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https://www.pupia.tv - San Potito Ultra (AV) - Questa sera abbiamo ascoltato storie di donne, storie collegate da un unico filo rosso che rappresenta le vittime di femminicidio e di violenza di genere.
Storie connesse da un legame che è quello di un tragico destino che poteva e doveva essere evitato.
Che questa giornata sia stata per tutti un monito, perché oggi come ieri c’è la necessità di un impegno sociale e culturale collettivo per combattere la violenza di genere.
Le storie che abbiamo ascoltato e che possiamo riascoltare qui, sono tratte dal libro “Era mia figlia” di Irene Vella: un testo che consigliamo a tutti di leggere, per sentirci più sensibili nei confronti di un tema che dovrebbe far vibrare le nostre coscienze e di cui invece se ne parla fin troppo maldestramente, fino anche a strumentalizzarlo.
Che ogni giorno sia il 25 novembre.
❤️ (25.11.25)

#pupia

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Trascrizione
00:00:00Buongiorno a tutti
00:00:30Buongiorno a tutti
00:01:00Buongiorno a tutti
00:01:30Buongiorno a tutti
00:02:00Oggi, 25 novembre, celebriamo la forza di queste donne, la determinazione delle loro famiglie e la necessità di non portarsi mai dall'altra parte.
00:02:10Questa giornata è per loro e per tutte quelle che avrebbero avuto diritto a una vita diversa.
00:02:30Mi chiamavo Sorri Annastelli, avevo vent'anni e sono stata uccisa nel posto che doveva essere il più sicuro del mondo, il mio letto, mentre dormivo.
00:02:53Senza un grido, senza una lacrima, senza il tempo di accorgermene. Sono passata dal sogno alla morte, senza più svegliarmi.
00:03:01Vorrei dirla a mia mamma, vorrei che sapesse che lui non mi sono accorta di niente, vorrei che sapesse che stavo sognando il mare e che lì che può ancora trovarmi ogni volta che mi cerca.
00:03:12Stavo sognando la mia libertà, stavo sognando la mia vita. Avevo il sorriso, e forse è proprio quel sorriso che lui ha voluto spegnere.
00:03:22Ma io voglio che tutti mi ricordino per quello, per la mia luce, per la mia energia, per la mia vitalità.
00:03:28Non vorrei raccontarvi solo come sono morta, vorrei raccontarvi chi ero, perché io non sono solo una vittima.
00:03:35Io ero una ragazza felice, una farfalla blu che impazziva per il colore azzurro e si sentiva libera quando toccava l'acqua.
00:03:43Sono nata il 28 maggio 2003, da bambina indipendente, autonoma. Non ero una bambolina, anche se mamma forse l'avrebbe voluto.
00:03:52Ero più una Lara Croft, sempre in vivimento, sempre pronta a mettermi in gioco.
00:03:56Avevo un legame speciale con mio papà, era il mio eroe.
00:04:01Con la mamma era stato un po' più complicato, ma crescendo c'eravamo ritrovate.
00:04:05Ridevamo insieme, mi ascoltava, l'ascoltavo. Avevo capito che la mamma sbagliata è in realtà quella giusta.
00:04:13E poi c'era Manuel, mio fratello. Da piccoli ci pizzicavamo, ma poi c'eravamo scelti.
00:04:19Lo difendevo, lo aiutavo, e lui c'era per me.
00:04:22Adoravo le lasagne di nonna Franca, in Napoli, dove ero andata in giugno per un compleanno.
00:04:29Avevo preso la panetta da poco, e i miei genitori avevano comprato una piccola macchina, tutta per me.
00:04:35Facevo supplezza in una scuola, anche nella classe di mia madre.
00:04:38Con i bambini mi sentivo bene.
00:04:40Non l'avevo detto, ma dentro di me intuivo che fosse guida la mia strada.
00:04:44Il mio sogno è più grande? Diventare mamma.
00:04:47Sì, proprio così. Lo dicevo da bambina e anche da adulta.
00:04:51Mentre le mie amiche volevano cane, io sognavo un figlio.
00:04:54Avevo risposto alla domanda, quanti figli vuoi?
00:04:58Sul mio libretto dei desideri, due.
00:05:00Ma se divento ricca anche più o quattro.
00:05:03Volevo una famiglia, una casa, un amore che non facesse male.
00:05:07Invece l'amore ha fatto male.
00:05:09O meglio, lui mi ha fatto male.
00:05:11Eravamo stati insieme per tutti i quattro anni.
00:05:14Non aveva mai ormato, mai colpito.
00:05:17Nessun segnale.
00:05:18Sembrava normale.
00:05:19Geloso, ma in un modo che pareva pure.
00:05:22E invece era verino.
00:05:24L'avevo lasciato da venti giorni.
00:05:27Ero felice.
00:05:27Uscivo con gli amici.
00:05:29Mi ero fatta le sopracciglia.
00:05:31Avevo riempito una lavagnetta di impegni,
00:05:33sogni, libri da leggere.
00:05:35Mamma me l'aveva regalata molti giorni prima.
00:05:37E ancora lì, attaccata al frigo,
00:05:40rimasta piena a metà, come la mia vita, incompiuta.
00:05:44La mattina del 28 luglio,
00:05:46mi era arrivata una torta, spedita da lui.
00:05:49Poi un messaggio.
00:05:50Passo a prendere le mie cose.
00:05:52Io gli avevo scritto,
00:05:53vieni solo quando ci sono i miei.
00:05:55Non ti voglio vedere.
00:05:56Ma lui è venuto lo stesso.
00:05:58Ha trovato il cancello aperto.
00:05:59Abbiamo litigato.
00:06:01Quando se ne è andato, ha rubato le chiavi.
00:06:03A mezzanotte è tornato, è entrato in casa,
00:06:07appeso i vestiti di mio fratello,
00:06:08si è cambiato,
00:06:09si è tolto le scarpe
00:06:10e le ha messe nella scampiera inutile.
00:06:14Si è nascosto.
00:06:15Mi ha aspettato a sette ore.
00:06:17Io intanto rivevo,
00:06:19ignara del fatto che sarebbe stata la mia ultima sera.
00:06:22Sono uscita con aurora.
00:06:24Abbiamo fatto dei video.
00:06:25Rivevamo.
00:06:26Nei video si vede lei che parla.
00:06:28E me, che posso dietro in accappato io.
00:06:30Poi col pigiama.
00:06:32Serena, viva.
00:06:34E poi più in nulla.
00:06:35Alle sei del mattino,
00:06:36mentre dormivo,
00:06:38mi ha uccisa.
00:06:39Nel mio letto.
00:06:40Nel mio sonno.
00:06:41Nel mio sonno.
00:06:42Vorrei che la mia morte servisse a qualcosa.
00:06:45Che nessuno più credesse.
00:06:46Che si muore.
00:06:50Che si muore.
00:06:52Perché si distratte.
00:06:54O perché si ha un miborno troppo corta.
00:06:56O perché si è troppo libera.
00:06:58Si muore perché qualcuno decide che non può più essere solo tua.
00:07:04E allora devi morire.
00:07:05Meglio morta che con qualcun altro.
00:07:08Vorrei che le ragazze si salvassero.
00:07:09Ma vorrei anche che nessuno si sentisse in colpa per non esserci riuscita.
00:07:13Non si è deboli se si muore.
00:07:15Si è solo state sfortunate.
00:07:18Perché a volte da farsi è solo questione di fortuna.
00:07:21La mia morte non ha cambiato solo la mia vita.
00:07:26Ha cambiato il cammino di tutta la mia famiglia.
00:07:29Vorrei che tutti sapessero come siamo vittime solo noi che moriamo.
00:07:32Lo diventano anche le nostre madri, i nostri padri, i nostri fratelli.
00:07:36Sono vittime secondarie, ma con natura che non conosci fine.
00:07:40Vorrei che sapessero che allora, la mia migliore amica,
00:07:43dormiva nella stanza accanto alla mia.
00:07:45Non ha sentito nulla.
00:07:46Mi hanno svegliato i carabinieri che suonavano il campanello.
00:07:50La sera prima mi avevamo lasciato in pigiama e rigevamo.
00:07:53Poi mi eri trovati in un lago di sangue.
00:07:55Non riesci a far sempre ragione.
00:07:57Ai incubi non riesci più a fidarsi di nessuno.
00:08:01Il vero orgasso non è solo quello in tribunale.
00:08:03Il vero orgasso è quello emotivo.
00:08:05Quello che ogni mattina ti svegli e ti manca il respiro.
00:08:09Quello che non conosce tregua.
00:08:11Vorrei che mia mamma che sapesse che ho visto la gattina che l'ha adottato.
00:08:14Che Barbie come un uomo è ricalza a pennello.
00:08:17Che è bellissima.
00:08:18E che sì, gliel'ho mandata io.
00:08:20Per restare con loro in qualche modo.
00:08:22Perché anche se non mi vedono, io ci sono.
00:08:25Vorrei sapessero che li amo.
00:08:27Che non ho mai smesso di amarvi.
00:08:28E che non hanno colpa di nulla.
00:08:30Nessuno poteva sapere.
00:08:32Nessuno poteva immaginare.
00:08:35Mi chiamavo Sofia Castelli.
00:08:36Avrò per sempre vent'anni.
00:08:38Ma avrò per sempre anche quel sorriso che lui ha provato a spegnere.
00:08:41E che, nonostante tutto, non è riuscita a strapparmi.
00:08:45Nemmeno con la morte.
00:08:46Il caso Sofia Castelli.
00:08:55Sofia Castelli, ventenne di Colonia Mozzese, fu assassinata nella notte tra il 28 e il 29 luglio del 2023.
00:09:03All'interno della sua ordinazione.
00:09:05Aveva trascorso la serata precedente con un'amica, Aurora, in un romanzo chiamato del Bic,
00:09:10con una peredria estera di Milano.
00:09:11Tornata a casa la mattina fresco, le due si erano separati, per dormire in stanze diverse.
00:09:16Perché a lungo avrebbe dovuto alzarsi lì.
00:09:19Nel giro di papiore, un assassino, il 23enne Italo Carrocchino,
00:09:23Zagheria Duque, ex bianzato della vittima,
00:09:25era ossessionato dalla decisione di Sofia di chiudere le relazioni.
00:09:29Nei giorni precedenti aveva mostrato comportamenti per se proprio,
00:09:32si era risultato più volte sotto casa sua,
00:09:34con i nodi che si trattava.
00:09:36Ed era arrivata a fingere l'unpito che mangiò una fetta di volta,
00:09:39contenendo così l'accesso ai richiami della mirazione.
00:09:42Quella notte, Antipuai, entrò nell'appartamento,
00:09:45preso un coltello della cucina,
00:09:46che riuscì a nascondersi dall'armatio della camera di Sofia di senso ricordo.
00:09:51Quando Sofia si implementò,
00:09:52uscì da un nascondiglio e la colpì diventamente.
00:09:55Il coltello fu usato diverso volte.
00:09:57Secondo l'autopsia, Sofia subì tra le quattro e le otto coltellate al pollo,
00:10:01al burto, al torace e alle varie.
00:10:03Non è più il tempo, né la forza di difendersi.
00:10:07Antipuai dichiarò una fase di interrogatorio.
00:10:10Fuori uno sorpreso, ho sentito quello che stavano pianificando,
00:10:13ho preso il coltello dell'opportunità di sudorviva.
00:10:16L'amica di un'ora si accorse in un'ora,
00:10:18si svegliò solo senza rincarabiliare in casa.
00:10:21Dopo aver capito questo omicidio, infatti,
00:10:23il giovane era sceso in strada e si era consegnato alla polizia locale,
00:10:27presentandosi con i vestiti ancora impregnati di sangue
00:10:29e confessando di aver ucciso la sua ex fidanzata.
00:10:33Mi chiamavo Carmela Scevella, avevo 12 anni, quasi 13,
00:10:48e cercavo di capire chi ero.
00:10:50Lo scrivevo comunque, io so Carmela,
00:10:54come se avessi bisogno di ripeterlo dove esistete,
00:10:58per convincermi di essere una persona vera
00:11:00e non solo un corpo da usare, da giudicare, da rinchiudere.
00:11:05Un giorno mi hanno detto che ero bella.
00:11:08È emozionante quando ti dicono che sei bella,
00:11:11perché ti senti di essere qualcosa.
00:11:13Io invece mi sentivo niente.
00:11:17A Taranto, nella mia stanza con i poster e le converse nere,
00:11:21cercavo di essere una ragazzina come le altre.
00:11:24Ma nel novembre 2005 tutto è cambiato.
00:11:28Un uomo del quartiere, che tutti chiamavano il pedofilo,
00:11:32ha cominciato a guardarmi in modo che non era giusto.
00:11:36Mi ha toccata, mi ha fatto del male.
00:11:38Io ho trovato il coraggio di parlare,
00:11:41ho denunciato, ma non è bastato.
00:11:44Nessuno mi ha difesa.
00:11:46Lui ha continuato a camminare libero,
00:11:49come se nulla fosse.
00:11:51Da allora la mia vita si è distritta.
00:11:53Non potevo più uscire con le amiche,
00:11:55non potevo più andare al mare.
00:11:57Tutto era di lieto, sospetto, dolore.
00:12:00Mi sentivo prigioniera.
00:12:02La scuola ha detto che forse era meglio allontanarmi,
00:12:05per il mio bene.
00:12:07Ma il bene non c'era più.
00:12:09Il 9 novembre 2006 ho deciso di scappare.
00:12:13Avevo solo bisogno di respirare,
00:12:15di sentire la libertà sulla pelle.
00:12:18Non sapevo che sarei caduta in un inferno di 96 ore.
00:12:22Più uomini, più volte,
00:12:24la mia anima e il mio corpo sono stati violati.
00:12:27Il ragazzo che credevo di amare, Cristian,
00:12:30mi ha tradita e mi ha trattato come gli altri.
00:12:33Ho cercato aiuto e sono stata tradita ancora,
00:12:36passata di mano in mano, come fosse un oggetto,
00:12:39come una sigaretta da consumare.
00:12:42Quando mi hanno riportato a casa, ero svuotata.
00:12:45Il mio corpo era pieno di liti e sangue,
00:12:48ma i vestiti mi sono stati restituiti senza neanche una perizia.
00:12:52E gli interrogatori hanno cominciato a farmi capire
00:12:56che forse la colpa era mia,
00:12:58che ero io quella sbagliata.
00:12:59Io che a 13 anni avevo solo cercato di esistere.
00:13:03Poi la comunità.
00:13:06Mi hanno portato via dai miei genitori,
00:13:08mi hanno riempito di psicofarmaci,
00:13:10senza che mamma e papà lo sapessero.
00:13:12Io volevo solo tornare a casa.
00:13:15Gridavo dentro di me.
00:13:16Io sono Carmela.
00:13:17Sono scappata due volte.
00:13:20Non volevo morire.
00:13:21Volevo vivere.
00:13:22Ma nessuno ascoltava la mia voce.
00:13:25Il 15 aprile 2007
00:13:27ho aperto le porte del balcone.
00:13:29Il vento era l'unico che mi sentiva davvero.
00:13:32Ho gridato per l'ultima volta.
00:13:34Io so Carmela.
00:13:36Poi sono volata giù.
00:13:38Io non volevo morire.
00:13:39Volevo vivere.
00:13:40Volevo tornare a casa.
00:13:42Volevo che qualcuno mi credesse.
00:13:44Mi chiamavo Carmela.
00:13:46E sono stata uccisa due volte.
00:13:48La prima quando mi hanno stuprata.
00:13:51La seconda quando mi hanno fatto sentire colpevole per questa violenza.
00:13:56Il 15 aprile 2007
00:13:58non mi sono buttata da sola.
00:14:00Non serviva un coltello.
00:14:02Non serviva una pistola.
00:14:03Non c'era bisogno che qualcuno mi spingesse davvero.
00:14:06Perché le mani che mi hanno fatta del male,
00:14:08quelle che hanno abusato del mio corpo,
00:14:11quelle che hanno fermato per portare via da casa,
00:14:13quelle che mi hanno imbottita di psicofarmaci,
00:14:16quelle che hanno dubitato di me,
00:14:19quelle che mi hanno lasciata da sola,
00:14:21mi hanno spinta tutti insieme,
00:14:23giù dal suo settimo piano.
00:14:26Io sono Carmela.
00:14:27La mia storia deve servire da molto.
00:14:30Perché si può morire anche senza sangue.
00:14:32Si può essere uccise da una mano invisibile.
00:14:35E quella mano, se non cambiamo le cose,
00:14:38può colpire o chiunque.
00:14:39Non volevo essere un'anittima.
00:14:42Non volevo essere una martire.
00:14:44Volevo solo essere me.
00:14:49Il caso Carmela Civella.
00:14:52Carmela Civella,
00:14:53adattata nel 1994,
00:14:55morisfici per il 15 aprile 2007.
00:14:58Ha soli 13 anni.
00:14:59Dopo un percorso di abusi,
00:15:01silenzi istituzionali
00:15:02e di intelligenza evidenziale
00:15:04che ha disegnato in maniera irreversibile
00:15:05la sua prevenzione.
00:15:06La sua storia,
00:15:08ricostruita anche attraverso il dialogo
00:15:09di trovato da una morte,
00:15:11resta uno dei casi più problematici
00:15:13di seconda differenza
00:15:14e quindi, ma definitivamente,
00:15:15è un sistema incapace di proteggerla.
00:15:24Mi chiamavo Martina Scialpure.
00:15:26Avevo tutta una vita davanti,
00:15:28ma il mio cuore è stato spezzato.
00:15:31La mia esistenza ha fermato in maniera brutale.
00:15:34Un giorno di gennaio,
00:15:36davanti a un ristorante.
00:15:38Sono morta tra le braccia di mio fratello
00:15:40e quando chiudo gli occhi,
00:15:42rivivo l'ultima immagine
00:15:43che ho visto al suo volto.
00:15:45Il suo amore,
00:15:46il suo dolore per me.
00:15:48Ma non voglio che vi ricordiate
00:15:49solo di quel momento.
00:15:51Non voglio che la mia storia
00:15:53veniva scherciata
00:15:54in un titolo di giornale,
00:15:56né che il mio nome
00:15:57sia pronunciato solo
00:15:58con la voce spezzata
00:16:00della crona caniera.
00:16:01Voglio raccontarvi chi ero.
00:16:04Sono nata il primo giorno d'inverno,
00:16:06il 21 dicembre,
00:16:07il mercoledì.
00:16:09E mamma diceva sempre
00:16:10che quel giorno faceva tanto freddo.
00:16:13Alla nascita era uno scriccio,
00:16:15pesavo solo due chili
00:16:16e novecento grammi.
00:16:18E sono rimasta minutina,
00:16:20anche da grande,
00:16:21ma avevo un cuore gigante.
00:16:23Fino a tre anni
00:16:24ero a sciocca,
00:16:26dove mi mettevano stavo.
00:16:28Mamma si ricorda poco di me
00:16:29in quel periodo,
00:16:30tanto ero tranquilla.
00:16:32Ho parlato tardi
00:16:33e mio fratello Lorenzo
00:16:35chiedeva sempre
00:16:36quanto potrò parlare
00:16:37con Martina.
00:16:39Poi, quando ho iniziato,
00:16:40non mi sono più fermata.
00:16:42Avevo una parlantina incontenibile,
00:16:45era una bombina dolce.
00:16:47Giocavo con le bambole,
00:16:48passavo ore
00:16:49alla mia postazione da toletta.
00:16:52Sognavo di fare la parrucchiera,
00:16:54ma soprattutto facevo la mamma,
00:16:56a un bambolotto senza un braccio.
00:16:58Lo amavo come fosse mio figlio.
00:17:01Mamma provava a sostituirlo,
00:17:03ma io volevo solo lui.
00:17:05Disegnavo un cuore
00:17:06nel cielo,
00:17:07nei paesaggi,
00:17:09dentro le casette.
00:17:10Sempre il cuore,
00:17:11sempre i rossi.
00:17:13Il rosso è del mio colore,
00:17:14lo è sempre stato.
00:17:16Forse lo collegavo all'amore,
00:17:18o forse era semplicemente
00:17:19il mio modo per dire
00:17:21che esiste sempre qualcosa che parte.
00:17:24Ero timida,
00:17:24tanto.
00:17:26Avevo paura
00:17:26di non essere accettata,
00:17:28ma non ho mai esitato a difendere,
00:17:30che veniva preso di mira.
00:17:33Mamma diceva
00:17:33che sarei diventata avvocata,
00:17:35e così è stato.
00:17:37Era la mia missione.
00:17:38In prima media
00:17:39ho sofferto tanto,
00:17:41vedevo le amicizie
00:17:42già formate,
00:17:43e io restavo fuori.
00:17:45Ne ho parlato con mamma,
00:17:47lei mi ha detto
00:17:47fai tu il primo passo,
00:17:49e da lì è cambiato tutto.
00:17:52Ho vinto la timidezza,
00:17:53mi sono aperta al mondo,
00:17:55facevo danza,
00:17:56classica e moderna,
00:17:58ma era la moderna
00:17:59la mia passione.
00:18:00Al liceo
00:18:01ho incontrato Camilla,
00:18:03la mia amma Gianella,
00:18:04come una sorella.
00:18:06Poi a Fratellica
00:18:07la chiamavo zia per gioco,
00:18:10con loro condividevo tutto,
00:18:11anche quello
00:18:12che non si dice
00:18:13nemmeno alla mamma.
00:18:14Al liceo
00:18:15ho conosciuto anche Mattia,
00:18:18lui altissimo,
00:18:19io vicina,
00:18:20eravamo il,
00:18:21l'articolo perfetto.
00:18:23Mia mamma
00:18:23ha come una principessa,
00:18:25è finita per un mare in viso,
00:18:27ma la sua mamma
00:18:28non si è mai dimenticata
00:18:29del mio compleanno.
00:18:31Il mio compleanno
00:18:32per me era sacro.
00:18:34Ogni inizio anno
00:18:35mi segnava sul calentario
00:18:37con cuori,
00:18:37trompette
00:18:38e punti esclamativi.
00:18:40E poi c'era il Natale,
00:18:41io ero l'arma del Natale,
00:18:43come dice zia Pato,
00:18:45addobbavo casa
00:18:46come una fiera di paese.
00:18:48A me piaceva stare in allegria,
00:18:51ero una festaiola,
00:18:52una che amava la vita.
00:18:54Ero anche molto sensibile,
00:18:56assorbivo il dorode degli altri,
00:18:58lo facevo mio.
00:19:00Un giorno maledetto
00:19:01ho perso papà
00:19:03e non mi sono data pace.
00:19:04Una diagnosi sbagliata,
00:19:06un medico superficiale.
00:19:08Volevo fargli tarsa,
00:19:10ma mamma mi ha detto
00:19:11sarebbe una strada
00:19:12troppo dolorosa.
00:19:13mi rifugiavo in cucina,
00:19:15amavo i dolci,
00:19:16li preparavo con cura.
00:19:18E ho imparato
00:19:19ad apprezzare
00:19:20anche un buon bicchiere di vino
00:19:22davanti a un bel piatto.
00:19:24Adoravo il sushi,
00:19:25la pizza,
00:19:26la pasta asciutta,
00:19:26eh sì,
00:19:28pure la pistecca,
00:19:29anche se mi sentivo in colpa
00:19:31perché amavo gli animali.
00:19:33Dopo la morte di papà,
00:19:34in casa è arrivata bene,
00:19:36una cagnolina,
00:19:37una sorellina pelusa.
00:19:39Un altro pezzo di cuore,
00:19:41era umile,
00:19:42anche se di corteggiatori
00:19:44ne ho avuti.
00:19:45Per me,
00:19:46se stavo con una persona,
00:19:47non esisteva nessun altro.
00:19:49Stefano è stato
00:19:51il mio primo compagno
00:19:52per dieci anni,
00:19:53poi ho scoperto
00:19:54che mi aveva tra vita,
00:19:55più volte,
00:19:56e mamma è convinta
00:19:58che anche lui
00:19:59sia responsabile
00:20:00in parte
00:20:01di quello che è successo dopo.
00:20:04Nello studio legale
00:20:05mi sentivo realizzata,
00:20:07mi vestivo in modo professionale,
00:20:09davo intorno alla mia persona.
00:20:12Avevo una mentore,
00:20:13una seconda mamma,
00:20:15mi ha insegnato tutto,
00:20:16e le ragazze della segreteria
00:20:18erano le mie sorelle.
00:20:20Con i clienti
00:20:20entravamo in empatia,
00:20:22li ascoltavo,
00:20:23davo l'anima,
00:20:24per me non erano soldi,
00:20:26erano persone.
00:20:28Poi c'era mio fratello Lorenzo,
00:20:30il mio papo,
00:20:31ci volevamo un bene in mezzo,
00:20:33ci scontravamo
00:20:34anche perché io sono testata,
00:20:36ma lui c'era sempre.
00:20:38Quando ho conosciuto Costantino,
00:20:40tutti mi dicevano
00:20:41di lasciar perdere,
00:20:43era una relazione sbagliata.
00:20:44mamma viangeva,
00:20:46Lorenzo le ha detto
00:20:47lascia fare,
00:20:49ci arriverà da sola,
00:20:50e ci sono arrivata.
00:20:52Ma quando ho provato
00:20:53a tornare indietro,
00:20:54non me l'ha permesso,
00:20:56ho accompagnato
00:20:57mia cognata
00:20:57in centra di ecografia,
00:20:59mi sono commossa,
00:21:01sapevo che sarebbe stato
00:21:02un maschietto,
00:21:04l'ho tenuto nascosto
00:21:05fino alla festa
00:21:06che ho organizzato io,
00:21:07ma non l'ho mai potuto conoscere,
00:21:09e lui non conoscerà mai
00:21:11la sua unica zia,
00:21:12quella che già lo amava tantissimo.
00:21:16Il mio sogno
00:21:17era diventare mamma,
00:21:18arregato tutto
00:21:19per un figlio mio.
00:21:21Quando finalmente
00:21:22mi ero liberata
00:21:23da un legame tossico,
00:21:24avevo iniziato
00:21:25a frequentare
00:21:26un ragazzo
00:21:26della mia età.
00:21:28Stavo bene,
00:21:29ero di nuovo felice,
00:21:31ero di nuovo viva.
00:21:32Poi Costantino
00:21:33ha chiesto
00:21:34un ultimo incontro,
00:21:35voleva parlare,
00:21:37e io ho detto,
00:21:38pensavo di potervi spiegare
00:21:40che era finita,
00:21:42ma non avevo fatto
00:21:42i conti
00:21:43con un narcisista,
00:21:45con un assassino.
00:21:47Quella sera
00:21:47eravamo a cena
00:21:48da mio fratello.
00:21:50Alle 22
00:21:50sono uscita
00:21:51per incontrare
00:21:52Costantino.
00:21:53Tutti mi avevano detto
00:21:54di non farlo.
00:21:56Mia madre piangeva,
00:21:57mi pregava,
00:21:59diceva che nel mondo
00:21:59c'erano troppi pazzi.
00:22:01Non fare
00:22:02le due di andare,
00:22:03ma io volevo
00:22:04essere gentile,
00:22:05volevo chiudere bene,
00:22:07volevo lasciarlo
00:22:08senza rancure.
00:22:10Quella è stata
00:22:11l'ultima volta
00:22:12che ho visto
00:22:12mia madre.
00:22:13Non ci siamo abbracciate,
00:22:15non ci siamo baciate.
00:22:16Lei è tornata a casa,
00:22:18io no.
00:22:19Ho aspettato,
00:22:20ho sperato.
00:22:21Alle 2.30
00:22:22ho sentito
00:22:23il citorno.
00:22:24Ha pensato,
00:22:25avrà dimenticato
00:22:26le chiavi?
00:22:27Ha aperto la porta,
00:22:29ma non ero io,
00:22:30c'erano i miei zii,
00:22:32il papà
00:22:32di mia cognanta.
00:22:33E in quel momento
00:22:34ha capito,
00:22:35ma speravo ancora.
00:22:37sarà all'ospedale,
00:22:38ferita,
00:22:39traumatizzata.
00:22:40No,
00:22:41non ero all'ospedale,
00:22:42ero morta,
00:22:43ammazzata.
00:22:44Da chi non mi amava,
00:22:45ma voleva solo possedermi.
00:22:47Mi ha sparato
00:22:48in pieno petto,
00:22:50un colpo che non ha spento
00:22:51solo me,
00:22:53ma anche mia mamma,
00:22:54mio fratello,
00:22:55tutti quelli che mi amavano.
00:22:57Non è stato amore,
00:22:58non è stato genosia,
00:23:00è stato controllo,
00:23:01possesso e violenza.
00:23:03Ora mia mamma
00:23:04piange in silenzio,
00:23:05spera di vedermi in un sogno
00:23:07e io le dico,
00:23:09arriverà il giorno mamma
00:23:11in cui saremo di nuovo insieme,
00:23:13io,
00:23:13te e papà.
00:23:15Ma nel frattempo,
00:23:16per favore,
00:23:17ascoltatemi,
00:23:18non andate all'ultimo appuntamento,
00:23:20quello in cui pensate
00:23:21chiudere in pace
00:23:22e quello in cui loro e mostri
00:23:25hanno già deciso tutto
00:23:26e non ve lo diranno mai.
00:23:28Il caso
00:23:40Martina Sciadone
00:23:42Venerdì 13 gennaio
00:23:442023
00:23:45a Roma,
00:23:47in zona muscolare,
00:23:48Martina Sciadone
00:23:49venne uccisa
00:23:50con un colpo di pistola
00:23:51davanti al ristorante
00:23:52Belato
00:23:53in via media.
00:23:54Aveva 34 anni,
00:23:56era un'accoglata civilista,
00:23:58esperta in diritto di famiglia
00:24:00e violenza di genere.
00:24:02Quella sera,
00:24:03Martina aveva cenato
00:24:03con sua madre sul fratello,
00:24:05proprio in via vicinanza.
00:24:07Dopo il pasto,
00:24:08aveva accettato
00:24:08di incontrare
00:24:09l'ex compagno,
00:24:10Costantino Buonaiuti,
00:24:1261 anni,
00:24:13per un chiarimento.
00:24:14Era un uomo più grande
00:24:15di lei,
00:24:16un ingegnere aerospaziale,
00:24:17con un carattere dominante.
00:24:19Non accettava
00:24:20la fine della relazione.
00:24:21Martina,
00:24:22empatica ma ferma,
00:24:24voleva aiutare
00:24:24con rispetto,
00:24:25ma lui
00:24:25aveva il mio.
00:24:33Mi chiamavo
00:24:34Manessa Simonini.
00:24:36Sono nata
00:24:37il 24 gennaio,
00:24:39come Michelle Monziger,
00:24:41e un po'
00:24:41non ci sentivo
00:24:42somigliante,
00:24:43bionda,
00:24:44alta,
00:24:45su Gesù,
00:24:46dolce.
00:24:46Ma se qualcuno
00:24:48me lo diceva
00:24:48io a Rossino,
00:24:50mi schermivo,
00:24:51dicevo che erano pazzi,
00:24:52che io non mi vedo
00:24:53un bella,
00:24:55che non mi piacevo,
00:24:56perché ero fatta così,
00:24:58buona con gli altri,
00:24:59ma dura con me stessa.
00:25:01Sono cresciuta
00:25:02in una casa
00:25:03piena d'amore.
00:25:04Quando sono nata,
00:25:05le mie sorelle
00:25:06e Gionelle
00:25:06avevano 13 anni,
00:25:08che mi guardavano
00:25:09come un miracolo.
00:25:11Il babbo
00:25:11scherzava sempre.
00:25:13Vami,
00:25:14te non hai
00:25:14ma mamma,
00:25:15ne hai tre.
00:25:16e aveva ragione.
00:25:18Melania e Simona
00:25:19mi portavano
00:25:20nel massubio
00:25:21a prendere la merenda,
00:25:23mi leggevano le favole,
00:25:24mi coccolavano
00:25:25come si fa
00:25:26con un cucciolo.
00:25:27Io non piangevo mai.
00:25:30Ero buona,
00:25:31silenziosa,
00:25:32timida,
00:25:33sempre attaccata
00:25:34all'oro
00:25:34e alla mamma.
00:25:36La mia favola preferita
00:25:38era la principessa
00:25:39sul bisemolo.
00:25:40Gliela facevo leggere
00:25:41otto volte di figlia.
00:25:43Amavo ascoltare,
00:25:45amavo le storie,
00:25:46mi fidavo del mondo.
00:25:49Mi sono affezionata
00:25:50troppo a casa,
00:25:51tanto che all'asilo
00:25:52ci sono andata solo
00:25:53l'ultimo anno
00:25:54e poco.
00:25:56Stare lontana da mamma
00:25:57mi faceva mancare l'aria.
00:25:59A scuola
00:26:00ero dirigente,
00:26:01attenta,
00:26:02ma parlavo poco.
00:26:04Le maestre
00:26:05dicevano che ero
00:26:06ancora attaccata
00:26:06al cordone umbilicale
00:26:08e aveva la ragione.
00:26:10Io senza mamma
00:26:11non ci sapevo stare.
00:26:13Facevo i compiti
00:26:14con lei,
00:26:15sempre.
00:26:16Avevo un'amica,
00:26:17Maria Chiara,
00:26:19poi è arrivata Tania,
00:26:20l'amica del cuore.
00:26:22Con lei ridevo,
00:26:23sognavo,
00:26:24con lei condividevo
00:26:25il mio lato più dolce.
00:26:27Una volta,
00:26:28quando stava male,
00:26:29l'ho aiutata
00:26:29a uscire da un periodo giuro.
00:26:32E lei ancora oggi
00:26:33lo ricorda.
00:26:34Dice che
00:26:34ho salvato la vita,
00:26:36ma io non volevo
00:26:37salvare nessuno.
00:26:39Solo far star bene
00:26:40ti amavo.
00:26:41Avevo fame di affetto,
00:26:42di normalità.
00:26:44I miei piatti preferiti,
00:26:46tortellini,
00:26:46panna e prosciutto,
00:26:48quelli della nonna.
00:26:49Mangiavo con le mani,
00:26:50spesso in fretta.
00:26:52Non mi importava
00:26:52dello stile,
00:26:54della forma,
00:26:55della compostezza.
00:26:56Ero così,
00:26:57vera.
00:26:59Mi piacevano
00:27:00i jeans,
00:27:00le magliette,
00:27:01i vestiti belli,
00:27:03quelli particolari
00:27:03che sceglieva mamma,
00:27:05mi facevano sentire
00:27:06troppo serguita.
00:27:08Mi piaceva
00:27:09essere notata
00:27:10solo da chi sapeva
00:27:11davvero vederli.
00:27:13Non amavo viaggiare.
00:27:14A Parigi e Londra
00:27:15ho avuto attacchi di panico.
00:27:18Mi mancava la mia
00:27:19gallicano.
00:27:20Dicevo sempre,
00:27:21Londra sarà anche bella,
00:27:23ma gallicano è più bella.
00:27:24Era casa,
00:27:26era tutto.
00:27:27Dopo il rischio
00:27:28femministico,
00:27:29avevo fatto il servizio
00:27:30civile,
00:27:31occupandomi di bambini,
00:27:32anche di quelli
00:27:34più problematici.
00:27:36E lì ero felice,
00:27:37avevo capito
00:27:38che quella
00:27:38era la mia strada.
00:27:40Forse avevo
00:27:41sbagliato a scuola,
00:27:42forse avrei dovuto
00:27:43fare educatrice.
00:27:44Amavo bambini,
00:27:46mi facevano
00:27:46sentire utile.
00:27:49Poi,
00:27:50è arrivato lui.
00:27:52Lo chiamavano
00:27:52il Pisa,
00:27:53aveva 36 anni,
00:27:55io 20.
00:27:57Era entrato
00:27:57nel mio gruppo
00:27:58di amici,
00:27:59diceva di essere
00:28:00solo,
00:28:01triste.
00:28:02Diceva di aver perso
00:28:03gli amici,
00:28:04l'amore.
00:28:05Si proponeva
00:28:05di accompagnarmi
00:28:06in alto,
00:28:08così mia mamma
00:28:08poteva riusare.
00:28:12Mi faceva ridere,
00:28:13parlava tanto,
00:28:14sembrava innocue,
00:28:15ma sì,
00:28:16si era preso
00:28:16una sbandata
00:28:17e io non avevo capito.
00:28:19Gli avevo detto,
00:28:20per me siamo
00:28:21solo amici,
00:28:22mi sembrava chiaro.
00:28:24A mia mamma
00:28:24aveva detto,
00:28:25Vanessa è come
00:28:26una sorellina
00:28:27per me,
00:28:28invece mentiva.
00:28:30Quella sera,
00:28:31il 7 dicembre 2009,
00:28:33pioveva di rotto.
00:28:35Io dovevo partire
00:28:36per Roma
00:28:36il giorno dopo,
00:28:37con amici.
00:28:38Mamma mi stava
00:28:39lavando i capelli.
00:28:41Le ho detto
00:28:41che uscì un'oretta,
00:28:42dovevo sistemare
00:28:43le ultime cose
00:28:44per il viaggio.
00:28:45Lei mi ha guardato
00:28:46e ha detto,
00:28:47quanto sei bella.
00:28:49Io l'ho mandata
00:28:49polariamente
00:28:50a quel paese.
00:28:51Il Pisa
00:28:52è venuto a prendermi
00:28:54verso le 20 e 50.
00:28:56La strada principale
00:28:57era chiusa
00:28:58per una fiaccolata
00:28:59per la pace.
00:29:01Siamo dovuti passare
00:29:02da una strada secondaria,
00:29:04isolata,
00:29:05buia.
00:29:06Lui si è fermato
00:29:07ed è stato
00:29:08l'inizio della fine.
00:29:10Alle 21 e 10
00:29:11mamma ha sentito
00:29:12un dolore forte,
00:29:13inspiegabile,
00:29:15come se il cuore
00:29:15si fosse rotto.
00:29:17Io credo
00:29:17che sia successo allora,
00:29:19che lui ci abbia provato,
00:29:20che io l'abbia restrinto.
00:29:22È per questo
00:29:23che mi ha più ucciso.
00:29:25Alle 22
00:29:25Dani ha chiamato mamma.
00:29:27Vanessa non è arrivata,
00:29:29ma mi aveva stinto
00:29:30che stava per arrivare.
00:29:33Alle 23
00:29:35sono andate
00:29:35dai carabinieri.
00:29:37Le ricerche
00:29:37sono iniziate subito,
00:29:39ma io
00:29:39non sono più tornata.
00:29:41Mi hanno trovata
00:29:42il giorno dopo,
00:29:43in un calmito
00:29:44vicino al fiume Semecchio,
00:29:45sotto la roggia,
00:29:46con un giacchetto addosso,
00:29:48messo da lui
00:29:48come per fingere
00:29:49che dà.
00:29:50Ma io ero già morta,
00:29:52strangolata.
00:29:53Io mi fidavo.
00:29:55Mi fidavo delle persone,
00:29:56anche di lui.
00:29:58Diceva che era
00:29:58la sua sorellina.
00:30:00Voleva far parte
00:30:00della mia vita,
00:30:02della mia cerchia.
00:30:03Ma io
00:30:03avevo 20 anni.
00:30:05Volevo vivere,
00:30:06non con piacere.
00:30:07Lui era troppo grande,
00:30:08troppo invadente,
00:30:09troppo ossessivo.
00:30:11Lo avevo rifiutato
00:30:12più volte,
00:30:13chiaramente.
00:30:14Ma il rifiuto,
00:30:15per chi non sa
00:30:15cosa significa
00:30:16davvero amare,
00:30:17è un affronto.
00:30:18per chi possiede,
00:30:20è una figura
00:30:20all'ego.
00:30:21E allora mi ha portato via,
00:30:23in una stradina isolata.
00:30:25Mi ha strangolata,
00:30:26mi ha spogliata,
00:30:27mi ha gettato sotto la pioggia,
00:30:28sul gredo del fiume,
00:30:30come fossi spazzatura.
00:30:31Poi ha finito,
00:30:33ha mentito,
00:30:35ha cercato di far credere
00:30:36che fossero stati
00:30:37degli stranieri.
00:30:41Quando è stato messo
00:30:42sotto torpio
00:30:43ha confessato
00:30:44e per questo,
00:30:45e per averne messo
00:30:46a corso una giacchetta,
00:30:48gli hanno dato
00:30:48gli attenuanti,
00:30:50come se una giacca
00:30:51potesse coprire
00:30:52un omicidio,
00:30:53come se un assassino
00:30:54potesse diventare
00:30:55un uomo per bene,
00:30:56solo perché ha finito
00:30:57pietà.
00:30:58Gli hanno dato
00:30:59sedici anni,
00:31:00uscito nel 2022,
00:31:02io invece sono rimasta
00:31:03sotto una lapide.
00:31:05E lui?
00:31:05Poi è tornato a portire.
00:31:07L'hanno trovato
00:31:08con una stringa
00:31:09sotto il vento,
00:31:10con foto rubate
00:31:11a ragazzi,
00:31:12con ricerche
00:31:12su come pungere
00:31:13senza farsi notare,
00:31:15tre studentesse
00:31:16aggredite a Pisa,
00:31:17di spalle,
00:31:18di nascosto,
00:31:19la stessa vigliaccheria.
00:31:21Oggi è agli umicidiani,
00:31:23ancora,
00:31:24ancora libero.
00:31:25Io invece no.
00:31:27E allora
00:31:27vi lascio un messaggio.
00:31:29Se il vostro estinto
00:31:30vi dice che qualcosa
00:31:31non va,
00:31:32ascoltatelo.
00:31:33Non pensate
00:31:34che essere buoni
00:31:35significa dover accettare tutto.
00:31:37Non sentitevi in colpa
00:31:38se qualcuno vi dice
00:31:39che siete fredde.
00:31:41Meglio passare
00:31:42per dure
00:31:42che finire come me,
00:31:44uccisa
00:31:44da chi si professava
00:31:45amico,
00:31:46da chi non aveva
00:31:47allontanato
00:31:47per pietà.
00:31:49Se una persona
00:31:50vi mette a disagio,
00:31:52non ignorate
00:31:52questa sensazione.
00:31:54Se sentite
00:31:54un allarme dentro,
00:31:56non sentitelo.
00:31:56il rispetto
00:31:58si merita,
00:31:59non finimune.
00:32:00E non tutti quelli
00:32:01che si definiscono amici
00:32:02lo sono davvero.
00:32:04Non credete
00:32:04farsi buoni
00:32:05ai manipolatori,
00:32:07a chi finge affetto
00:32:08per controllarmi.
00:32:09Fermatevi prima,
00:32:11perché a volte
00:32:12essere troppo buoni
00:32:13è ciò che ci rende
00:32:14più vulnerabili.
00:32:16Io volevo
00:32:16solo vivere.
00:32:18Non ho sbagliato
00:32:18a fidarmi.
00:32:19Ho sbagliato
00:32:20a fidarmi
00:32:21della persona sbagliata,
00:32:22il mio assassino.
00:32:29Il caso
00:32:30Vanessa Simonini.
00:32:33L'omicidio
00:32:33Vanessa Simonini,
00:32:3520 anni,
00:32:36fu uccisa
00:32:36la sera
00:32:37del 7 dicembre 2009
00:32:39a Candicano,
00:32:40in provincia
00:32:40di Lucca,
00:32:41da Simone Barocini,
00:32:43conosciuto come
00:32:44Isa,
00:32:45un uomo
00:32:45di 36 anni
00:32:46che frequentava
00:32:47da tempo
00:32:48il gruppo
00:32:48di amici
00:32:49della ragazza.
00:32:50Vanessa
00:32:51lo considerava
00:32:52un conoscente
00:32:52e lo aveva già
00:32:53rispinto più forte,
00:32:55chiarendo
00:32:55che tra loro
00:32:56non ci sarebbe mai
00:32:57potuto essere nulla.
00:32:59Barocini,
00:32:59tuttavia,
00:33:00non si era mai
00:33:01arreso al rifiuto.
00:33:02Faceva Eva
00:33:03sulla sua parente
00:33:03solitudine
00:33:04e sulla compassione
00:33:05di lui.
00:33:07Vanessa
00:33:07aveva cercato
00:33:08di mettere
00:33:08dei parenti,
00:33:09ma lui tornava
00:33:10all'attacco
00:33:11con il storito
00:33:11copiù,
00:33:12non ti far portare
00:33:13da domani.
00:33:14Dai,
00:33:15ti porto io,
00:33:16lasciala riposare,
00:33:17tanto ho la macchina.
00:33:19La sera del 7 dicembre 2009,
00:33:21Barocini
00:33:22andò direttamente
00:33:23a prendere Vanessa
00:33:23a casa
00:33:24per accompagnarla
00:33:25a un incontro
00:33:26con gli amici
00:33:27in vista
00:33:27di una partenza
00:33:28per Roma,
00:33:29prevista di domani.
00:33:30Durante il 3 centenauto,
00:33:32a causa della chiusura
00:33:33della strada principale
00:33:34per una fiaccolata,
00:33:36l'uomo
00:33:36invocò una stradina
00:33:37secondaria
00:33:37isolata.
00:33:39Secondo la ricostruzione,
00:33:40in quel momento
00:33:41tentò un approccio fisico.
00:33:43Vanessa
00:33:43lo respinse
00:33:44nuovamente.
00:33:45Barocini
00:33:46reagì con Ferocia,
00:33:48la strangolò
00:33:48a mani nude,
00:33:49fuori le torse
00:33:50e vestiti
00:33:51e centò il corpo
00:33:52sotto la pioggia
00:33:52battente,
00:33:53sul greco
00:33:54di un schiume
00:33:54silvio,
00:33:55in località
00:33:56Pian di Lago.
00:33:57A completare
00:33:58la messa scena,
00:33:59le rimisi addosso
00:34:00un giacchetto
00:34:01per fingere
00:34:01che no.
00:34:02In un primo momento
00:34:03simulò anche
00:34:04una questione
00:34:05da parte
00:34:05di Stanini,
00:34:06confessando solo dopo
00:34:07essere stato
00:34:08sottoposto
00:34:09a un interrogatorio
00:34:10stellato.
00:34:16Mi chiamavo
00:34:17Marissa Malvera,
00:34:19sovranata
00:34:19il 19 dicembre
00:34:211954.
00:34:23Era una ragazza
00:34:24solare,
00:34:25allegra,
00:34:26gioiosa,
00:34:27aveva il dono
00:34:28di portare
00:34:28luce
00:34:29o comunque
00:34:29andassi.
00:34:31Teneva insieme
00:34:32le compagnie,
00:34:33era il collante
00:34:34della festa,
00:34:36quella che
00:34:36trasmetteva felicità
00:34:38con una sola risata.
00:34:40A 16 anni
00:34:41era già mamma,
00:34:43ero innamorata
00:34:43del mio fidanzato
00:34:45che da quando
00:34:46avevo 9 anni.
00:34:48Eravamo cresciuti
00:34:49insieme,
00:34:50era il mio primo
00:34:51amore,
00:34:52il mio unico
00:34:52amore,
00:34:53almeno così
00:34:54credevo.
00:34:56Non ho mai pensato
00:34:57che un amore
00:34:58potesse ucciderti.
00:35:00Per me
00:35:00l'amore
00:35:01era casa,
00:35:02era famiglia
00:35:03e quando lui
00:35:04mi dava uno schiaffo
00:35:05diceva a me stessa
00:35:07che lo faceva
00:35:08perché mi amava,
00:35:09che ero io
00:35:10a sbagliare,
00:35:12che dovevo
00:35:13migliorarmi,
00:35:14che dovevo
00:35:14perdonare.
00:35:16Così ho fatto
00:35:17sempre,
00:35:18ho perdonato
00:35:19ogni umiliazione,
00:35:21ogni botta,
00:35:22ogni atteggiamento
00:35:23di controllo.
00:35:25Ho cresciuto
00:35:26tre figlie,
00:35:27Tina,
00:35:28Cinzia e
00:35:28Diego.
00:35:29Erano tutte
00:35:30la mia vita,
00:35:32erano le uniche
00:35:33persone
00:35:33davanti a cui
00:35:35ridevo,
00:35:35ridevo,
00:35:36sempre,
00:35:37anche quando il dolore
00:35:38mi piegava.
00:35:40Ero una cuoca
00:35:41e amavo esserlo.
00:35:43La mia famiglia
00:35:44avevano
00:35:45avuto diversi
00:35:47ristoranti.
00:35:49La cucina
00:35:49era il mio
00:35:50linguaggio
00:35:50d'amore.
00:35:52Parlavo con i sapori,
00:35:54abbracciavo con i profumi,
00:35:56curavo con il cibo.
00:35:59Ancora oggi,
00:36:00Tina,
00:36:01che mi è vivo
00:36:01quel sogno,
00:36:02dice che io vivo
00:36:04nel suo ristorante,
00:36:06che ogni piatto
00:36:06che prepara
00:36:07è una parte di me.
00:36:09Io ci credo.
00:36:11Amavo i pagliacci
00:36:12che collezionavo
00:36:14le statunine.
00:36:15Mi facevano sorridere
00:36:17anche quando il mondo
00:36:18fuori mi faceva piangere.
00:36:21Amavo il turchese,
00:36:22amavo il lago,
00:36:24amavo la luglia,
00:36:26amavo preparare
00:36:27il pranzo
00:36:27un sacco
00:36:28e portare
00:36:29i miei figli
00:36:30al lago
00:36:30con le coperte
00:36:32sull'erba
00:36:32e il sole
00:36:33tra i capelli.
00:36:35Eravamo felici
00:36:36anche se lui
00:36:37era sempre
00:36:38un'ombra,
00:36:39sempre un rischio,
00:36:41sempre un fuoco
00:36:42pronto a divampare.
00:36:44Nel 2003
00:36:45mio marito
00:36:46si è invadito
00:36:47di una lava pianti
00:36:48del nostro ristorante.
00:36:51Una ragazza
00:36:51più giovane
00:36:52ha perso
00:36:53la testa
00:36:54e così
00:36:55per liberarsi
00:36:56di me
00:36:57ha incenato
00:37:01una trappola
00:37:02mascherata
00:37:03da disgrazia.
00:37:04Una macchina,
00:37:05un ingegno,
00:37:06io dentro.
00:37:09Il mondo
00:37:09che si beve
00:37:10è la bugia
00:37:11dell'incidente.
00:37:12Sono morta
00:37:13a 48 anni,
00:37:15bruciata a riva,
00:37:17come lui
00:37:17mi aveva promesso
00:37:18tante volte.
00:37:20Vai in urlava,
00:37:22ti do il fuoco,
00:37:23ci metto poco
00:37:24a tirarti addosso
00:37:25una matta di benzina.
00:37:27E così
00:37:28ha fatto.
00:37:29All'inizio
00:37:30ci hanno creduto.
00:37:32L'omicidio colposo
00:37:33hanno detto
00:37:35un errore,
00:37:36un caso,
00:37:37una tragedia.
00:37:38Ma non era un errore,
00:37:40era un piano.
00:37:42Qualche anno dopo
00:37:43ha ucciso
00:37:44un'altra donna,
00:37:45un delitto
00:37:46ancora più
00:37:47esterato,
00:37:48le mani mozzate.
00:37:50E solo allora
00:37:51hanno deciso
00:37:52di indagare
00:37:53anche su di me.
00:37:55Hanno scoperto
00:37:56tutto.
00:37:57La benzina rovesciata,
00:37:59la dinamica
00:37:59impossibile
00:38:00da giustificare.
00:38:03Avevano le prove,
00:38:05avevano la verità,
00:38:06ma non hanno potuto
00:38:07fare nulla.
00:38:09Perché
00:38:09era già stato
00:38:10condannato una volta
00:38:12e in Italia
00:38:13non si può essere
00:38:14giudicati due volte
00:38:15per lo stesso reato.
00:38:18Così,
00:38:19lui è in carcere,
00:38:20sì,
00:38:20ma non per me,
00:38:23non per la donna
00:38:23che ha ucciso
00:38:24per prima,
00:38:26non per la madre
00:38:27dei suoi figli,
00:38:28non per Marisa.
00:38:30Mi chiamavo
00:38:31Marisa Malberto
00:38:32e la verità,
00:38:34quella giudica
00:38:34per me
00:38:35non è mai arrivata.
00:38:38La mia famiglia
00:38:39l'ha urlata al mondo
00:38:40e i miei figli
00:38:42mi hanno difesa
00:38:43anche dopo la morte.
00:38:45Ma io,
00:38:46da viva,
00:38:46ero sola.
00:38:47A chi mi legge
00:38:49dico questo,
00:38:51non aspettate
00:38:52le prove,
00:38:53non aspettate
00:38:54la seconda vittima,
00:38:56non aspettate
00:38:57che sia troppo tanti.
00:38:59La violenza
00:39:00l'ha creduta subito,
00:39:02denunciate subito,
00:39:04fermate subito,
00:39:06perché chi minaccia
00:39:07ti va a darti fuoco,
00:39:09prima o poi
00:39:10lo fa davvero.
00:39:12E quando succede
00:39:13non resta più
00:39:14nulla da salvare,
00:39:16sono la voce
00:39:17dei figli,
00:39:19sono un nome
00:39:20scritto nel fuoco.
00:39:22E sì,
00:39:23me lo chiedete spesso,
00:39:25qual è stato
00:39:26il mio ultimo pensiero?
00:39:28La verità
00:39:29è che io sapevo
00:39:30che sarebbe successo,
00:39:32ma non sapevo
00:39:33quando,
00:39:35ma sapevo
00:39:35che un giorno
00:39:36l'avrebbe fatto.
00:39:38In quell'attimo,
00:39:39prima che tutto finisse,
00:39:41ho pensato a loro,
00:39:43ai miei figli,
00:39:44ai miei nipoti.
00:39:46L'unica cosa
00:39:47che mi ha consolato
00:39:48in quel momento
00:39:49è stata la certezza
00:39:50di aver lasciato
00:39:51al mondo
00:39:52la parte migliore di me.
00:39:55Sono orgogliosa
00:39:55di ciò
00:39:56che sono diventati,
00:39:58che mi amano,
00:40:00dicono che mi amano,
00:40:03mi dicono,
00:40:03mi raccontano,
00:40:06di come mi fanno
00:40:08vivere ancora.
00:40:11Avevo gli occhi
00:40:11color acquamarina
00:40:13più belli del mondo
00:40:14e la resata
00:40:16più contagiosa
00:40:17dell'universo,
00:40:18dicevano,
00:40:19e l'ho donata
00:40:20tutta all'ora.
00:40:22E questo
00:40:23il mio lascito.
00:40:25Mi chiamavo
00:40:26la lisa malvera.
00:40:28Non voglio più
00:40:28essere l'eccezione,
00:40:30voglio essere
00:40:31l'ultima.
00:40:32il caso
00:40:55Marissa Malvera.
00:40:57Marissa Malvera
00:40:58morì nel 2003,
00:41:01avvolta
00:41:01dalle fiamme
00:41:02dell'asfalto.
00:41:04Il caso,
00:41:05inizialmente
00:41:06classificato
00:41:07come incidente,
00:41:08secondo la versione
00:41:10del marito,
00:41:11su sette piccoli,
00:41:12l'asfalto
00:41:13prende fuoco
00:41:14accidentalmente
00:41:15perché
00:41:16Marissa,
00:41:17fumando
00:41:17una sigaretta,
00:41:19aveva fatto cadere
00:41:19il mortisore
00:41:20su una canica
00:41:21di benzina
00:41:22presente
00:41:22nell'abitacolo.
00:41:24Il marito
00:41:25fu accusato
00:41:26di omicidio
00:41:26colposo
00:41:27e fatteggiò
00:41:28la pena,
00:41:29ma quella verità
00:41:30nel tempo
00:41:32crollò.
00:41:32Mi chiamavo
00:41:39Giulia Cecchettin
00:41:41e avevo
00:41:41un superpotere,
00:41:43curavo le persone.
00:41:45Lo facevo
00:41:45con una risata,
00:41:46con una battuta
00:41:47fuori tempo,
00:41:48con un messaggio
00:41:49lasciato sul comodino.
00:41:51Mi accorgevo
00:41:52dei silenzi,
00:41:53di quelli
00:41:53che fanno il cuore,
00:41:55mi accorgevo
00:41:55delle ferite
00:41:56degli altri,
00:41:57anche quando
00:41:58le nascondevano bene.
00:42:00Mio padre dice
00:42:01che avevo
00:42:02un cuore curativo,
00:42:02e che in mezzo
00:42:04alla tempesta
00:42:05io riuscivo
00:42:06a restare allegra
00:42:07e aveva ragione,
00:42:08ridevo tanto
00:42:09e disegnavo,
00:42:10disegnavo sempre.
00:42:12Era il mio modo
00:42:13per fermare il tempo,
00:42:15amavo i chi drama,
00:42:16i manga,
00:42:17i colori temi,
00:42:18i dettagli piccoli
00:42:19e amavo le persone.
00:42:22Avevo scelto
00:42:22ingegneria biomedica,
00:42:24una facoltà tosta,
00:42:25impegnativa,
00:42:26quasi tutti maschi,
00:42:28ma io ero determinata.
00:42:30Sognavo
00:42:31di aiutare
00:42:31chi soffre,
00:42:32sognavo anche
00:42:33di diventare
00:42:33fumettista,
00:42:35sognavo tanto,
00:42:36sempre.
00:42:38Il 16 novembre
00:42:392023
00:42:39mi sarei dovuta
00:42:41laureare.
00:42:42Era tutto pronto,
00:42:43la chiesi consegnata,
00:42:45le scarpe scelte,
00:42:46il discorso in mente,
00:42:48ero felice.
00:42:50Avevo fatto tutto
00:42:51e stavo per prendere
00:42:52il mio posto
00:42:52nel mondo.
00:42:54Vivevo a Viganopo,
00:42:56con papagino
00:42:56e mio fratello Davide,
00:42:58mia sorella Elena,
00:42:59si era trasferita a Vienna
00:43:00per motivi di studio,
00:43:02ma tornava a casa
00:43:03molto spesso.
00:43:05La mamma se n'era
00:43:06andata troppo presto
00:43:07e avevo provato
00:43:08a diventare il collante.
00:43:10Elena era la mia roccia
00:43:11e Davide,
00:43:12il mio piccolo,
00:43:13grande cuore.
00:43:13eravamo in una famiglia
00:43:15piena di dolore,
00:43:17ma anche piena d'amore.
00:43:19E io,
00:43:19da quella famiglia,
00:43:21mi sentivo protetta.
00:43:22Forse per questo,
00:43:24per non dare un altro dolore
00:43:25a chi già soffriva,
00:43:27non ho urlato abbastanza,
00:43:28non ho denunciato abbastanza,
00:43:30non ho chiesto abbastanza.
00:43:33Perché a volte,
00:43:34quando sei troppo abituata
00:43:35a preoccuparti degli altri,
00:43:37ti dimentichi di proteggere
00:43:38te stessa.
00:43:40Lui si chiamava Filippo,
00:43:42era il mio ex ragazzo.
00:43:44All'inizio era gentile,
00:43:46prengoso,
00:43:46silenzioso.
00:43:48Poi è diventato insistente,
00:43:50sempre più presente
00:43:51fino a prendermi.
00:43:53Mi controllava,
00:43:54mi scriveva in continuazione,
00:43:56si faceva trovare sotto casa.
00:43:58Aveva iniziato
00:43:58a minacciare il suicidio,
00:44:00o ce l'aveva insieme,
00:44:01o noi erano entrambi,
00:44:02aveva scritto.
00:44:05Io avevo provato
00:44:06a staccarmi,
00:44:07a dirvi che era finita,
00:44:08ma non ci riuscivo del tutto.
00:44:10Ero preoccupata per lui,
00:44:12e non volevo caricare papà
00:44:14di un'altra angoscia.
00:44:15Così,
00:44:16ogni tanto,
00:44:17continuavo a viverlo,
00:44:18pensando,
00:44:19basta che vada tutto bene.
00:44:21Ma è andato tutto,
00:44:22ma non è andato tutto bene.
00:44:24Niente è andato bene.
00:44:26L'11 novembre 2003,
00:44:28ho mandato una tesi
00:44:29alla professorissa,
00:44:31erano le 17.15.
00:44:33All'inizio sotto,
00:44:34sono uscita con Filippo.
00:44:36Dovevo comprare le scarpe
00:44:38per la laurea,
00:44:39siamo andati al centro commerciale,
00:44:41abbiamo mangiato insieme.
00:44:42Alle 22.43,
00:44:44ho scritto l'ultimo messaggio
00:44:46a mia sorella.
00:44:47Poi inizia il tutto.
00:44:49Nel parcheggio sotto casa mia,
00:44:51a Bigonovo,
00:44:52ha cominciato a urlare,
00:44:53a colpirmi.
00:44:55Un vicino ha sentito,
00:44:56ha chiamato i carabinieri,
00:44:58ma non sono arrivati.
00:44:59Lui mi ha presa,
00:45:01mi ha spinta in macchina
00:45:02e mi ha portato via.
00:45:03E io ero viva.
00:45:05Nel parcheggio tra casa e fosso,
00:45:07ero viva.
00:45:08E avevo paura,
00:45:09una paura gelida,
00:45:10silenziosa,
00:45:11assoluta.
00:45:12Sapevo.
00:45:13Sapevo che forse
00:45:14non sarei tornata.
00:45:16E ho pensato a papà,
00:45:17a Elena,
00:45:18a Dade,
00:45:19al dolore che avrebbero provato,
00:45:22a tutte le cose
00:45:23che non avrei più potuto dire,
00:45:25a tutto quello
00:45:25che non sarei più potuta essere.
00:45:29Poi siamo arrivati
00:45:30in quella zona industriale,
00:45:31ho cercato di scappare,
00:45:33urlato,
00:45:34ma lui era più forte.
00:45:36Mi ha buttata a terra,
00:45:37mi ha colpita
00:45:3875 volte
00:45:40e io sono morta lì,
00:45:42tra l'asfalto
00:45:43e il buio.
00:45:44Ma non è finita lì.
00:45:46Mi ha avvolta
00:45:48nei sacchi,
00:45:49mi ha caricata in alto
00:45:50e mi ha nascosta
00:45:51tra le rocce
00:45:52in un bosco.
00:45:53Mi ha colto tutto,
00:45:55ma non mi ha tolto l'anima
00:45:56perché quella
00:45:57non gliel'ho mai lasciata.
00:45:59oggi il mio nome
00:46:00è diventato
00:46:01un grido,
00:46:03un corteo,
00:46:04una fiaccolata,
00:46:05una fondazione,
00:46:06una rivoluzione gentile
00:46:08che parla di me
00:46:08in ogni scuola,
00:46:09in ogni aula
00:46:10e in ogni casa.
00:46:12Io che sognavo
00:46:13di guerra e ricordi,
00:46:14ora curo i cuori,
00:46:16con la mia storia,
00:46:17con la mia voce,
00:46:18con la mia assenza
00:46:19che fa rumore.
00:46:20Se potessi tornare indietro,
00:46:23forse rifarei
00:46:24gli stessi errori
00:46:25o forse no,
00:46:27perché sì,
00:46:28c'erano i segnali.
00:46:29C'erano parole
00:46:30che non erano amore,
00:46:32c'erano gesti
00:46:33che non erano premura.
00:46:35E io li avevo notati,
00:46:37ma non abbastanza
00:46:38da fermarlo.
00:46:40Avevo parlato
00:46:40con mia sorella,
00:46:42lei non aveva capito subito.
00:46:44Ma io avevo paura
00:46:45di disturbare,
00:46:46non volevo esagerare
00:46:48o forse,
00:46:49più semplicemente,
00:46:51non sapevo davvero
00:46:52come uscirne
00:46:53senza che nessuno
00:46:54si facesse male.
00:46:56E invece bisogna farlo,
00:46:58bisogna gridare,
00:46:59gridare che l'amore
00:47:00non è controllo,
00:47:01che l'amore non uccide,
00:47:02che l'amore non isola,
00:47:03non spaventa,
00:47:04non minaccia,
00:47:05che l'amore
00:47:06vero chi libera.
00:47:08Mi chiamavo Giulia Cecchiettina,
00:47:11era una studentessa,
00:47:12un'ingegnera biomedica,
00:47:13una fumettista,
00:47:14una sorella,
00:47:15una figlia,
00:47:16una amica.
00:47:17E sono tutte queste cose
00:47:18ancora.
00:47:19Sono la buddice
00:47:20di chi non ha più voce,
00:47:22sono la speranza
00:47:23di chi oggi
00:47:23trova il coraggio
00:47:24di dire di no.
00:47:25Sono l'abbraccio
00:47:26che papà Gino
00:47:27porta alle scuole,
00:47:29sono il sorriso
00:47:29che ha debisveriato
00:47:30le coscienze
00:47:31e lo sarà per sempre.
00:47:34Non abbiate paura
00:47:35di essere justisse,
00:47:36non abbiate paura
00:47:37di chiedere aiuto,
00:47:38non abbiate paura
00:47:39di dare la vostra libertà.
00:47:41Io mi meritavo
00:47:43un amore
00:47:43che fosse più grande
00:47:44ogni cosa
00:47:45e adesso,
00:47:46con l'amore
00:47:47di tutto il mondo,
00:47:48il caso
00:47:59Giulia Cecchettini.
00:48:01Giulia Cecchettini
00:48:03era nata a Padova
00:48:04il 5 maggio 2001.
00:48:06viveva in Padovo,
00:48:08in provincia di Venezia,
00:48:10con il padre Gino,
00:48:11ingegnere,
00:48:12e il fratello
00:48:13minore d'arte.
00:48:15La sorella
00:48:15Maggiorene
00:48:16era trasferita
00:48:17piena,
00:48:18ma tornava a casa
00:48:19ogni volta
00:48:20che poteva.
00:48:22La madre,
00:48:22Monica,
00:48:23era scomparsa
00:48:24da poco più di un anno,
00:48:26nell'ottobre 2022,
00:48:27lasciando poco
00:48:30che Giulia
00:48:30aveva provato
00:48:31a colmare
00:48:32con la sua
00:48:32dolcezza
00:48:33e responsabilità.
00:48:35Sud e testa
00:48:36di ingegneria
00:48:37neomedica
00:48:38all'Università di Padova,
00:48:40sognava di lavorare
00:48:41nel campo
00:48:41della salute,
00:48:43mamava anche l'arte
00:48:44e desiderava
00:48:45diventare
00:48:46studentista.
00:48:48Aveva già
00:48:49concluso
00:48:49la sua city
00:48:50e si sarebbe dovuta
00:48:51laureare
00:48:52il 16 novembre
00:48:532023.
00:48:55All'Università
00:48:56aveva conosciuto
00:48:57Filippo Turezza,
00:48:59quel cane di tordiglia,
00:49:01con cui aveva iniziato
00:49:03la relazione
00:49:03e durata
00:49:04c'è un anno.
00:49:06Dopo l'armino
00:49:07cruciale
00:49:07del rapporto,
00:49:09nell'estate
00:49:092023,
00:49:11i due avevano
00:49:11continuato a vedersi
00:49:13sporadicamente.
00:49:16Filippo
00:49:16si mostrava
00:49:17sempre più ossessivo,
00:49:18aveva minacciato
00:49:20il suicidio
00:49:21e inviava a Giulia
00:49:22centinaia di messaggi.
00:49:25Lei aveva confidato
00:49:26alle amiche
00:49:27di uscire con lui
00:49:28ancora una volta al mese,
00:49:30per timore
00:49:31che potesse
00:49:32compiere
00:49:32gesti e freghi.
00:49:34In una chat
00:49:35lui aveva spesso
00:49:36«O ci rammiamo insieme,
00:49:39o la vita è finita
00:49:40per il cambi».
00:49:48non è
00:50:03per il cambiare
00:50:04il cambiare
00:50:05non è
00:50:05per il cambiare
00:50:06Ecco un po', perché io e perché sono qui ho parlato di Dio, non perché il mio buonissimo è un altro,
00:50:19ma semplicemente è un altro, che buona parte della mia vita, non so se non sta lavorando, lavorando in buonissima.
00:50:32Questo mi ha dato modo, purtroppo, di conoscere delle storie come quelle che ho parlato di Dio.
00:50:44La cosa che mi viene in mente in questo momento è dire che probabilmente tutto quello che è stato fatto non è stato sufficiente.
00:50:58Perché? Perché le statistiche dicono che questo fenomeno sociale è ancora molto forte, molto evidente.
00:51:17Secondo l'ONU viene ucciso una donna ogni decennio, da un patto meno da un candidato.
00:51:26Secondo l'ONS il 35% delle donne nel mondo ha stupito una violenza sessuale o sessuale nell'anno.
00:51:36In Italia il 33,9% delle donne ha stupito una violenza sessuale o sessuale nel rascorso delle storie.
00:51:46Abbiamo dei dati nel 23,9% delle donne nel 23,9%.
00:51:53Quelli del 24 non sono ancora disponibili, dove circa 61.514 donne in quell'anno si sono rivolte ai centri articoli.
00:52:05Nello stesso anno, in Italia, secondo i dati del Ministero degli Interni, abbiamo avuto circa 122 femminici.
00:52:18In Campania, secondo i dati dell'Osservatorio nazionale sulle donne, gli odici di la violenza di genere nel 2023 sono stati sceltati.
00:52:33Quindi i dati svolgono e arrestano all'armonia.
00:52:39Che cosa è stato fatto e che cosa si cerca di fare per eliminare questo fenomeno?
00:52:46Ci sono diverse leggi.
00:52:50A livello normativo c'è una legge del 119 del 2013, conosciuta anche come legge contro la violenza delle donne.
00:53:02nelle cui norme introduci il termine di femminicidio.
00:53:09Feminicidio significa un cessione di una volta in quattro donne.
00:53:15Questo ha consentito di portare un rinestrimento delle vene per l'omicidio in un contesto di violenza domestico di genere.
00:53:30Che cosa si intende per la violenza di genere?
00:53:33La violenza di genere è una qualsiasi forma di violenza fisica, psicologica, sessuale, economico, sociale, esercitata contro una persona
00:53:44fin quando appartenenta a un determinato genere ed in particolare contro le donne.
00:53:51Non è un singolo reato la violenza di genere.
00:53:56è un fenomeno giuridico, sociale, che comprende diversi reati, ma certamente,
00:54:03violenza sessuale, storico, femminile.
00:54:08I reati che in genere vedono le donne come parte vese sono diversi.
00:54:15C'è la violenza sessuale.
00:54:18Inoltre, non mi dilungo molto sulle questioni normative perché vi annoierei,
00:54:23però giusto per inquadrare il fenomeno,
00:54:27tutti i reati che maggiormente le donne vengono sottoposte,
00:54:32sono dalla violenza sessuale, ai maltrattamenti,
00:54:38che viene anche di dare con violenza domestica,
00:54:41al 612-pista, allo scorso.
00:54:49Questi sono tutti i reati che maggiormente noi e io in particolare,
00:54:57perché per un periodo della mia carriera ho trattato proprio gli altri sulla persona,
00:55:04fortunatamente, in un contesto come quello nostro,
00:55:08non ci sono stati casi di complicidio e tra tanti,
00:55:12ma ci sono tantissimi casi di maltrattamenti, di violenza domestica,
00:55:18di violenza sessuale, distotti.
00:55:22specialmente il quest'ultimo reato è stato,
00:55:27diciamo in un certo senso, anche accusato,
00:55:32perché è un reato che, quando si configura realmente,
00:55:40è un reato che priva sostanzialmente la libertà delle persone.
00:55:46perché? Perché costringe chi è versata, sottoposta a questo,
00:55:54ad assumere un atteggiamento di vita completamente diverso da quello naturale.
00:56:00Quindi è costretta a modificare le sue attitudini di vita.
00:56:05provate a immaginare ognuno di voi che non può scendere a fare la spesa normalmente,
00:56:12non può andare al cinema liberamente,
00:56:15non può andare in macchina a farsi un giro liberamente,
00:56:18a mangiare un gelato da mano in mare.
00:56:21Tutte queste indicazioni comportano, ovviamente,
00:56:27sulla persona, sulla parte lesa, dei costringimenti,
00:56:33ad abituarsi a un ritmo di vita completamente diverso da quello naturale.
00:56:38Quando mi sono capitate situazioni del genere nel mio ufficio,
00:56:48io all'ultimo periodo l'ho fatto alla Procura della Repubblica,
00:56:53la parte che è più difficile era quella di convincere le persone,
00:57:05la parte dei sacri,
00:57:07c'era molto resistenza da parte di molte persone,
00:57:15nonostante erano provate da grandi situazioni che vivivano.
00:57:22Perché c'era questa resistenza?
00:57:25Perché rendevano pubblico delle cose che gli erano successe,
00:57:32rendevano pubblico degli abusi,
00:57:36mettevano fuori delle situazioni di vita familiari
00:57:45che avevano cercato di ovattare proprio per fare in modo che non si sapeva.
00:57:51Però molte volte ha detto che cosa ha fatto?
00:57:54Ha portato poi a delle situazioni estreme.
00:57:57Anche nelle storie che abbiamo sentito,
00:58:01abbiamo notato un aspetto che era quello dell'ultimo appuntamento.
00:58:11Credo alla storia che abbiamo sentito, mi sembra,
00:58:15le vittime sono state proprio ammazzate nell'ultimo appuntamento,
00:58:19che era il periodo di chiarivisti, ma non si chiarisce niente.
00:58:25Quello è l'appuntamento della morte,
00:58:28perché la maggior parte di loro sa perfettamente
00:58:35che vuole ammazzare quella persona.
00:58:40Sono delle situazioni che sono state cercate di arginare
00:58:46con l'innovazione della legge 69-2019 del codice rosso.
00:58:53che cosa comporta questa roba?
00:58:55Questo è importante e sinteticamente ve la voglio dire.
00:59:00È una norma che consente di accelerare di molto per i che sono i tempi.
00:59:14Noi sappiamo che la giustizia italiana non è molto veloce.
00:59:19Col codice rosso c'è, diciamo, una corsia preferenziale.
00:59:25Come viene classificato un ideale nel codice rosso?
00:59:30Viene classificato quando ci sono determinati etici,
00:59:35determinati parametri che si devono ritenziare.
00:59:39Perché questo consente, innanzitutto,
00:59:42la trasmissione al pubblico ministero in tre giorni.
00:59:47e l'obtenzione docente della vittima è in tre giorni.
00:59:52Quindi, nei primi tre giorni viene la necessità di sentire la parte lesa
01:00:04dalla parte della collezione giudiziaria del pubblico ministero
01:00:09per vedere quanto è necessario anche con dei supporti specialistici.
01:00:17Come potrebbero essere degli assistenti sociali,
01:00:22come potrebbero essere dei psicologi.
01:00:26Le difficoltà che si trovano durante l'esplodamento di queste attività
01:00:32sono, parlandoci in maniera molto chiara,
01:00:40sono diverse sia da parte della parte lesa
01:00:46che non porta conoscenza spesso
01:00:52e in maniera veridiera e totale
01:00:56quelle che sono le effettive dinamiche che succedono nell'ambito del rapporto.
01:01:06L'altro aspetto che molte volte consente di cuneare
01:01:15delle dinamiche che poi portano a degli eventi drammatici
01:01:21sono che la polizia giudiziaria e i pubblici ministeri
01:01:26hanno delle reali difficoltà a poter gestire in maniera capitale tutti i casi.
01:01:36Ci sono situazioni che molte volte sono scelgite
01:01:40perché non era stato attuato un controllo molto pregnante
01:01:48quindi c'erano dei passaggi salivari.
01:01:51E questo devo, nonostante io faccio parte,
01:01:57facevo parte della Polizia di Stato,
01:02:00dire che sono delle situazioni che si sono venificate.
01:02:07Quali sono state le misure di genere
01:02:12che vengono adottate per arginare questi tipologi di viola?
01:02:19La prima, il primo provvedimento è quello dell'ammonimento del testore.
01:02:28Cioè la persona innamorita a non ideare certi tipi di comportamenti
01:02:38se non cresce a grado della sensoria.
01:02:45Poi c'è il tipo di avvicinamenti, l'allontanamento dalle abitazioni
01:02:51che sono tutti provvedimenti che vengono adottati sistematicamente
01:02:58al fine di contenire questo tipo di avvicinamento.
01:03:05Quando non sono efficienti vengono poi introdotti delle misure cautelare
01:03:12che sono quelli dell'arresto micidario e a volte anche delle misure cautelare di marcia.
01:03:21Io mi voglio avviare la conclusione perché non voglio togliere tempo a nessuno
01:03:31anche perché c'è la messa.
01:03:34Però voglio soltanto dirvi in conclusione due cose.
01:03:44Ogni forma di violenza subita
01:03:51comporta delle conseguenze psicologiche profonde.
01:03:59e due a due.
01:04:01Ogni persona riesce in modo diverso a questi fratelli
01:04:06anche se molti effetti sono comuni.
01:04:10Erano persone che molte volte avevano delle confusioni, delle paure intense,
01:04:19delle mercone, dei sensi di buono.
01:04:24E questo lo vedi chiaramente quando c'è la necessità di doversi confrontare, di doversi approfondire.
01:04:35Abbiamo avuto a volte per prendere una denuncia la necessità di ripeterci in dieci volte.
01:04:45riuscivamo a fare per poco perché si parlava molto.
01:04:50Devi vivere con la persona un'empatia, un rapporto.
01:04:57Devi farla sentire il suo agio.
01:05:00Non è una denuncia semplice.
01:05:02Non è una denuncia in ospani.
01:05:03Non è una denuncia in ospani.
01:05:04Non è un frutto d'altro.
01:05:05La parte lese ha già difficoltà a dire delle cose, a raccontare dei fatti molto intimi.
01:05:16Quindi a volte devi trovare le condizioni ideali per poterle ascoltare e per farle parlare tranquillamente.
01:05:29Molte volte mi sono reso punto che fatti estremamente traumatici e drammatici non sono stati mai elaborati realmente.
01:05:43Chiudo ricordandovi che dietro ogni norma, dietro ogni procedura che viene adottata, c'è una persona che chiede dignità e libertà.
01:05:58Questo che vi invitarci sempre.
01:06:01La violenza sulle donne non è inevitabile.
01:06:04È imprevedibile.
01:06:06E ognuno di noi, nel ramido del proprio ruolo, ha il potere e la responsabilità di contribuire a un cambiamento reale.
01:06:16Questo è il mio augurio.
01:06:18Grazie.
01:06:20Grazie.
01:06:22Grazie.
01:06:23Grazie.
01:06:24Grazie.
01:06:25Grazie.
01:06:26Grazie.
01:06:27Grazie.
01:06:28Grazie.
01:06:29Grazie.
01:06:32Grazie.
01:06:33Concludiamo con la consapevolezza che la memoria da solo non basta, perché i soldi che non c'è più hanno ancora diritto di parola.
01:06:46Le storie raccontate era mia figlia, ci ricordano che la violenza, il dolore, non conoscono date simboliche, esistono ogni giorno.
01:06:53Il 25 novembre non è l'unico momento in cui bisogna guardare la realtà, l'impegno vero comincia e continua nei gesti, nelle parole e nelle scelte che ciascuno compie quando rifiuta l'indifferenza e decide di stare dalla parte della giustizia.
01:07:08C'è un filo rosso che lega tutte queste storie, è il rifiuto, il possesso, la volontà di punire e di infliggere sofferenza e in tutto questo il dolore di chi resta non passa, non si dimentica, è un ergastolo e chi lo spunta non è chi ha ucciso, sono i genitori, le sorelle, i fratelli e i figli.
01:07:28Il controllo non è amore, ma verino. L'amore non ti obbira, non ti schiaccia, non ti uccide. Che queste storie non restino confinate in una ricorrenza, devono accompagnarci e spingerci a costruire una cultura che non lascia spazio alla violenza e che riconosca nel quotidiano il valore della vita e della libertà di ogni essere umano.
01:07:58Allora, a me non resta che ringraziare tutti per essere stati con noi questa sera e ringraziare coloro che hanno dato voce a queste storie di vita spezzate.
01:08:17Ci avete emozionato e veramente vi ringrazio per essere ripresi disponibili e per aver permesso di trascorrere insieme questa giornata dedicata a tutte noi donne.
01:08:33Ci prepariamo per andare in chiesa. Buonasera a tutti.
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