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  • 4 mesi fa
Presidio di protesta sotto la prefettura di Firenze, nella mattinata di lunedì 8 settembre, organizzato dal comitato Cittadini Attivi San Jacopino. Una delegazione – il presidente del comitato Simone Gianfaldoni, Giovanni Matino dell’Associazione Leopolda Viva e Rossella La Regina, commerciante aggredita nel suo negozio di via Toselli lo scorso agosto – ha incontrato Mattia Capecchi, vice capo gabinetto. Un colloquio definito dai manifestanti «interlocutorio, purtroppo non abbiamo potuto confrontarci con la prefetta Francesca Ferrandino». «Basta spaccate», «Basta furti», «Pene certe», «Più prevenzione». Questi alcuni dei cartelli esposti. Una ventina i partecipanti, tra residenti e commercianti, a cui si sono aggiunti rappresentanti di altri comitati cittadini e alcuni esponenti politici di centrodestra. Le loro richieste sono state raccolte in un documento di quattro pagine, poi consegnato in prefettura, dove una delegazione è stata ricevuta dal vice capo di gabinetto, con l'impegno a illustrare il tutto alla prefetta Francesca Ferrandino e a fare il punto quanto prima sulla situazione del quartiere. «Vogliamo sapere il perché di questo immobilismo. Anche stanotte in viale Redi ci sono stati altri due tentativi di spaccata, sabato una rissa furibonda in via Galliano tra due bande di stranieri con coltelli. Adesso bisogna metterci un punto.Il comitato ha presentato dei punti per la sicurezza nel rione San Jacopino, colpito da aggressioni, rapine e spaccate: chiesta un’opera di sensibilizzazione col governo per la modifica della legge Cartabia, 300 agenti in più in città («Le forze dell’ordine sono sotto organico, anche in vista dei prossimi pensionamenti») e l’apertura di un Cpr in Toscana.

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00:00Sicurezza, sicurezza, sicurezza, sicurezza, sicurezza, sicurezza, sicurezza.
00:08La sicurezza è la sicurezza, la tutta la libertà è la sicurezza.
00:17Di andare per le strane sicure, ma dire no, se no non c'è libertà.
00:23I omeggenti sono allo stremo, sono spaccati tutti i giorni, anche stamani si vialerai di due spaccati, altre due.
00:35E' un continuo.
00:36Non possiamo più uscire di casa, neanche andare a lavorare adesso.
00:43I nostri diritti sono proprio lesi, siamo diventati carcerati di loro.
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