https://www.pupia.tv - Patuanelli - Intervento in Senato Volevo partire da una considerazione. Lei, nel suo intervento, ha detto che nessuna azione singola di nessun Paese, e forse nemmeno le azioni collettive, stanno cambiando la situazione a Gaza. Questo, purtroppo, è oggettivamente vero. Però vede, cito un governo che a mio avviso ha una postura politica che condivido: quello spagnolo di Pedro Sánchez. È vero, non sta cambiando la storia di Gaza, ma rende orgoglioso il proprio popolo di ciò che il suo governo sta facendo. Al contrario, sentire un Vicepresidente del Consiglio che su una TV israeliana, proprio nel giorno in cui Netanyahu decide di invadere via terra Gaza, radere al suolo Gaza City e continuare la deportazione che si somma al genocidio già in corso, dichiara: «Io sono d’accordo, sta facendo la cosa giusta», mi rende un po’ meno orgoglioso di questo governo. Presidente, lei dalla notte scorsa, dalle 3:50 ad oggi, ha dimostrato plasticamente la differenza tra chi svolge il ruolo di ministro della Repubblica rispettando il giuramento e l’interesse esclusivo della nazione, e chi invece, pur ricoprendo ruoli simili o addirittura quello di Presidente del Consiglio, continua ad agire da leader politico, facendo propaganda anche in consessi internazionali. Questo è un suo grande merito, e merita il nostro apprezzamento, pur nella diversità di vedute su molti contenuti del suo intervento. Vengo a un punto preciso. Non posso accettare che si definisca “irresponsabile” una missione umanitaria che, invece, rappresenta un simbolo di ciò che gran parte delle popolazioni occidentali pensano su Gaza. L’unica parola da dire di quella missione è “coraggio”: quella è una missione coraggiosa, non irresponsabile. Ci sono poi cose che lei ha detto e forse non andavano dette, e cose che non ha detto e che invece meritavano di essere dette. Non affermare chiaramente che ciò che è accaduto in acque internazionali l’altra notte è conseguenza diretta della politica di Israele, e che quei droni erano israeliani, è una verità che qui dentro si sarebbe dovuta avere la forza di dichiarare. E ancora: citare pubblicamente, regalando alla stampa, i tentativi in corso di mediazione – penso all’impegno del Cardinale Pizzaballa e del Cardinale Zuppi – è stato a mio avviso un errore colossale. Spero non compiuto scientemente, e non certo da lei. Lei ha parlato di “cerini”: è vero, ci sono. Ma accanto ai cerini di pace ci sono anche quelli di guerra, alimentati da accordi militari che non vengono stralciati. Inviare contemporaneamente segnali di pace e segnali di guerra rende inutili i primi e rafforza i secondi. Infine, Ministro, una considerazione sul simbolo di quella missione. Bisogna liberarsi dall’ipocrisia legata alla “consegna” degli aiuti umanitari. Perché oggi il problema non è la consegna: non ci sono corridoi umanitari per la distribuzione. Il problema è che ciò che arriva viene fatto marcire volontariamente ai valichi dal governo criminale e assassino di
Commenta prima di tutti