00:00Siamo tutti molto orgogliosi del lavoro che ha fatto Giorgio Armani per tutti noi e mi sembrava giusto rendergli omaggio.
00:08Qual è secondo lei il lascito, l'eredità che ci lascia?
00:13L'eleganza che è banale e poi anche questo modo molto contenuto di esprimersi, la sua semplicità, la sua pacatezza.
00:26Il suo compleanno siamo venuti a festeggiare qua a Milano, però dato che ci eravamo, quindi ho detto no, di Cremona.
00:32E come mai hai deciso di venire, di passare?
00:34Perché Armani è il re.
00:37Sono venuta a rendere un saluto a una persona che penso che abbia fatto qualcosa di buono per l'Italia e per il mondo.
00:44Che cosa pensa ci abbia lasciato questo maestro?
00:47Stile, eleganza e tanto da imparare.
00:50Sì, ho avuto l'onore di conoscerlo, una persona di un'umiltà incredibile che ha sempre aiutato la Fondazione Francesca Rava con silenzio, umiltà, ma soprattutto con una grandissima attenzione agli altri.
01:04Quindi, al di là della moda che è indiscutibilmente il re di tutto il mondo, è una persona che è straordinaria.
01:11Penso che sia un profeta, una di quelle persone che lasciano dei messaggi su questa terra.
01:15Innanzitutto per il signor Armani, che ho sempre ammirato da tantissimi anni, per cui ho anche lavorato negli anni a Londra.
01:23Forse è stata la prima volta che l'ho visto da vicino e che l'ho incontrato.
01:27Ed era una persona che aveva...
01:29Sì, eccezionale, gentile, gentile, gentile.
01:32Io da donna ho visto che lui ha cercato di far vedere più la parte interiore delle donne, nell'eleganza e nel portamento, senza mettere in risalto soltanto l'aspetto fisico.
01:43Per cui lui andava un pochino più dentro nel cercare di vestirci.
01:48È stata la mia gioventù.
01:51Te alleggano dei ricordi particolari?
01:53I primi vestiti firmati, le prime gioie di venire alla sua boutique, di gioire per avere i jeans, il capo firmato che tanto si era voluto.
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