00:00L'oro che la Banca d'Italia custodisce è dello Stato. Così stabilisce un emendamento
00:10alla legge di bilancio voluto dalla maggioranza, ma prima di chi era. E soprattutto cambia
00:16qualcosa? Anche prima era dell'Italia, a cambiare davvero poco, a meno che, visto che è dello
00:23Stato e quindi della collettività che esprime un Parlamento che a sua volta vota un governo,
00:31un governo che può decidere magari di venderlo. Avete presente quando si vendono i gioielli
00:36di famiglia perché si è in difficoltà? Poteva accadere anche prima in teoria. In teoria perché
00:43oggi l'oro è iscritto a patrimonio della Banca d'Italia, che fa parte del sistema Banca Centrale
00:50Europea. E tutti i governi, compresi quelli italiani, hanno voluto mantenere l'indipendenza
00:57delle banche centrali per evitare, come accadeva una volta, che parlamenti e governi spendevano
01:05e spandessero, ma a pagare fossero sempre i cittadini tramite le banche centrali che venivano
01:12costrette a sostenere di fatto quelle spese. Per questo la Banca Centrale Europea dice di
01:19non essere stata consultata. Alla base della gestione delle riserve auree ci sono articoli
01:25di trattati, leggi e via dicendo, italiane ed europee. Il sapore di quell'emendamento
01:32richiama molto la politica. Un conto è avere il filtro di una banca centrale a cui chiedere
01:39eventualmente di disporre di quell'oro. Un altro è che lo Stato, senza alcun tipo di ostacolo,
01:47possa disporne e magari usarlo.
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