00:00Benjamin Netanyahu cerca di vendere il suo piano per Gaza all'opinione pubblica israeliana, ai partner internazionali e ai ministri estremisti del suo governo, ma è un compito difficile.
00:10Il premier israeliano sostiene che restano nella striscia due roccaforti di Hamas, che l'operazione Gaza durerà abbastanza poco e infine che lo scopo non è occupare per sempre la striscia, ma controllarla e affidarne l'amministrazione a un'entità che non sia israeliana.
00:25A chi, Netanyahu dice, un'amministrazione civile pacifica che non educa i suoi figli al terrorismo, non paga i terroristi e non lancia attacchi contro Israele, e quindi né Hamas né l'autorità nazionale palestinese?
00:43Secondo il premier questo è il modo migliore per finire in fretta la guerra. A contraddirlo uno dei ministri più estremisti del suo governo, il titolare delle finanze Bezalel Smotrich, con un post su X,
00:54secondo cui il premier ha dimostrato la sua debolezza perché lancia un'operazione militare che una volta di più non mira la vittoria totale, ma mette repressione su Hamas per un accordo parziale sugli ostaggi.
01:05Per Smotrich servirebbe ben altro.
01:08Sono ancora circa 50 gli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas e si calcola che una ventina siano ancora vivi.
01:14Le loro famiglie, una fetta sempre più ampia dell'opinione pubblica israeliana, protestano con manifestazioni sempre più popolose contro l'annunciata presa di controllo della striscia,
01:24e in molti accusano il premier di continuare la guerra solo per salvare la sua poltrona e la sua persona dai guai giudiziari.
01:32Agli alleati internazionali, Netanyahu dice che sarà solo un'occupazione temporanea, ma il suo annuncio è stato accolto da un fuoco di fila di critiche
01:40per la continuazione dell'offensiva in un territorio già martoriato dalla fame e dalle bombe
01:44e più in generale perché sottintende l'intenzione di decidere unilateralmente del futuro della striscia
01:50e dei suoi due milioni di abitanti palestinesi, senza consultare nessuno.
01:55Gaza è e deve rimanere una parte integrale dello Stato palestinese, dice Miroslav Jenka, uno dei vice del segretario generale dell'ONU Guterres.
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