Roma, 23 Sett. - Il dato è sorprendente: l'Italia è seconda in Europa, solo dopo la Spagna, per le donazioni di organi. Stando alle cifre indicate dal Centro nazionale trapianti, il tasso raggiunto è stato infatti di 28,2 donatori ogni milione di abitanti, dietro alla Penisola iberica (leader mondiale con 48,9), ma davanti a Francia (26,3), Regno Unito (21,3) e Germania (11,4). Ma si può fare ancora di più: ne è convinto il priofessor Luciano De Carlis, già primario al Niguarda di Milano e presidente della Società italiana trapianti di organi che, dal 21 al 23 settembre, tiene, a Milano, il suo 48esimo Congresso nazionale: "Le liste di attesa -spiega De Carlis- sono ormai di solo tre o quattro mesi, ad eccezione del rene dove invece si possono raggiungere i tre anni. Si tratta di numeri incoraggianti ma non bisogna accontentarsi. Bisogna puntare sull'informazione per incoraggiare le persone a dichiarare in vita la propria volontà di donare, in caso di morte, i propri organi".Un problema culturale che riguarda in particolare i ragazzi e gli anziani: "I primi -afferma il presidente di Sito- si sentono lontani, per l'età, dal problema mentre i secondi ritengono che i loro organi non siano, diciamo così, più utili. Niente di più sbagliato: l'attualità di ricorda che una donna di 102 anni ha donato il proprio fegato e che, in linea generale, è frequente che ciò possa accadere nella fascia che va dagli 80 ai 90 anni. Per questo è sempre più necessario intensificare le campagne di informazione, a partire dalle scuole dove è quantomai opportuno spiegare l'importanza di uno straordinario atto di altruismo. Nessuno può sentirsi escluso da questa esigenza sociale, nemmeno i nostri figli. Un tempo, nei nostri ospedali, arrivavano ragazzi deceduti per incidenti sul motorino. Ora invece ciò accade per i monopattini. Ma il risultato è lo stesso ed è per questo ritengo sia fondamentale esprimere la propria volontà in tema di donazioni. Riusciremmo così a ridurre ancora di più la mortalità nel paziente in attesa di trapianto, mortalità che, grazie alle nuove tecniche a disposizione, ha fatto già registrare una diminuzione significativa". A partire dalla possibilità di effettuare una donazione a cuore fermo e all'utilizzo di macchine di perfusione sempre più performanti: "Il problema in Italia -afferma De Carlis- è che le norme impongono un'attesa di venti minuti dopo l'arresto cardiaco, mentre in gran parte d'Europa è di appena cinque minuti. Per questo, dopo le necessarie valutazioni, dieci anni fa effettuammo al Niguarda il primo trapianto di fegato a cuore fermo aprendo di fatto una frontiera di grande rilevanza che ha permesso, da lì in poi, di aumentare la possibilità di sopravvivenza del 25%. L'80% degli organi, prelevati con questa tecnica, risultano poi utilizzabili anche grazie all'utilizzo di macchine di perfusione ormai raffinate, il cui costante utilizzo non solo può contribuire a rendere l'intervento da urgente a elettivo ma ha un'altra funzione fondamentale: condiziona l'organo, ovvero migliora la sua capacità funzionale". Al Congresso è intervenuto il ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha affrontato il tema delicato della responsabilità medica: " Non è possibile depenalizzarla del tutto -ha spiegato- ma ridurla si". Per questo, Nordio ha annunciato una revisione dell'informazione di garanzia: "Oggi -ha affermato- un medico può difendersi solo se indagato ma questo comporta conseguenze professionali serie. Stiamo studiando la possibilità di scagionarsi, attraverso ad esempio una consulenza di parte, senza per forza essere iscritto nel registro degli indagati. Un principio che vale per i sanitari ma anche per altri professionisti o per le forze dell'Ordine".
00:00Il dato è sorprendente. L'Italia è seconda in Europa, solo dopo la Spagna, per le donazioni di organi, ma si può fare ancora di più.
00:07Ne è convinto il professore Luciano De Carles, già primario al Neguarda di Milano e presidente della Società Italiana Trapianti di Organi,
00:13che ha organizzato nel capoluogo meneghino il suo 48esimo congresso nazionale.
00:17Maggiori informazioni è uno dei motivi di questa crescita, ma non solo.
00:21Un'altra cosa che è stata fatta, che ha consentito questo aumento, è stato da circa dieci anni, proprio in questi giorni festeggiamo il decimo anno del primo trapianto di fegato da donatore a cuore fermo,
00:36che abbiamo fatto a Neguarda esattamente dieci anni fa, nel settembre del 2015, e questo ci ha portato ad un aumento della donazione di circa un 20% negli ultimi anni.
00:47Per cui questo vuol dire aver potuto accedere a una donazione che prima non era possibile, perché in Italia l'accertamento della morte per motivi cardiaci avviene dopo 20 minuti di arresto cardiogramma piatto.
01:01Questo, nella stragrande maggioranza dei casi, non consente l'utilizzo degli organi, perché 20 minuti di arresto cardiaco provocano, nella maggioranza dei casi,
01:08un deterioramento funzionale, soprattutto del fegato, del cuore, dei reni, eccetera.
01:13Con una metodica di circolazione estracorporea, sia nel donatore di riperfusione, sia nel donatore che nel fegato, con queste macchine,
01:22o nel rene, o nel cuore, con queste macchine, si chiamano machine perfusion, macchine di perfusione extracorporea,
01:29cioè fuori dal...
01:31Noi siamo in grado, da un lato, di ricondizionare questi organi, cioè di ridargli una circolazione ematica,
01:37per cui di vedere, prima di tutto, se questi organi hanno subito un grave danno e comunque queste macchine sono in grado parzialmente di ripararlo.
01:44La conseguenza è che le liste di attesa sono ormai di solo tre o quattro mesi, ad eccezione del rene, dove invece si possono raggiungere i tre anni.
01:51Ma oggi si è parlato anche di responsabilità medica.
01:54Per il ministro della giustizia, Carlo Nordio, non è depenalizzabile del tutto, ma ha annunciato una riforma dell'informazione di garanzia.
02:01Noi vogliamo intervenire sui codici di procedura penale, in informazione di garanzia, in modo da consentire a una persona che oggi è indagata,
02:12perché altrimenti non potrebbe valersi di alcune attività difensive, per esempio la nomina di un consulente,
02:19di avvalersi in queste facoltà senza essere indagata.
02:23Non occorre molto, basta cambiare una norma di procedura penale, per cui ad esempio il medico, di questo stiamo parlando,
02:31potrebbe nominare un consulente durante un esame autoptico per conoscere come vanno le cose,
02:37senza per questo essere iscritto nel registro degli indagati e quindi ricevere quella informazione di garanzia che è una condanna anticipata.
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