00:00Fermarsi qui non significa non ricordare più Giulia, si ricorderà fuori dalle aule, così come sta facendo il papagino e tutta la famiglia.
00:09Avete visto in questi giorni anche la grande battaglia sulla educazione affettiva e sessuale nelle ore di scuola.
00:19Da un punto di vista processuale noi pensavamo e lo pensava la stessa procura della Repubblica che l'esatta qualificazione dei fatti non c'era stata, mancavano ancora dei pezzi, però dobbiamo anche dare atto che la sentenza di primo grado comunque riconosce un aggravante come quella della premeditazione e soprattutto di fatto riconosce motivi abbietti, motivi arcaici, dice la Corte,
00:48che hanno portato a sopprimere Giulia tutte le sue spinte, anche quelle più semplici di autodeterminazione. Io ritengo che la Corte di fatto ha riconosciuto il cosiddetto movente di genere.
01:02Questa storia doveva avere una svolta anche dal punto di vista di Gino Cecchettini che mi ha assistito.
01:11Lui è nella fase 2, come dico spesso, quindi nella fase in cui lui si sta impegnando adesso per portare il messaggio che dal primo giorno di questa terribile vicenda sta portando avanti.
01:23Si conclude oggi il viaggio in questa vicenda straordinariamente orribile che tutti noi abbiamo vissuto con la pena giusta, la pena dell'ergastolo.
01:35Il resto dipenderà da Turetta. Noi adesso questa cosa non pensiamo più. Adesso valuteremo naturalmente l'iniziativa di natura civilistica che la sentenza definitiva ci consente di portare ad esecuzione.
01:52Credo che dal punto di vista anche umano non ci fosse nemmeno bisogno di avere una pronuncia tecnica sugli atti persecutori e sulla crudeltà.
02:02Credo che tutti noi abbiamo potuto capire che questo delitto è stato molto crudele e connotato da questi atti persecutori che a questo punto, anche se non determinati giudizialmente, cambiano poco l'oggetto del fatto.
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