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  • 4 mesi fa
Roma, 25 set. (askanews) - Il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo oggi alla Camera per un'informativa urgente, ha chiesto alla Global Sumud Flotilla di prendere atto del fatto che il clima, in vista dell'avvicinamento della flottiglia a Israele, è "preoccupante" e che né l'Italia, "né nessun altro paese al mondo", sarebbe "in grado di garantire la loro sicurezza" se entrassero in acque israeliane. Il ministro ha quindi chiesto di accettare le proposte della CEI e del governo di trasferire loro gli aiuti per consegnarli alla popolazione di Gaza."Vi assicuro che il clima è preoccupante. E voglio usare questo momento per trasmettere a tutti quelli che sono a bordo di quelle navi, anche attraverso quelli di voi che con loro parlano, di capire che il clima è preoccupante. E noi non siamo in grado, una volta usciti dalle acque internazionali e rientrati nelle acque di un altro Stato, di garantire la sicurezza. Né noi né nessun altro paese del mondo".Crosetto ha chiarito che, laddove l'ingresso delle navi della Flotilla nelle acque "di un altro Paese", in questo caso Israele, possa essere inteso come un "atto ostile", per quanto la capacità italiana e di pressione sia "costante, frequente, continua", deve essere messa "in previsione" qualsiasi conseguenza. "Noi dobbiamo evitarla in qualunque modo e a qualunque costo", ha aggiunto Crosetto. "Per cui io consiglio, e spero che tutti noi spingiamo, affinché venga accettata la soluzione di portare questi aiuti a Cipro e attraverso l'intervento della CEI e del governo italiano farà arrivare questi aiuti a Ganza. Sarebbe ottenuto il risultato di portare aiuti a chi ne ha bisogno e non avremmo conseguenze negative per nessuno".

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00:00Vi assicuro che il clima è preoccupante e voglio trasmettere, usare questo momento per
00:07trasmettere a tutti quelli che sono a bordo di quelle navi, anche attraverso quelli di
00:11voi che con loro parlano, di capire che è il clima preoccupante. E noi non siamo in
00:16grado, una volta usciti dalle acque internazionali e entrate nelle acque di un altro Stato, di
00:21garantire la sicurezza, né noi né nessun altro paese al mondo. E questo vorrei che
00:28fosse chiaro. Non può essere presa come una manifestazione di libertà quando quella
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00:46E per quanto la nostra capacità e la nostra possibilità di pressione su quel paese per
00:51non considerare quell'entrata un atto ostile sia costante, frequente e continua, qualunque
00:57conseguenza possa accadere deve essere messa in previsione. E noi dobbiamo evitarla in
01:02qualunque modo e a qualunque costo. Per cui io consiglio e spero che tutti noi spingiamo
01:08affinché venga accettata la soluzione di portare questi aiuti a Cipro e attraverso
01:13l'intervento della CEI e del governo italiano farà arrivare questi aiuti a Gaza. Sarebbe
01:18ottenuto il risultato di portare aiuti a chi ne ha bisogno e non avremmo conseguenze
01:22negative per nessuno.
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