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  • 7 mesi fa
Roma, 9 lug. (askanews) - E' stato presentato a Roma Dedalo, l'Osservatorio permanente sui NEET in Italia Ideato da Fondazione Gi Group. Nel corso dell'incontro promosso dal Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati Walter Rizzetto, a cui hanno partecipato, fra gli altri, la Viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci e il Presidente dell'INPS Gabriele Fava, è stata presentata la prima edizione dello studio sui giovani tra i 15 e i 34 anni che non lavorano e non sono inseriti in un percorso di istruzione o formazione. Sono più di 2.000.000 i NEET italiani e grazie a Fondazione Gi Group d'ora in poi ci sarà un osservatorio e un laboratorio nazionale per studiare e comprendere le cause profonde dell'allontanamento dei giovani dai percorsi scolastici, formativi e dal mondo del lavoro e per mappare e far conoscere le progettualità attivate nei territori e stimolare iniziative di contrasto e prevenzione.Chiara Violini, Presidente di Fondazione Gi Group, ha spiegato: "Sono veramente tante le cause, non è solo una causa di distanza tra il mondo del lavoro e il mondo della scuola e dell'istruzione, ma anche una difficoltà di orientamento, una difficoltà di apprendere le nuove competenze, le nuove esigenze del mercato del lavoro, ma anche proprio una difficoltà personale di concezione del lavoro, di speranza e di fiducia in quello che si può trovare in questo mondo che cambia così velocemente". Il progetto si pone come punto di riferimento per l'intera società offrendo uno spazio condiviso, che attraverso un portale interattivo mette a disposizione un patrimonio di risorse unico, composto da database nazionali e regionali sui NEET, analisi approfondite, interpretazione e sintesi di dati, e una raccolta di buone pratiche per affrontare il fenomeno. "C'è veramente bisogno di interventi della politica, del terzo settore, delle scuole, delle imprese, delle famiglie in una connessione congiunta perché deve esserci un movimento collettivo, forse anche una attenzione, una dedizione spontanea a guardare a loro più che a noi stessi" ha detto la Presidente di Fondazione Gi Group.

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00:00E' stato presentato a Roma D'Edalo, l'osservatorio permanente sui NIT in Italia ideato da Fondazione G-Group.
00:09Nel corso dell'incontro promosso dal presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Walter Rizzetto,
00:18a cui hanno partecipato fra gli altri la viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci,
00:26e il presidente dell'Inps Gabriele Fava, è stata presentata alla prima edizione dello studio sui giovani tra i 15 e i 34 anni
00:35che non lavorano e non sono inseriti in un percorso di istruzione o formazione.
00:42Sono più di 2 milioni i NIT italiani e grazie a Fondazione G-Group d'ora in poi ci sarà un osservatorio,
00:49un laboratorio nazionale per studiare e comprendere le cause profonde dell'allontanamento dei giovani
00:57dai percorsi scolastici, formativi e dal mondo del lavoro e per mappare e far crescere le progettualità
01:04attivate nei territori e stimolare iniziative di contrasto e prevenzione.
01:09Sono veramente tante le cause, non è solo una causa di distanza tra il mondo del lavoro e il mondo della scuola,
01:19dell'istruzione, ma anche una difficoltà di orientamento, una difficoltà di apprendere le nuove competenze,
01:28le nuove esigenze del mercato del lavoro, ma anche proprio una difficoltà personale di concezione del lavoro,
01:39di speranza e di fiducia in quello che si può trovare in questo mondo che cambia così velocemente.
01:46Il progetto si pone come punto di riferimento per l'intera società, offrendo uno spazio condiviso
01:53che attraverso un portale interattivo mette a disposizione un patrimonio di risorse unico,
01:59composto da database nazionali e regionali sui NIT, analisi approfondite, interpretazione e sintesi di dati
02:08e una raccolta di buone pratiche per affrontare il fenomeno.
02:12C'è veramente bisogno di interventi della politica, del terzo settore, delle scuole, delle imprese, delle famiglie
02:19in una connessione congiunta perché deve esserci un movimento collettivo, forse anche un'attenzione,
02:29una dedizione spontanea a guardare a loro più che a noi stessi.
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