00:00Tevere Corsaro, Monica Repetto, che ha diretto insieme a Pietro Balla, del quale parleremo dopo.
00:06Prima di chiarirci il senso del titolo, facciamo a chi non ha ancora visto il documentario, presentarci i personaggi, in sintesi.
00:16Allora, la storia di... sono due storie parallele, quindi seguiamo da un lato un gruppo di appassionati
00:24che hanno un sogno un po' utopico, che è quello di costruire, aprire un sentiero ciclopedonale
00:33che unisca Roma al mare e in particolare ad Ostia, all'Idroscalo, dove è stato assassinato Pasolini.
00:40Questo gruppo, diciamo, è un po' guidato da un norvegese anarchico singolare
00:46che è stato traduttore in norvegese di Teorema di Pasolini e che da 30 anni vive in Italia.
00:54E quindi ha questo sogno, lo coltiva e si trascina o è trascinato da una serie di personaggi.
01:01La seconda storia è la storia di una giovane donna che decide di fare la contadina
01:09e lotta per salvare il suo terreno, che è terreno nell'agro romano, accanto al Tevere, da cinque generazioni,
01:20che è però assediato, diciamo così, dal cemento, da un progetto di costruzione di un nuovo quartiere.
01:31E adesso hai già in parte anticipato il titolo Tevere Corsaro.
01:36Tevere Corsaro è un rimando, appunto, agli scritti corsari di Pasolini.
01:40Perché? Perché Pasolini in quei testi ha raccontato proprio, ha fatto una critica radicale
01:51alla nostra civiltà occidentale, che ormai è chiaro nel 2025, è sotto gli occhi di tutti,
02:00che è una civiltà che si sta autodistruggendo.
02:04E Pasolini ha indicato i mandanti di questa autodistruzione,
02:10che hanno a che fare con una distruzione lenta e precisa di ciò che dovremmo amare,
02:18cioè i luoghi in cui viviamo, il benessere, le memorie,
02:26ciò che ci fa piacere vivere con il corpo e con le relazioni, con gli affetti.
02:34Correggia con Pietro Balla, che purtroppo non c'è più.
02:37Come vi siete divisi il lavoro? Qualcuno ha seguito un soggetto e qualcuno ha seguito l'altro?
02:41Eravate insieme?
02:43Allora, di solito, no, eravamo insieme, cioè sulle varie storie.
02:49Pietro a Svenne l'ho incontrato e l'ho, diciamo, contattato io,
02:57perché vivendo alla Magliana, sul Tevere, sulla pista ciclabile,
03:03conosco molto bene quell'area, l'ho sempre conosciuta.
03:07La conoscevo da quando la pista non c'era ed era un luogo nella città,
03:13quindi senza uscire, senza andare dove noi poi abbiamo lavorato sul set,
03:20e più verso, diciamo così, la foce del fiume.
03:24Proprio nel cuore della città, prima che venisse costruita la pista ciclabile,
03:28stiamo parlando del sindaco Rutelli al primo mandato, quindi primi anni 90,
03:33quel luogo era un luogo dove ci affassinavano le persone.
03:41Nel libro di Bianconi sulla banda della Magliana c'era la piantina alla fine del libro
03:47e con i pallini rossi dove venivano trovati i morti ammazzati
03:50ed erano lungo l'argine dove andava a correre.
03:55Un luogo tranquillo.
03:56Un luogo tranquillo, era.
03:58E adesso, insomma, è completamente diverso.
04:00Quello che si legge nelle storie che si affiancano è una continuità,
04:08cioè non sono storie separate, tutte convergono verso...
04:14Era tutto nella progettualità, nel senso quanto c'era, tra virgolette,
04:19di scritto e quanto invece si è scritto durante le riprese.
04:23E poi il montaggio.
04:23Allora, è capitato in diversi film che abbiamo fatto con Pietro
04:30che la scrittura avanzava durante la lavorazione.
04:37Perché comunque quando fai un lavoro di film documentario, di osservazione,
04:43tu hai un'idea precisa, nel senso che ti sei fatto un'idea,
04:47ma non è un'idea monolitica, è un processo fluido.
04:52Tu segui i tuoi personaggi con un certo sguardo, con un certo occhio
04:56e le storie si costruiscono mano a mano nei fatti, nei fatti che accadono.
05:03Però in realtà tu hai già capito, perché comunque prima di accendere la telecamera
05:12noi abbiamo passato molto tempo con i vari protagonisti facendo cose,
05:18andando in bicicletta, muovendoci con loro, frequentandoli nelle varie situazioni.
05:25Ore di materiali non sono state, poi non sono mai entrate nel film ovviamente.
05:30Però ci aiutava a farci un'idea dei personaggi e di come costruire la storia.
05:40Poi i fatti ovviamente ti mutano il film.
05:46Gli espropri del terreno, noi non sapevamo quando sarebbe successo, cosa sarebbe accaduto.
05:54Situazioni in cui Sven, il protagonista cicloattivista e gli altri volontari
06:03tentavano di trovare alleanze nelle istituzioni.
06:07Noi non sapevamo se ci sarebbe stata una svolta.
06:11Quindi noi continuiamo a seguire e a seconda dei fatti cosa succedeva
06:16aggiustavamo il tiro del racconto.
06:19E poi il finale ovviamente è aperto perché una cosa sola io so,
06:28che sono storie che ci riguardano perché sono storie di persone
06:33che si implicano e combattono.
06:37Ma combattono non per il proprio orto.
06:40Anche Giulia che combatte per il proprio orto
06:43non sta combattendo per un suo privilegio o un suo piccolo diritto.
06:51Sta combattendo anche per me, per mia figlia e per mio figlio.
06:55Quindi, chiudiamo qua, secondo te una resistenza è ancora possibile, nonostante tutto?
07:00Una resistenza è attiva.
07:02Noi siamo resistenti.
07:04Noi siamo resistenti.
07:06C'è chi resiste e chi ubbidisce.
07:09Noi siamo resistenti.
07:10Perfetto.
07:11Grazie per la resistenza.
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