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  • 5 mesi fa
Cagliari, meravigliosa città metropolitana nel sud della Sardegna che in questo momento sta soffrendo per l’incendio che ha distrutto la vicina Punta Molentis - promontorio sul mare dove centinaia di persone hanno rischiato la vita nella spiaggia gioiello nel comune di Villasimius - è una città ricca di storia, di bellezza, di leggende e di tradizioni. Un vero peccato che una delle città più antiche d’Italia, fondata dai Fenici nel VIII secolo a.C. e con una presenza umana che risale al Neolitico, occupata poi dai Cartaginesi e dai Romani, contesa da Spagnoli e Pisani e a lungo gestita da Piemontesi, abbia dovuto subire in uno dei suoi comuni limitrofi devastazioni di questo genere. «Non può che essere un incendio doloso», ha commentato il sindaco di Villasimius Luca Dessì. «C’è la mano di un pazzo, un delinquente. Poteva essere una strage».

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Mettendo da parte l’indignazione e la rabbia per accadimenti di questo genere, noi di iODonna non siamo state a Villasimius - che speriamo presto di scoprire in tutta la sua ci auguriamo ritrovata bellezza, nonostante l’inciviltà che l’ha colpita - ma abbiamo visitato Cagliari e la baia di Geremeas. Ecco i nostri suggerimenti e le nostre suggestioni se state pianificando un weekend o una vacanza in quella destinazione.
Passeggiare lungo la spiaggia del Poetto
Caratterizzata da sabbia fine e acque limpide, la spiaggia del Poetto è la spiaggia principale di Cagliari. Una lunga distesa di circa 8 km che si estende dal Margine Rosso a Quartu Sant'Elena fino alla Sella del Diavolo. "Sèdha 'e su Diàbulu", in sardo, è il promontorio che sorge nella zona sud di Cagliari e separa la spiaggia del Poetto da quella di Calamosca. La Sella del Diavolo, uno dei colli principali della città di Cagliari, è uno dei simboli della città. All’origine del nome c’è una leggenda, come ci racconta la guida turistica Vanessa Pintus. «I demoni, capeggiati da Lucifero, rimasero impressionati dalla bellezza del golfo di Cagliari, il golfo degli Angeli. Tentarono allora di impadronirsene, ma nella battaglia Lucifero venne disarcionato e perse la sua sella, che cadde sulle acque del golfo e, pietrificandosi, diede origine al promontorio».
Osservare i fenicotteri rosa nel Parco Naturale di Molentargius
Il Parco Naturale di Molentargius, che si estende sull’area umida delle ex saline, ed è frutto di un lavoro di riqualificazione e trasformazione. Dopo la dismissione del 1985 è diventato uno dei siti più ricchi di specie dell’avifauna di tutta la Sardegna. È un’area di grande importanza per i fenicotteri rosa, che qui nidificano e trovano cibo e riparo. «Qui a Cagliari vengono chiamati “sa genti arrubia”, ossia la gente rossa», racconta Pintus. «Sono considerati parte integrante della popolazione, anche se hanno un colore diverso». Dal Monte Urpinu si può vedere bene l’estensione del Parco di Molentargius, ossia i suoi 1600 ettari.
Scoprire aneddoti e leggende legate alla Basilica di Nostra Signora di Bonaria
La Basilica di Nostra Signora di Bonaria e il Santuario si trovano sulla cima della collina che porta lo stesso nome. Il complesso religioso comprende una chiesetta catalano-gotica e la Basilica in stile neoclassico. Sicuramente una delle chiese più importanti della città, legata alla città di Buenos Aires, questo perché il marinaio spagnolo che fondò la città di Buenos Aires era particolarmente devoto alla Madonna di Bonaria. La prima visita di Papa Francesco, originario proprio di Buenos Aires, fece qui la sua prima visita da Papa nel 2013. La Basilica di Nostra Signora di Bonaria è legata anche a una leggenda. «Narra di una tempesta che nel 1370 colpì una nave», racconta la nostra guida. «I marinai, per alleggerire la nave, gettarono in mare una cassa contenente una statua lignea della Madonna col Bambino. La tempesta si placò miracolosamente e la cassa, anziché affondare, approdò sulla spiaggia di Bonaria, a Cagliari. Quando i monaci la aprirono trovarono la statua lignea della Madonna, Gesù Bambino e una candela accesa.

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Godere del panorama di Cagliari dal Bastione di Santa Croce
Da qui si vedono tre chiese importanti, quella di Sant’Anna, quella di San Michele e quella di Sant’Efisio. «Dalla prima deriva il detto “Longu ca sa fabbrica de Sant’Anna”», racconta Pintus, «questo perché è un po’ la nostra Sagrada Familia, ci sono voluti ben 166 anni per essere completata. L’espressione indica qualcosa di lento o interminabile». Poi si vede la chiesa di San Michele, la più importante per quanto riguarda lo stile barocco a Cagliari, e poi la chiesa di Sant’Efisio, che non è il patrono di Cagliari ma è il santo più ...

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Trascrizione
00:00Quasi 10 chilometri di spiaggia inizia qui nel comune di Cagliari e arriva fino alla cittadina
00:20di Quartu Sant'Elena. La sella del diavolo è sicuramente uno dei simboli della città ed è
00:26uno dei sette colli principali della città di Cagliari. Si chiama così perché il golfo di
00:32Cagliari è il golfo degli angeli e secondo una leggenda gli angeli, essendo in perenne conflitto
00:38con il diavolo, un giorno riescono a disarcionare il diavolo, la quisella va a cadere sul promontorio,
00:48va a pietrificarsi dando la forma al colle.
00:56Questo alle mie spalle è il parco naturale di Molentargius, si tratta di vecchie saline
01:03disnesse, quindi un'area utilizzata per l'estrazione del sale. Oggi invece è un parco naturale che
01:10ospita diversi tipi di uccelli, tra i più importanti ovviamente i fenicotteri rosa, che a Cagliari
01:19sono considerati diciamo anche parte integrante della popolazione, tanto da essere chiamati
01:24saggenti a rubia, che in sardo significa la gente rossa, perché appunto sono considerati,
01:30ripeto, come parte integrante della popolazione.
01:33da qui possiamo avere una vista panoramica bellissima sul parco di Molentargius e quindi
01:45da qui ci possiamo rendere conto della sua estensione, sono circa 1600 ettari.
01:50che sicuramente è una delle chiese più importanti della città. Bonaria è anche legata alla città
02:02di Buenos Aires, perché il nome della città di Buenos Aires proprio viene dalla Vergine di
02:09Bonaria. Questo perché il marinaio spagnolo che fondò la città di Buenos Aires decise di
02:18chiamarla, in questo modo, per onorare la Vergine di Bonaria, perché particolarmente appunto devoto.
02:25La città di Cagliari e la città di Buenos Aires sono legate ed è questo il motivo per cui nel
02:322013 la prima visita di Papa Francesco è stata proprio a Cagliari perché, come sicuramente tutti
02:42ricordano, Papa Francesco era originario di Buenos Aires. La chiesa di Bonaria è anche
02:48legata ad una leggenda. Secondo questa leggenda, quando gli spagnoli tentarono di conquistare
02:55Cagliari e tutta l'isola erano occupate dai pisani, quindi i marinai dovessero gettare in mare
03:01tutto ciò che avevano per alleggerire le imbarcazioni. Tra le varie cose si trovava una cassa in legno.
03:09Secondo la leggenda, quando questa cassa in legno toccò l'acqua, la tempesta cessò.
03:16Successivamente questa cassa in legno viene trovata e aperta dai monaci che vivevano nel
03:24santuario di Bonaria. All'interno trovano la statua a linea della Vergine di Bonaria, il piccolo
03:31Gesù Bambino e una candela ancora accesa, quindi era una sorta di secondo miracolo e dunque questa
03:37leggenda era presentata con le due statue. Vedete, a sinistra abbiamo un'imbarcazione sulle onde,
03:43mentre a destra la Vergine di Bonaria, il Gesù Bambino e la cassa nel retro.
03:56Davanti a noi abbiamo tre delle chiese più importanti di Cagliari. La chiesa di Sant'Anna,
04:01che è un po' la nostra sagrada famiglia mai terminata. Il detto lungo questa fabbrica è
04:08Sant'Anna, quindi lungo come la fabbrica di Sant'Anna quando si vuole indicare qualcosa che dura tanto.
04:14Dietro abbiamo la chiesa di San Michele, la più importante per quanto concerne lo stile barocco a Cagliari,
04:21ma la più importante, forse tra le tre, è la piccoletta di Giù, che è la chiesa di Sant'Effisio.
04:29Sant'Effisio è il santo più amato a Cagliari, non il patrono. Si celebra il primo maggio,
04:35la celebrazione coinvolge tutti i gruppi folk, o quasi tutti i gruppi folk della Sardegna.
04:51La fizzetta cagliaritana è il prodotto salato tipico per eccellenza qui appunto a Cagliari,
05:19poi in realtà quasi in tutta la Sardegna. È il prodotto salato da colazione prevalentemente,
05:23poi è un prodotto molto trasversale che viene utilizzato anche come merenda nell'aperitivo.
05:30Consiste in due dischi di pasta sfoglia, farci con un sugo di pomodoro.
05:41Lavoriamo dal 2014, abbiamo scelto di proporre una cucina vegetale perché in Sardegna non era facile
05:47trovare un posto che fosse inclusivo in cui tutti potessero mangiare tutto.
05:53Con il vegano si può perché anche chi è intollerante al latte, uova o comunque vuole seguire
05:59un'alimentazione vegetale, qui può mangiare tranquillamente.
06:03Proponiamo anche dei piatti in versione senza glutine, quindi insomma la nostra missione è quella
06:10di far capire alle persone che mangiare vegetale non comporta una rinuncia, ma anzi è più
06:16inclusivo, è alla portata di tutti, piace anche a chi non è vegano o vegetariano.
06:22Uno dei piatti che proponiamo sono il malorettus alla campidanese, che è un piatto della tradizione
06:27del sud Sardegna. Si fa normalmente con la salsiccia, un raguolo zafferano con una cottura
06:32lunga. Noi lo replichiamo esattamente con la stessa ricetta e ha tantissimo successo.
06:40Al prossimo episodio
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