00:00Da giovane non ho conseguito la laurea e ho interrotto gli studi universitari a metà del
00:09percorso. Studiavo lettere e filosofia con indirizzo musica e spettacolo per diventare
00:14un'esperta in questo settore. Poi ho capito che piuttosto che analizzarlo avrei voluto farlo,
00:19essere io a raccontare le storie. Così ho lasciato per studiare teatro e intanto lavorare. Mi piaceva
00:25tanto far ridere. Così ho iniziato a lavorare come comica. Negli anni poi sono capitate molte cose
00:32belle. Ho potuto declinare questo lavoro in tanti modi, su palcoscenici diversi, ho avuto molte
00:37soddisfazioni professionali su tutte la libertà di scrivere le storie che mi stavano a cuore e
00:44sentirmi responsabile delle emozioni di chi le guarda. A questo ho pensato. Quando mi sono chiesta il
00:53perché di questo vostro riconoscimento e cosa avessero in comune i nostri rispettivi
00:59mestieri. Io ho pensato all'empatia, alla necessità di mettersi nei panni dell'altro.
01:09Nel mio lavoro è un punto di partenza obbligato, imprescindibile. Nel vostro lavoro, specie di chi cura
01:16e assiste l'empatia, è ugualmente imprescindibile, ma con la differenza sostanziale che non si tratta
01:24di un esercizio di stile. È la vita vera, è la vita reale. Ho avuto modo più volte di visitare
01:29reparti pediatrici. La prima volta, prima di entrare, ho sbirciato nella stanza e mi sono bloccata sulla
01:37soglia, fietrificata, assalita da un senso di impotenza e sentendomi, devo dire, molto, molto
01:48inopportuna. C'è poco da ridere in quei reparti. Francesca, la caposala che mi accompagnava,
01:56vedendomi in difficoltà, mi ha stretto le spalle e con la voce gentile dell'esperienza ha pronunciato
02:02il mantra di artisti e saltimbanchi, quello che tutti conoscono e che qualcuno usa anche a
02:07sproposito, ma che in quel momento era carico del suo significato più bello. The show must go on.
02:15Ha detto così, per farmi coraggio. Naturalmente sono entrata nella stanza e naturalmente ho dato
02:23il massimo per ciò che mi compete. Ho cercato di essere la migliore buffona di sempre.
02:32Oggi ricevo questo riconoscimento per aver criticato attraverso i miei lavori la
02:36discriminazione di genere come narrazione storica. Sì, la discriminazione non è solo un fatto sociale
02:42o politico, è una costruzione culturale tramandata nei libri, nelle parole, nell'indifferenza,
02:48nei modelli che ci vengono imposti sin dall'infanzia. Dobbiamo smontare questa narrazione. Sappiamo quanto
02:55sia urgente che ogni bambina possa vedersi rappresentata come soggetto di diritti e non come
03:01oggetto di giudizi. Oggi, in questa sede prestigiosa, sento che questo cammino trova
03:12alleati e alleate nei luoghi del sapere, dell'educazione e della cura. Considero questa
03:18onorificenza non solo come premio a un impegno, ma come segno che l'impegno collettivo può cambiare
03:25le cose. E la voglio dedicare alle colleghe, ai colleghi artisti e a chi come voi continua a
03:30credere che la parola, gli esempi e le storie possano diventare strumenti di trasformazione sociale.
Comments