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  • 3 mesi fa
Francesco Carofiglio, scrittore capace come pochi di dare forma narrativa ai luoghi e alle emozioni collettive, ospite del vodcast Il Piacere della lettura, ripercorre il lavoro dietro Tutto il mio folle amore (Garzanti), romanzo ambientato a Bari nel 1943, che racconta un periodo cruciale della città e del Paese, intrecciando memoria familiare, formazione e nascita della resistenza civile, con la radio come strumento di verità e speranza.

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Trascrizione
00:00Benvenuti al Piacere della lettura, il vodcast di Quotidiano Nazionale dedicato ai libri,
00:05agli scrittori, alle scrittrici e alle storie. Oggi con noi Francesco Carofiglio, benvenuto.
00:11Grazie. Il libro di cui parleremo oggi è Tutto il mio folle amore, edito da Garzanti. È un
00:17romanzo storico ambientato a Bari nel 1943 che intreccia memoria familiare, formazione e nascita
00:25della resistenza civile, con la radio come strumento di verità e speranza. L'io cornice è il nipote che
00:33promette al nonno di scriverne la storia. Il cuore narrativo segue Ale, Lallo e Carolina. Come
00:40incipit c'è un'avvertenza. Questo romanzo si ispira a eventi realmente accaduti a Bari nel 1943. I fatti
00:47storici sono documentati e rispettati. Come hai impostato la ricerca storica e dove hai tracciato
00:54il confine operativo tra documento e licenza narrativa? Beh, è stata una ricerca approfondita,
01:00una ricerca che è passata attraverso i canali tradizionali della ricerca, quindi biblioteche,
01:06archivio di stato, anche biblioteche private, archivi privati e anche un po' attraverso i racconti
01:12di alcuni superstiti di quella stagione. Poi tutto questo si va a intrecciare con l'invenzione
01:20narrativa che deve però armonizzarsi con la storia, quindi la difficoltà maggiore credo in
01:26questo passaggio era quella di consentire ai personaggi di finzione di entrare in maniera
01:33agevole dentro lo scenario della grande storia. Scrivi, non è importante che quello che ricordi
01:39sia avvenuto davvero, l'importante è che tu lo ricordi. Quanto conta per te la memoria personale
01:45rispetto alla verità storica? Beh, io ho un conto sempre aperto con la memoria personale,
01:52me ne sono occupato in forma narrativa in diversi romanzi. Insomma, diversi dei miei romanzi hanno
02:00a che fare con questo focus, il modo in cui attraverso una ricerca verticale dentro il personaggio
02:07protagonista o l'io narrante si affonda anche nei misteri della memoria. Conta moltissimo,
02:14in questo caso conta ancora di più, perché bisognava costruire una memoria collettiva
02:21di un periodo che tutti conosciamo, ma di un periodo che nel luogo in cui si svolgono le
02:28vicende pochi conoscono. Quindi è stata un'operazione di cucitura, lenta, certosina, ma necessaria.
02:36Nel diario di Alessandro si legge ci siamo sentiti liberi, ecco sì, liberi. Il corteo del 28 luglio e
02:45la strage di via Niccolo dell'Arca segnano un passaggio forte. Perché hai scelto di raccontare
02:50subito questo contrasto tra entusiasmo e violenza? Proprio per quello che dici, cioè il 25 di luglio cade
03:02il regime, cade Mussolini e impazza l'euforia per i primi giorni nel paese, nel paese diciamo
03:13che reagisce a questa notizia in forma festosa. Questa cosa succede anche a Bari, ma dura pochissimo,
03:20perché il 28 di luglio l'esercito e un gruppo di miliziani si rende protagonista di una delle azioni
03:30più efferate del conflitto. Sparano sulla folla, sulla folla pacifica che stava manifestando e stava
03:37cercando, stava chiedendo che dalla casa della federazione del fascio fossero tolti i vessilli
03:45del regime. Vengono uccisi una ventina di ragazzi e a una quarantina rimangono feriti
03:50e rimangono per terra. Quel luogo e quel giorno diventano una ferita per la città. Da lì in poi
04:00parte un'estate che somiglia a un limbo in cui la città e gli stessi protagonisti della storia
04:09non riescono a orientarsi, non sanno esattamente dove si trovano e in che momento della storia si
04:16trovano. Poi arriverà l'8 settembre e quello che segue l'8 settembre darà la linea di impulso alla
04:24vicenda narrativa e alla vicenda dei protagonisti. Ale, Lallo e Carolina vivono insieme paura, amore e
04:31coraggio. Quale dei tre senti più vicino a te e perché? Ci puoi raccontare i tuoi personaggi?
04:37Ma io li sento tutte e due, tutte e tre direi, molto vicini e quando si scrive, perlomeno quando
04:42io scrivo una storia che ha per protagonisti gli adolescenti c'è un processo di immedesimazione
04:49che mi porta a essere loro amico nel corso della narrazione. Quindi io ho corso con loro
04:55tutto il tempo. Posso dire che per certi tratti il protagonista Alessandro ha qualche cosa di
05:04me, ragazzo. Ma questo non significa che io sia più vicino a lui, io sono molto vicino
05:08anche a suo cugino Lallo che è alla sua felice baldanza, alla sua sfrontatezza e anche alla
05:17sua complessità. Mi sono molto innamorato di Carolina, avrei davvero voluto conoscerla
05:24a 18 anni, una ragazza come Carolina. Quindi no, non c'è un preferito ma ci sono tre compagni
05:31di viaggio che ho amato molto. Nel libro la musica è sollievo e politica. Perché la musica è così
05:36importante in questo romanzo? E quanto è importante la musica o l'arte in generale per fare politica?
05:42Beh, la musica qui è importantissima sia perché di fatto è la colonna sonora del romanzo, sia perché
05:49la musica suonata, specialmente da Alessandro con la sua piccola band clandestina, è la musica
05:54della libertà, cioè il jazz, è anche la musica proibita dal regime. Lo sappiamo, il regime proibiva
06:02tutto quello che arrivava dalla cultura anglo-americana, quindi anche il jazz, salvo poi
06:08ascoltarlo a Villa Torlonia, per intenderci Mussolini. E' importantissimo, il suono di questa storia è
06:16importantissimo, sia la musica ma anche il suono, il suono degli oggetti quotidiani, delle strade,
06:22delle parole. E' ovviamente il suono della radio.
06:26In questo romanzo ci sono tantissimi rimandi letterari e quanto contano per specchiare
06:31la psiche dei personaggi in guerra e perché hai scelto proprio il deserto dei tartari per
06:36agitare Alessandro? Beh, lì mi piaceva creare questo strano rimando, questa specie di gioco
06:42di specchi tra la situazione in cui sente ritrovarsi Alessandro, che si sente in prigione dentro
06:49una situazione da cui sembra così difficile poter uscire. E' un diciassettenne, ha le pulsioni
06:56dell'adolescenza, i desideri, i progetti, però si rende conto della società che in cui si muove
07:03sembra mettere dinanzi all'orizzonte un muro e quindi vorrebbe fuggire. Beh, la vicenda di Drogo,
07:12il protagonista del deserto dei tartari, seppur in forma di metafora è assai simile,
07:20essere confinato in una fortezza e non sapere quando riuscirà a ritornare nel mondo dei vivi.
07:26Barbara, la noi dice la notte è il tempo dei sogni. E' davvero così? E da dove viene l'idea
07:33di questa voce notturna? Beh, io lì mi sono molto divertito perché Radio Bari diventa il luogo
07:40di attrazione per intellettuali, artisti, poeti, musicisti e via discorrendo. Le emissioni della
07:51radio, le trasmissioni di una radio che diventerà molto velocemente la voce della liberazione più
07:57importante in Europa insieme con Radio Londra, però proprio per questo motivo non si limita,
08:02atti con la radio a trasmettere comunicati, messaggi in codice, bollettini, ma diventa
08:10il primo esempio di radio moderna. E all'interno delle trasmissioni c'è questo singolare personaggio
08:17che ha un nome d'arte, diciamo, un soprannome che è Barbara Lanouille, che nel corso delle
08:26notti risponde a delle lettere di, soprattutto di uomini, uomini, ragazzi, che si innamorano
08:34della sua voce, sua dente. Lei in realtà è una cantante e attrice dalle origini non chiarissime
08:40che usa proprio lo strumento dell'accompagnamento notturno della voce per in qualche modo anche
08:48sedurre l'ascoltatore e provare a mandare un messaggio di serenità. In realtà poi le cose
08:56forse non saranno così chiare. Nel romanzo ci sono vari dialoghi filosofici, in classe e non solo.
09:03Perché hai scelto di legare filosofia e resistenza? Volevi far emergere una educazione alla cittadinanza
09:11come antidoto narrativo alla paura? Beh, questa mi pare proprio un'ottima interpretazione. Lo studio
09:19della filosofia, così come lo studio dei classici, che in questo romanzo è molto presente, molto
09:23centrale. Il mentore di Alessandro, il professore di latino e greco, ed è uno degli attivisti di Radio
09:30Bari. E lui, Giulio Semeraro, è fermamente convinto che i ragazzi, proprio dentro il patrimonio
09:38straordinario della lettura, della lettura dei classici, che significa anche l'approfondimento
09:44della lettura delle basi filosofiche del sapere, possano trovare nutrimento e forse anche sollievo
09:52per un presente così difficile. Sarà così, infatti, ma non si tratta solo di nutrimento e sollievo,
09:58si tratta anche di spinta ideologica verso un impegno, l'impegno civile, la passione politica che
10:06accompagnerà, per esempio, Alessandro nel suo percorso. L'amore nel libro è insieme pudore e
10:12scoperta. Che ruolo assegna l'amore come controcanto alla violenza storica e alla guerra? L'amore in
10:19questa storia è tante cose. Il titolo, tutto il mio folle amore, allude a molte cose insieme.
10:25Sicuramente all'amore di questi adolescenti, insomma sono 17 anni, 18 anni, l'adolescenza sta per finire.
10:32E' proprio l'amore di chi si trova in bilico, tra i mondi, tra l'infanzia che ormai è stata
10:38abbandonata da tempo e l'età adulta a cui ci si affaccia. E' quindi l'amore disperato, bellissimo,
10:46dei ragazzi e delle ragazze. Però c'è un altro tipo di amore in questa storia, l'amore per la libertà,
10:54per un futuro possibile. Ed è una cosa che pervade un po' tutti e che accomuna un po' tutti,
11:01i ragazzi e gli adulti. E' come se in questo passaggio storico a Bari si generasse, non so
11:11come dire, un sentimento virtuoso condiviso che proprio per tornare alla musica, la musica
11:17consentirà anche di veicolare in una forma nuova. Quindi è importantissimo, anche per la lotta di
11:24liberazione, il potere della relazione personale, dell'amore e della spinta della passione.
11:32Dopo la presa di Radio Bari il 10 settembre, i protagonisti chiedono che la radio parli anche
11:39alle persone, che arrivi alle vite e non racconti solo le imprese militari. Quanto era importante per te
11:46mostrare la nascita di uno spazio di libertà e partecipazione in quel momento storico?
11:52Era fondamentale perché la caratteristica che distingue Radio Bari, per esempio da Radio Londra,
11:59che nella breve stagione delle emissioni di Radio Bari era, come dire, il contraltare in Europa delle
12:06attività di emissione, la cosa che contraddistingue l'attività di Radio Bari è il fatto che accanto ai
12:14bollettini strategici, ai messaggi in codice, ai comunicati, si prende piede tutta una serie di
12:23attività di comunicazione legate alla persona, alle persone. La parola diventa uno strumento centrale
12:32per sollevare le coscienze, per dare sollievo a chi ascolta e ricordiamo che chi ascolta era
12:39allora ancora sotto il gioco del nazifascismo. Quindi è un'importanza straordinaria. Oltre a
12:47questo ha detto che la tipologia delle trasmissioni che vengono inventate, perché sono inventate in
12:52quel momento, inaugurerà una stagione nuova che è quella della Radio Moderna.
12:56Bari come personaggio, via Putignani, La Terza, Petruzzelli, Il Covo, San Francesco
13:02all'Arena. Come hai costruito la mappa emotiva della città per farla agire con o contro i
13:09protagonisti? È come se dovessi girare un film e dovessi essere contemporaneamente regista e scenografo
13:16del film. Quindi sono andato a ricostruire le scene e i contesti di allora attraverso un'azione che sia
13:26di ricerca iconografica, ma anche poi di ricostruzione fantastica. Sono andato a, come dire, ad approfondire
13:34degli studi legati al contesto privato delle abitazioni, ai ritmi della vita. Da quanto costa
13:45un chilo di farina a come si comunicava all'interno di un edificio, come funzionavano i telefoni e come
13:55si pagava in contanti, perché allora si pagava soltanto in contanti. Cioè tutta una serie di cose
14:00che dare per scontate sarebbe stato un errore fatale per la narrazione. E così anche i luoghi. Alcuni
14:07di questi luoghi citati esistono ancora, altri non ci sono più, ma esistono delle fotografie. Quindi è
14:14stata una composizione progressiva di immagini e suggestioni. Insomma, mi sono anche molto divertito
14:22a fare. Chiuderei parlando della struttura narrativa del romanzo. Abbiamo come cornice il racconto del
14:28nipote con inserti dal diario di Alessandro. Perché questa doppia cadenza di voce? Che cosa permette di
14:35dire o tacere ciascun livello narrativo? Beh, il rischio di raccontare una storia, come dire,
14:43ambientata molto tempo fa, insomma in quel caso in un periodo anche così centrale, uno snodo
14:50della storia del paese, ma anche del mondo intero, il rischio era o di spostare l'asse tutta
14:57quanta sulla narrazione storica, quindi farlo diventare un romanzo storico. Io non volevo fare
15:02un romanzo storico tout court. Volevo che ci fosse questa componente dentro la narrazione,
15:07ma a me interessava parlare di un gruppo di ragazzi e capire in che modo i ragazzi intercettano
15:13gli eventi terribili, tragici, ma anche in certi casi bellissimi di quella breve stagione,
15:21e in che modo si muovono in questo spazio accidentato. Per fare questo dovevo dare voci
15:27diverse alla narrazione, però è amalgamarle anche, insomma, quindi c'è la narrazione storica
15:32che si muove su alcuni binari, quindi anche riportare dei discorsi, dei discorsi in radio,
15:39discorsi originali, intendo dire, sono stati citati in maniera fedele. Poi bisognava, come dire,
15:47descrivere in una forma oggettiva, quindi come se io fossi il narratore onnisciente, tutto quello
15:52che accade in quel momento, però poi avevo anche una grande necessità della intimità del pensiero
15:58dei ragazzi. Allora in questo caso interviene il diario di Alessandro in cui si sente la voce,
16:03il pensiero, anche il pensiero nascosto, perfino proibito, di un ragazzo di 17 anni.
16:09Oggi al piacere della lettura abbiamo parlato di Tutto il mio folle amore, edito da Garzanti,
16:14e tu Francesco quale libro consiglieresti per il piacere della lettura?
16:18Io consiglio un libro che ho ripreso in mano dopo averlo letto molti anni fa, proprio nel periodo
16:24in cui stavo scrivendo, ed è il sistema periodico di Primo Levi, è una sorta di libro mosaico
16:33composto da 21 racconti, tanti quanti sono gli elementi della tavola periodica, che però compongono
16:40un'unica narrazione che racconta la crescita e la formazione di questo ragazzo che era Primo Levi.
16:48Io credo che sia non solo molto bello, perché poi è scritto con questo stile incisivo e profondo,
16:54ma sia anche una lezione di fantasia.
16:57Grazie mille.

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