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  • 2 mesi fa
Domenica 14 inaugura a Casa Emergency a Milano (via Santa Croce 19, ore 15) «L’Arca», l’opera di poesia di strada e arte pubblica di Ivan Tresoldi (Milano, 1981), che leggerà una poesia e presenterà il progetto. Con lui: Rossella Miccio, presidente di Emergency, Vincenzo Luciano, pescatore testimone della strage di Cutro e Alberto Lolli, rettore del Collegio Borromeo di Pavia. L’opera si inserisce nel 2° anno della campagna «R1pud1a» di Emergency. Dalla sua fondazione nel 1994, Emergency è intervenuta in 21 Paesi curando oltre 13 milioni di pazienti. Oggi è presente in 10 Paesi del mondo, tre dei quali con un conflitto in corso: il Sudan, l’Ucraina e la Striscia di Gaza in Palestina.- La mia Arca, 300 parole di pace: l’installazione di Ivan Tresoldi per Emergencydi Jessica Chia

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Trascrizione
00:00La campagna di ripudio è una campagna che abbiamo lanciato un anno fa, è una campagna che vuole ricordare l'articolo 11 della Costituzione
00:20perché l'articolo 11 della Costituzione impegna gli italiani a ripudiare la guerra.
00:24È una campagna che per noi è fondamentale in questo momento in cui la guerra viene normalizzata.
00:30Abbiamo lavorato con i comuni, abbiamo lavorato con le scuole, abbiamo lavorato con istituzioni culturali.
00:38Da qualche tempo stiamo ragionando sulla possibilità di fare progetti di arte pubblica
00:44perché ci piace l'idea che l'arte sia uno degli strumenti con cui facciamo sensibilizzazione sui nostri temi.
00:51L'idea dell'opera rientra in questa campagna perché l'idea di fondo di quest'opera è persone che si mettono insieme per chiedere un cambiamento.
01:00È quello che noi vogliamo fare, cioè stimolare le persone a guardare a fondo la situazione in cui stanno vivendo e far sentire la loro voce.
01:08In quest'opera c'è il legno recuperato da un'imbarcazione naufragata a Cutro.
01:17Ivan l'ha recuperato perché voleva inserire in quest'opera che si chiama l'Arca
01:21anche una testimonianza diretta di che cosa significa chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza di migliaia di esseri umani
01:29come le persone che attraversano il Mediterraneo tutti gli anni.
01:34Abbiamo chiesto a Vincenzo, primo soccorritore della strage di Steccato e di Cutro, una strage, non solo un naufragio,
01:42di donarci alcuni pezzi ancora molto preziosi del natante o di quel poco che è rimasto sulla spiaggia di Steccato quella mattina di febbraio.
01:50E quindi abbiamo avuto la fortuna di poter lavorare alcuni listelli che ora verranno introdotti nell'opera
01:56e pesano molto più del loro peso e sono davvero un tesoro che racchiude anche le esperienze di quei 100 passamigranti
02:06di cui 90 non sono più tornati a riva che su questi legni hanno strato le loro mani, le loro speranze,
02:12gli hanno intrisi di un futuro migliore possibile.
02:15Abbiamo visto il lavoro di Ivan sul collegio Bonromeo di Pavia
02:21e abbiamo pensato che forse potevamo fare qualche cosa con lui perché mette insieme la parte figurativa con la parola
02:29e gli abbiamo chiesto di lavorare su due cose.
02:32Una frase di Gino Strada, il nostro fondatore, che dice
02:37non è mai troppo tardi per andare in una direzione più giusta, non lo faranno i governanti,
02:44non lo faranno i nostri politici, tocca a noi invertire la rotta per evitare la sofferenza di milioni di persone del mondo.
02:50Quindi abbiamo chiesto a persone vicine a Emergency, quindi volontari, i nostri soci, persone che lavorano per Emergency
02:55di identificare delle parole chiave che secondo loro rappresentano quello che vogliamo fare e quello di cui c'è bisogno.
03:03È rarissimo che io scriva cose non mie, ma questa volta qualcuno ha scritto delle cose che io sento profondamente mie.
03:09La frase di Gino sarà soprattutto, ma sarà per tutti e sarà accanto a tutti, accanto alle parole di tutte.
03:15L'idea di Gino, l'idea di questa frase è se non lo faranno i nostri politici, se non lo fanno i governanti,
03:24lo possiamo fare noi, possiamo organizzarci noi e quantomeno ci dobbiamo provare a organizzarci noi.
03:29La questione del soccorso in mare è un esempio di questa organizzazione dei cittadini.
03:33I cittadini si sono sentiti non rappresentati in questa cosa e hanno cercato di attivarsi.
03:39Il lavoro che stanno facendo le ONG da dieci anni, ormai la frotta civile esiste da dieci anni,
03:44proprio in supplenza al fatto che manchi una missione coordinata a livello italiano e europeo,
03:50è un lavoro indispensabile perché è un lavoro che non solo soccorre le persone che hanno bisogno,
03:57ma tiene un punto fermo, cioè il punto che le persone vanno a soccorso e se non lo fanno gli stati allora si azionano i cittadini.
04:03L'Arc è un'opera che ci contiene tutti, è innanzitutto una materia di invisibile.
04:08È un spazio, un luogo determinato dalle parole di tutta emergency, parole di resistenza, parole di futuro, parole di pace,
04:18che hanno bisogno talvolta di rendersi laicamente sacre, di rendersi nostre, quindi collettive.
04:24L'autore in questo caso è l'Arc, è il grande corpo, il quadritico ligno che abbiamo posto all'interno del giardino di Santo Ustorgio.
04:32Non è altro poi che il supporto dove appoggiarsi, così come l'autore in questo caso io,
04:36è solo lo strumento in ascolto di una moltitudine per le moltitudini che verranno.
04:41Grazie.
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