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  • 2 giorni fa
In un momento carico di tensione, Don Guido riceve una chiamata urgente dal Ministro della Giustizia riguardo al detenuto Pietro Maso. Una soffiata rivela un pericolo imminente: il trasferimento di Maso alla Gorgona potrebbe costargli la vita. Di fronte a questa minaccia, si apre una corsa contro il tempo per trovare una soluzione. Le alternative sono limitate e la scelta ricade sul carcere di Opera, un luogo sconosciuto a Don Guido ma considerato più sicuro.

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Trascrizione
00:00Musica
00:30Amici in ascolto, io non sono abituato a ricevere telefonate dai ministri, ma una mattina sono in casa, fortunatamente, providenzialmente, ricevo una telefonata.
00:52Chi c'era al telefono? C'era il guardasigilli, il ministro di Grazia e Giustizia, il professor Giovanni Conso.
01:03Don Guido, è lei? Sì, sono io. Guardi, le telefonò con una certa urgenza.
01:10Il detenuto Pietro Maso che lei sta seguendo e di cui lei mi ha parlato più volte, aveva chiesto di essere trasferito da Verona al carcere della Gorgona.
01:25Me ne aveva parlato, dico, sì. Non può andare là, perché noi abbiamo avuto una soffiata.
01:37Appena lui arriva sarà ucciso, per carità, dico.
01:42E' vero che quello che ha combinato è mostruoso, è vero che davanti al mondo, non davanti a Dio, ringraziando il Signore, è un vero e autentico mostro.
01:58Però è un mostro che deve redimersi, è un mostro che deve convertirsi.
02:04E allora Don Guido dice, abbiamo un'alternativa, noi non possiamo assolutamente mandarlo alla Gorgona.
02:16Da una parte dico, a me fa anche piacere, come avrei fatto io andare alla Gorgona?
02:22Forse una volta al mese?
02:26Ci sono, dice, due carceri.
02:29C'è il carcere di Padova o il carcere di Milano?
02:32A Milano, dico, mi faccia il piacere, non mettetelo nel carcere di Sambitore?
02:40No, dice quello di Sambitore.
02:43Casomai, dice, è il carcere di massima sicurezza di Opera.
02:51Io, Don Guido, conosco il direttore.
02:55Guardi, dico, io non ho mai visto né il carcere di Sambitore né quello di Opera.
03:03Però preferirei Opera a Sambitore.
03:08C'è una cosa, professore, lei lo sa bene, io ho tanto da fare.
03:13Potrebbe, lei, parlare di me al direttore?
03:19Che mi dessero una certa quale elasticità?
03:26Dica che io sono anche di Maso, come pure degli altri due, Paolo e Giorgio.
03:34Sono anche tutore legale.
03:36Guardi, parlo io col direttore.
03:40Allora lei sta optando per Opera.
03:45Certamente, opto per Opera.
03:48La saluto, la ringrazio.
03:52Bravo, io sono tanto riconoscente, come lo è in questo momento anche Pietro Maso,
03:58al professor Conso.
03:59Mi ricordo di averlo incontrato a un funerale di una magistrata cognata della nostra Anna Scorza di Roma
04:11e già lì l'ho ringraziato.
04:14Ho detto, guardi, noi dobbiamo ringraziarlo, parlo al plurale, non sono solo io e anche Pietro Maso.
04:21Però io non conoscevo affatto il carcere di Opera.
04:25Ma ci ha pensato il guardasigilli a dire una parola al direttore, eccetera.
04:32Difatti, nel mese di ottobre, avvenne il trasferimento.
04:39Non vi dico come arrivò al carcere di Opera il povero Pietro Maso.
04:46aveva chiazze olivastre in faccia, anche lungo le braccia.
05:01È arrivato in treno a Milano, ma con lui c'erano altri detenuti.
05:08E quindi chi era vicino a lui, anche se avevano le mani e le braccia legate,
05:13erano colpi che andavano.
05:16Comunque, bisogna mettere tutto nel bilancio.
05:20Chi sbaglia deve mettere sempre in conto tutte queste cose
05:27e anche altre che potrebbero succedere.
05:31Mi ricordo il primo incontro.
05:35Quale differenza tra Verona e Opera?
05:41Nel frattempo era stato fatto anche l'appello a Venezia.
05:47I trent'anni erano stati confermati per lui.
05:51E allora lì incominciò il mio pellegrinaggio a Opera.
05:59Però c'erano dei paletti.
06:03Vorrei raccontare le prime volte che io andai a Opera a trovarlo.
06:09Anche da parte degli agenti non c'era nessuna accoglienza e nessuna disponibilità.
06:20Vi ricordo che un giorno andai, dovevo fare i conti con la presenza dei ragazzi,
06:26dovevo scegliere i ritalli di tempo,
06:28e perché lui arrivasse, dovete aspettare un'ora.
06:38E io sentivo che un agente diceva all'altro
06:41«Lascialo lì, lascialo lì, non può venire da questo e giù parolacce verso Maso che ha ucciso i genitori».
06:51E io là con la corona in mano che pregavo.
06:53Finalmente arriva, sto insieme, ci diamo l'appuntamento per la settimana dopo.
07:00Un giorno mi telefona il direttore.
07:04Sono le tre del pomeriggio, ma le tre si chiudono i colloqui.
07:10Dice «Padre, potrebbe venire?»
07:15Dico «E' successo qualcosa?»
07:17No, dice «Sta succedendo».
07:21Il ragazzo dice «Provando schifo per le mani, vuole tagliarsele».
07:26Non vuole più mangiare, non vuole più adoperarle per lavarsi la faccia.
07:31Niente da fare.
07:33Può venire, venga, dice.
07:35Ma dico «Siamo fuori tempo, fuori orario, ci metto due ore per arrivare lì».
07:39Non importa.
07:40Appena lei arriva, troverà in portineria un agente che lo porta da me.
07:46E quindi lei potrà incontrare subito Maso.
07:49Maso, andai, era disperato, ma quell'incontro li salvò la vita.
08:19Maso, andai, era disperato, ma quell'incontro li salvò la vita.
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