00:00Paul Schrader non ha certo bisogno di presentazioni, è lo sceneggiatore di grandi capolavori come Taxi Driver e Toro Scatenato, tanto per citare i soliti, ma è anche regista di grandi film come American Gigolo, Lo Spacciatore e fino alla recente trilogia composta da First Reformed, Il Collezionista di Carte e Il Maestro Giardiniere.
00:19Ecco, proprio questi ultimi film sono molto importanti all'interno della filmografia di Schrader perché rielaborano un po' quelli che sono i temi chiave della sua intera carriera, ovvero il peccato, il perdono e la redenzione, tre temi che ritroviamo a loro modo anche nel suo nuovo lungometraggio dal titolo O Canada, I Tradimenti, che arriva al cinema dal 16 gennaio dopo essere stato presentato in concorso al Festival di Cannes nello scorso maggio.
00:46Ecco, è un film questo che innanzitutto riunisce Schrader con Richard Gere a 40 anni da American Gigolo e da alcuni è stato descritto come Il Canto del Cigno di Schrader, in realtà sappiamo per fortuna che non è così, che sta già lavorando a degli altri progetti e non possiamo che esserne contenti,
01:05e non possiamo che esserne contenti alla luce del fatto che O Canada è un grande film, un ottimo film, un film molto intelligente che ci spinge a riflettere non solo sui temi poc'anzi menzionati, ma anche sul tema della verità, sul tema dell'immagine, sul tema della menzogna e della memoria in particolare.
01:25Questo perché il protagonista è Leonard Five, un documentarista in fin di vita che prima di andarsene sceglie di raccontare attraverso un'intervista concessa a dei suoi ex allievi, di raccontare appunto tutta la sua vita, la sua esistenza, proponendosi appunto di dire tutta la verità, nient'altro che la verità.
01:47In realtà nel corso del film ci sorge il dubbio che quello che ci sta raccontando, quello che vediamo, quello che ascoltiamo, non corrisponda propriamente a quello che poi effettivamente è accaduto e quindi l'obiettivo diventa quello di cercare di capire che cosa è successo davvero nel passato di quest'uomo.
02:10Ecco, quindi è un film che scava nel pieno della memoria, che ci porta veramente all'interno della mente di questo protagonista e portandoci all'interno della mente di questo protagonista ci mette di fronte ad una confusione spaventosa.
02:24Il film è caratterizzato da un continuo salto in avanti e indietro nel tempo, attraverso l'uso di flashback raccontati anche in modo non cronologico, che quindi non ci permettono di stabilire delle precise coordinate della vita di questo protagonista, di Leonard Fyfe.
02:41Questo avviene innanzitutto perché è la mente di un uomo in stato semi-confusionale, annebbiato dalla malattia, ma ci sorge anche il dubbio che forse questa confusione che lui racconta non sia proprio casuale, che possa essere voluta, che possa essere il modo in cui Fyfe omette dei dettagli sulla sua vita, omette qualcosa.
03:08Insomma, per un uomo che ha votato la sua interesistenza alla ricerca della verità, ci trova di fronte ad un bel paradosso.
03:17E la cosa affascinante di questi flashback è che da una parte ci costringono a cercare di seguire il racconto e quindi un impegno di concentrazione importante, quello che O'Canada ci richiede,
03:31ma allo stesso tempo ci viene fatto capire che dobbiamo un po' lasciarci andare alle emozioni, che dobbiamo un po' lasciarci andare al racconto di quest'uomo prossimo alla morte
03:41che ricorda la sua vita con un tono anche molto nostalgico, anche molto pentito di certe cose che ha fatto, per quanto poi l'obiettivo sia capire esattamente che cosa ha fatto.
03:54Ed è molto bello, ad esempio, il gioco di scambi che Schrader mette in scena tra Richard Gere, che è il Leonard Fyfe anziano,
04:04e Jacob Elordi, l'attore di noto una star grazie alla serie Euphoria e recentemente visto anche in Priscilla nel ruolo di Elvis Presley,
04:13che interpreta invece Leonard Fyfe da giovane.
04:15Ecco, spesso i due si scambiano di parte sostanzialmente, quando dovrebbe esserci l'uno, perché si sta raccontando della giovinezza di Fyfe,
04:24in realtà vediamo in scena Richard Gere.
04:26E' uno stratagemma molto affascinante, molto anche toccante, che Schrader utilizza per raccontarci appunto di quest'uomo,
04:35della sua nostalgia per ciò che è stato, per gli amori che ha avuto, per le cose che ha commesso, per le cose che non ha avuto il coraggio di fare.
04:45E quindi, al di là della natura magari cervellotica, cerebrale, che il film può in apparenza presentare,
04:52piano piano veniamo portati a scavare e a confrontarci con un cuore emotivo molto grande,
04:59che veramente lascia poi spazio ad una serie di emozioni profonde, radicate,
05:04che a distanza di mesi rimangono ancora impresse nello spettatore.
05:11Ed è quindi veramente un film molto interessante anche per come ragiona sul concetto di verità,
05:16di menzogna, come si diceva, su ciò che viene detto, su ciò che non viene detto,
05:20tanto sull'immagine, sul ruolo dell'immagine come strumento di verità,
05:26ma come anche un'immagine al quale nel tempo si può dare sempre meno credito,
05:31sempre meno fiducia.
05:32E qui il ruolo di documentarista di Fife viene perfettamente espresso
05:37attraverso una serie di scene, di sequenze,
05:40che bear contano la sua idea di immagine appunto e di verità.
05:44Quindi un film davvero suggestivo da questo punto di vista,
05:48che ci riconferma una volta di più come Schrader sia veramente anche la soglia della sua venerante età,
05:55una mente lucidissima, capace di riflettere su questi temi e su altri ancora,
06:02con una brillantezza e con un acume veramente straordinario,
06:07che è da fare invidia a molti suoi coetanei,
06:10ma ancora di più a molti giovani registi soprattutto.
06:12E poi il film, diciamoci, è anche impreziosito dalle interpretazioni dei protagonisti
06:19e in particolare da Richard Gere,
06:21che fornisce davvero una prova attoriale tra le migliori viste di recente.
06:26Veramente qui viene finalmente guidato da un regista consapevole della sua bravura,
06:32consapevole anche della sua capacità di stare in scena.
06:35Ed è quindi un Gere che veramente ci racconta
06:37non solo un uomo morente per il quale si è ispirato al padre e deceduto pochi mesi prima delle riprese,
06:47che quindi si ritrova, insomma, questo dolore nell'attore, nel personaggio
06:52e che arriva poi anche a noi spettatori,
06:55ma anche un Gere appunto molto intenso nel raccontare la confusione di quest'uomo,
06:59perché in fin dei conti O Canada è un atto d'amore nei temi che abbiamo detto,
07:07è un atto d'amore nei confronti in particolare della propria giovinezza,
07:12ma è anche un film che a suo modo guarda al futuro,
07:15a una luce che ancora non si è raggiunta e che si tende a voler raggiungere.
07:21un po' come Paul Schrader appunto che sta già preparando il suo prossimo film
07:24e come già detto non possiamo che essere entusiasti
07:28perché O Canada è davvero una delle belle sorprese dello scorso festival
07:32e di queste settimane in sala.
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