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  • 5 mesi fa
E’ dedicata al limite la lettera pastorale del vescovo di Verona. Dopo aver scritto negli anni passati sul silenzio e sulla luce, quest’anno mons. Domenico Pompili invita la Chiesa veronese a riflettere su un modo nuovo di intendere gli ostacoli della vita e della propria persona, che possono diventare, una volta compresi e affrontati, una fonte di forza. In questo, la diocesi e le parrocchie possono mettere in atto nuovi modi ascoltare e dialogare con i fedeli e con le persone, anche lontane.

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Trascrizione
00:00Monsignor Pompili, perché quest'anno la lettera pastorale è sul limite?
00:20Perché mi pare che la nostra generazione rischi di non accorgersi che la vita è segnata da tanti limiti e pretende di vivere al di là dei limiti, mentre è necessario avere consapevolezza che il limite può essere una soglia che ci consente di recuperare l'infinito.
00:42Non a caso la lettera si apre proprio con quella pagina splendida di Giacomo Leopardi, questo giovane favoloso che nella poesia l'infinito fa riferimento a questo ermocolle, a questa siepe che toglie la visuale dell'orizzonte infinito per un verso, ma per un altro verso crea le condizioni perché il giovane Giacomo possa guardare, mirare e contemplare l'infinito.
01:11Perciò il limite è una opportunità, anzi direi che è la vocazione dell'uomo.
01:18Misconoscere il limite, come facciamo molte volte noi adulti, che non abbiamo più la percezione del limite nei riguardi dell'ambiente, della guerra, delle nostre possibilità, è molto pericoloso.
01:31E d'altra parte le prime vittime di questa mancanza del senso del limite sono proprio i più giovani, i quali vivono in un contesto in cui si richiede una performance sempre al massimo livello,
01:45esperimentano perciò nei propri limiti di essere inadeguati.
01:50E questo produce sempre una sorta di sofferenza molto acuta.
01:56È stato valutato che in termini di felicità i giovani oggi stanno regredendo, mentre un tempo nella giovinezza il benessere era percepito in modo molto alto,
02:10poi nell'età media andava un po' diminuendo, salvo risalire poi nell'età più avanzata.
02:16Oggi per i giovani maschi il benessere è diminuito almeno del doppio e per le ragazze è addirittura triplicato il senso di sofferenza.
02:27E questo perché non riescono a vedere nel limite non semplicemente un ostacolo, ma una possibilità.
02:34Ecco, nella lettera io faccio riferimento a una figura biblica che si chiama Giacobbe, non Giobbe, Giacobbe, che sperimenta il limite anzitutto nel suo rapporto con Esau.
02:45Il fratello di cui prende il piedino nell'atto di venire fuori alla luce, perché quello che percepisce come un limite in realtà potrebbe diventare un'occasione di crescita.
02:57Ma è così che succede anche a noi, spesso sperimentiamo gli altri come fossero un limite, mentre dobbiamo imparare a convivere con il limite, riconoscerlo e a farne un'occasione di crescita.
03:11Perciò penso che questa sapienza del limite oggi sia particolarmente necessaria ed è un atto rivoluzionario quello di partire dai nostri limiti per ritrovare l'insieme.
03:25Perché ha scelto di ispirarsi a un'opera di Magritte per la copertina di questa lettera pastorale?
03:34Perché si voleva, facendo riferimento a quest'opera di Magritte intitolata Atto di Fede,
03:41che questa porta, che nell'originale di Magritte è una porta sfondata in realtà, apre verso l'infinito.
03:51E perciò, come si può vedere, si passa qui dal buio, che è il limite, alla luce che invece rappresenta questa scoperta dell'orizzonte.
04:00È un modo plastico per dire attraverso l'immagine che il limite è un'opportunità e non invece un impedimento.
04:10Purtroppo noi abbiamo invece convissuto con una mentalità che fa del limite non la custodia del desiderio, ma il suo nemico.
04:20Mentre se il limite è la siepe, la siepe custodisce il desiderio perché riesce poi a darci invece la percezione dell'infinito.
04:30Mentre oggi spesso il limite viene interpretato semplicemente come un nemico del desiderio.
04:38Ma non è così e credo che nell'esperienza quotidiana dobbiamo invece ritrovare proprio attraverso il limite accettato consapevolmente
04:47la possibilità di crescere insieme.
04:50Ad esempio, riscoprendo che gli altri non sono semplicemente un limite, un ostacolo,
04:56ma sono ciò che consente a noi di poter crescere in umanità superando il nostro isolamento,
05:03che è direi qualcosa di atavico e di istintivo.
05:06Dal 30 novembre inizia il nuovo anno pastorale, quindi questa lettera dà proprio un po' le linee guida per l'anno pastorale.
05:15Come si può applicare poi a quella che è la vita pastorale della parrocchia?
05:21Direi che la lettera offre nella sua seconda parte, ispirata proprio alla pratica del limite,
05:28dopo che la prima parte si è diffusa sull'esperienza del limite, tre indicazioni che sono direi molto concrete.
05:36La prima indicazione è proprio quello di riconoscere i limiti, cioè partire da quella che è la condizione anche di comunità
05:47che spesso notiamo diminuite nel numero, invecchiate, anche con problemi di sostenibilità per i grandi spazi,
05:56come ciò da cui ripartire per privilegiare soprattutto un aspetto,
06:01e cioè il fatto che il limite numerico quantitativo deve darci la forza di riscoprire
06:07che la relazione è la prima grande conquista che dobbiamo sempre ritrovare nel nostro rapporto quotidiano.
06:17Perciò rispetto alle tentazioni anche di certe performance pastorali,
06:22che vanno soprattutto alla ricerca della quantità,
06:25noi per prima cosa dobbiamo ritrovare la qualità delle nostre relazioni interpersonali.
06:31La seconda cosa molto concreta che viene dalla riflessione sul limite e dalla pratica soprattutto del limite
06:41è quello di ascoltare, e cioè di intensificare la capacità di confronto tra tutti i credenti,
06:49ma non solo, con uno sguardo capace di interagire anche con le realtà che sono fuori dalla Chiesa,
06:55perché laddove è in gioco l'umano si possono stabilire tante forme di contatto e di collaborazione.
07:01Se penso a quelli che sono i grandi temi oggi, che so io, delle migrazioni piuttosto che della povertà diffusa,
07:10si scopre che tante iniziative nascono all'interno della Chiesa,
07:14ma altrettante sono presenti anche fuori dalla Chiesa,
07:19e quello che è importante è provare ad ascoltarsi reciprocamente per individuare anche forme di collaborazione.
07:26Perciò ascoltare i limiti significa in qualche modo anche ritrovare la capacità di collaborare.
07:34Penso, e nella lettera lo dico esplicitamente, anche a una maggiore capacità di integrazione
07:39tra le diverse realtà presenti all'interno della Chiesa.
07:42E faccio due esempi molto pratici, la scuola e la cura,
07:46due ambiti tradizionalmente legati un po' al mondo della vita consacrata.
07:50Ebbene, sia le case di cura, le case di accoglienza,
07:54sia la scuola intesa appunto come scuola cattolica,
07:57sono due grandi ambiti in cui più che isolarsi ognuno all'interno del proprio orticello,
08:03dobbiamo provare insieme a fare un'opera che nel rispetto delle diversità sappia però interagire in modo coerente.
08:12Perché ad esempio la diminuzione demografica che fa sì che oggi le scuole spesso vivano tra di loro in competizione
08:19perché il numero sta decrescendo,
08:22deve portarci piuttosto a lavorare insieme, a fare economie di scala
08:27e a provare perciò a vivere anche quella che era l'attività tradizionale del mondo dei religiosi e delle religiose,
08:35non come qualche cosa che è di fronte alla Chiesa diocesana,
08:39ma come qualcosa che invece sta all'interno.
08:43Quindi questa seconda strada che l'ascolto dice questo,
08:46la capacità di mettere insieme le nostre risorse, anche limitate.
08:52Poi direi tutta una serie di nuove forme di ministerialità e di azioni pastorali
09:00che possono essere sviluppate e che già in realtà sono in atto.
09:05Papa Leone incontrando i Vescovi italiani lo scorso mese di giugno
09:08ha detto che ogni comunità cristiana deve essere non solo un luogo di evangelizzazione e di preghiera,
09:16ma anche un luogo di incontro e di riconciliazione
09:19ed ha auspicato che ogni parrocchia possa essere anche una casa e una scuola di pace,
09:24soprattutto in questo tempo così difficile.
09:27E in effetti noi sulla scorta di Arena 2024 abbiamo non a caso istituito lo scorso anno una scuola di pace
09:35e l'intenzione è proprio quella di fare di questa questione così importante
09:42che è una delle esperienze da condividere.
09:46La pace è effettivamente una causa che ci riguarda tutti
09:50e non soltanto in questo momento in cui siamo particolarmente colpiti
09:54da alcune grandi questioni internazionali come la Terra Santa e l'Ucraina.
10:00Perciò alla fine il succo di questa riflessione vuole essere quella di accogliere il limite,
10:07riconoscerlo, ma trasformare il limite in una opportunità.
10:12Grazie
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