00:00Erling Braut Holland ha segnato otto gol nelle sue ultime due partite in nazionale,
00:115 alla Moldova in settembre e 3 a Israel sabato. Anche se l'Italia sarà così brava ad abbattere
00:18la Norvegia a San Siro nell'ultima gara del girone di qualificazione a novembre,
00:23non andrà comunque al Mondiale in modo diretto. Sarà costretta ai play-off di marzo perché un
00:28simile realizzatore non può che garantire alla sua nazionale la prevalenza nella differenza reti.
00:34Ne ha siglati 12 fin qui nel girone, l'intera produzione italiana è di 15. E da quando è entrato
00:42nel radar del calcio internazionale, sei anni fa passando dal Molde al Salzburgo, che Holland parla
00:48con i numeri perché sono eccezionali. Soltanto il nazionale ha segnato 51 reti in 46 partite,
00:55per esempio. Ma anche al Manchester City, come prima al Salzburgo e al Borussia Dortmund,
01:01l'equazione con lui si parte dall'1-0 perché almeno un gol lo segna sempre, è pressoché dimostrata.
01:08Occorrerà adesso precisare che la Norvegia non è soltanto lui, come si sentiva dire qualche mese fa,
01:14prima che iniziasse il girone, probabilmente per farci coraggio. Per quanto fragile e spesso assente,
01:21Odegaard, non a caso, è il regista e capitano dell'Arsenal. Reherson è un titolare fisso del
01:28Borussia Dortmund e ha già giocato una finale di Champions. Musa è l'attaccante più pericoloso
01:33dell'Ipsia, Sorlott la punta forte dell'Atletico Madrid, Skjelderup la sorpresa del Benfica e
01:39praticamente tutti gli altri giocano il premio. E dunque è verosimile che la Norvegia di oggi valga
01:46almeno un ottavo, forse un quarto di finale mondiale. Ma se anche fosse stata soltanto Oland,
01:53difficilmente saremmo riusciti a precederla, perché lo scarto garantito da questo fenomeno
01:59è troppo grande. In tutta la nostra storia, per essere chiari, non abbiamo mai avuto un attaccante del
02:06genere, con le sue caratteristiche che un giornalista norvegese sintetizzò felicemente così, forte come un orso,
02:14veloce come un cavallo. Se gli devo accostare un centravanti azzurro, mi viene in mente soltanto
02:20Christian Vieri, che nel suo prime era certamente molto forte, ma non così forte. Perché Oland ha le
02:29qualità fisiche bestiali che gli sono state accreditate, ma è anche un giocatore e una persona,
02:36per quanto filtra da una comunicazione ridotta all'osso, estremamente intelligente. Una prova? Non
02:44finisce mai in fuori gioco. Fateci caso, perché per un centravanti che ama attaccare la profondità,
02:50questo dovrebbe essere un rischio costante. Diciamo da uno scatto ogni tre. Invece il suo
02:57timing è sempre perfetto. Favorito ovviamente dall'intesa con il lanciatore. De Bruyne è stato
03:03la sua rampa per antonomasia. Ma anche da un sesto senso, che lo porta ad accelerare e rallentare quel
03:10tanto che basta a non farsi pescare in offside. Si è detto che la sconfitta del
03:16Napoli in casa del City al primo match del Girono di Champions sia stata dovuta a una disdetta,
03:21ovvero l'espulsione di Di Lorenzo, per farlo su Oland lanciato verso la porta.
03:26Beh, io non la definirei una disdetta, ma un piano preordinato. Perché quella è una delle situazioni
03:33basic nelle quali il norvegese fa valere il suo peso. Se non mi stendi, io faccio gol.
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