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  • 1 week ago
Sui nuovi dati studio Amplify presentato all'ultimo Congresso della Società americana di ematologia  ‘combinazione orale a durata fissa si distingue per efficacia, maneggevolezza, tolleranza e sostenibilità’

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00:00La leucemia linfatica cronica è la leucemia più frequente nel mondo occidentale, colpisce circa
00:102.500-3.000 pazienti in Italia ogni anno e si stima che in Italia a 10 anni dalla diagnosi
00:19siano vivi tra 30.000-40.000 persone con questa malattia. Si tratta di un'espansione dei linfociti
00:26B che nascono nel midollo, si riversano nel sangue periferico, nei linfonodi e nella milza per cui il
00:33paziente si presenta con globuli bianchi alti, linfonodi ingranditi, milza ingrandita e talora
00:39sintomi che compromettono la qualità di vita. Quando sono presenti queste condizioni non in
00:45presenza di quadri asintomatici il paziente può iniziare il trattamento. Al congresso della società
00:52americana di ematologia che si è svolto recentemente a Orlando sono stati presentati gli aggiornamenti
00:57dello studio Amplify che ha paragonato l'efficacia della combinazione Acalabrutinib e Venetoclax con
01:07o senza l'anticorpo monoclonale antici di venti o binutuva con la migliore chemoimmunoterapia. I
01:13risultati sono stati di grande interesse perché si è potuto documentare come a tre anni dalla
01:20terapia 9 pazienti sui 10 siano liberi da ulteriori trattamento con la malattia di fatto
01:28non più percepibile. Questo rappresenta un grande vantaggio per i pazienti perché ne
01:32migliora la qualità di vita. Dato oltre modo importante anche quello della sicurezza perché
01:37la terapia è facilmente gestibile, la terapia con Acalabrutinib e Venetoclax si assume per
01:42via orale, non richiede frequenti accessi in dei ospita, è ben tollerata con pochissimi
01:49eventi avversi sempre facilmente trattabili. La terapia di prima linea dell'efficacia
01:53nifatica cronica si avvale di due approcci oggi. Una terapia di durata definita e in questo
02:00gruppo di terapie rientra a pieno titolo Acalabrutinib e Venetoclax con o senza l'obinutuzumab,
02:07oppure una terapia di durata continuativa con Acalabrutinib, Zanubrutinib o Ibrutinib.
02:15Ora in tutti i pazienti che non hanno una delezione del cromosoma 17 o una mutazione
02:21di gene P53, certamente la terapia di durata fissa e tra le varie opzioni disponibili Acalabrutinib
02:27e Venetoclax rappresenterà un'opzione importante per i pazienti per la sua efficacia, la sua
02:33maneggevolezza e la sua tolleranza. Aggiungo anche che l'aspetto della sostenibilità economica
02:39di queste terapie di durata fissa è stato portato all'attenzione della comunità scientifica
02:43e istituti prestigiosi che fanno queste valutazioni con complessi modelli matematici hanno documentato
02:50come la terapia biologica di durata fissa abbia un vantaggio in termini di sostenibilità
02:58perché è come si dice dominante, più efficace della chemoimmunoterapia che non dovrebbe
03:02essere più somministrata e anche meno costosa perché la chemoimmunoterapia ha un effetto
03:09che dura poco tempo e richiede una terapia di seconda linea molto prima rispetto a queste
03:14terapie bersaglio. Per cui la risposta alla sua domanda è certamente sì, Acalabrutinib
03:19e Venetoclax è una delle numerose opzioni che potremo utilizzare in tutti i pazienti che
03:24affrontano una terapia di prima linea per la lecimia linfatica cronica.
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