiara: «Non ha alcun senso che gli Stati Uniti parlino della necessità di prendere il controllo della Groenlandia. Abbiamo un accordo di difesa con gli USA che garantisce loro un accesso alla Groenlandia e abbiamo investito significativamente per aumentare la difesa nell’Artico», ha detto la la premier al canale Tv2. «È tempo che gli Stati Uniti mettano fine alle minacce nei confronti di un alleato storico, e nei con...
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