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  • 8 mesi fa
«Come Rettrice e come persona e condivido un disagio profondo che la nostra comunità universitaria sta vivendo. Sento tuttavia la responsabilità e il peso di difendere la reputazione del nostro ateneo e quindi di qualcosa che va al di sopra della mia opinione personale». È questo il messaggio che la Rettrice dell’università di Verona, Chiara Leardini, ha condiviso con il Senato accademico a Palazzo Giuliari dove ha chiesto alle direttrici e ai direttori di dipartimento di aderire a un percorso che, da ora in avanti, metta in atto misure per rafforzare l’etica nel reclutamento del personale universitario. L'intervento arriva dopo la bufera sulla vicenda di Riccardo Nocini, figlio dell'ex rettore Pier Francesco, nominato ordinario di otorinolaringoiatria presso il Dipartimento di scienze chirurgiche, odontostomatologiche e materno infantili (Discomi) dell’università tramite un concorso al quale si è presentato da solo. «Di questo posso rispondere - ha aggiunto la Rettrice - da adesso in poi visto che sono in carica da meno di due mesi e su questo mi impegnerò per i prossimi sei anni».
L’università di Verona per quanto di sua competenza può solo constatare, in questa fase, che l’iter procedurale della chiamata di un docente di Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria da parte del dipartimento di Scienze chirurgiche, odontostomatologiche e materno infantili risulta formalmente corretto dal punto di vista amministrativo.
Va, inoltre, ricordato che l’abilitazione a professore ordinario di Riccardo Nocini è stata attribuita da una Commissione per l’abilitazione scientifica nazionale e che la valutazione successiva è stata fatta da una Commissione esterna composta da tre docenti ordinari. «Prendo atto, tuttavia - ha aggiunto la Rettrice - che esiste una parte formale che abbiamo ricostruito attraverso i 14 passaggi procedurali e che siamo disponibili a divulgare a chi lo richiedesse. Se dovessero emergere nuovi elementi siamo disponibili e ci impegniamo a considerarli. Sono comunque amareggiata perché quello che è emerso in questi giorni non rappresenta la forza e l’eccellenza della nostra comunità universitaria che rivendico con orgoglio».

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00:00Io sono in difficoltà come rettrice e sono in difficoltà diciamo personale e quindi condivido il disagio profondo, devo dirvi che il disagio profondo personale avrebbe un peso, quello istituzionale ne ha un altro perché sento come è caduto anche in altre occasioni la responsabilità e il peso della reputazione di un Ateneo.
00:28E quindi che è qualcosa di più della mia opinione personale in questo momento.
00:33Il fatto che lei richiami la forma che è diversa dalla sostanza capisco, ne soffro forse più di tutti se volete, ecco io dal primo giorno in cui è accaduto e quindi oggi anche di più.
00:52Peraltro siamo un'istituzione e dobbiamo reagire con gli strumenti e il perimetro dell'istituzione perché altrimenti personalmente posso fare delle scelte però oggi non sono qui come Chiara Leardini, sono qui come rettrice.
01:07Veramente il disagio c'è tutto, credo che dobbiamo reagire qui dentro come istituzione lavorando perché non accada mai più.
01:20Peraltro non ho nulla da nascondere, nel senso che credo che ci sia la necessità oggi di tutelare la nostra istituzione, tutelarla e tutelarla soprattutto dal fatto che possano venire, e qui guardo ciascuno di noi qui dentro, che possa venire in futuro.
01:37Va bene? Quindi, ripeto, se da una parte c'è una dimensione formale, da una parte c'è una dimensione sostanziale, credo che l'unica cosa da fare sia di rimboccarsi le maniche in estrema fretta, individuare e mettere a terra delle soluzioni che impediscano, mi assicuro per i prossimi sei anni di sicuro, che ricada mai più una cosa del genere, d'accordo?
02:01Ma il più, dico, per i prossimi sei anni, poi dopo, per carità, il rettore che viene dopo deciderà con il suo senso di responsabilità quello che vuole fare, d'accordo?
02:10Quindi questo la sento una cosa. È chiaro poi che la comunità cresce anche attraverso questi momenti.
02:15Cioè, io dico sempre, è capitato tutto a me, mi sono detta in tre mesi, mi è capitato di tutto, dopo mi sono detta, va bene, Chiara, evidentemente doveva succedere.
02:24Credo anche che sia un bel momento per fare squadra, guardarci negli occhi, come stiamo facendo con tutti.
02:31trovando delle soluzioni migliorative perché tutti noi abbiamo a cuore la nostra istituzione.
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